Ambiente

Le barriere anti-erosione low cost ottengono importante finanziamento

La start up Teti, che ha brevettato un sistema economico ed ecosostenibile per proteggere le spiagge dalle mareggiate, ha ottenuto il sostegno di Puglia Sviluppo e di Unioncamere

La startup Teti srl ha ottenuto un doppio finanziamento per la realizzazione delle sue barriere anti-erosione rimovibili e low cost, di cui abbiamo già parlato su Mondo Balneare. Il traguardo segna il punto di svolta di un percorso iniziato a maggio 2016, quando venne presentata la domanda per il brevetto di questo sistema economico ed ecosostenibile per salvare le spiagge dalle mareggiate, che consiste in barriere realizzate in materiale riciclato che, anziché ridurre la forza d’impatto sulla linea di riva, ne agevolano il riflusso e l’avanzamento. Inoltre i moduli bloccano il riflusso dell’onda, ostacolando l’asportazione di sabbia e granuli degli strati superficiali della spiaggia lambiti dalle onde.

L’idea è nata nell’estate 2016, quando l’ingegnere Giuseppe Tamburrano, ex dipendente della Tecnomare e oggi amministratore unico della Teti, inventò della particolari barriere di plastica da collocare lungo la battigia per difendere l’arenile: «Oltre a bloccare l’erosione – afferma Tamburrano – il sistema può favorire il ripascimento della spiaggia, e l’ancoraggio al fondale (un cavo d’acciaio si cui viene collocata la base del modulo) è stato ideato per agevolare il posizionamento e la rimozione del moduli, senza alcun impatto ambientale».

L’invenzione è stata brevettata da Tamburrano nel novembre 2018, e un mese dopo sul litorale di Paestum è avvenuta la prima sperimentazione con ottimi risultati. In seguito, a settembre 2019 il progetto è stato selezionato tra le startup più innovative al Sun Next, l’iniziativa organizzata da Mondo Balneare, Cna Emilia Romagna e Italian Exhibition Group per offrire stand gratuiti alle innovazioni più interessanti rivolte al settore balneare in occasione della fiera internazionale Sun di Rimini. E circa un anno fa, Tamburrano ha presentato due richieste di finanziamento a Puglia Sviluppo e a Unioncamere. «Entrambe – spiega l’imprenditore – sono state accolte al 100 per cento. Stiamo inoltre partecipando al concorso per la designazione delle startup innovative per Ecomondo, la fiera europea dell’ambiente». Insomma, anche grazie alla collaborazione del Cetma, di Geocoste e del geologo Enzo Pranzini (professore ordinario di geografia fisica e geomorfologia all’Università di Firenze, consulente di Legambiente nonché curatore della rubrica “Granelli di sabbia” su Mondo Balneare), il progetto è in rampa di lancio.

Il sistema di Tamburrano, fra l’altro, rientra in un concetto di economia circolare: «I moduli – spiega l’amministratore di Teti – sono composti al 75 per cento da plastica riciclata: un materiale in sovrapproduzione, perché ancora troppo poco utilizzato. Noi certificheremo il riutilizzo della plastica. Inoltre vorremmo realizzare il primo impianto pilota alla riserva marina di Torre Guaceto, in un’area compresa fra il centro velico e Canale Reale, che ora è soggetta al fenomeno dell’erosione. Nei mesi scorsi abbiamo formalizzato una richiesta al consorzio di gestione. Speriamo possa arrivare un riscontro positivo, perché la riserva sarebbe una vetrina ideale per il progetto e inoltre si potrebbe partire da subito, in quanto l’area individuata è interdetta alla balneazione».

Tutto questo nel rispetto delle linee guida nazionali per la gestione della dinamica costiera fissate dal ministero dell’ambiente e dall’Ispra. «Dopo tanti progetti – conclude Tamburrano – adesso abbiamo l’opportunità di fare qualcosa di concreto per bloccare l’erosione, contribuendo al ripascimento della spiaggia con la propria sabbia. Questo sistema sgraverebbe gli enti pubblici da costi enormi, oltre a dare ai privati la possibilità di autogestirsi».

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