Attualità

Ue conferma infrazione Portogallo su concessioni balneari

Bruxelles contesta il diritto di preferenza per i gestori uscenti

Mentre in Italia il governo Meloni sta decidendo il futuro delle concessioni balneari, in scadenza il 31 dicembre 2023, in Portogallo l’Unione europea ha inviato il proprio parere motivato sulla procedura di infrazione che contesta la normativa locale sulla gestione delle spiagge. L’iter era stato avviato lo scorso aprile, quando Bruxelles aveva recapitato al governo portoghese la prima lettera di messa in mora per opporsi alla «mancata corretta attuazione delle norme relative alle procedure di gara per l’aggiudicazione di concessioni balneari». Secondo la Commissione europea, la legislazione portoghese sulle concessioni di spiaggia, concedendo un diritto di preferenza ai precedenti titolari in fase di rinnovo tramite bando, non è compatibile con il principio europeo della libertà di stabilimento e con la direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi, in quanto «un diritto preferenziale a favore degli operatori storici dissuaderebbe le imprese situate in altri Stati membri dal fornire servizi balneari in Portogallo».

Il governo portoghese aveva avuto due mesi per rispondere all’Ue e giustificare le proprie scelte, e a quanto risulta, ha deciso di non farlo. Anche per questo, Bruxelles nei giorni scorsi ha richiamato il Portogallo inviando un nuovo parere motivato. Se l’esecutivo guidato dal primo ministro António Costa non prenderà immediati provvedimenti, la Commissione potrà deferire il Portogallo alla Corte di giustizia Ue per comminare delle sanzioni salatissime finché la normativa non sarà adeguata ai dettami della Bolkestein.

In questa seconda lettera, Bruxelles ha ribadito la sua convinzione che la legge portoghese sul diritto di prelazione sia incompatibile col diritto europeo. Nello specifico si tratta della Lei da Água, che prevede una deroga per cui gli attuali titolari, un anno prima della fine della concessione, possono comunicare la volontà di mantenerla e dieci giorni prima della gara devono confermare la volontà di aderire ai requisiti del bando. In questo modo i gestori di una spiaggia – che in base alla Lei da Água possono avere concessioni lunghe fino a 75 anni – godono di una preferenza quando arriva il momento della riassegnazione.

La procedura di infrazione contro il Portogallo è di interesse anche per l’Italia, dal momento che sia le associazioni di categoria dei balneari, sia le forze politiche che li difendono, citano spesso le norme della penisola iberica per denunciare una presunta disparità di trattamento a scapito del nostro paese, dove da anni l’Europa preme per riassegnare le concessioni di spiaggia tramite gare pubbliche, aperte e trasparenti. Tuttavia, a quanto pare, Bruxelles tiene sotto controllo anche gli altri Stati membri, contestando qualsiasi normativa sui beni demaniali che non rispetti i principi comunitari iper-liberisti.

Anche l’Italia, a dicembre 2020, ha ricevuto una lettera di messa in mora che contestava la proroga delle concessioni balneari al 2033 disposta dal primo governo Conte, in quanto rappresentava un rinnovo automatico agli stessi titolari e perciò in contrasto con i princìpi comunitari. Ma al contrario del Portogallo, ad oggi la Commissione europea ha deciso di non proseguire l’iter della procedura di infrazione contro il Belpaese. Dopo quella lettera, infatti, sono arrivate la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga al 2033 e l’approvazione della legge sulla concorrenza di Mario Draghi che ha fissato la scadenza degli attuali titoli al 31 dicembre 2023 e imposto di riassegnarli tramite gare pubbliche entro la fine del 2024. Al governo Meloni spetterebbe il compito di varare entro febbraio il decreto attuativo per stabilire i criteri delle procedure selettive, di cui si sta occupando il ministro agli affari europei Raffaele Fitto, che ha fatto infuriare le associazioni balneari con un clamoroso dietrofront: l’esecutivo ha infatti proposto di disciplinare le gare immediate delle concessioni, al contrario delle posizioni espresse dalla leader di Fratelli d’Italia quando si trovava ai banchi dell’opposizione. E la procedura di infrazione europea contro il Portogallo purtroppo insegna che, se si dovesse arrivare a introdurre le gare, nessuna forma di favoritismo per gli attuali titolari sarebbe accettata da Bruxelles.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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