Attualità

Balneari, è ufficiale: spiagge a gara dal 2023, approvato ddl concorrenza

Svolta epocale per la gestione del demanio marittimo, ma per i criteri delle evidenze pubbliche bisogna attendere il decreto attuativo

La Camera dei deputati ha approvato ieri sera il disegno di legge sulla concorrenza, già passato lo scorso maggio in Senato, che all’articolo 3 introduce le gare per le concessioni balneari entro il 31 dicembre 2024. Si tratta di una svolta epocale per la gestione delle spiagge italiane dopo vent’anni di rinnovi automatici agli stessi titolari, che ora potranno comunque competere per riottenere le concessioni, ma passando dalle gare pubbliche come previsto dalla direttiva europea Bolkestein a cui l’Italia non si era ancora adeguata. In aiuto agli attuali gestori c’è il riconoscimento di un punteggio bonus in fase di gara per chi dimostra esperienza professionale nel settore e per chi ha avuto l’attività balneare come reddito prevalente negli ultimi cinque anni, mentre restano ancora da definire i criteri per il calcolo dell’indennizzo ai concessionari uscenti in caso di passaggio del titolo, di cui dovrà occuparsi il prossimo governo nel successivo decreto attuativo.
Il provvedimento è stato approvato a larghissima maggioranza, con 345 voti favorevoli e solo i 41 contrari dei deputati di Alternativa e di Fratelli d’Italia (che aveva presentato anche degli emendamenti soppressivi, ma finiti respinti dall’aula). A causa di alcune modifiche introdotte da Montecitorio, tra cui lo stralcio della norma sulla liberalizzazione delle licenze di taxi e ncc, il provvedimento tornerà nei prossimi giorni in Senato per la terza lettura, dove otterrà il via libera definitivo.

Il ddl concorrenza si occupa di molti temi imposti dall’Europa affinché l’Italia potesse ottenere i fondi Pnrr, come le concessioni idroelettriche, la distribuzione del gas, la sanità privata e la gestione dei rifiuti. Le spiagge invece non facevano parte del patto sul Pnrr, ma il governo Draghi ha voluto a tutti i costi inserirle nel ddl concorrenza per recepire la sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, che lo scorso novembre ha annullato l’ultima proroga dei titoli al 2033 (poiché in contrasto col diritto europeo che vieta i rinnovi automatici agli stessi titolari sulle concessioni di beni pubblici) e imposto di riassegnarli tramite gare entro il 31 dicembre 2023. In assenza di una riforma, i Comuni sarebbero stati costretti comunque a istituire le evidenze pubbliche, ma senza linee guida nazionali e senza alcuna garanzia per i concessionari uscenti. Con l’entrata in vigore della legge sulla concorrenza, invece, sono previste almeno alcune forme di tutela per gli attuali imprenditori che hanno lavorato bene e che potranno dimostrarlo, per esempio con certificazioni, regolarità fiscale e assenza di illeciti, meritandosi di continuare a gestire le concessioni.

Nonostante gli appelli portati avanti fino all’ultimo dalle associazioni di categoria dei balneari, anche alla luce dello stralcio dell’articolo 10 sui taxi, è saltato il tentativo di eliminare l’articolo 3 sulle spiagge. Le gare delle concessioni sono dunque diventate ufficialmente una realtà da cui non si potrà più tornare indietro, anche se tutti i dettagli su come espletare le procedure dovranno essere definiti nel decreto attuativo da varare entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge. A occuparsene sarà dunque con tutta probabilità il prossimo esecutivo, da cui dipenderà il futuro degli stabilimenti balneari italiani: il governo Draghi, infatti, non si è preso la responsabilità di decidere sugli aspetti più importanti della materia, limitandosi a concetti molto vaghi che potrebbero essere concretizzati in molti modi diversi, a seconda del colore politico che dominerà alle prossime elezioni. Per ora l’unica certezza, insomma, è che le gare saranno da fare entro due anni; ma su come si faranno, resta ancora tutto da decidere. E gli aspetti rimasti in sospeso, come vedremo nelle prossime righe, sono molteplici.

Come saranno le gare delle spiagge

L’articolo 3 del ddl concorrenza afferma che le concessioni balneari in essere sono valide fino al 31 dicembre 2023, dopodiché dovranno essere oggetto di riassegnazione tramite evidenze pubbliche. Tuttavia, se un’amministrazione comunale dovesse dimostrare delle non meglio precisate «ragioni oggettive che impediscono la conclusione della procedura selettiva entro il 31 dicembre 2023, connesse, a titolo esemplificativo, alla pendenza di un contenzioso o a difficoltà oggettive legate all’espletamento della procedura stessa, l’autorità competente, con atto motivato, può differire il termine di scadenza delle concessioni in essere per il tempo strettamente necessario alla conclusione della procedura e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2024».

A decidere come riassegnare le concessioni in seguito alla loro scadenza è dedicato l’articolo 4, che però di fatto elenca solo una serie di generici principi da concretizzare in modo più preciso nel successivo decreto attuativo da approvare entro sei mesi. Le concessioni balneari, afferma la norma, dovranno essere affidate «sulla base di procedure selettive nel rispetto dei princìpi di imparzialità, non discriminazione, parità di trattamento, massima partecipazione, trasparenza e adeguata pubblicità, da avviare con adeguato anticipo rispetto alla loro scadenza» e le gare dovranno tenere «adeguata considerazione degli investimenti, del valore aziendale dell’impresa e dei beni materiali e immateriali, della professionalità acquisita anche da parte di imprese titolari di strutture turistico-ricettive che gestiscono concessioni demaniali». Al fine di premiare gli attuali concessionari che hanno gestito virtuosamente le spiagge e che meritano di continuare, più avanti nel testo si impone anche che le gare tengano conto «dell’esperienza tecnica e professionale già acquisita in relazione all’attività oggetto di concessione, secondo criteri di proporzionalità e di adeguatezza e, comunque, in maniera tale da non precludere l’accesso al settore di nuovi operatori», nonché «della posizione dei soggetti che, nei cinque anni antecedenti l’avvio della procedura selettiva, hanno utilizzato una concessione quale prevalente fonte di reddito per sé e per il proprio nucleo familiare». Si tratta di un passaggio piuttosto delicato, la cui attuazione dovrà essere concordata con la Commissione europea, che ha più volte dichiarato la sua contrarietà a qualsiasi forma di vantaggio per i concessionari uscenti.

Per evitare la concessione di ampie porzioni di spiaggia a pochi grandi capitali, invece, la legge propone molto genericamente «l’eventuale frazionamento in piccoli lotti delle aree demaniali da affidare in concessione, al fine di favorire la massima partecipazione delle microimprese e piccole imprese» e l’obbligo di stabilire un «numero massimo di concessioni di cui può essere titolare, in via diretta o indiretta, uno stesso concessionario a livello comunale, provinciale, regionale o nazionale». Ancora una volta, sono principi generici e privi di qualsiasi impegno concreto, che a seconda del colore politico del prossimo governo, aprono alla possibilità di decidere liberamente se preservare l’attuale modello di piccole e medie imprese balneari familiari oppure se dare tutto in mano ai grandi gruppi economici.

Importanti sono invece i criteri di ecosostenibilità e accessibilità che la riforma chiede di tenere in «adeguata considerazione ai fini della scelta del concessionario». In concreto si parla di «interventi indicati dall’offerente per migliorare l’accessibilità e la fruibilità dell’area demaniale, anche da parte dei soggetti con disabilità, e dell’idoneità di tali interventi ad assicurare il minimo impatto sul paesaggio, sull’ambiente e sull’ecosistema, con preferenza per il programma di interventi che preveda attrezzature non fisse e completamente amovibili».

Infine, come detto, il ddl concorrenza non entra nel merito dei criteri con cui calcolare l’indennizzo economico per i concessionari uscenti, limitandosi a stabilire che dovrà essere il decreto attuativo a occuparsi della «definizione di criteri uniformi per la quantificazione dell’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante». Sarà soprattutto su questo tema che si concentrerà il negoziato fra le associazioni di categoria e il prossimo governo, in quanto non sarà affatto facile stabilire dei criteri oggettivi per definire un indennizzo che gli imprenditori del settore pretendono venga calcolato sull’intero valore aziendale delle loro imprese.

La durata delle nuove concessioni balneari e l’aumento dei canoni

Secondo il provvedimento approvato alla Camera, saranno i Comuni a decidere la durata delle nuove concessioni, «per un periodo non superiore a quanto necessario per garantire al concessionario l’ammortamento e l’equa remunerazione degli investimenti autorizzati dall’ente concedente in sede di assegnazione della concessione e comunque da determinare in ragione dell’entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare, con divieto espresso di proroghe e rinnovi anche automatici».

Il testo apre inoltre alla possibilità di aumentare i canoni demaniali: al settimo comma dell’articolo 4 si parla infatti della «definizione di criteri uniformi per la quantificazione di canoni annui concessori che tengano conto del pregio naturale e dell’effettiva redditività delle aree demaniali da affidare in concessione». Il decreto attuativo dovrà inoltre definire «una quota del canone annuo concessorio da riservare all’ente concedente e da destinare a interventi di difesa delle coste e delle sponde e del relativo capitale naturale e di miglioramento della fruibilità delle aree demaniali libere».

La complessità del decreto attuativo

Oltre alla complessità dei temi di cui dovrà occuparsi, il decreto attuativo per la riforma delle concessioni balneari sarà un’operazione difficile anche per i tempi ristretti a disposizione. Con le elezioni anticipate al 25 settembre, la questione sarà senz’altro oggetto di fantasiose promesse da campagna elettorale per i prossimi due mesi; dopodiché il prossimo esecutivo si troverà a dover scrivere entro quattro/cinque mesi le linee guida delle gare. Di conseguenza le Regioni dovranno correre per emanare le loro ordinanze e i Comuni dovranno istituire le procedure selettive in fretta e furia, avendo a disposizione un solo funzionario per gestire decine di bandi. Con questo scenario, appare dunque molto probabile che quasi tutte le amministrazioni sfrutteranno l’anno di deroga in più concesso dalla legge, preparandosi anche per gestire i ricorsi che potrebbero arrivare numerosi, come sempre accade coi bandi di gara – soprattutto se non saranno scritti con sufficiente precisione e rispetto del diritto.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Marcello Giocondo says:

    Finalmente le gare finalmente si accendono i fari su una realtà completamente sconosciuta finalmente si vedrà allo scoperto di realtà sempre nascoste è sempre volutamente ignorate finalmente finirà la mortificazione di essere tutti uguali di essere tutti miliardari che sfruttano il demanio Finalmente una legge che farà emergere la diversificazione degli stabilimenti balneari in riferimento alle aree dove operano in riferimento ai flussi turistici in riferimento alla qualità del pubblico in riferimento ai tempi lavorativi in riferimento alle aree di grande importanza turistica ad alta Valenza e a quelle che stanno affogando danni a causa dell’inettitudine degli amministratori regionali comunali e anche l’indifferenza dello Stato porto ad esempio un litorale di 42 km di costa quale il litorale Domizio dove gli stabilimenti balneari sono stati affondati nei primi anni degli anni 80 prima con il terremoto poi con la Camorra e malavita organizzata poi con l’immigrazione clandestina del popolo africano oggi presente su un comune come quello di Castel Volturno con 17.000 immigrati clandestini un territorio devastato dall’inquinamento Marino dai divieti di balneazioni dalle regioni della Costa mi sono sempre chiesto come si fa a gestire una stabilimento balneare in queste zone pagando un canone come quello di Forte dei Marmi che ben venga l’evidenza pubblica che ben vengano i criteri stabiliti dalla 4-94 del 93 sempre disasintesi dalle regioni Campania sono 40 anni che siamo in attesa di un piano spiaggia che ben vengano e che emergono le vere realtà che ben vengano le quantificazioni delle determinazioni dei canoni degli animali in riferimento alla redditività dell’azienda che ben vengano legale perché in questa situazione con questi presupposti con questi numeri sono curioso di sapere di vedere dico conoscere chi verrà a partecipare delle nostre zone pronto sempre ad un confronto anche pubblico Marcello Giocondo presidente Sib Campania

    • Lorenzo Pinto says:

      Giocondo, lei è stato capace di scrivere ben 67 righe senza mettere un punto o una virgola.
      Complimenti, è un record, persino per questo blog, dove certamente non scrive tutta gente laureata.
      Il risultato è che si capisce poco e niente.
      Uno dei grandi problemi di questo disgraziato Paese, effettivamente, è che i ruoli istituzionali troppo spesso
      vengono occupati da gente che non è neppure in grado di stilare un componimento di livello elementare.

      • Invece io ho capito tutto e quello del signor Marcello Giocondo sembra il flusso di coscienza di Giuseppe Berto ne “Il male oscuro” .
        D’altro canto, avete da contestare e insultare anche chi qui vi spiega la questione in punto di diritto scrivendo in perfetto italiano.
        Forse il problema è vostro: riuscite a capire solo quello che vi conviene.

        • Nikolaus Suck says:

          Spesso nemmeno quello purtroppo. Ma sarà voluto.
          Le Sue citazioni però volano troppo in alto per tutti noi! 🙂

        • Lorenzo Pinto says:

          Personalmente, non ho ben capito il discorso degli “stabilimenti affondati con il terremoto”, ma forse posso intuirlo.
          Mi è invece del tutto oscuro il passaggio sulle “quantificazioni delle determinazioni dei canoni degli animali”…
          E lasciamo correre gli strafalcioni e le parole inventate: qui più che a Berto, siamo al Joyce di Finnegan’s Wake.
          Quel che credo invece di avere capito è che questo signore si compiaccia del fatto che insieme agli stabilimenti meno remunerativi, verranno mandati a gara anche quelli considerati “miniere d’oro”.

          Continuo comunque a chiedermi come, chi avrebbe bisogno di un interprete, possa aiutare la causa di qualcuno. Ma contenti voi…

    • Marcello,probabilmente in alcuni tratti del litorale Domizio ci saranno meno concorrenti e i canoni più bassi,mentre in altri tratti della sua splendida campania ci saranno più concorrenti e canoni più alti:
      Si chiama concorrenza e l Italia,con alcune clausole di salvaguardia ne ha disperatamente bisogno in tutti i settori.

    • ma se i comuni non sanno neanche cosa c e’ sul territorio …..che bandi vogliono fare? che cosa mettono in asta? dove sono le mappature? ah dimenticavo …nel cassetto di garofali e giavazzi….tanto per fare un esempio dell inettitudine di questo governo morente……nel mio comune c e un solo funzionario, e mi spiegate voi come puo’ controllare 100 150 progetti e dare un esito positivo o negativo in cosi breve tempo? si divide in 10 parti? e i ricorsi ? poi perche’ non si e’ dato un tempo certo alle durate delle concessioni? i 5m non eravate quelli che profettizzavano 5 snni? salvando conte siete la feccia dell italia ….. come dire che ben venga il riciclaggio di denaro sporco mafie e grandi gruppi economici che prenderanno concessioni per 50 anni…grazie draghi per aver distrutto il turismo italiano …lega e berlusconi scordatevi i milioni di voti che vi venivano dati dal turismo…sparirete…letta l amico di macron…sei venuto in italia per conto di macron a finire l opera di svendita dei nostri asset…ancora non vi e’ chiaro che i popoli ne hanno i coglioni pieni di voi dittatori….macron in francia e ‘ praticamente finito e sulla sua testa grava un inchiesta per i file uber ..in germania sholtz non comanda nulla idem inghilterra e olanda dove il popolo a momenti linciava il premier..stessa cosa dicasi per l austria e ora arrivera’ in italia lo sconquasso …ne potete stare certi…inutile che facciate alleanze il popolo vi mandera’ a casa …. svolta epocale a vantaggio di mafie e multinazionali con la complicita’ dello stato italiano….dott. alex e’ questo che avrebbe dovuto scrivere nel suo pezzo…lei e’ una persona molto competente e imparziale per questo o una grande stima del suo operato.anche il dott. suck lo e’ solo che non ha la stessa sua imparzialita quando affronta questi argomenti…. votate la meloni non lega e berlusconi cosi che abbia una maggioranza assoluta e non si trascini dietro questi traditori….

      • Si chiama “libero mercato” dove sei “libero” di vendere e non costretto a lasciare da un calcio in culo, e funziona benissimo, CHIUNQUE può comprare!

        • Nikolaus Suck says:

          Esatto, CHIUNQUE, compresi incompetenti, mafie e multinazionali, senza controlli e basta che tirino fuori i soldi. Ma se finiscono in tasca a voi va tutto bene vero?

    • é fantastico vedere in italia sempre piu extraterritorialita. non piu alla portata di italiani. Le pubblicita in inglese e in cirillico, le capisco anche io: non sognarti di capire cosa c è scritto, tu italiano con i tuoi parametri di prezzi e buonsenso meglio che giri al largo, cosi è venezia capri, firenze, in italia servono i cinesi che a venezia spendono 500 euro per un piatto di spaghetti,
      economia sana insomma. Sola nei servizi balneari le tariffe diminuiranno.

  2. Stefano
    Questi si che fanno investimenti, creano occupazione e fanno anche i giusti guadagni. In un regime di vera concorrenza con i porti della Croazia. Ha… il turismo nautico e’ notoriamente più “ricco” di quella da spiaggia.

    • e infatti i grandi gruppi puntano ai nostri porti, soprattutto i cinesi…e noi gli spianiamo la strada….grazie draghi…per l occupazione ho i miei dubbi…..

  3. Signore e signori, si aprono le “danze”. Sono certo, ne vedremo delle belle, tra opportunismo politico, mafia e “interessi” stranieri. Ai piccoli ex concessionari, un contentino e un “calcio” nel sedere, mentre i litorali di pregio, saranno oggetto del contendere, ovviamente per chi se lo potrà permettere, precludendo ogni possibilità di accesso ai FAUTORI DELLE “SPIAGGE LIBERE” o “IL MARE È DI TUTTI”! Inoltre, d’ora in poi, le tariffe degli stabilimenti balneari, saranno più accessibili (sic!) 😆😆😆

    • Perché il mare non è di tutti? Mi faccia capire se è normale avere uno stabilimento dietro l’altro per km e i gestori che ti guardano male se vuoi fare un bagno?

  4. Anche con la legge centinaio stabilimenti a gara nel 2033 ma mancando i decreti attuativi e successo tutto il casino…anche qui mancheranno e vediamo il prossimo governo di centro destra cose e se li farà…dimenticavo c è la sentenza del Consiglio di stato che impone bandi entro dicembre 2023 altrimenti verranno sequestrati tutti…già me lo vedo in tutta Italia carabinieri,finanza,guardia costiera che sequestra tutto il litorale italiano in attesa di bandi…apposto

    • Nikolaus Suck says:

      Si in effetti la situazione è parecchio diversa quindi questo è un pensiero/auspicio un po’ miope e approssimativo.
      La 145/2018 prevedeva solo dei dpcm quindi atti amministrativi, il ddl concorrenza contiene una delega legislativa da esercitarsi con decreto legislativo quindi norma primaria.
      La 145 prevedeva un termine di 120 giorni che, data l’iperbolica durata della proroga di 15 anni (che era la vera e unica ragione della norma), ovviamente nessuno si è preso la briga di rispettare. Il ddl concorrenza prevede 60 giorni, con riferimento ad una scadenza confermata normativamente al 2023, quindi tutt’altra storia.
      Peraltro a questo punto i bandi entro dicembre 2023 non li impone più “solo” la sentenza del Consiglio di Stato, ma lo stesso ddl concorrenza, quindi una legge dello Stato.
      Inoltre, all’epoca della 145/2018 non c’erano:
      – i principi di diritto dell’Adunanza Plenaria che oggi ci sono e vanno rispettati;
      – la messa in mora della Commissione UE ancora pendente che è un ulteriore pungolo a fare in fretta;
      – il precedente di sequestro per occupazione abusiva dei Bagni Liggia nel frattempo deciso e confermato anche dalla Cassazione e che può fare da esempio e ispirazione;
      – l’invio da parte della Procura di Genova a tutte le altre Procure, che oggi li hanno sul tavolo, degli atti relativi alle altre concessioni, gentilmente segnalate dall’ing. Galli, ai fini dell’apertura delle relative indagini.
      Quindi direi che no, fare finta di niente stavolta non sarà facile, e nemmeno utile. Auguri.

      • Suck sul fatto che si andrà a gara penso che sia chiaro a tutti qui dentro oramai. Staremo a vedere come andremo a gara. Io aspetterei di vedere il contenuto dei decreti attuativi della legge (semmai ci saranno) prima di inneggiare il de profundis della categoria. Ad oggi abbiamo in mano solo una legge ed un termine di scadenza entro i quali indire i bandi…… e queste sono certezze. Tutto il resto sono solo suoi auspici dato che il contenuto riguardante le modalità dei bandi è ancora tutto da scrivere e alla fin fine non è detto che quando questo accadrà saremo ancora noi gli scontenti e non lei. Auguri anche a lei Suck.

        • Nikolaus Suck says:

          E chi ha mai “inneggiato il de profundis della categoria”, qualunque cosa voglia dire (ultimamente qui le citazioni letterarie si sprecano). A me bastano avere in mano “solo” (!?) una legge e le certezze della scadenza e dei bandi di gara, cui chiunque vinca dovrà sottostare attuandoli e rispettandoli, senza potere più fare come gli pare. Qualunque sia il contenuto, lo considero già un successo e una vittoria, sono contentissimo e va bene così.

          • Da come scrive pare che gli attuali gestori abbiano agito sino ad ora senza sottostare a nessuna legge o regola Ad ogni modo senza entrare nel merito delle sue considerazioni, la scadenza periodica delle concessioni c’è sempre stata come lei mi insegna, ora ci saranno i bandi e ben vengano, tutto sta a vedere come ci si andrà e con quali regole dopo le elezioni, sempre dando per scontato che decidano di votare i decreti attuativi. Bene così.

  5. Teo Romagnoli says:

    Paese di merda come molti che scrivono qui..parlate di concorrenza che c’è sempre stata e indennizzi che non arriveranno mai. Il giorno che non sarò più bagnino lascerò l’ Italia non solo per lo schifo ma anche perché non riuscirò da operaio e/o col reddito di vagabondaggine a pagare i debiti creati fidandomi della 145/18. Non perderemo il miglior bagnino d’Italia ma io ho dato miliardi di buongiorno e buonasera, rastrellato km e km di sabbia e conosco venti correnti la maggior parte dei miei clienti…finisce un’era non abbiamo mai rubato niente e sfruttato niente senza pagarlo onestamente e sinceramente mi offende tantissimo quando chiaccherando nel “mio” stabilimento mi dicono che il parlamento è lo specchio della società. Io non sono come loro !! Voi della chat sicuramente si. Addio bel paese di merda!

    • Fortunato chi ti ha avuto come bagnino,ma dalle mie parti ti trattano di merda sia gestori che bagnini ed è normale che molti non sono ben visti!

  6. In discussione sia sempre ben chiaro anche se non conviene, sono la sequenza odiosa degli steps di questa PORCATA, durante nessuno dei quali c è stato un ruolo di mediazione delle diverse posizioni. Si è sostanzialmente fatta solo la volonta di Draghi, senza se e senza ma.
    Sono felice che draghi abbia capito la considerazione che i suoi lecchini hanno dimostrato avere di lui. Comunque molto piu alta di quella che ho io di lui. Se è meglio una pessima democrazia che una buona dittatura, parimenti si puo e si doveva dire meglio una legge di compromesso nel rispetto della direttiva che una imposizione fascista del nuovo dux.

  7. In un paese democratico le scelte politiche di prendono in Parlamento, i cui componenti rappresentano gli elettori che li hanno votati. In un paese dove invece le decisioni le prende un tecnocrate che obbedisce agli ordini dell’alta finanza, allora 29.000 (numero approssimato per difetto) piccole imprese a conduzione familiare devono andarsene via, sostituite da grandi gruppi finanziari(nelle località rinomate) o dai colletti bianchi delle mafie, che devono riciclare denaro sporco, nelle località del sud. Tutto questo non si può neanche dichiarare, poiché in contrasto con i principi del politically correct, impastati in una melassa di ipocrisia. Una martellante campagna stampa impone concezioni distorte, alimentando antipatie verso che ha l’unico difetto di svolgere l’attività alla luce del sole. Antipatie fondate sull’invidia sociale. Il risultato di questi insulsi propositi sarà una situazione di disordine totale, di sequestri e ricorsi, di contrasti sociali. Il tutto a causa di una politica arraffona e
    Incapace, che per anni ha ritardato l’approvazione di una legge in materia seria ed efficace.
    Certo a fronte di un esproprio forzoso molti preferiranno un’altra strada, l’abbattimento. Poi voglio vedere con tutti i vincoli vigenti cosa metteranno a gara.

    • Nikolaus Suck says:

      Il “tecnocrate” non ha preso nessuna decisione, ha solo PROPOSTO una disegno di legge, che è stato democraticamente discusso, votato e approvato dai due rami del PARLAMENTO democraticamente eletto dai cittadini, a grandissima maggioranza e senza nemmeno il bisogno del voto di fiducia. Il resto sono sciocchezze propagandiste.
      29.000 imprese o quante sono dovranno mettersi in discussione, gareggiare e dimostrare di essere le migliori e più idonee a gestire e curare una risorsa pubblica e collettiva anche nell’interesse generale. Il resto sono speculazioni indimostrate e qualunquiste.
      A gara metteranno la spiaggia, l’arenile, il demanio, eventualmente (ma solo eventualmente) con ciò che di inamovibile c’è sopra. Del resto non importa niente a nessuno, sbaraccate e portate via grazie.

  8. Dopo l’autorevole intervento di Teo Romagnoli è difficile dire qualcosa di intelligente… il silenzio sarebbe non solo opportuno, ma financo doveroso, però Giuseppe solleva nuovamente il problema dei 30.000.
    Secondo alcuni sono 30.000 aziende che chiudono, mentre per altri (sempre del settore) le aziende sono 7.000, mentre 30.000 sono le famiglie messe in strada. Non entro in merito, ma forse sarebbe meglio avere dati precisi prima di sparare cifre a casaccio.
    La disamina di Giuseppe pecca di precisione: delle 30.000 aziende (ammesso che i numeri siano quelli e non gli altri, ma la sostanza non cambia) una minima parte saranno nel mirino dei “grandi gruppi finanziari (nelle località rinomate) o dai colletti bianchi delle mafie, che devono riciclare denaro sporco, nelle località del sud”, mentre la stragrande maggioranza delle concessioni verranno snobate da questi “mostri” del mercato libero. Peraltro i “mostri” sono già tra di noi e le “piccole” aziende familiari si sono già vendute a suon di milioni le concessioni appetibili… perciò lo scenario prospettato è a dir poco irreale.
    La “martellante campagna stampa” è in realtà estremamente superficiale e ignorante, perché riprende, senza approfondire, quello che si dice in giro, un po’ dai balneari, un po’ dagli utenti, dopo di che cerca di spiegare con poche parole una vicenda di una tale complessità tecnica e giuridica che perfino gli avvocati prendono delle cantonate colossali (vedi alcuni interventi in questo blog da parte di esimi sindacalisti e parlamentari). Quella riportata dalla stampa è una visione della questione estremamente distorta per due motivi: uno non è quella la realtà, due non è quella l’opinione pubblica. Purtuttavia questa visione distorta non è capace a sua volta di distorcere la realtà: non esiste alcun odio diffuso nei confronti dei balneari e non ha avuto la minima incidenza sulle scelte del Governo.
    Il Governo non risponde ai dictat di volta in volta dei tecnocrati, dei miliardari, dei mafiosi o di una ipocrita politically correct, ma a questioni di livello talmente alto che alcuni in buona fede, ma altri molto più strutturati culturalmente e in mala fede, non vogliono accettare. Il Governo nel pieno delle sue funzioni e prerogative, legittimamente insediato a norma di Costituzione, sta rispettando proprio la Costituzione e l’inelutabile rispetto degli accordi internazionali che, permettetermi di dirlo, hanno salvato la Grecia dal fallimento e stanno salvando noi da un analogo fallimento.
    Può non piacere la soluzione? Questo è comprensibile, perché quando si va in crisi ci sono sempre le conseguenze, ma le gare per le Concessioni balneari non sono un sacrificio di alcuni a danno di altri, ma il rispetto di una regola generale all’interno della UE, e cioè che non possono esserci “privilegiati di Stato”, né in termini finanziari, né in termini patrimoniali e chi detiene un bene dello Stato ha un privilegio e pertanto prima o poi lo deve rendere disponibile anche agli altri.
    Detto ciò, alla domanda legittima di Giuseppe per cui “a fronte di un esproprio forzoso molti preferiranno un’altra strada, l’abbattimento” per poi vedere con tutti i vincoli vigenti cosa metteranno a gara, la risposta è nelle cose: metteranno a gara la spiaggia, cioè il bene dello Stato. E’ giusto così.

    • Caro mistral , al mise per 100 dipendenti che restano a casa per delocalizzazione o chiusura, si aprono tavoli per tentare l impossibile , ora vedi 1000 o 30000 imprese , poco cambia se si tratta di lavoro, e se o titolari del proprio stipendio non devono avere pari dignità di chi lavora come dipendente, lo può dire solo chi non lavora o ruba uno stipendio.inoltre dietro alle aziende balneari che speri scompaiano, ci sono dipendenti che non automaticamente saranno reimpiegati, se non imponendolo
      Mi fa pena chi cerca di negare l esistenza di aziende per non riconoscerne un valore connesso al fatturato e ai beni necessari per ottenerlo. Certo é propedeutico per commettere il FURTO ma non fa onore al buonsenso. Credo che se si analizzano i numeri metterà male sostenere che conviene avere tabula rasa sugli arenili.piuttosto che creare un meccanismo che riconosca una continuità di azienda.
      O forse si preferisce appoggiare un progetto che al posto di un cantiere nautico preveda due campi da tennis???

      • Perché vi ostinate stupidamente a FARE FINTA DI NON CAPIRE? AVETE SOTTOSCRITTO UNACONCESSIONE CHE E’ SEMPRE STATA A TEMPO,AVETE BENEFICIATO DI PROROGHE ILLEGGITTIME CHE VI HANNO CONSENTITO FATTURATI ILLEGITTIMI,ADESSO VOLETE UN RISARCIMENTO PER DELLE ATTIVITA ILLEGITTIME? MA dovreste restituire gli utili conseguiti in VIOLAZIONE DI LEGGE!!

  9. Camera con vista says:

    Ma chi ancora continua a dire che gli atti formali fatti dai comuni a fronte di investimenti, e quindi la proroga al 2033, sono validi e che quindi non tutti andranno a gara a breve, ha ragione o torto ?

  10. Camera con vista says:

    Grazie per la risposta.
    Da noi ( Versilia ) oggi l’ ex sindaco ( avvocato) afferma che i ” nostri ” lidi sono al riparo dalle aste fino al 2033 in virtù degli atti formali stipulati.
    Io non trovo nessun altro che la pensa come lui e non capisco se è un genio lui o cosa.

    • Nikolaus Suck says:

      La qualità di avvocato non è sempre garanzia di esattezza e fondatezza, come confermano anche altri esempi. Se la pensa così solo lui, non si sa dopo quanto approfondimento, un motivo ci sarà e pur non conoscendolo se non altro per motivi statistici difficilmente sarà la genialità. Tra l’altro, se si tratta della Versilia, al tema della inidoneità delle procedure a soddisfare i criteri di pubblicità e partecipazione dell’evidenza pubblica si aggiunge quello che quegli atti formali si basano su una legge regionale della Toscana che nelle parti principali relative alle concessioni demaniali è stata pure dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale.

    • Antilobbyi says:

      Frequento la Versilia e si chi è l’avvocato che ha fatto il sindaco in quota pd. Applicando una legge regionale Toscana voluta dalla maggioranza con la formalizzazione degli atti formali senza evidenze pubbliche favorendo così i concessionari esistenti con la sola presentazione di un progetto di miglioramento della struttura.

      • Se a viareggio come in altre località non si andrà a bando nel 2024 io farò una segnalazione all’AGCM e magari un esposto alle procure poi vedremo cosa succede..cosi feci in passato alimentando il cambiamento e così farò al 2024 e spero che i tanti carlo, ilaria, andrea, ecc. facciano lo stesso così veramente la comunità diviene garante e proprietaria del bene.

  11. Che spaccone il nostro Suck, (commento 12:58) quando dice: “sbaraccate e portate via, grazie”, convinto di averla avuta vinta in toto. Pensi davvero che l’opera (magistralmente “lavorata”) è stata portata a termine, tanto da seguire, di già, le tue indicazioni?!!!

      • Suck, il tuo “sbaraccate e portare via, grazie” si commenta da solo, e rappresenta inequivocabilmente il tuo “personaggio”, che, sarà letteralmente deriso, a decreti attuativi ultimati, così come saranno spazzati completamente via, i tuoi principali “sostenitori” pentastellati.

      • Nikolaus Suck says:

        Hanno fatto passare anche di peggio, sempre più o meno nello stesso ambito e con tanto di riferimenti personali. Hanno un metro tutto loro e magari lo trovano divertente.

  12. Lo dico ai commentatori che difendono l’operato di Draghi. Ma vi risulta che tutti i partiti si sono dichiarati contrari ? Vi risulta che della mappatura, disposta dal vostro genio Draghi, nel n si parla più? Vi risulta che le la stragrande maggioranza dei lidi è gestita da imprese familiari? Che i grandi gruppi finanziari, di cui il Presidente è espressione autorevole, vogliono investire fondi nelle zone più appetibili? Che al sud ci sia la mafia che deve ripulire capitali ? Che ci sono opere realizzate con titoli urbanistici da parte di persone che hanno investito tempo denaro e sacrifici, e che oggi volete cacciare ? Ma come mai la concorrenza non si applica ai Notai è alle farmacie?
    La politica , con la P maiuscola deve contemperare gli interessi in campo, non fare la serva ai burocrati di Bruxelles che tutela solo l’alta finanza. Personaggi provenienti da paradisi fiscali dettano regole insulse che servono solo a loro. E i repressi invidiosi che scrivono su questo sito atteggiandosi a giuristi li osannano perché utili alla causa. Fate ridere voi e la concorrenza. Vedrete quante sorprese

    • Caro Giuseppe, per tanti, logica, buon senso, e soprattutto onesta’, è diventato tabù, tuttii balneari italiani che hanno AVVIATO le loro attività, lo hanno fatto onestamente, con i loro soldi, e soprattutto non hanno mai tolto nulla a nessuno, rispettando leggi, che ora vigliaccamente hanno annullato in corso d’opera. Nessuno, mai, potrà occultare tali evidenze.

  13. fabio moggia says:

    Pare che qualcuno del SIB, per il buon operato per la tutela dei balneari, sarà candidato nelle liste del PD in Puglia.

  14. Gianluca Guazzarotti says:

    Ciò che emerge dall’articolo è che ci saranno trattamenti diversi tra Comuni magari confinanti (“saranno i Comuni a decidere la durata delle nuove concessioni”) addirittura facendo una sorta di “business plan” di aziende profondamente diverse tra loro.
    Mi pongo poi una domanda: se il concessionario uscente decide di smantellare la propria struttura
    (bene di proprietà dell’impresa e non del demanio) come potrà il subentrante esercitare l’attività la stagione successiva dato che, per esperienza personale, tra progetti, commissioni edilizie, pareri vincolanti, costruzione delle opere, agibilità e altro ci vogliono molti mesi? Non si rischia di aumentare il disservizio piuttosto che migliorare il servizio?

    • Nikolaus Suck says:

      E’ il motivo per cui le gare vanno indette e iniziate per tempo e senza ridursi all’ultimo, e questa in effetti è una responsabilità dei Comuni.
      Anche perché “smantellare la struttura” non è una decisione discrezionale che può prendere o no il concessionario uscente, come si continua a pensare, ma un suo preciso obbligo discendente sia dalla legge che dalla concessione scaduta. Solo ciò che è oggettivamente “inamovibile” va lasciato e diventa demaniale, sempre per legge.
      Dopodiché sarà il Comune a decidere cosa mettere a gara e includere nei bandi e per quanto tempo, a seconda delle esigenze del territorio. E che queste esigenze le valuti ogni Comune per conto proprio, anche in modo diverso, è perfettamente normale e rientra sia nell’autonomia territoriale che nella sussidiarietà.

  15. Aggiungo che magari il modello imprenditoriale precedente con costruzioni o manufatti importanti potrebbero non interessare il subentrante..chi è stato al SUN di Rimini avrà visto cose interessanti da posizionare e poi rimuovere quindi rapide nel loro impiego..insomma il cambio dei balneari storici non cambierà l’asse terrestre e neppure il PIL.

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