Tutti vorremmo la sabbia, ma se un ripascimento artificiale deve essere anche un intervento di difesa costiera, bisogna talvolta accontentarci di granuli, ghiaia e ciottoli; e dove la spiaggia è già costituita da sedimenti grossolani è inutile metterceli più fini. Ma non è solo una penalizzazione: a parità di volume versato, l’espansione dell’arenile è tanto maggiore quanto più grossolano è il materiale.
Ecco che i ripascimenti in ghiaia stanno diventando una necessità, seppur scomoda, e solo i fachiri sono felici di stendersi su di un tappeto di ghiaia. Però ci sono anche persone che la preferiscono perché non si attacca alla pelle, rende l’acqua più limpida e può contenere dei piccoli gioielli, che poi la gente si porta a casa… contribuendo all’erosione del litorale!
Se su dei chiodi devo stendermi, meglio che abbiano la punta arrotondata! Ma la ghiaia arrotondata la troviamo solo nelle cave aperte nelle pianure alluvionali ed è molto costosa. Assai più economica è quella prodotta per frantumazione delle rocce sulle montagne, sempre che il trasporto non incida troppo sul prezzo ‘a mare’.
Ma facciamoci aiutare dal fachiro, che fesso non è; anzi, è un bel furbacchione! Se i chiodi sono molto fitti il peso del corpo si distribuisce su molte punte, tanto che in nessun punto vi è una pressione tale da bucare la pelle. Ecco che su di una spiaggia costituita da ghiaietto spigoloso di qualche millimetro, neppure il piede più delicato lancia grida di dolore.
Aumentando le dimensioni le cose cambiano, e camminare scalzi su ghiaia appuntita di qualche centimetro può essere un vero tormento. Ma considerando che in ogni spiaggia, in particolare in quelle grossolane, i granuli non sono tutti uguali, il ripascimento può usare una miscela nella quale gli elementi più fini sono spigolosi e solo quelli più grossi sono arrotondati: è un bel risparmio!
Se dobbiamo usare solo ghiaia grossa il trucco del 50% + 50% non funziona e dovremo decidere fra liscia o spigolosa, ma anche in questo caso si presentano più opzioni. I granuli mossi dalle onde sulla battigia sfregano l’uno con l’altro, e questo determina un’abrasione che ne riduce le dimensioni ma ne aumenta l’arrotondamento.

Frammenti di rocce tenere si arrotondano velocemente, ma il volume residuo sarà decisamente inferiore. Quelli derivanti da rocce dure mantengono per più tempo gli spigoli vivi, ma garantiscono una maggiore stabilità della spiaggia. Potremmo dire che se il ripascimento ha come scopo principale quello di creare una spiaggia dedicata alla balneazione, un rapido arrotondamento è preferibile. Se, al contrario, rientra in un intervento finalizzato alla difesa del suolo, una roccia bella dura dà più garanzie.


Scegliere il tipo di roccia in base a questi criteri non è difficile, ma non si può fare ricorso alle classiche analisi che si usano in geotecnica, come la Los Angeles, che misura la resistenza alla frantumazione. In questo test i pezzetti di roccia vengono messi in un cilindro insieme a delle sfere d’acciaio che, durante la rotazione, cadono sui granuli e li rompono. Sulle spiagge si può trovare di tutto, ma io non ho mai visto una sfera d’acciaio! Bisogna usare una burattatrice, con cilindri di gomma dura e alette interne, e inserire i frammenti di roccia con acqua a coprirli completamente. Nella rotazione lo sfregamento avviene solo sasso su sasso e simula quanto accade sulla battigia. Per avere un confronto fra rocce diverse bisogna usare sempre la stessa quantità di materiale e i vari granuli devo avere dimensioni in un range limitato.

Quando verseremo il contenuto del cilindro in un setaccio molto fine, per poi asciugare i granuli e pesarli, ci accorgeremo che l’acqua che ne esce è biancastra, come quella che alimenta i torrenti che provengono dai ghiacciai, perché vi è molta polvere in sospensione. Saremo forse sorpresi dal vedere che non ci saranno quasi granelli di sabbia: l’abrasione di un ciottolo produce particelle finissime e se nel setaccio troviamo qualche granello più grossolano deriva dalla rottura di un sasso e dalla successiva abrasione dei frammenti.
Una cosa che non possiamo prevedere è quanto tempo richiede ogni singolo granulo per raggiungere un determinato grado di arrotondamento, perché non si trova esposto sempre al rotolamento sulla battigia; anzi, molti granuli rimangono sepolti e solo occasionalmente appaiono in superficie. Però il processo può essere accelerato spingendo più volte in mare i materiali versati, cosa che viene effettivamente fatta almeno durante i lavori.
Ma è necessario fare un ulteriore passo… sulla ghiaia! L’arrotondamento si riferisce a quanto sono smussati gli spigoli dei granuli, e niente ha a che fare con la sfericità, che indica la forma generale dei granuli (allungato, discoidale, sferico). Ecco che a noi interessa avere granuli con gli spigoli arrotondati, che sono quelli che non bucano; se poi sono sferici o discodali diventa un problema secondario, anche se quelli appiattiti formano superfici meno rugose e quindi più … comode. Ma questo dipende dalla forma originaria del sasso quando viene staccato dalla roccia madre, e quindi dalla struttura stessa della roccia.
L’ormai lunga esperienza acquisita con ripascimenti effettuati con ghiaia spigolosa indica che quasi tutti i frammenti di rocce subiscono un rapido arrotondamento degli spigoli in poche mareggiate, ovviamente se versati direttamente in mare davanti alla battigia e non in alto sulla spiaggia. Ecco che un ripascimento fatto all’inizio dell’autunno con roccia frantumata potrà farci trovare l’estate dopo una spiaggia che non sia ad uso esclusivo dei fachiri!
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