Sindacati e associazioni

Tavolo su riforma spiagge, i pertinenziali: “Il governo non può ignorarci”

Il coordinamento che rappresenta i concessionari con strutture in muratura lamenta la mancata convocazione all'incontro di oggi col ministro Garavaglia

Il Coordinamento dei concessionari demaniali pertinenziali italiani denuncia la mancata convocazione al tavolo tecnico convocato per oggi pomeriggio dal ministro del turismo Massimo Garavaglia, che riceverà tutte le associazioni di categoria al fine di discutere i contenuti della riforma delle concessioni balneari.

«Nonostante ne avessimo fatto richiesta con un’istanza inviata lo scorso 11 novembre, designando come nostro rappresentante l’avvocato Bartolo Ravenna, il governo ha deciso di non convocarci», tuona Walter Galli, portavoce del Coordinamento pertinenziali.

«La presenza del Coordinamento dei concessionari pertinenziali italiani è indispensabile – sottolinea Galli – essendo l’unico organismo portatore del puro interesse dei concessionari in muratura che, all’indomani della scadenza delle proroghe dei titoli concessori (e quindi dell’incameramento di tutti i beni demaniali in muratura allo Stato) saranno decine di migliaia e la cui diversità non può non essere seriamente discussa. Non possono infatti continuare a normarsi con regole uguali dei rapporti concessori profondamente diversi aventi a oggetto, rispettivamente, beni in muratura inamovibili e aree di spiaggia da attrezzare con ombrelloni e con eventuali strutture amovibili».

giochi festopolis

«Non comprendiamo se questa mancata convocazione sia una svista oppure no», conclude Galli. «Ribadiamo la disponibilità e l’interesse del Coordinamento dei concessionari pertinenziali italiani a presenziare e collaborare per contribuire alla riscrittura delle regole per l’affidamento dei beni demaniali, essendo vitale per gli interessi della specifica categoria dei concessionari in muratura».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social:
  1. «La presenza del Coordinamento dei concessionari pertinenziali italiani è indispensabile – sottolinea Galli – essendo l’unico organismo portatore del puro interesse dei concessionari in muratura che, all’indomani della scadenza delle proroghe dei titoli concessori (e quindi dell’incameramento di tutti i beni demaniali in muratura allo Stato) saranno DECINE DI MIGLIAIA …>>.
    Ma non erano solo 300 le imprese “pertinenziali” come scriveste ad agosto 2020 all’indomani dell’introduzione dell’art. 100? Ecco il link del vostro articolo dell’epoca… https://www.mondobalneare.com/canoni-pertinenziali-decreto-agosto-soluzione-contenziosi/
    A questo punto una delle due versioni è una spudorata balla… ed io so anche qual è…

    • Buongiorno Andrea, nessuna delle due versioni è falsa. Le confermiamo che attualmente le imprese pertinenziali sono circa 300, come affermato nel nostro articolo da lei linkato. Quella del sig. Galli è invece una prospettiva futura, ovvero intende che quando le attuali concessioni scadranno, le imprese pertinenziali diventeranno decine di migliaia: questo in base all’articolo 49 del Codice della navigazione che prevede l’incameramento al termine della concessione.

    • Andrea neanche li legge gli articoli gli bastano i titoli…. Poi tanto con tutti i suoi pregiudizi mette insieme il resto e salta a conclusioni!!! Se la canta e se la suona.

      • Caro Luca,
        mai sentito di parlare di acquisizione degli impianti di difficile rimozione alla scadenza della concessione ai sensi dell’art. 49 c. n. ? Mai sentito parlare del fatto che il rinnovo automatico delle concessioni è stato introdotto soltanto dall’art. 10 della legge 88/2001 (successivamente abrogato) e che le concessioni in costanza delle quali sono stati realizzati i manufatti prima di tale novella sono inesorabilmente spirate? Mai sentito parlare del consolidato orientamento giurisprudenziale a mente del quale il verbale di incameramento è un atto puramente ricognitivo di un effetto di legge, ovvero l’acquisizione delle opere di difficile rimozione alla scadenza del titolo concessorio? Mai sentito parlare degli orientamenti giurisprudenziali che qualificano i rinnovi delle concessioni ex l. 88/2001 come nuove concessioni, evidenziando come detti rinnovi non abbiano affatto precluso l’effetto acquisitivo delle opere inamovibili indipendentemente dalla sussistenza di un formale incameramento? Mai sentito parlare del fatto che praticamente quasi tutte le attuali concessioni hanno come oggetto soltanto il mantenimento degli stabilimenti edificati da più di 50-60 anni e non la realizzazione di nuove opere (presupposto costitutivo del diritto di superficie) ? Bene… potrei parlarle di tante cose che ignora ma la lezione di diritto sarebbe troppo lunga e noiosa…

        • Andrea, gli attuali concessionari pertinenziali non stanno contestando gli incameramenti bensì il fatto di non essere stati ammessi alle trattative in corso.
          La peculiarità di questa categoria già vessata per 15 anni dai canoni Omi sanati malamente dal c.d. decreto agosto merita considerazioni approfondite e appropriate non un unico calderone che che ingloba spiagge, ristoranti alberghi discoteche, distributori di carburanti, tabaccherie ecc. Non sono sempre necessarie lezioni di diritto quanto piuttosto una visione più ampia delle problematiche.

          • Perdonami Giampiero, ma da cittadino sono profondamente disgustato per la riforma introdotta dall’art. 100 che, oltre ad introdurre il secondo maxi condono sui canoni omi (relativi alle pertinenze commerciali e non all’arenile od ai manufatti di facile rimozione ed ai manufatti di difficile rimozione non destinati ad attività commerciali) , ne ha disposto l’eliminazione in favore di irrisori canoni tabellari relativi ad aree occupati da impianti di difficile rimozione (pari ad € 2,65 o ad € 4,13 al mq a seconda della valenza turistica della zona) applicati ai manufatti in muratura destinati ad attività di bar e ristorazione. Quindi, per fare un esempio, chi ha un ristorante di 200 mq. dal 2021 paga all’anno un valore tra € 530 € ed € 826€. Che dovrebbero dire allora gli imprenditori che gestiscono i ristoranti su strada (io nonfaccio parte della categoria) e sono costretti a pagare un canone di libero mercato per beni sicuramente meno appetibili a quelli insistenti sulle spiagge? Questo è un regalo colossale… perché non si parla di quanto è stato versato dai concessionari all’erario a titolo di canone 2021? Questo comunque lo scopriremo dalla relazione annuale della Corte dei Conti sugli introiti 2021.

            • Noi pertinenziali non chiediamo canoni irrisori ma nemmeno essere presi come capro espiatorio per tutte le categorie di concessionari. Personalmente ho avuto per 15 anni canoni da quasi 100.000 € annui compresa imposta regionale (altri colleghi anche più), una differenza abnorme con chi ha strutture simili non incamerate e con palese ingiustizia in termini di costi e concorrenza. Paragonare lo Stato a un proprietario come nei contratti tra privati è fuori luogo, lo Stato non fa nulla di quanto spetta a un proprietario, al concessionario competono tutte le spese di manutenzione anche quelle straordinarie, tutti i costi d’impianto e persino le imposte come l’ICI. Un privato che da a terzi un suo bene acquistato o costruito ha comunque obblighi e oneri mentre lo Stato semplicemente incamera e lascia tutti gli oneri al concessionario che deve ovviamente preservare questo bene… fosse anche solo per quest’ultimo aspetto un pertinenziale avrebbe diritto a un canone agevolato. Le tabelle attuali sono anacronistiche e ovviamente vanno rivalutate, se gli Omi erano esagerati diciamo che il giusto sta nel mezzo.

  2. Tinto Silvia says:

    Ho una concessione demaniale incamerata dal ’90. Adibita a bar Gelateria posizionata in prossimità della passeggiata mare , senza spiaggia . Vorrei sapere se la normativa interessa tutte le concessioni demaniali o solo balneari?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.