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I balneari tornano in piazza a Roma, manifestazione l’11 aprile

L'iniziativa, convocata da Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti, vuole sollecitare il governo ad approvare una norma definitiva per il riordino delle concessioni

Le associazioni nazionali più rappresentative degli imprenditori balneari, Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti, hanno convocato una manifestazione nazionale per l’11 aprile a Roma, alle ore 11 in piazza Santi Apostoli. Scopo dell’iniziativa di piazza è sollecitare il governo ad approvare una legge che metta fine al caos in corso sulle concessioni balneari. Con la scadenza del 31 dicembre 2024 fissata dalla legge 118/2022, e in assenza di una norma nazionale che decida le modalità uniformi di rinnovo dei titoli, i Comuni costieri stanno infatti procedendo in ordine sparso con le gare senza alcuna tutela per gli attuali concessionari.

L’ultima manifestazione nazionale dei balneari, sempre convocata da Sib e Fiba, risale a due anni fa, il 10 marzo 2022 nella medesima piazza (nella foto in alto). Allora la protesta era contro la legge 118/2022 del governo Draghi, che aveva abrogato la proroga delle concessioni al 2033 e imposto le gare entro il 31 dicembre 2024. Dopo pochi mesi è arrivato il governo Meloni, che aveva promesso di salvaguardare la continuità degli attuali concessionari. Ma ad oggi l’impegno non è stato mantenuto.

Così i presidenti di Sib-Confcommercio Antonio Capacchione e di Fiba-Confesercenti Maurizio Rustignoli spiegano le ragioni della manifestazione: «Come è noto, dall’inizio della nuova legislatura chiediamo al governo e al parlamento di emanare una legge di tutela delle aziende balneari attualmente operanti e di un modello di balneazione di successo, fiore all’occhiello del made in Italy. Inutilmente! L’assenza di atti concreti ed efficaci ha creato una situazione caotica per gli enti concedenti e pericolosa per il settore del turismo balneare. Purtroppo non possiamo permetterci di aspettare ancora. Non c’è più tempo».

«I Comuni stanno partendo per le gare, applicando in modo ognuno diverso e disparato la cosiddetta direttiva Bolkestein», proseguono Capacchione e Rustignoli. «Alcuni le hanno già indette, con gli esiti prevedibili sotto gli occhi di tutti: nessuna spiaggia libera in più, nessuna tariffa più conveniente per gli utenti. Solo, si toglie l’azienda a chi l’ha realizzata per regalarla al grande capitale. La vicenda di Jesolo sta lì a dimostrarlo. Siamo quindi costretti alla mobilitazione di piazza. L’11 aprile si torna a Roma, con i sindaci di tutti i comuni rivieraschi. Non contro il governo, bensì per sollecitare le istituzioni nazionali a legiferare con urgenza. Per superare il caos amministrativo, per mettere in sicurezza un importante settore economico di questo paese, per salvare lavoro e aziende, per salvaguardare un modello di balneazione attrezzata che il mondo ci invidia. E ora: tutti a Roma!».

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