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Non passa l’emendamento leghista sugli indennizzi ai balneari

Il governo si è opposto per la seconda volta alla proposta del Carroccio, promettendo di disciplinare il tema in un decreto ad hoc. Ma ciò richiede troppo tempo.

Non è stato approvato, per la seconda volta consecutiva, l’emendamento della Lega che proponeva di introdurre gli indennizzi economici ai concessionari balneari in vista delle gare. A opporsi è stato di nuovo il governo Meloni, che si sarebbe preso l’impegno verbale a disciplinare la materia con un decreto ad hoc. Ma ciò significa che passeranno almeno altri due mesi, nonostante il tema sia più urgente.

Il Carroccio aveva fatto un primo tentativo due settimane fa nel decreto coesione, ma il Quirinale aveva chiesto il ritiro della proposta, ritenuta incoerente col tema del provvedimento. In quell’occasione l’emendamento, a prima firma del capogruppo della Lega in Senato Massimiliano Romeo, era diventato un ordine del giorno che impegnava il governo a completare la mappatura del demanio marittimo. Ma alla prima occasione utile il partito di Matteo Salvini ha ritentato il blitz, di nuovo in un decreto che si occupa di tutt’altro.

La proposta della Lega era molto articolata e prevedeva di disciplinare gli indennizzi economici ai concessionari uscenti, a carico dei subentranti, e di garantire il diritto di prelazione per gli attuali balneari a parità di offerta. Ma oltre al contenuto, l’intento del Carroccio era quello di far emergere l’inerzia del governo Meloni, che sui balneari tanto ha promesso ma nulla ha fatto. Con la scadenza delle concessioni fissata per il 31 dicembre 2024 dalla legge sulla concorrenza del governo Draghi, e senza delle linee guida nazionali, i Comuni stanno già predisponendo i bandi a propria discrezione. La proposta degli indennizzi è un modo per introdurre almeno un paracadute agli attuali concessionari, ma il ministro agli affari europei Raffaele Fitto ha mantenuto una ferma opposizione. Non solo per rispettare il monito del Quirinale, quanto perché ritiene che ogni misura sul tema vada prima concordata con l’Unione europea. E così si è arrivati allo scontro tra Lega e Fratelli d’Italia, sia nel decreto coesione che nel decreto agricoltura.

Dopo una trattativa andata avanti per giorni, a spuntarla è stata la linea di Fratelli d’Italia. L’emendamento della Lega è stato dichiarato improcedibile a fronte di un impegno, da parte di Palazzo Chigi, di disciplinare gli indennizzi con un apposito decreto legislativo. Il problema è che ciò richiede dei tempi molto lunghi: al momento il parlamento è ingorgato con otto decreti legislativi da licenziare entro un mese, perciò significa che una legge organica sugli indennizzi ai balneari non potrà essere approvata prima di settembre. Questo mette in difficoltà non solo gli attuali concessionari, ma anche i Comuni, che dovranno scrivere e concludere i bandi in fretta e furia. Il governo forse pensa di avere più tempo grazie alla proroga di un anno approvata a febbraio 2023, ma dimentica che quella legge è stata dichiarata illegittima dal Consiglio di Stato. Urge dunque una norma che decida le modalità di rinnovo dei titoli in scadenza. L’atteggiamento di Giorgia Meloni appare incomprensibile agli occhi della categoria, che si sente tradita rispetto alle promesse fatte in campagna elettorale.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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