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“Arriva la riforma dei canoni balneari in legge di bilancio”

Buratti (Pd): ''Condizioni favorevoli nonostante la bocciatura al decreto fiscale''. Si parla di alzare le cifre minime a 2000 euro e abolire i maxi canoni pertinenziali.

«Gli emendamenti sui canoni balneari purtroppo non hanno trovato spazio nel decreto fiscale, ma ci sono tutte le condizioni per lavorarci nella prossima legge di bilancio in vista di un riordino complessivo della materia». È l’annuncio che il deputato Umberto Buratti (Pd) diffonde tramite Mondo Balneare dopo la bocciatura delle proposte “salva-pertinenziali” in materia di canoni delle spiagge. Dichiarati inammissibili dalla VI commissione della Camera, gli emendamenti intendevano risolvere l’ingiustizia che colpisce circa trecento imprese balneari, colpite dall’errata applicazione dei valori Omi che ha reso i loro canoni insostenibili da pagare, con cifre dai 100 mila ai 300 mila euro annui.

«Abbiamo lavorato in questi giorni con l’Agenzia del demanio e con il Ministero dell’economia e finanze per trovare una soluzione sui pertinenziali – rende noto Buratti – e tutti sono consapevoli dell’urgenza del problema». Autorevoli fonti parlamentari affermano che il governo starebbe lavorando a una riforma complessiva dei canoni, alzando la soglia minima a 2.000 euro annui (attualmente ammonta a 364 euro) e abolendo i maxi canoni Omi. Sarebbe inoltre previsto il ripristino del sistema di calcolo tabellare per tutti gli stabilimenti, pertinenziali compresi, ai quali verrebbe cancellato il debito pregresso.

I commenti delle associazioni

Sulla notizia esprime soddisfazione Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba-Confesercenti, che afferma: «Nonostante il profondo dispiacere per non essere ancora arrivati alla salvaguardia delle imprese balneari pertinenziali, siamo fiduciosi nell’approvazione di una soluzione inserita nella prossima legge di bilancio. In base al confronto con i parlamentari che Fiba ha portato avanti nei giorni scorsi, pare che ci siano tutte le condizioni per portare a casa il risultato entro fine anno. La sospensione dei pagamenti è un atto indispensabile, seppure parziale, per restituire tranquillità a circa trecento piccole aziende familiari colpite da una grave ingiustizia. Ben venga poi un riordino complessivo dei canoni che elimini una volta per tutte le gravi disparità».

Più duro è il commento di Antonio Capacchione, presidente del Sib-Confcommercio, che valuta un «grave errore» la scelta di non avere approvato una norma salva-pertinenziali già in decreto fiscale e attacca la politica che «manifesta l’incapacità o la non volontà di risolvere questa drammatica situazione». In ogni caso, promette il presidente del Sib, «la nostra azione sindacale continuerà senza sosta riproponendo gli stessi emendamenti in legge di bilancio. Non ci rassegniamo a questa insensata e incomprensibile sordità istituzionale né rinunceremo a far valere con ogni mezzo le nostre ragioni» (leggi il commento integrale di Capacchione »).

Cosa è accaduto agli emendamenti salva-pertinenziali nel decreto fiscale

Gli emendamenti salva-pertinenziali al decreto fiscale hanno avuto vita molto breve. Presentati dai deputati di tutte le forze politiche di maggioranza (Partito democratico e Movimento 5 Stelle) e opposizione (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia), le proposte intendevano sospendere il pagamento dei maxi canoni Omi e sanare le cartelle esattoriali dei pertinenziali, ma sono stati dichiarati inammissibili dalla commissione finanze della Camera dei deputati.

Peraltro, come ogni anno le norme salva-pertinenziali sono state oggetto di polemiche del tutto fuori fuoco. Le proposte intendevano infatti risolvere l’ingiustizia che colpisce circa trecento piccole imprese balneari (leggi l’articolo che illustra la vicenda dei balneari pertinenziali »), eppure qualche politico ha puntato il dito contro gli emendamenti, spacciandoli erroneamente come un privilegio che avrebbe favorito tutti i titolari di stabilimenti balneari in Italia. Tra gli oppositori più accesi c’è stato l’ex deputato Andrea Mazziotti, che ha detto le seguenti parole: «L’emendamento che sospende al 2020 il pagamento dei canoni per le concessioni delle spiagge, compreso il saldo di cartelle esattoriali sui canoni, è uno schiaffo alla concorrenza, alla libertà d’impresa e alla tanto decantata “onestà”. Invece di fare favori a chi detiene le concessioni a prezzi irrisori da decine di anni, il governo si impegni ad applicare la direttiva Bolkestein per la messa a gara delle spiagge italiane».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Buongiorno, il presente post per un chiarimento:
    l’ex Deputato Andrea Mazziotti non è stato eletto il 4 marzo 2018 perchè la lista +Europa non ha raggiunto la soglia del 3%. Detto questo, la dichiarazione fatta sui pertinenziali e sulla netta posizione sulla Bolkenstein riguarda un ex parlamentare non più in carica

  2. Sarebbe giusto non fare neanche la possibilita di commentare a uno come mazziotti che circa solo publicita, della questioned non ne sa’ niente e sopratutto non conta una mazza!!!

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