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Indennizzi balneari, Quirinale blocca decreto coesione

Riserve di Mattarella sull'emendamento della Lega, ritenuto non pertinente col provvedimento. Romeo: "Non ritireremo nulla". E salta il tavolo tecnico.

Il Quirinale ha chiesto al Senato di ritirare l’emendamento al decreto coesione sui balneari. È quanto si è appreso in seguito a una riunione tenutasi ieri tra governo e forze di maggioranza, convocata proprio per discutere sul provvedimenti. La proposta, presentata a fine maggio dalla Lega, sarebbe stata ritenuta dalla presidenza della Repubblica come troppo estranea rispetto ai contenuti del decreto, che si occupa della gestione di fondi europei. Ma il capogruppo Massimiliano Romeo, primo firmatario dell’emendamento, è molto secco: «Non ritireremo nulla», è il commento rilasciato a Mondo Balneare. Nel frattempo, dalla presidenza del consiglio tutto tace: il tavolo sul demanio marittimo, che era stato convocato per il 12 giugno a Palazzo Chigi, è stato annullato la sera prima e al momento non c’è un nuovo appuntamento in vista.

L’emendamento sugli indennizzi ai balneari

L’emendamento della Lega al decreto coesione era già stato molto indebolito rispetto alla prima versione. La proposta iniziale prevedeva che, in caso di gare sulle concessioni, l’eventuale nuovo subentrante debba riconoscere al gestore uscente un indennizzo «corrispondente al valore aziendale dell’impresa insistente sull’area oggetto della concessione», calcolato le linee guida Uni da un perito nominato dal concessionario uscente, al quale veniva riservato anche il diritto di prelazione a parità di offerta. Tuttavia la proposta emendativa era stata ritenuta parzialmente improponibile dalla presidenza della V commissione al bilancio del Senato, che sta esaminando il provvedimento in questi giorni.

In seguito alla rielaborazione, l’emendamento leghista è rimasto solo una generica indicazione sul «valore commerciale» degli stabilimenti balneari, di cui tenere conto nella mappatura del demanio marittimo a cui sta lavorando la presidenza del consiglio. Ma ieri sono trapelate delle indiscrezioni sul niet del Quirinale, che oltre alla norma sulle concessioni sarebbe contrario all’abrogazione del redditometro proposta da un emendamento di Forza Italia a prima firma di Maurizio Gasparri. La circostanza è emersa al termine di una lunga riunione al Senato tra il governo e la maggioranza, alla quale erano presenti il ministro per gli affari europei Raffaele Fitto e il ministro per i rapporti con il parlamento Luca Ciriani.

Dossier balneari in stallo

Secondo Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba-Confesercenti, «l’emendamento non contiene assolutamente nulla che non sia compatibile col diritto europeo; non contiene proroghe, ma individua chiaramente la necessità di riconoscere il valore dell’impresa al concessionario uscente e la possibilità di una prelazione. Un provvedimento che dunque potrebbe dare un minimo di certezza al comparto balneare, in attesa di capire cosa intenda fare il governo sulla questione». Ma proprio qui sta il problema: l’esecutivo di Giorgia Meloni è infatti da mesi inerte e silente sul tema dei balneari. Le concessioni scadranno il prossimo 31 dicembre in base alla legge 118/2022 del governo Draghi, e in assenza di una disciplina nazionale, i Comuni stanno procedendo in ordine sparso con i bandi. In questa situazione, una norma sugli indennizzi viene vista come un buon paracadute dagli operatori del settore.

Per ora il governo si è limitato a lavorare a una mappatura del demanio marittimo, che ha dichiarato come solo il 33% dei litorali italiani sia occupato da concessioni. La tesi è che sia possibile garantire la concorrenza richiesta dalla Bolkestein assegnando tratti di spiagge libere per far avviare nuove imprese, senza toccare quelle esistenti. Ma la mappatura è stata conclusa lo scorso ottobre e da allora l’esecutivo non ha fatto nulla per concretizzare questo principio in una legge. Un nuovo appuntamento del tavolo era stato convocato per mercoledì 12 giugno, ma la sera precedente è stato rinviato a data da destinarsi. E al momento non è noto come il governo intenda muoversi per risolvere la situazione.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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