Il Tar Campania, seconda sezione di Salerno, ha disapplicato l’estensione al 2033 di una concessione demaniale marittima prevista dalla legge italiana 145/2018. Con la sentenza n. 265/2021 del 29 gennaio scorso, il tribunale amministrativo si è espresso in merito al contenzioso tra il titolare di uno stabilimento balneare e il Comune di Camerota (non costituito in giudizio), dichiarando che l’estensione al 2033 è contraria al diritto europeo e pertanto non può essere applicata.
Nelle sue motivazioni, articolate in trenta pagine di pronuncia, il Tar di Salerno (presidente Nicola Durante, estensore Olindo Di Popolo) riprende tutte le argomentazioni contrarie all’estensione automatica delle concessioni balneari, dalla sentenza della Corte di giustizia europea “Promoimpresa” del 14 luglio 2016 ai recenti ricorsi dell’Antitrust contro il prolungamento al 2033 disposto da alcuni Comuni toscani, passando per le varie pronunce di altri Tar e del Consiglio di Stato emesse negli ultimi due anni. In sostanza, secondo il tribunale amministrativo campano la legge 145/2018 «si presenta confliggente con i principi euro-unitari sanciti dall’art. 12 della direttiva 2006/123/CE (cd. Bolkestein)» e pertanto «la proroga automatica quindicennale […] si infrange contro l’indirizzo giurisprudenziale disapplicativo delle norme legislative dilatorie emanate in subiecta materia».
Non solo: il Tar di Salerno evidenzia che «a fronte dell’intervenuta cessazione del rapporto concessorio, il titolare del titolo concessorio in questione può vantare un mero interesse di fatto a che l’amministrazione proceda a una nuova concessione in suo favore e non già una situazione qualificata in qualità di concessionario uscente, con conseguente inconfigurabilità di alcun obbligo di proroga ex lege o motivazionale dell’amministrazione. Ne deriva che l’operabilità delle proroghe disposte dal legislatore nazionale non può che essere esclusa in ossequio alla pronuncia del 2016 del giudice euro-unitario […], di talché la proroga legale delle concessioni demaniali in assenza di gara non può avere cittadinanza nel nostro ordinamento, come del resto la giurisprudenza nazionale ha più volte riconosciuto (cfr. per tutte e tra le più recenti, Cons. Stato sez. V, 27 febbraio 2019 n. 1368)».
Per tali motivi, arriva a concludere la sentenza del Tar Campania, «anche la più recente proroga legislativa automatica delle concessioni demaniali in essere fino al 2033 […] è coinvolta, con le conseguenze del caso, nel ragionamento giuridico sopra esposto» e quindi va disapplicata.
Per approfondire
- Scarica la sentenza n. 265/2021 del Tar di Salerno »
(pdf, 30 pagine)
© Riproduzione Riservata














