Attualità Federbalneari

I pertinenziali alla fiera Balnearia: ”Sindacati uniti oppure moriremo”

All'assemblea di Federbalneari si discute di riforma dei canoni: ''Non c'è più tempo, siamo disposti a rompere il tavolo per salvarci da soli''

«Non c’è più tempo: le associazioni di categoria devono trovare unità almeno sui canoni». La voce dei pertinenziali, cioè i concessionari balneari colpiti dagli ingiusti canoni Omi che hanno determinato maxi aumenti di centinaia di migliaia di euro da pagare per le loro imprese, si fa sentire forte e chiara alla fiera Balnearia, l’appuntamento del settore in corso fino a mercoledì a Carrara. L’assemblea promossa oggi da Federbalneari Italia è stata infatti tutta dedicata alla vicenda che sta facendo morire circa 250 piccole aziende familiari, trovatesi da un giorno all’altro a dover pagare cifre fino a 300 mila euro all’anno a causa di una grave sperequazione di Stato.

A tratteggiare la proposta per risolvere la situazione è stato Marco Maurelli, direttore di Federbalneari Italia: «La nostra idea è quella di un’autoriforma, perché della politica non ci fidiamo», ha detto Maurelli riferendosi alle decine di emendamenti salva-pertinenziali arrivati a un passo dall’approvazione e poi cestinati. «Serve una sospensione immediata dei canoni Omi e delle decadenze delle concessioni, per poi varare una riforma che aumenti l’attuale canone minimo di 350 euro per poi istituire un calcolo tabellare basato su due valori».

Walter Galli del Coordinamento concessionari pertinenziali ha approvato la proposta di Federbalneari, denunciando però l’eccessiva frammentazione delle associazioni di categoria su questo tema: «I sindacati sembrano essere tutti d’accordo su una soluzione al nostro problema – ha detto Galli – ma poi non vogliono firmare un documento comune di intenti. Occorre agire subito o le nostre aziende moriranno, e noi saremo costretti a rompere il tavolo per proseguire in autonomia».

Resta poi il problema della politica: «Al parlamento basta la volontà, che finora non è stata sufficiente – ha concluso Galli – ma una sospensione dei canoni e delle decadenze è da approvare nell’immediato, così potremo avere il respiro necessario per concordare un riordino organico della materia».

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