Il Coordinamento dei concessionari demaniali pertinenziali italiani ha inviato alle commissioni giustizia e finanze della Camera dei deputati una serie di richieste per chiedere un trattamento separato, all’interno del decreto Infrazioni, per i titolari delle strutture balneari
Walter Galli
Il Coordinamento dei concessionari demaniali pertinenziali italiani denuncia la mancata convocazione al tavolo tecnico convocato per oggi pomeriggio dal ministro del turismo Massimo Garavaglia, che riceverà tutte le associazioni di categoria al fine di discutere i contenuti della riforma delle concessioni balneari. «Nonostante ne avessimo fatto richiesta con
«La scusa della mancanza di copertura economica non regge: a opporsi contro l’emendamento salva-pertinenziali è stata una parte del Movimento 5 Stelle, pilotata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi che vuole avviare le decadenze su tutte le concessioni balneari di Ostia. Ma è possibile che trecento piccole imprese in tutta Italia stiano morendo per colpa […]
L’avvocato Bartolo Ravenna (nella foto) ha rassegnato le sue dimissioni da portavoce nazionale del Coordinamento concessionari pertinenziali italiani. «Le dimissioni sono motivate da impegni di lavoro ed erano già state concordate nel momento che decise di prendere in mano il timone, a prescindere dal risultato del decreto rilancio», informa una nota del
«Mentre il governo Conte sospende i pagamenti per rilanciare l’economia e le attività turistiche, il Comune di Pomezia attende l’emergenza Covid per dare il colpo di grazia ad alcuni stabilimenti balneari che, negli anni, si sono arretrati nel pagamento dei canoni». Lo afferma Bartolo Ravenna, portavoce del Coordinamento concessionari pertinenziali, che ha presentato una
La riapertura del suo stabilimento balneare è stata proibita da un’ordinanza comunale e ha iniziato uno sciopero della fame e dei medicinali vitali, che dura da oltre una settimana. Walter Galli, titolare dello stabilimento “Port Royal” di Pomezia, da anni si batte contro l’applicazione dei valori Omi sui canoni delle concessioni demaniali, che
Aumentando il canone balneare minimo da 362 a 2500 euro annui, si possono salvare le imprese pertinenziali. Lo dimostra uno studio del “Coordinamento concessionari pertinenziali”, che sta lavorando in queste ore per evitare il fallimento di trecento piccole aziende familiari. Dopo la bocciatura di quasi tutti gli emendamenti al decreto Milleproroghe, restano
«Non c’è più tempo: le associazioni di categoria devono trovare unità almeno sui canoni». La voce dei pertinenziali, cioè i concessionari balneari colpiti dagli ingiusti canoni Omi che hanno determinato maxi aumenti di centinaia di migliaia di euro da pagare per le loro imprese, si fa sentire forte e chiara alla fiera
Dopo la sconfitta in Senato, i balneari pertinenziali lavorano per raggiungere una proposta unitaria insieme a tutte le associazioni di categoria per riequilibrare gli ingiusti canoni demaniali marittimi. Il Coordinamento concessionari pertinenziali, che raggruppa le 250 imprese colpite dall’ingiustizia dei valori Omi (abbiamo raccontato la loro vicenda
Oltre a fare scalpore, la bocciatura degli emendamenti salva-pertinenziali ha gettato nella disperazione circa trecento imprenditori balneari, i cui debiti accumulati ammontano a diversi milioni di euro in cartelle esattoriali a causa di un’ingiustizia fiscale che continua a restare irrisolta e senza una soluzione positiva all’orizzonte. Un balneare pugliese che ieri, dopo




















