Opinioni

Spiagge, la partita è ancora aperta (e le gare non saranno per tutti)

La sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga delle concessioni balneari al 2033 non è l'ultimo capitolo della vicenda, che è molto più complessa di come la raccontano i media generalisti

Da dieci giorni non si parla d’altro: dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga al 2033 delle concessioni balneari e imposto al governo di riassegnarle tramite gare pubbliche entro il 31 dicembre 2023, giornali e tv stanno dedicando molto spazio alla questione (diffondendo troppe fake news che hanno già provocato alcune diffide, ma su questo torneremo in un prossimo articolo). Stampa e opinione pubblica stanno dando per scontato che il 1° gennaio 2024 tutti gli stabilimenti balneari d’Italia saranno in mano a nuovi proprietari, ma in realtà non è affatto così.

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Innanzitutto, le generalizzazioni mediatiche non tengono conto che le concessioni demaniali marittime hanno degli storici molto diversi di località in località, e proprio per questo le gare non riguarderanno tutti i titoli esistenti. Sui circa diecimila stabilimenti balneari italiani, possiamo stimare che almeno il 30% non potrà essere riassegnato tramite gara entro i prossimi due anni, per i motivi più svariati: ci sono le spiagge concesse dopo il 2010 (cioè in seguito all’abrogazione del rinnovo automatico) già tramite evidenza pubblica e con una durata predeterminata; ci sono le imprese situate su suolo privato (solo tra Rimini e i lidi ferraresi ce ne sono alcune decine, che quindi non potranno mai essere messe a bando); ci sono le concessioni passate nel tempo dallo Stato al Comune (per esempio a Misano Adriatico, dove nel 2002 l’amministrazione ha garantito il diritto di superficie agli attuali concessionari fino al 2026); e ci sono infine i circa quattrocento balneari toscani che, sfruttando la legge regionale 31/2016, hanno praticato il cosiddetto “atto formale”: in sostanza si è trattato di ottenere una nuova concessione fino al 2036 passando già attraverso un’evidenza pubblica. Gli imprenditori che rientrano in queste e altre simili casistiche potrebbero essere fra i duemila e i tremila e potranno continuare a gestire le loro aziende e a fare i loro investimenti senza avere nulla da temere, a beneficio anche dei fornitori del settore che sono le prime vittime di questo momento drammatico e che almeno avranno un po’ di respiro.

Ma anche per tutti gli altri balneari, la partita è ancora aperta: il diktat del Consiglio di Stato che ha imposto di riassegnare le concessioni entro il 31 dicembre 2023 sembra infatti avere invaso il potere legislativo (come ha evidenziato una puntuale analisi del professore di diritto costituzionale Vincenzo Tondi Della Mura) e i ricorsi in Cassazione e alla Corte europea dei diritti dell’uomo, annunciati dall’associazione di categoria Sib-Confcommercio, potrebbero modificare alcuni aspetti della sentenza. La discordanza evidenziata dai balneari è che il Consiglio di Stato ha bocciato l’estensione delle concessioni al 2033 in quanto proroga automatica e generalizzata, per poi istituirne un’altra altrettanto automatica e generalizzata fino al 2023, e come gli organi superiori di giustizia valuteranno questa apparente contraddizione resta ancora tutto da vedere. E se ciononostante questo termine del 2023 dovesse restare comunque in piedi (come forse spera il governo Draghi, che già lo scorso settembre voleva istituire le gare immediate), viene davvero difficile credere che tale breve finestra temporale sia sufficiente per legiferare su una materia così complessa. La politica, che finora non è stata in grado di fare nulla di concreto per il settore, dovrà infatti approvare una riforma che metta d’accordo le varie parti in campo, e sarà molto difficile trovare un compromesso fra i partiti di maggioranza, che su questo tema hanno posizioni molto diverse tra loro, nonché fra associazioni di categoria, opinione pubblica, pseudo-ambientalisti e vari comitati per le “spiagge libere” (ma poi questi ultimi sono davvero convinti che con le gare le spiagge saranno “liberate” anziché date semplicemente in gestione ad altri soggetti, magari persino peggiori?). Anche ipotizzando utopisticamente che i tavoli di mediazione, la scrittura della riforma e l’approvazione in parlamento richiedano in tutto un anno e mezzo, saremmo già a giugno 2023; e non dobbiamo dimenticare che le concessioni demaniali marittime hanno nature molto diversa di località in località e per questo sono di competenza degli enti locali, perciò la riforma dovrà solo istituire delle linee guida generali in modo da lasciare delle maglie abbastanza larghe per permettere a Regioni e Comuni di declinare i criteri delle evidenze pubbliche nelle diverse specificità territoriali. Rimarrebbero dunque appena sei mesi di tempo da lasciare alle Regioni per i loro recepimenti e ai Comuni per istituire migliaia di procedure di gara, con funzionari spesso inadeguati per numero e per competenze. Insomma, lo scenario delle gare entro il 31 dicembre 2023 in un paese come l’Italia è a dir poco irrealistico, senza nemmeno prendere in considerazione le centinaia di ricorsi che saranno attivati in seguito ai bandi, come puntualmente avviene quando si parla di concessioni demaniali marittime.

L’estensione fino al 31 dicembre 2033 era stata istituita dalla legge 145/2018 come orizzonte temporale ragionevole, secondo il governo di allora, per lavorare su una riforma del settore molto complicata da redigere. Ma oltre a non giustificare adeguatamente le ragioni dell’estensione di quindici anni, come ha sottolineato un recente articolo di Piero Bellandi, la politica ha fatto il grande errore di non completare la riforma che si era auto-imposta di varare, e questi sono i due motivi che hanno portato alla sonora bocciatura da parte del Consiglio di Stato. Tuttavia, c’è da chiedersi cosa accadrebbe se il governo o il parlamento, nel pieno del loro potere legislativo, dovessero prendersi un tempo più lungo e motivato – diciamo per esempio quattro o cinque anni – per completare la riforma: sorgerà l’ennesimo grande contenzioso tra poteri? Insomma, sulla vicenda non è stata ancora pronunciata l’ultima parola, anche se la questione oltre che complicatissima resta urgente da risolvere, poiché il settore del turismo balneare italiano non può essere lasciato troppo a lungo in questo limbo che ne minaccia la tenuta e lo sviluppo.

Un’ultima considerazione va fatta sull’ipotesi delle future evidenze pubbliche. È noto che solo alle concessioni più remunerative guardano gli appetiti dei grandi gruppi economici, pertanto le domande concorrenziali si concentreranno forse nelle zone di maggiore pregio turistico, come la Romagna, il Salento e la Versilia, lasciando perdere la maggior parte delle altre aree dove gestire uno stabilimento balneare significa solo affrontare tanta fatica, tanti investimenti e tante imposte per mantenere la propria famiglia e poco altro. Tuttavia si spera che la riforma del governo Draghi sarà in grado di escludere queste minacce, per esempio imponendo il limite di una sola concessione per soggetto al fine di evitare l’apertura di catene di McDonald’s sulle spiagge italiane, così come sarà necessario evitare che le gare diventino occasione di riciclaggio per la malavita organizzata. Le procedure di gara sono comunque inevitabili, si dice, e però il governo dovrà decidere quando farle e soprattutto come: ed è proprio da questi criteri che potrà dipendere la conservazione di un modello che finora ha caratterizzato il turismo balneare italiano, nel bene e nel male. Se si introdurranno meccanismi come un elevato punteggio per la professionalità acquisita, un occhio di riguardo per le reti d’imprese e il riconoscimento del valore commerciale dell’azienda a carico del subentrante, gli attuali concessionari avranno poco o nulla da temere. Nell’esempio già citato dei balneari toscani che nel 2016 sono passati dai bandi per avere una nuova concessione blindata fino al 2036, nessuna domanda concorrenziale è mai pervenuta su circa quattrocento procedure di evidenza pubblica, proprio perché la legge regionale 31/2016 aveva imposto all’eventuale subentrante il riconoscimento del 90% del valore commerciale stabilito sulla base di una perizia effettuata da un tecnico nominato dal concessionario uscente. Se dunque il governo dovesse istituire requisiti analoghi (anche se il Consiglio di Stato nel frattempo ha chiuso alcune di queste strade), le evidenze pubbliche non saranno la grande minaccia a cui alcuni imprenditori del settore si oppongono. E anche se dovessero esserci concessioni che passeranno di mano, non va dimenticato che le aziende sono di proprietà privata e salvo la corresponsione di un adeguato indennizzo, il precedente titolare avrà tutto il diritto di radere al suolo le strutture e portarsi via tutte le sue attrezzature: e siamo sicuri che davanti a questa ipotesi ci saranno soggetti interessati a ottenere una spiaggia vuota in concessione, su cui investire milioni di euro con un orizzonte temporale di quindici/vent’anni? Insomma, il futuro delle spiagge italiane non è affatto scontato, e soprattutto non corrisponde alle errate generalizzazioni che i media e la politica stanno inculcando in questi giorni all’opinione pubblica. Forse solo con l’intento di alimentare l’odio sociale nei confronti di un’intera categoria.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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  1. Una analisi, quella del Dr Alex (persona molto esperta della materia come forse nessun’altra), alla quale non ci sarebbe nulla da aggiungere, se non la considerazione, che la sentenza del consiglio di stato, ci fa cadere dalla padella nella brace, creando ulteriore confusione, in quanto, come giustamente riporta il dr Alex, difficilmente lo stato riuscirà a fare una nuova norma nei tempi imposti dal CDS; pertanto, il caos impererà come non mai, ogni regione e ogni comune, si muoverà come meglio crede, INCORAGGIATI DALLA SENTENZA DEL CDS. Non ci vuole molto per capire, quanto sta per succedere in questo Paese (soltanto in Italia e in nessun altro Paese membro!). Che Dio c’è la mandi buona!

  2. Come al solito Alex sei il più puntuale e preciso nell’esporre la reale situazione balneare.
    Mondo balneare unico riferimento nazionale per il mondo dei fornitori e dei balneari

  3. Articolo fazioso ed iper-parziale, scritto per compiacere lettori fidelizzati dal solito corporativismo italiano, il peggiore, quello delle rendite di posizione e dell’immobilismo. La realtà è che non è più tollerabile, in un sistema economico fortemente sbilanciato sulla produzione di ricchezza finanziaria, difendere un privilegio “ereditario” come quello delle concessioni balneari. La favoletta degli investimenti da recuperare deve finire: il loro valore venga riconosciuto ai precedenti concessionari in sede di riaffidamento, secondo normali criteri di stima immobiliare, e finiamola qui con queste lamentele da nobili decaduti.

    • Nessun problema a cedere l’azienda, a patto che il prezzo lo decido io, come succede per qualsiasi altro imprenditore quando vende un’attività!

      • Al concessionario uscente deve andare il valore indicizzato della quota investita, non il valore in sé dell’Azienda che, lo ricordo per gli eventuali smemorati, è composto anche dal bene demaniale che NON appartiene al privato.

        • Lorenzo Pinto says:

          Esatto. Il riconoscimento del valore commerciale dell’azienda a carico del subentrante, non può che basarsi sulla dichiarazione dei redditi del balneare uscente.
          Ci sarà da ridere…

      • La concessione del tuo lido va in scadenza e se subentra un altro concessionario e su la concessione ci sono dei manufatti costruiti da te su applica il codice 49 del codice marittimo. Quindi mi sa che rimani a piedi.

        • Nemmeno quelli. Articolo 49 del codice marittimo. puoi smontare i beni mobili e quello che rimane in muratura o va bonificato a tue spese oppure passa al nuovo concessionario che potrà chiedere uno sconto sulla concessione.

    • Stefano, le tue soltanto parole denigratorie, che non entrano nel merito della questione, quindi privi di qualsiasi soluzione, e di qualsiasi significato, se non quello di cacciare gli attuali concessionari, senza avere la più pallida idea di come organizzare il nuovo sistema, su tutto il territorio nazionale, che spero anche voi auspicate allinearsi a quello di tutti gli altri Stati membri, ciò che a me, non sembra affatto!

      • Non intendo denigrare, ma mettere in luce che fino ad ora le concessioni balneari hanno generalmente goduto di una vera e propria posizione privilegiata rispetto al Mercato: è ora di restituire quanto è stato tolto. Se si parte da questa presa d’atto, allora si può ragionare del “come”.

        • Stefano arroghi solo argomenti privi di contenuti solo perché è evidente che manifesti rancore e odio verso questa categoria per chissa quale motivo recondito, oppure da piccolo sei caduto dal seggiolone e ti è rimasta questa fissa in testa…. non rinnovi non rinnovi non rinnovi. anche tu con suck forma un partito “no rinnovo concessioni”. Sembra che non abbiate altro a cui pensare se non l’odio verso i gestori balneari e di conseguenza verso la loro famiglia.

            • Bene allora mettiamo che da domani mattina la tua casa va a qualcun altro che non ce l’ha, perchè “il mondo sta cambiando” e la proprietà (privata o pubblica che sia) non esiste più………come la prenderesti?

        • Teo+Romagnoli says:

          Infatti non c’è niente da cambiare..le spiagge italiane sono le migliori al mondo pur non essendo di proprietà.. chi ha creato il gap sono i mitici, eroici imprenditori delle partite Iva che creano posti di lavoro e vanno tutelati.

    • Concordo pienamente. Inoltre, la legge regionale Toscana di assegnazione con evidenza pubblica è vergognosa e priva di quei requisiti minimi di terzietà. Fatta solo per confermare le concessioni a chi ce le aveva già. Articolo veramente pessimo.

      • Hai ragione la legge regionale è stata una buffonata che illegittimamente prorogava la durata delle concessioni già dichiarate illegittime. Il governo Renzi l’ha impugnò davanti alla Corte costituzionale

      • Nikolaus Suck says:

        Infatti. Ma è il loto settore e il loro lavoro, e lo sanno fare. Peccato che si risolva solo nel dare false speranze e alimentare le pretese dei talebani del siccome c’ero prima io devo starci per sempre.

    • Povero pataca, vivi di illusioni. Il 20 dicembre 2023 rado tutto al suolo e voglio vedere chi sarà in grado di mettere in piedi un bagno e comprare 1000 lettini e 300 ombrelloni e rifare il bar e rifare cabine, porte, pavimenti, fogne….tutto in 4 mesi. Godono Spagna e Grecia, alla faccia di voi invidiosi sociali

      • Nikolaus Suck says:

        Puoi anzi devi smontare e portare via tutto ciò che è di facile rimozione. Il resto lo è acquisito al demanio per legge e convenzione e se lo distruggi commetti un reato.

        • Tutto di facile rimozione dalle nostre parti, anche gli stabili più ampi. Siamo stati bravi, abbiamo rispettato le regole. Quindi possiamo ripulire per bene. A meno che…

      • Dovremmo fare tutti così, distruggere tutto poi i nuovi concessionari potranno scegliere di rifarsi a loro piacere le strutture nooo…naturalmente dopo le varie approvazioni dei progetti e le regole del piano demaniale etc…

    • Chissà se fosse lei un gestore balneare come la penserebbe, terrebbe già chiuso questi due anni immagino. Se voi il mi’ Bagno paghi quello che dico io

    • Farmacie, tassisti , società’ destinatarie di pulizie , potature , mantenimento aree urbane ( illuminazione ,asfalti , reciclaggio rifiuti ) e sono solo alcune . Ci sono anche aree demaniali portuali , fluviali , laghi . Sono anch esse società di servizi , che comprendono la famigerata direttiva Bolkestain

  4. Serve una tutela delle piccole imprese a conduzione familiare con un fatturato entro una certa soglia, impossibile mandare a casa queste persone. Sarebbe svilito lo stesso senso di Stato e di comunità europea come luogo teso al benessere a alla tutela della dignità del lavoro e delle persone. Si deve differenziare in base al valore alle dimensioni e al luogo . O altrimenti sfioriamo il ridicolo.

    • Lucano,il fatturato Entro una certa sogliaa,ma vedere anche il tenore di vita e gli investimenti immobiliari.Perche’ tanti invece di investire nello stabilimento hanno investito altrove.

      • O hanno fatto entrambe le cose. Cosa c’è di strano Ilaria? Uno dei propri soldi ne fa quello che vuole, o no? Oppure vuoi aggiungere qualcosa tra le righe, condividere e rafforzare il tuo preconcetto nei confronti della categoria della serie: facciamo di tutta l’erba un fascio/bagnini/evasori/ingiustificate proprietà immobiliari? Assioma che non vuol dire un cazzo, applicabile con la stessa blanda valenza a tutte le categorie che abbiano una partita IVA. Oggi sono i bagnini, domani a chi tocca? Ristoratori? Parrucchieri? Avvocati? A chi toccherà il tuo autorevole giudizio? Visto che vivi a Rimini dovresti solo ringraziare chi ha contribuito a costruire quella che è a tutti gli effetti un industria del turismo, e che di sicuro ha dato molti più vantaggi che svantaggi alla tua città e a te, anche se non direttamente. Sei di uno squallore imbarazzante

  5. Bell’articolo dott. Giuzio, rispetta esattamente ciò che è il mio pensiero, purtroppo tutta questa confusione sta solo bloccando gli investimenti terrorizzando gli attuali concessionari. Sono convinto anche io che le concessioni che fanno gola sono una piccola percentuale. Dove c’è da investire tanto e guadagnare poco (che a mio avviso sono la maggioranza) non ci vuol andare nessuno. Con la normativa precedente, a mio avviso non sostituibile con qualcosa di meglio, anche su concessioni poco remunerative, si sono costruite aziende sovradimensionate rispetto alla redittività, questo perché non avendo un orizzonte temporale i concessionari ci hanno buttato dentro tutto quello che avevano, cosa che ha portato ad avere una offerta di servizi veramente ampia in spiaggia. Come potremmo mai tornare a servizi precari e minimali, gli unici che garantirebbe redittività nel breve periodo, proprio non me lo spiego. E soprattutto, quali saranno i vantaggi?

    • Te li spiego io i vantaggi
      1 la concessione non vale più 1000€ annui ma 100.000 € annui
      2 i nuovi concessionari dovranno fare molte cose nuove e quindi investire capitali ( fanno girare l economia) e gli conviene anche perché poi i costi sostenuti li scaricano dalle tasse.
      3 visto che investono dovranno attrarre più clienti quindi abbassano i costi per i servizi primari.
      Guarda la stessa cosa che è accaduta con le tariffe telefoniche, solo che è più remunerativa per le casse dello stato

  6. Nikolaus Suck says:

    La Cassazione non può “modificare” nessun “aspetto” della sentenza. Non ha il potere di merito di decidere diversamente. Può solo cassare, e solo per motivi di giurisdizione. Nessuno degli aspetti da voi contestati è tale.
    La “discordanza evidenziata dai balneari” è inesistente e pretestuosa. Il Consiglio di Stato non ha “istituito” nessuna “proroga generalizzata”. Ha solo “modulato gli effetti nel tempo” della propria legittima decisione. Ovvero, per effetto della decisione le proroghe sarebbero e sono illegittime e le concessioni decadute, da subito e da oggi, ma questo effetto (non la scadenza!) si verifica tra due anni, per limitare l’impatto economico e sociale. È un potere consentito e previsto anche dalla Corte Costituzionale.
    Se nonostante ciò, la Cassazione dovesse appunto “cassare” tale aspetto, l’effetto sarebbe non una “diversa valutazione”, non il ritorno del 2033, e tanto meno nessuna scadenza, ma solo è semplicemente la decadenza immediata e da subito.
    Sotto questo profilo, la censura processualmente potrebbe risultare addirittura inammissibile per difetto di interesse, perché non porterebbe nessun vantaggio a chi la solleva anzi lo danneggerebbe!
    Se lo Stato si “prendesse più tempo” dei due anni, stessa cosa. Nel frattempo non è che non succede niente e si va avanti ancora come nulla fosse e non occorre aspettare la normativa nuova, essendo decadute le concessioni tutte le occupazioni sono abusive, i comuni potrebbero e dovrebbero comunque fare le gare in base alla normativa esistente, e nel frattempo possono determinarsi una marea di situazioni “alla Bagni Liggia”.
    E se la nuova normativa prevedesse criteri agevolativi e di favore per gli attuali concessionari, valore commerciale e simili, si tratterebbe di barriere all’ingresso discriminatorie e contrarie al principio di parità di trattamento, elusive dei principi e che verrebbero immediatamente contestate, di nuovo, dalla UE. Lo dimostra proprio la mancata partecipazione alle “gare” per le concessioni toscane che voi stessi senza rendervi conto (?) definite “blindate”. Quelle erano finte gare, che se impugnate potevano essere tranquillamente annullate. Infatti ora il Consiglio di Stato ha messo in chiaro che non si può fare, giustificando al massimo l’indennizzo degli investimenti non ammortizzati. E sempre che poi il subentrante di tali investimenti si avvalga, altrimenti non c’è ragione che li paghi.
    Avanti così con le false speranze. Il prossimo muro è dietro l’angolo.

    • suck per questo problema c è un parlamento eletto dai cittadini (si chiama democrazia )e saranno loro a scegliere (le forze politiche tutte) il da farsi non tu , che giustamente essendo esperto della materia ne parli dall alto della tua conoscenza ma sempre contro di noi e mai dando una soluzione e questo dimostra la tua non credibilità di imparzialità (non la tua conoscenza intendiamoci) sulla questione…potresti fare meglio e essere piu imparziale non tirando solo e sempre l acqua da una sola parte….tutti ormai l hanno capito

      • Finalmente hai capito che c’è il parlamento……. sino ad oggi avete sempre osteggiato una riforma del settore che ristabilisse il diritto di legalità

        • ci stai dichiarando che siamo ladri antilobby? e chi abbiamo osteggiato ? fai nomi e cognomi invece di sparare cazzate come ha fatto la 7…quando parli non generalizzare , perche la maggior parte delle persone che scrivono sul portale sono oneste non ladri …fai nomi e cognomi e abusi commessi…..noi lo abbiamo fatto contro la 7 tu che hai da dire?

          • Ma che stai dicendo!!!!!! Stai dicendo cose che non ho detto (ladri questa l’hai detto TE)….. la redazione ti ha già diffidato…… non meriti che ti si risponda

            • antilobby, “non meriti risposta “…semplicemente perche non ne hai …punto….ti ho chiesto di fare nomi e cognomi di chi osteggia chi e cosa…..per ristabilire diritto di legalità come tu dici parti già dal presupposto che noi non siamo onesti…..va bene cosi invece di ladri…ti cambia qualcosa?…fai i nomi dei responsabili che osteggiano ( a tuo dire) con prove di quanto affermi …più facile di cosi…la diffida non vuol dire tapparmi la la bocca e poi ascoltare crozza e la sette che dicono una marea di falsità (documentabili e smentiti dai documenti degli F24 dei balneari accusati di pagare canoni bassi)…. a tua differenza che parli solo senza postare allegati di vericità delle tue affermazioni noi lo facciamo….tu come la chiami questa …buona informazione o denigrazione di una categoria?……….non siamo in un regime dittatoriale…..

            • Allora spiegami perché sono dieci anni che la direttiva europea non viene applicata e l’Italia è sotto la lente dell’Europa?per quanto riguarda i canoni l’onorevole Tremonti provo ad aumentarli gli siete saltati addosso….

    • Lorenzo Pinto says:

      Io sono per il riconoscimento del valore commerciale dell’azienda a carico del subentrante: sulla base delle dichiarazioni dei redditi del concessionario uscente.
      Così ci facciamo quattro risate.

  7. Il problema è uno solo ovvero se la sentenza del CdS sia una sentenza politica, come di norma ultimamente giudica quest’organo, privilegiando le direttive governative. La paura è che la sentenza sia stata dettata da Draghi e di conseguenza molte strade ci siano state già precluse. Spero di sbagliarmi, ma la storia del nostro premier non facilita le nostre aspettative e certamente neanche quelle degli pseudoambientslisti, perché parliamo di liberismo e non di libertà sociali. Queste sono aste che non hanno nulla a che fare con la concorrenza, perché si mischiano artatamente le prospettive delle aziende con quelle del bene demaniale, cosa fuori da ogni forma di senso di equità sociale e giuridica.

    • Draghi dovrebbe ricordarsi che è pagato dall’italiani non i tedeschi…… Non lavora più per l’Europa!!!! Dovresti curare i nostri d’interessi non svendere il paese

  8. Sempre se il quadro normativo anche a livello europeo nn cambia. Su una cosa nn sono sicuro , se nn c’è normativa fra due anni e quindi c’è una situazione di abusivismo , le pubbliche amministrazioni possono fare le gare su una materia di competenza statale senza una normativa certa che dia direttive precise ? Quindi i pm bloccherebbero tutte le spiagge? Non penso irrealistico . Ci sarebbe un altro provvedimento d’urgenza governativo in attesa di riordino che in due anni non penso si possa fare. Non dimentichiamoci che lo stato può far valere soprattutto sulle concessioni piccole un interesse nazionale che possa superare la mannaia della concorrenza. Se il caos sociale è certo visto che ne parla lo stesso consiglio non si può nn pensare a misure dì mitigazione. Se c’è interesse nazionale soprattutto di tutela della dignità e lavoro di piccole realtà economiche la concorrenza, e lo dice l’Europa, può essere nn applicata in modo troppo penetrante. E di certo il consiglio di Stato non può essere la voce di interpretazione autentica del diritto europeo. Troppe famiglie coinvolte per far finta di nulla.

    • “Qualcosa Lucano” perché prende solo il punto di vista degli attuali concessionari e non delle altre famiglie in altrettanto difficoltà che potrebbero trovare nei bandi un’opportunità..rispondendo a Denni l’immobile è incamerato dallo stato cosi come previsto da sempre mentre i materiali li potrai vendere al subentrante se li vuole per cui è utile tenerli in buono stato..aggiungo che ogni comune può fare le gare già ora e con criteri diversi da comune a comune proprio perché ogni bando deve offrire servizi adatti a quello specifico territorio per cui in caso di ritardi della politica si potrà comunque andare a gara senza alcuna norma particolare e nel caso di lassismo del dirigente ciascuno, io per primo, potrò sollecitare l’ente fino ad arrivare a segnalare l’amministrazione per omissione. Ormai la questione è compiuta ma ora bisogna garantire che chi promette mari e monti nel progetto poi lo faccia sul serio.

      • Che le “altre” famiglie in difficoltà potrebbero aggiudicarsi le future aste … ma mi faccia il piacere!!!! Proprio non si rende conto dove porterà la nuova normativa che sarà sicuramente impostata sulla necessità di assegnare le concessioni alle famiglie bisognose … sì come Briatore, Armani ecc.

          • allora comprale tu suck invece di sparlare continuamente e gettare fango sulla categoria….l invidia ti sta mangiando…perchè non ci mostri la tua denuncia dei redditi? mentre invece le nostre e anche i pagamenti delle concessioni sono bene in vista, e anche con i dati alterati ad hoc come lo dimostra il servizio della 7 …..ma il cds non si è basato sui dati di legambiente ?per caso non sono gli stessi dati non conformi a verità documentabili dai stessi gestori con i loro f 24 che ne smentiscono il servizio della 7? basta vedere i commenti dati al servizio di tutti voi pro aste ( guarda un po non ho visto il tuo in merito) per comprendere che siete di parte e non imparziali.

            • ……. il valore commerciale dell’azienda sarebbe minimo se lo stato non l’assegnasse al gestore che compra l’azienda …..

      • Non mi curo delle offese gratuite caro Diario non so chi sei e non mi interessa , la vergognosa speculazione messa in atto contro i balneari è lo specchio del vostro modo di ragionare. Togliere il lavoro ad una famiglia per creare più opportunità ad altri speculatori e centri di potere , perché questi saranno, e nn altre famiglie , dimostra la vostra rabbia gratuita nei confronti di chi non ha nessuna colpa . Ora le variabili sono molte , la partita non è chiusa , il bilanciamento verrà fatto e chi subentra nn lo farà arricchendosi sulle spalle degli altri senza aver fatto una beata mazza. soprattutto ancora nn è scoppiato nessun casino, farei un applauso ai balneari per la compostezza di questi giorni ma la pazienza per quello che sento in giro avrà un limite e l’impatto sociale evidenziato dal consiglio di Stato uscirà fuori se si continua a non capire. Molti intendono questa storia come una equa redistribuzione sociale di opportunità, ma è solo una speculazione economica faziosa e imbarazzante a discapito di piccoli imprenditori, uno scempio che è lo specchio del funzionamento dell Europa, Ingiusta , disunita , mai dalla parte delle minoranze, impregnata è manipolata da poteri forti e avvoltoi sociali. Non sono d’accordo su nulla , litigano su tutto, mettono barriere e muri da un lato e poi lasciano passare tutti dal mare , l’economia è stata un disastro dal 2001 in poi e pure nessuno se ne accorge. Cari balneari avete avuto un assaggio di quello che ci aspetta. Ma alcune volte anche i piccoli c’è la fanno. Non mollate .

  9. Cioè mi faccia capire bene…. Il nuovo imprenditore che si prende la concessione, non dovrebbe pagarmi il valore commerciale Dell immobile e delle attrezzature? Cioè fa l asta per il terreno che è demaniale, e con il terreno si prende GRATIS, 500 ~600 mila euro di immobile e attrezzature?
    Ma stiamo scherzando?
    C’è un immobile che vale tot,mi sembra logico che chi entra mi paghi il valore commerciale di quello che c’è sopra il terreno demaniale.

    • Ci vuole così tanto per capire che il vecchio concessionario dovrà sgombrare l’area di tutto a proprie spese, salvo che il nuovo concessionario si disposto ad offrirgli qualcosa.

    • Ma quando hai preso la concessione lo sapevi che ti spettava solo un indennizzo degli investimenti non ammortizzati in quanto l’avviamento commerciale della tua azienda è dato anche dal possesso della concessione. Allora una parte di avviamento spetterebbe allo stato in quanto riferito alla concessione demaniale.

  10. Denni.. Quindi se io ho avuto un ristorante pet 20 anni pagando l affitto del locale e a un certo punto non mi viene rinnovato l affitto.. I lavori interni.. I bagni nuovi e il dehor me li deve pagare qualcuno o sono investimenti fatti per avere un utile maggiore nella mia attività? Non era suolo di tua proprietà e nessuno ti ha obbligato a fare lavori.. Se vuoi prendi il tuo dehor e te lo metti in giardino

  11. Bene, visto che i concessionari non vogliono proprio capire che il Consiglio di Stato è stato sin troppo benevolo a concedere altri 2 anni, che si vada a gara subito facendo vincere chi offre di più. Il vecchio concessionario potrà risultare essere il maggiore offerente. Se non lo sarà, dovrà giustamente fare baracca e burattini sgombrando l’area a proprie spese o sperare che qualcuno gli offra qualcosa per le proprie attrezzature e materiali. Trattandosi di bene necessariamente demaniale, mi sembra così semplice la questione!

  12. Non riconoscere, il lavoro fatto, gli investimenti effettuati, l’ aumentata valorizzazione delle iniziative imprenditoriali cresciuta negli anni, ancor più senza riconoscere gli inganni perpetrati con consuetudini e leggi prima fatte e poi abrogate, è una cosa indegna, vergognosa, vomitevole, assolutamente inaccettabile. Chiunque dovesse approfittare, non meriterebbe alcun rispetto, ne adesso, ne mai. Se aggiungiamo le speculazioni che si stanno facendo in nome di “BOLCKSTEIN”, ci accorgiamo che questa è soltanto una grande porcata. Diteci in quale altro Parse europeo o del mondo, si sono tenute le “gare” così come le vorreste in Italia. DITECELOOOOOOO!

  13. Esatto speriamo di non avere la norma subito, coso possiamo ambire a bandi senza regole e senza nessuna protezione..considerato che il consiglio di stato ha stabilito che NESSUNA PROROGA SARA’ PIU TOLLERATA E LE CONCESSIONI DEMANIALI ANDRANNO A GARA. MA ANCORA DOBBIAMO CONTINUARE COSI?

  14. Elvo Alpigiani says:

    C’è già una sentenza del TAR del Veneto che non riconosce il diritto del concessinario uscente al risarcimento del valore economico dell’attività al concessinario uscente.
    Inoltre non dimentichiamo l’articolo 49 del C.N., che al cessare della concessione le opere non amovibili, costruite sull’area demaniale, restano acquisite allo Stato.
    Al punto in cui siamo, la soluzione del problema è nelle competenze del Governo.
    Un confronto serio con la Commissione europea, una volta per tutte, sulla corretta applicazione delle norme e delle sentenze della Corte UE, che devono essere applicate per il rilascio dell’atto amministrativo della concessione dell’area demaniale e dell’atto amministrativo dell’autorizzazione per l’esercizio delle attività nelle aree demaniali.
    Definite le norme comunitarie da applicare al settore balneare, sì applichi la legge 145/2018, e i decreti attuativi per la revisione del settore.

  15. “ci sono le imprese situate su suolo privato (solo tra Rimini e i lidi ferraresi ce ne sono alcune decine, che quindi non potranno mai essere messe a bando) “???????????? Non esistono spiagge veramente private in Italia.
    “Consiglio di Stato ha bocciato l’estensione delle concessioni al 2033 in quanto proroga automatica e generalizzata, per poi istituirne un’altra altrettanto automatica e generalizzata fino al 2023” quindi l’unico punto che avete contro la sentenza è che, invece di dare un anno di respiro a voi parassiti, dovevano annullare le concessioni istantaneamente, bene così

    • Confermo che in Romagna ci sono stabilimento balneari i cui i manufatti (cabine, bar, servizi etc) sono collocati su arenile privato e non concessione demaniale marittima.

        • Qui si sbaglia. Ci sono realtà il cui il demanio marittimo dato in concessione (parte in cui è collocato l’ombreggio) è confinante con terreno privato (sul quale il concessionario della stessa ha costruito i manufatti).

        • Esiste che l’arenile abbia la sua linea di confine con beni immobili che sono stati costruiti su terreni privati e non demaniali. Ad esempio vicino la mia residenza vi è un lungomare ove tutti gli immobili sono privati e due metri dopo (verso il mare) inizia la spiaggia demaniale.
          Ora i privati hanno la possibilità di gestire immobili con ristoranti e bar, ma anche servizi in muratura quali bagni , docce, spogliatoi e cabine, che non sono posizionati sul bene demaniale. Quindi un eventuale gestore che dovesse vincere la gara pubblica per gestire solo il noleggio di lettini ed ombrelloni, mi spieghi come farà ad operare trovando il precedente gestore che resta proprietario degli immobili? Chi vuoi che partecipi ad un’asta del genere sapendo che gli introiti di ristorazione, bar e servizi vari andranno ad un altro?
          Con tutti gli obblighi di legge che dovrà sostenere colui che dovrà gestire solo la spiaggia ? (servizi di salvataggio, dotazioni obbligatorie ecc….)

    • Ma te cosa ne sai?????? Se per quello c’è ne diverse anche in Veneto!!! Cosa parli a fare pensa a prendere il reddito di cittadinanza…

  16. Mi sembra giusto indennizzare, in base alle fatture e calcolando il deprezzamento nel tempo, delle strutture edificate dal precedente gestore, ma qualora al subentrante non interessino, tu gestore le smonti tutte, ( da qui il carattere obbligatorio di ” movibilita” dei manufatti sul demanio) e te le porti a casa tua ( o le vendi a parte )

    • Si da il caso che quando viene fatto un qualsiasi ampliamento in uno stabilimento balneare questo sia assoggettato all’antisismica, ci vuole un progetto che prima di essere approvato ci vogliono almeno due anni. In confronto è molto più semplice fare una casa. Il progetto di uno stabilimento o un suo semplice ampliamento deve andare in diversi uffici. Ovviamente ti devi avvalere di un architetto e più ingegneri, a fine lavori vengono le autorità competenti, e tutto deve essere fedele al disegno, al centimetro. Come al solito quei quattro che scrivono non ne hanno una idea. In spiaggia la bora, specialmente d’inverno, può tirare oltre i 100km/h e durare anche qualche giorno. Ma probabilmente per loro uno stabilimento balneare è ne più ne meno che una casetta di Leroy Merlin da 2000€. Attendiamo con ansia la vostra (in)capacità imprenditoriale.

    • Quindi smonto tutto , il nuovo concessionario fa il progetto , chiede i permessi, realizza il tutto e …….sono passati tre anni, devi recuperare la clientela persa, acquisirne nuova ed ecco che siamo in scadenaza della concessione! Avete una strana concezione di business!

      • È l’arma che hai in mano. In molti casi non vale la pena ricostruire ciò che già c’è. E una ricostruzione diciamo così, “minimale” non incontrerebbe i gusti della clientela abituata a un certo tipo di servizi.

  17. Giovambattista Dominici says:

    Mi corre l’obbligo di evidenziare una imprecisione. Dice l’autore che i concessionari avrebbero il diritto di abbattere tutto e lasciare la spiaggia “nuda”. Non è proprio così. Le conclusioni che prevedevano la realizzazione di opere di difficile rimozione sono state assentite con “atto formale” pluriennale. Una specifica clausola dell’atto prevede che, alla scadenza dello stesso, tutte le opere vengavo acquisite dallo Stato. I successivi rinnovi, infatti, prevedono non solo la concessione dell’area ma anche delle opere di difficile rimozione acquisite allo Stato. Ergo le opere non possono essere abbattute senza colpo ferire dal concessionario. Grazie per l’attenzione.

  18. Nella zona dove risiedo vi sono molte strutture (ristoranti e bar) edificate su terreni di proprietà di privati e costruiti chiaramente con tutte le autorizzazioni necessarie. Queste strutture confinano col la parte di proprietà demaniale (spiaggia). Gli stessi imprenditori proprietari dei beni immobili e delle aziende commerciali (ristoranti bar) dispongono anche delle concessioni per la posa di lettini ed ombrelloni. Per queste casistiche, sarei curioso di vedere chi parteciperà alle aste, tenuto conto che poi dovrà convivere con altro imprenditore che continuerà a gestire i propri immobili e la propria azienda…..

  19. Certo. Questo vale per chi ha optato per l’atto formale ma non per tutti gli altri. Per cui se arriviamo veramente alla fine e voglio portarmi via tutto sono cazzi miei.
    Poi vorrei capire da Diario come potrebbero le famiglie in difficoltà prendere una concessione. Sei talmente focalizzato a combattere i tuoi nemici balneari che neanche ti rendi conto di quello che scrivi.

      • Non credo Luca come una tombola ma i vincitori ipotecheranno ciò che avranno o vincoleranno i risparmi così cien hanno fatto i balneari attuali e avranno spero il vostro rispetto perché con proveranno certi della scadenza e senza accampare pretese ormai inattuabile..ora lavoriamo perché i vincitori rispettino il contratto per cui facciano ciò che promettono.

  20. Concessionario says:

    Signori, temo abbiate sottovalutato un aspetto condizionante della vicenda tutta e che chiaramente terrà conto della questione. In breve una fovoletta: l’anno scorso i “Bagni Vattelapesca srl”(chiaramente nome inventato) hanno deciso di investire e rifare trucco e parrucco al proprio stabilimento(parliamo di lidi di media e grande dimensione). Quindi si alzano la mattina e vanno in banca a chiedere i soldi in prestito per procedere certi dei guadagni storicamente accertati e dei bilanci aziendali. La banca, conoscendo da anni questi lidi certamente approvano e concedono il finanziamento. Bene, lido rifatto, apparecchiato e messo a lucido da capo a piedi!(io per primo come molti altri anche per adeguameti Covid!)Poi succede che nel bel mezzo del nulla esce fuori una notizia tipo…da domani il Lunapark cambia regole e i vostri giochini jon valgono piu un piffero perché il Consiglio di Stato e il parere di alcuni personaggi politici ha detto che timettiamo tutto in gioco e voi siete fuori. Paura, panico, inizia la sagra delle opinioni, ma soprattutto cresce la consapevolezza che veramente i lidi non valgano piu nulla e che se per caso avevo deciso di cambiare vita e fare l’astronauta non è piu possibile perche nessuno lo comprerebbe piu con questa serpeggiante incertezza. (Cit. “il tuo lido con questa novità non vale nulla e non compro sapendo che te lo toglieranno!!”). Ed io qui volevo arrivare: ma se vale zero e domani finisce la giostra…la banca come fa a riprendersi i soldi avendo dato affidamento ad una srl…che vale zero?!?!?!?
    Zero valore zero garanzie
    E le banche che hanno affidato soldi in tutta italia e che rischiano di avere un pugno di “zeri” nei portafogli a cui hanno convesso soldi…salgono nella guostra anche loro.
    P.s. a tutti quelli che si vedono lo spettacolo da fuori…uno una volta disse “il potere logara…chi non ce l’ha”

  21. Non solo. Ci sono banche che hanno iscritto ipoteca sugli stabilimenti balneari!!!
    Ma al loro non interessa, anzi. Gioiranno anche per questa tegola che cadrà sulle banche, come se le loro sventure (vedi MPS) poi non ricadesso su tutta la collettività

    • È stata una loro imprudenza mettere ipoteca che alla scadenza della concessione può diventare demaniale….. la concessione non è perpetua

  22. Insomma questa possibile riforma sarà peggio del covid!..i balneari pilastro dell’economia italiana senza i quali, o meglio sostituiti i quali, tutto crolla, mah?!..non si spiega come mai i vostri concittadini non vi abbiano ancora fatto un murales come ai sanitari. Vedrete che arriveremo serenamente al 2026!

  23. Ancora a cercare scuse ? E basta su , Sentenza consiglio di stato = GAME OVER
    W le aste , è questione di giorni e draghi aprirà il mercato
    Il resto è aria fritta

    • GRANDE AVVOCATO LUCANO, credo, abbia raccontato la verità, quella vera. Viviamo ormai in un mondo di “furbi”, (che utti vogliono far credere siamo noi concessionari) ormai raffinati e ben organizzati con “SISTEMI” consolidati, alla “PALAMARA” maniera, con l’avvallo dei media, quasi tutti “ALLINEATI”, mentre, nessuno tra questi, ha mai raccontato la vera storia dei balneari, sin dall’origine, la nascita delle concessioni, il valore originale delle attività avviate, le storiche abitudini, le leggi “ingannevoli” fatte per incentivare ulteriormente gli investimenti, poi vergognosamente abrogate, Nessuno tra i media allineati , ha approfondito la “BOLCKSTEIN” raccontando ciò che realmente succede negli altri Paesi membri, limitandosi a dire “CE LO DICE L’EUROPA”, nessuno, tra questi, ha mai raccontato le peculiarità, le enormi differenze di interessi e di problematiche esistenti, soprattutto, nessuno ci ha detto, in quale altro Paese europeo o della terra, esistono le gare (ad esclusivo danno di chi ha realizzato un intero e importantissimo settore economico nazionale), come quelle auspicate da molti signori in questo forum. Credete davvero, sia tutto “regolare”?

    • Teo+Romagnoli says:

      Evidenze pubbliche, non sono aste.Cinnnico disfattista, infame. Un ceco vede e prevede che le cose non potranno cambiare che in peggio…i fenomeni carogne come te di questa chat non avranno le concessioni gratis e non avranno possibilità di accedere e spiagge carissime..chi ci guadagna nessuno, nemmeno lo stato visto che le nuove concessioni non potranno rinnovarsi e non pagheranno gli investimenti

  24. Un vaffanculo enorme a tutti i populisti che lasciano commenti su questa pagina… Se volete così tanto una spiaggia , potete comprarvela come è sempre stato fatto negli anni dai concessionari Subentranti… il problema vero è che sperate nelle aste perché non avete neanche i soldi per comprarvi i fazzoletti di carta per asciugarvi le lacrime… Continuate pure a piangere noi rimaniamo quelli che siamo sempre stati, Voi pure…

  25. Non mi date un grande entusiasmo…non sono più giovincella,ma devo decidere se lasciare un lavoro fisso,o dare una mano a mia madre,alla quale il comune ha deciso di fare un nuovo pianospiaggia,per cui il piccolo chiosco è stato demolito e dovremmo chiedere il finanziamento in banca…ormai siamo a dicembre e non si sa come finiremo…

  26. Dario, fuck e compagnia siate veramente fantastici… Vivete nel mondo delle favole.
    Cioè voi pensate veramente che daremo tutto il nostro immobile così, bello e pronto, a quello che arriva dopo di noi senza che ci paghi il valore commerciale della struttura(muri,impianti, infissi, attrezzatura ecc ecc) ? Ma non capite che non succederà mai? Ma non capite che se non ci viene riconosciuto almeno il valore commerciale gli lasceremo 4 muri forati e barcollanti senza tetto né infissi, né impianti ne niente? Ma non capite che se non ci viene riconosciuto un bonus per dargli il parco clienti costruito negli anni, noi quelli stessi clienti in questi due anni li manderemo via a calci in culo(prima spennandoli a dovere) lasciandogli un deserto commerciale?
    Se volete le aste va riconosciuto valore commerciale e avviamento sennò sarà un bagno di sangue per il settore turistico.
    Questo se non riusciamo a vincere i ricorsi perché li si annunciano delle belle cose ma vedrete a tempo debito…. Tempo al tempo. Abbiamo i migliori avvocati d Italia e daremo battaglia potete contarci.

  27. Io ho unazspiaggia piccolissima con solo bar e senza ombrelloni dopo 16 anni di lotte a incasso zero finalmente mi lasciano lavorare e ho speso tutto x rifare il locale che mi hanno incendiato. Nel 2011 ma prima di questo mi hanno cessato. Ora che finalmente posso aprire il bar arriva il consiglio di stato . Con decisioni assurde , spero che la cosa cambi perché ho 50 anni e un figlio piccolo e io vivo solo di questo .

  28. Io ho una spiaggia piccolissima con solo bar e senza ombrelloni .
    Dopo 16 anni di lotte e incassi
    zero, finalmente mi lasciano lavorare,ma ho speso tutto x rifare il locale che mi hanno incendiato nel 2011.
    Però prima di tutto ciò, mi hanno vessato burocraticamente . Ora che finalmente posso aprire il bar arriva il consiglio di stato con decisioni assurde , spero che la cosa cambi perché ho 50 anni e un figlio piccolo e io vivo solo di questo .

  29. Buongiorno, detengo una concessione balneare da 30 anni, la mia domanda e’ la seguente: si puo’ applicare retroattivamente una legge come la bolkestein ? . Trent’anni fa vi erano rinnovi automatici,quindi si e’ programmata la nostra vita e quella dei nostri figli concrentrandoci su questa attivita’. Si vogliono fare con questa sentenza decine di migliaia di disoccupati?

    • Nikolaus Suck says:

      Intanto trent’anni fa non c’erano i rinnovi automatici, ma la domanda andava rifatta ad ogni scadenza. Che era, appunto una scadenza. Automatica era semmai la cessazione se non veniva rifatta la domanda.
      I rinnovi c.d. automatici sono esistiti solo dal 2001 all’inizio del 2010, e hanno solo semplificato tale procedimento in modo da non dover rifare la domanda ad ogni scadenza, che comunque rimaneva. Ma automatico non ha mai significato né dovuto e sicuro (se c’erano altre domande, andavano valutate, salva la prelazione fino al 2009), né eterno e perpetuo.
      Quindi programmare la vita vostra e addirittura dei figli su tali basi non era certo vietato, ma era rischioso. E il rischio fa parte dell’impresa.
      E siete appunto imprenditori commerciali, non lavoratori subordinati dipendenti che vengono licenziati e diventano “disoccupati”.

      • Pensa che noi abbiamo preso un finanziamento quest’anno x rinnovare la spiaggia con garanzia dello Stato, ma vi rendete conto …che garanzia!!! Lo Stato

  30. sono un concessionario ligure , sono nato sulla spiaggia , ne sono fiero , sono vicino alla pensione e ho visto più di tre generazioni di clienti che per fortuna non mi odiano come voi , vorrei morire sulla spiaggia e farò di tutto per farlo .
    Ci tengo a puntualizzare che non si tratterà di aste ma di gare , è una bella differenza perchè si svolgono a punteggio e l’offerta economica sarà solo una parte del punteggio complessivo .
    Ci saranno piani di investimenti , miglioramenti a livello energetico e quant’altro , compreso , spero , un riconoscimento della professionalità aquisita
    Un’ultima cosa , se , come sembra , le durate saranno non superiori ai sei anni chi avrà mai il coraggio di investire decine o centinaia di migliaia di euro ? a voi la risposta

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