Attualità

Concessioni balneari, Gnassi: “Comuni in difficoltà, governo faccia chiarezza”

Il sindaco di Rimini e delegato Anci al turismo invita i ministri Garavaglia e Gelmini a convocare un tavolo

«I Comuni alle prese con le concessioni balneari in scadenza chiedono al governo un intervento chiarificatore sul tema delle proroghe automatiche. Anche davanti a pronunce giudiziarie di segno diverso». È l’appello del sindaco di Rimini Andrea Gnassi, delegato al turismo dell’Anci, che torna sull’applicazione dell’articolo 1, comma 683 della legge 145/2018 (confermato nel decreto rilancio) che estende le concessioni demaniali adottate prima del 31 dicembre 2009 sino al 2033. Un tema oggetto di due lettere indirizzate dall’Anci ad altrettanti esponenti del governo: il ministro al turismo Massimo Garavaglia e la ministra agli affari regionali Maria Stella Gelmini, affinché istituisca un tavolo urgente in sede di conferenza unificata.

«La vicenda delle concessioni balneari è diventata una sorta di rompicapo», afferma il sindaco di Rimini. «Da un lato il Consiglio di Stato che nella sentenza 7258/2019 riconosce ai Comuni la possibilità di applicare le proroghe automatiche delle concessioni balneari; salvo poi “autosmentirsi” con la sentenza 7874/2019 che bolla tali proroghe come illegittime. Dall’altro i vari Tar: quello di Lecce (sentenza 1321/2020) secondo cui la disapplicazione della legge non può essere attribuita “in via automatica e addirittura vincolata al dirigente comunale“, e quello di Salerno (sentenza 265/2021) per cui invece le proroghe “vanno disapplicate”. Una linea, questa, sposata in pieno dalla Cassazione penale. Ancora poi vi sono orientamenti e atti di procure, come quella di Genova, e, se non bastasse, quelli dell’Autorità garante della concorrenza. Un quadro di interpretazioni diverse e a volte configgenti, in cui è difficile per le amministrazioni locali districarsi».

Di qui la richiesta di un intervento del governo che faccia chiarezza: «L’Anci – continua Gnassi – pochi giorni fa ha chiesto al governo di affrontare una volta per tutte una situazione diventata ingestibile per i Comuni e che rischia di compromettere migliaia di imprese, oltretutto in una fase drammatica del Paese. Il turismo italiano è stato colpito al cuore dall’emergenza sanitaria. Oggi, anche sul tema della Bolkestein, si devono costruire le condizioni affinché la stagione estiva possa svolgersi almeno attraverso provvedimenti ponte per i prossimi mesi, per poi affrontare definitivamente la questione a fine stagione balneare. Affidiamo al ministro Garavaglia, che sta tenendo con Regioni e Comuni un rapporto periodico e un confronto di merito, la richiesta di individuare una strategia chiara per dare finalmente certezze ai territori e alle imprese».

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Anci

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Associazione Nazionale Comuni Italiani
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    Gianfranco says:

    Questo signore è lo stesso che è andato davanti alla commissione parlamentare a proporre che le concessioni demaniali fossero vincolate ad investimenti…anche fuori dai dalla concessione stessa…c’è di che meditare..!!!

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    Non sarebbe male ascoltarlo, investire crea sviluppo e interesse per tutti, l’importante è, non essere orientato all’esproprio “proletario”, come qualche pro-asta illuso!

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    L’esproprio proletario è quello che volete mettere in pratica voi nei confronti dei veri proprietari delle spiagge cioè i cittadini italiani che adesso sono molto ben informati sulla “questione balneare” e non si accontentano più disentire solo la vostra campana.I tempi sono cambiati e i nodi stanno venendo al pettine.

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      Lei è faziosa signora cara. I cittadini italiani non aspiranti a divenire imprenditori balneari se ne fottono della questione. Anzi i più svelti capiranno che l’unica cosa che cambierà saranno i prezzi di accesso alle strutture più cari. Mica si toglieranno le concessioni per farle diventare pubbliche. Si sostituisce un soggetto privato ad un altro. Che sia ben chiaro.

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          Ma se hai sempre sostenuto che il voto non è influente visto che una legge del parlamento che tu hai votato come me è stata disattesa dai giudici italiani???quindi il voto serve a cosa????

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            se il parlamento votasse che i biondi debbano pagare più tasse io trovo giusto contestarla anche se i miei rappresentanti l’hanno votata e per fortuna in uno stato di diritto dove i poteri sono divisi è possibile questa azione del singolo..la politica è all’inseguimento di un senso comune che presto creerà nuovi programmi, se il sindaco di olbia verrà rieletto allora anche altri politici cambieranno orientamento sulla questione balneari e la questione sarà un ricordo.

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    Il concetto la spiaggia e che la spiaggia è già dei cittadini . Qui si parla di imprese e di lavoro , che guarda caso di questi tempi non esiste, come non esiste che un soggetto economico venga messo all’asta contro la volontà di una legge italiana che non viola nulla , se non la sete di affaristi che semmai entreranno lo faranno a caro prezzo, ne stia sicura. Ma non penso proprio.

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    Ilaria, devo mio malgrado, riproporre lo stesso quesito già posto in precedenti commenti, immaginando uno scambio di ruoli: ILARIA, titolare di stabilimento balneare, che, diversi decenni addietro ha AVVIATO dopo aver fatto regolare domanda, rispettando una serie di norme per avere un area in concessione, ovviamente libera, fino a quel momento nessuno ha pensato di chiedere; in un primo momento, lo attrezza con sdraio e ombrelloni, costruisce i servizi, successivamente, confortato da leggi che lo garantivano, investe cospicue somme, costruendo il bar e ancora dopo, man mano la possibilità economica glielo consente, anche un ristorante con relative attrezzature (molti con parco giochi, spa, discoteche, piantato alberi, ecc) dedicando anima e corpo per acquisire clienti, meritare la loro fiducia, affrontando la competizione anche aggressiva dei colleghi. Improvvisamente, una mattina Renzo si sveglia e vuole cambiare le regole, anche lui “pensa”di avere diritti su quel stabilimento balneare; inizialmente, strumentalizza una direttiva europea che fa acqua da tutte le parti, quando si rende conto che lo “strumento” Europa non funziona, inizia ad invocare diritti su quanto realizzato da Ilaria nel corso di tutta la sua vita, invocando l’asta. COSA FANO I 30.000 “ILARIA” A QUESTO PUNTO?! (attendiamo con ansia i tuoi suggerimenti che altri in precedenza non hanno saputo dare) GRAZIE

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    Ilaria se mai partecipasse all’asta saprebbe in partenza che avrebbe un tempo determinato dalla durata della concessione e farebbe investimenti adeguati.Mentre voi continuate a dire che avete fatto investimenti planetari che dovete ancora ammortizzare nonostante le lunghe proroghe che vi hanno concesso.Se non avete fatto bene i vostri conti o sperate in proroghe eterne non è colpa di Ilaria.comunque qui nella mia cittadina gli unici investimenti non ancora ammorizzati sono quelli dei bidoni di vernice passati sulle cabine da decenni però anche questi bagnini devono ammortizzare.Tutto questo detto da una cittadina italiana che NON aspira a diventare imprenditrice balneare,ma che vede bene come vanno le cose e non è l’unica ve lo assicuro!

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      Vede cara Ilaria, io sono sicuro al 100% di due cose. La prima è che se la direttiva fosse stata applicata da tutti gli stati nel medesimo modo ma su beni che in proporzione sono in parità (ad esempio in percentuale che ne so una specifica gara di appalto per intenderci perché le coste olandesi degli stati europei nordici non sono appetibili) noi tutti ce ne saremmo fatti una ragione. Ma siccome la stessa direttiva è stata applicata in modo disomogeneo, converrà con me che non è accettabile.altra cosa è che sicuramente lei e diario aveste preso una spiaggia in qualunque modo (aggratis per esempio perché nel mio paese ne sono state concesse 3 nel 2017) o pagando ( a titolo di esempio io ho pagato mio padre per subentrare, non tutti i genitori sono disponibili…) Farebbe le barricate…..

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    Nikolaus Suck says:

    Renzo il furbo atto quarto.
    La Sua domanda è, non a caso, rivolta a Ilaria, che sicuramente saprà rispondere se vuole. Ma visto che Lei afferma anche che “altri in precedenza” non le hanno saputo rispondere, dimostrando o che mente sapendo di mentire, o che apre bocca per dare fiato come un disco rotto ma poi non legge o non capisce le risposte, mi permetto ricordarle le mie precedenti del 19.3. ore 11,31 in “Garavaglia delude sui balneari”; del 24.3. ore 21,30 in “Lega e FI contro AGCM”; e infine 27.3. ore 10,14 in “Sindaco sfida AGCM” che le riassume e le risponde (per la terza o quarta volta) puntualmente:
    Nessuno dice “lascia tutto aggratis” ma solo “molla la spiaggia pubblica o partecipa alla gara”. Non esistono e non sono mai esistite “leggi che garantivano” niente e nessuno “pensa di avere diritti su quello stabilimento” e “su tutto quello che ha realizzato”, le è stato spiegato in tutte le salse. E quel titolare, e gli altri 30.000, anche con le “vecchie” regole (1) in tutto il tempo di durate, rinnovi, proroghe e “vuoti” avuto a disposizione (e che dura ancora oggi) hanno ampiamente ammortizzato gli investimenti passati e guadagnato, e (2) hanno sbagliato perché nulla nel contenuto della concessione, nelle norme di legge anche precedenti (che prevedevano rinnovi automatici ovvero da non rifare ogni volta, ma non a vita perché le concessioni sono sempre state revocabili, non solo alla scadenza dei sei anni ma in ogni momento, a discrezione dell’amministrazione nell’interesse pubblico) e nelle buone regole economiche ed imprenditoriali, avrebbe giustificato e consentito investimenti di quella portata e senza tenere a mente l’orizzonte temporale previsto e prevedibile in base a quelle regole (e non in base alle proprie interpretazioni e speculazioni sulle stesse, pensare “tanto non succede” non è un valido argomento). E di quell’errore non può e non deve oggi farsi carico lo Stato o la collettività. Quindi quello che oggi devono fare quei 30.000 invece di piangere e invocare tutele da dipendente e non da imprenditore, è fare il loro lavoro guardare avanti e attrezzarsi per essere in grado di partecipare alle gare con una buona offerta e tenersi la propria concessione o anche prenderne altre. Tutto qui.
    Ma lei continui pure eh, tanto ci siamo abituati.

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      Buonasera avv Suck. Io ho sempre stimato lei e il suo modo di esprimersi in modo chiaro e limpido. Ma ancora non mi ha dato una risposta chiara. Se siamo a parlare di questo problema è perché lo stato italiano in decine di anni non si è posto mai tale problematica. È dovuta intervenire l’Europa. Quindi siamo a discutere di questo solo grazie all’Europa. Quindi l’Europa non può applicare la stessa legge in modo diseguale. E ancora. Se immaginiamo come dovremmo, che l’Italia è una regione dell’Europa sarei e anzi sono incazzato se ci fossero regione più tutelate ed altre. Meno. E siccome ormai siamo europei, perché l’italiano dovrebbe accettare che un bene Italiano sia accessibile a tutti e noi invece non possiamo accedere ad un piffero??? insomma è l’Europa che ci ha prodotto sta maledetta bolkestein quindi l’Italia ha tutto il diritto (e anzi il dovere) di pretendere la uguale applicazione della direttiva. O a lei questa situazione non le garba??

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        suck allora lei non ha letto bene che cosa ho scritto in merito alle concessioni europee ,spagna , portogallo grecia e croazia e non metto la slovenia perche a solo 46 km DI COSTA…qui tutti SONO INCAZZATI (E ANCHE CONTRO I NOSTRI POLITICI)PERCHE ora SANNO BENISSIMO CHE NESSUN PAESE EUROPEO HA APPLICATO LA BOLKESTAIN creando UNA disparita super evidente tra noi e gli altri stati EUROPEI.(BOLKESTAIN UN CAZZO).il suo amico rustichelli per quello che ha FATTO (con i nostri soldi tra l altro) andrebbe denunciato, PERCHE ERA PERFETTAMENTE AL CORRENTE CHE IL LEGISLATORE DOVEVA ESSERE RIORDINATO IN MATERIA DI DEMANIO E CHE SI ERA ANCHE COSTITUITO UN UFFICIO APPOSITO PER IL CENSIMENTO DELLE NOSTRE COSTE, altro che libera concorrenza. State tirando troppo la corda e ci prendete pure per il culo TRATTANDOCI DA LADRI E USURPATORI QUANDO NOI NON ABBIAMO FATTO ALTRO CHE SEGUIRE LE DIRETTIVE IMPOSTE DALLO STATO(NOI SIAMO LAVORTORI NON CRIMINALI) .FORSE NON AVETE ANCORA CAPITO IN CHE SITUAZIONI CI TROVIAMO.MA NON VEDETE CHE CI SONO MANIFESTAZIONI DI PROTESTA TUTTI I GIORNI E CHE DA APRILE 2020 AD OGGI NE SONO STATE FATTE 2566(dati ufficiali) IN TUTTA ITALIA. TI SEMBRA UN DATO DA SOTTOVALUTARE? MA VOI CHE VIVETE SU MARTE FATE FINTA CHE QUI VADA TUTTO BENE CHE QUESTO SIGNORE (RUSTICHELLI E CHI MUOVE LE FILA CON LUI)POSSA DETTARE I DICTAT AI COMUNI E AL GOVERNO(QUI C E GENTE CHE NON HA NEANCHE I SOLDI PER FAR MANGIARE LA PROPRIA FAMIGLIA.NON COME VOI RICCHI E POTENTI) COMPORTANDOSI COME UN DITTATORE MINACCIANDO A DESTRA E A SINISTRA COME FOSSE IL MESSIA CHE CI INDICA LA RETTA VIA. VOI TUTTI SAPETE COME E FINITO IL MESSIA. COSA CREDETE CHE CONTINUERETE LA SVENDITA DEI NOSTRI ASSET MIGLIORI con la scusa delle liberalizzazioni e dei bandi COME E ACCADUTO CON DRAGHI NEGLI ANNI 90 SULLO YATCH BRITANNIA E CHE NOI CONTINUEREMO A SUBIRE UNA CLASSE POLITICA INETTA E ARROGANTE INCURANTE DELLA DISPERAZIONE DELLE PERSONE ?NON AVETE ANCORA recepito LA GRAVITA DELLA situazioni (basti pensare che durante le manifestazioni non ci sono ne bandiere di partito ne sigle sindacali. BUONA SERATA

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        Nikolaus Suck says:

        Vede Carlo non è che lo Stato negli anni non si è mai posto il problema.
        Da un lato non serviva, perché noi norme chiare le abbiamo sempre avute anche senza e prima della Bolkestein. E come ho detto in più sedi queste non hanno mai previsto, tanto meno “garantito” come dice qualcuno, durate illimitate né autorizzato investimenti a vita, quella è stata una interpretazione distorta della categoria.
        Dall’altro lato invece ha fatto qualcosa di peggio che non porsi il problema. lo ha aggravato. Infatti, dopo la direttiva e l’abrogazione del diritto di insistenza e dei rinnovi automatici (con disposizioni nazionali, non europee, e ormai risalenti negli anni), mentre tutti gli altri Stati che state sempre a citare hanno effettivamente recepito eccome la direttiva, con discipline organiche e facendo ciò che essa richiedeva (ovvero regolando in modo certo e secondo i rispettivi ordinamenti, politiche, storie e realtà le concessioni, le gare, le scadenze, etc.), lo Stato italiano e quei “rappresentanti della democrazia indiretta” tanto cari a qualcuno, per non perdere e anzi avere consensi e voti, si sono limitati a dare solo dei continui calci alla lattina per spostarla, non adottando nessuna disciplina attuativa ma limitandosi a ripetute proroghe delle scadenze, senza nessun contorno e “in attesa” di non si sa cosa.
        Quindi il problema non è l’Europa, è l’Italia.
        L’Europa non “applica” nulla e la direttiva non prevede né impone una particolare scadenza più o meno breve o lunga, né di “cacciare” gli attuali concessionari, o amenità simili. L’Europa chiede solo di attuare la direttiva e i suoi principi (che già c’erano anche nella legge nazionale anche prima), ovvero di stabilire durate certe e limitate e gare alla scadenza. Come, quando e per quanto, è un problema degli Stati. E l’Europa si limita a prendere atto, valutando solo la conformità della disciplina una volt adottata. O la sua mancata adozione, come nel caso dell’Italia.
        Quindi gli altri Stati hanno semplicemente fatto quanto richiesto, ovvero attuare la direttiva disciplinando organicamente la materia, le concessioni, le loro durate, e le gare alle scadenze (dire che avrebbero ignorato o sarebbero andati contro la direttiva è un’altra suggestiva falsità). E così hanno fatto contenta l’Europa (che non chiede e non ha mai chiesto nulla di più e di diverso).
        L’Italia no, non ha fatto nulla se non prorogare continuamente dei termini in scadenza, così vanificando e rendendoli assolutamente incerti (incertezza che tra l’altro è andata e sta andando a tutto e solo vantaggio dei balneari che grazie ad essa continuano a lavorare con titoli che dovevano essere scaduti da tempo), in modo precario, provvisorio e non organico, e con questo andando contro la direttiva che, ripeto, prevede e richiede solo questo, durate certe e gare alla scadenza (a prescindere da quale essa possa essere).
        E’ per questo che è in infrazione, per l’assenza di una disciplina organica e certa delle scadenze e delle gare. Quello che poi in quella disciplina ci si scrive è tutto un altro discorso, che qui non è in discussione. L’importante, e necessario, è farla.
        In concreto, la UE non dice “per la Spagna vanno bene 75 anni per te no e devi farne 5, 6 o altri”. Dice solo “devi disciplinare la cosa, non semplicemente prorogare di continuo un termine in scadenza”.
        E la Spagna, come altri paesi, lo ha fatto, stabilendo che una scadenza c’è, quale, e che alla scadenza ci sono le gare. E all’Europa (che, ripeto, non “applica” nulla, ma prende atto di ciò che fanno gli Stati membri), per motivi che non possiamo sindacare noi è andata bene.
        Il vero problema è che questo ai balneari italiani invece non va bene per niente e non basta. Infatti Le chiedo e mi chiedo io una cosa: se domani si facesse una legge identica a quella ad es. della Spagna (ammesso e non concesso che sia possibile), la accettereste? Mi permetto di ipotizzare che la risposta della categoria sarebbe NO. Perché non vogliono e non accettano nessuna scadenza certa, e nessuna gara, né ora, né tra qualche anno, e, ci scommetto, in ipotesi nemmeno nel 2033. Anzi a ben vedere non vi va bene nemmeno lo stato attuale, in cui comunque le scadenze ci sono. Voi puntate alla durata illimitata e in eterno, alla sdemanializzazione, al riscatto privato. Che sono impossibili (e che tra l’altro non vi risolverebbero affatto il problema al contrario, perché quando si “sdemanializza” un bene, non viene automaticamente riscattato da chi lo detiene ma per individuare a chi trasferirlo occorre, indovini un pò, una GARA PUBBLICA. E non per l’Europa ma per norme nazionali risalenti al 1923 e più volte riconfermate nel tempo!).
        Ovvero avete e portate avanti pretese assurde e oggettivamente irrealizzabili, invece di cercare di arrivare ad una disciplina realistica, accettabile e soddisfacente per tutti gli interessi e le parti. E la politica, quella nazionale non quella europea, non potendovi accontentare in questo modo, lo fa dando il famoso calcio alla lattina.
        Questo è, e non l’Europa o non si sa quale “disparità” o diseguaglianza tra Regioni più o meno tutelate. Che non c’è, semplicemente perché non ci sono gli elementi da comparare per poterla affermare. Infatti, per poter dire ché c’è disparità o diseguaglianza, devono esserci effettivamente due discipline comparabili e da comparare. Se e quando anche l’Italia legifererà in materia, e tale disciplina in ipotesi uguale ad altri Stati all’Europa per qualche motivo non andasse bene, se ne può riparlare. Ma per ora la disciplina italiana (che, a scanso di equivoci, non può ravvisarsi nella “proroga transitoria” della 145 & Co), semplicemente “latita”. Più chiaro, e ripetitivo, di così, non riesco ad essere. Saluti.

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    E Le spiagge italiane sono già accessibili a tutti a patto che siate voi a venderle a chi vi pare straniero o no!Ma sono cose dette e ridette,ma davvero credete che tutti siano ciechi davanti all’evidenza?

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      Gianfranco says:

      Cara Ilaria…..le spiagge le vogliono i grossi gruppi di investimenti…tra i quali le Coop…ti posso garantire che poi non saranno più dei cittadini..!!! X accedere poi pagherei il parcheggio…ingresso ecc…ecc..

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        Caro Gianfranco,rimaniamo sul caso Rimini.Gli avvocati che hanno chiesto aGnassi accesso agli atti sono stati incaricati da cittadini italiani,(credo romagnoli a proposito della tipicità)che a furia di aspettare la scadenza delle vostre proroghe e vedere assegnarvene altre e non poter mai competere in modo legittimo si sono rotti le scatole(per non usare un linguaggio scurrile).Altroché i grossi gruppi.E a proposito di chi mi ha detto che è una ruota che gira…..è una ruota ferma da troppo tempo che ha bisogno di essere oliata!

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          Povera illusa. Voi siete i sacrificabili…andate al fronte e prendete i proiettili così poi arrivano loro e fottono voi che avete fottuto noi. Ma se non ci sbattete la testa….ma Ilaria, se la regione Emilia Romagna applicasse la bolkestein e per esempio la Toscana no, lei sarebbe contenta??ecco tale disparità è già evidente in Europa

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            Carlo,ma mi faccia il piacere…..sa benissimo come stanno le cose,ma siccome non avete più nessun argomento vi attaccate sempre a questo sapendo di dire cose inesatte.Se l’Emilia Romagna facesse da apripista e fosse la prima regione italiana a tutelare i diritti di tutti i suoi cittadini per quello che riguarda i beni pubblici io ne sarei profondamente orgogliosa!!!!

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    Suck e Ilaria, quante chiacchiere, l’area che non valeva una cicca, dove ora vi è una impresa che produce, dal valore di centinaia di migliaia di euro, se non di milioni, come viene “rilevata”? A quale prezzo? Il valore della rivalutazione, dell’avviamento, della “crescita”, delle attrezzature, dell strutture, a chi vanno? (Ti ripeto ancora una volta, cerca di essere concreto e un po’ serio! Sei ridicolo quando parli di furbi! (Inizio a pensare che Carlo non ha tutti i torti, sto perdendo tempo!)

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      Nikolaus Suck says:

      Tutte cose già dette, spiegate e risposte Renzo, e molto concretamente, se non capisci o non vuoi capire fatti tuoi e la perdita di tempo sei tu.

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    Sfugge a tutti il concetto che la legge sia prima sia dopo non è stata in grado di definire dei contorni precisi a queste concessioni. Mancano e sono sempre mancate norme chiare , perché se questi imprenditori sono stati trattati con rinnovi automatici senza tutele non è colpa loro. Hanno fatto generare un legittimo affidamento e che vi piaccia o no è così. Adesso è molto dura per lo Stato togliere senza danni gente che fa quello da una vita e ha utilizzato giustamente ( visto il comportamento statale ) la propria famiglia per far funzionare tutto. Chi non si pone questi problemi occupazionali o è cieco o fa finta di esserlo. Ma secondo me è più ipocrita, perché se fossero stati al posto di questa gente avrebbero detto le stesse giuste cose.

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      Allora se la legge che c’è(perche c’è non dimentichiamolo) è stata applicata in modo distorto per favorire un settore fino a farlo diventare una lobby intoccabile così deve rimanere in eterno?O è giusto mettere un po’ di ordine?È stato più volte ripetuto che è vero non è giusto non riconoscere il lavoro svolto in questi anni dagli attuali imprentori e che hanno diritto a chiedere garanzie in caso di eventuale fuoriuscita(eventuale perché sarebbero in gara anche loro),ma da qui a prentedere che l’unica garanzia sia quella IO E POI I MIEI FIGLI E POI I MIEI NIPOTI perché siamo e saremo i migliori ora e per sempre e nessuno degno di competere con noi…..no mi dispiace non regge!Perché questo è un sistema feudale che era discutibile nel Medioevo figuriamoci se adesso può continuare così.Però ripeto qualche riconoscimento sarebbe giusto,ma guardando caso per caso.

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    Probabilmente l’azienda che produce con valore di milioni di euro dovrà essere valutata anche in base al reddito dichiarato.Dite che sono sacrifici,sudore e tante tante spese.Il reddito dichiarato sarà un parametro molto importante anche per capire se questi mega investimenti che non si arriva mai ad ammortizzare siano stati fatti basandosi su altri numeri.Guardate io non parlo per sentito dire o perché non capisco niente di spiagge.Non sono giovanissima e ho sempre visto negli anni come funzionano le cose su tutti gli aspetti:investimenti del piffero,assunzioni di ragazzi con contratti tipo”veniamoci incontro che altrimenti non ci sto nelle spese”,subbaffitti e intanto faccio un altro lavoro,lo scontrino questo sconosciuto.Io ci sono nata a me le barzellette non le raccontate!

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    Guardate a vostro favore e per non fare di tutta l’erba un fascio dico che sarebbe giusto andare a vedere caso per caso e valutare chi veramente merita di rivendicare alcuni di quei diritti che pensa di avere acquisito.

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    Esistono altri strumenti per reprimere questi comportamenti….tipo guardia di finanza ecc ecc…eppure per voi meglio affossare un sistema e mandare a morire aziende sane…ma la vita è una ruota…

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    Ilaria, o non ha capito la domanda o fa finta. La verità è che la disparità di trattamento è evidente che si tratti di regione o stato non importa essendo ormai lei una cittadina europea ma lei decide in base alla convenienza. Ma ripeto oggi a me domani a te e così via

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    Tutela imprese says:

    L’estensione deve valere per tutti , ma non si possono mettere in discussione i dannati sacrifici della gente . Non ci vedo nulla di male se un figlio prende i sacrifici del padre, si cacciano i delinquenti , chi fallisce, chi non produce utile e non chi da una parte del suo sudore ad un figlio. Mettevi in testa che al di là del bene pubblico state giocando con la vita della gente , e questo è inaccettabile. Lo stato non ha regalato imprese ma un bene in concessione, mettetevelo in testa. Questo bene non fa soldi da solo ma li fa solo se sei in grado farglieli fare. Io sinceramente mi vergognerei di prendere il posto di un imprenditorie che ha fatto quello per 50 anni. Anzi mi vergognerei.

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