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Indennizzi, si lavora al salvagente per i balneari: ddl alla Camera

Numerosi gli emendamenti presentati da maggioranza e opposizione per il riconoscimento del valore aziendale ai concessionari uscenti. E spunta anche il diritto di prelazione.

Prosegue l’iter della proposta di legge sull’abrogazione dell’articolo 49 del Codice della navigazione, che prevede l’esproprio delle strutture balneari alla scadenza della concessione. Il testo, presentato lo scorso luglio dai deputati Riccardo Zucconi e Gianluca Caramanna (Fratelli d’Italia), è stato incardinato in commissione finanze alla Camera e nei prossimi giorni dovranno essere votati i vari emendamenti presentati dai parlamentari di maggioranza e opposizione. La maggior parte di questi riguarda il riconoscimento degli indennizzi ai concessionari uscenti: pare dunque che il disegno di legge sia diventato il tentativo delle forze di maggioranza di fornire un salvagente ai balneari, nel caso in cui dovessero perdere le gare che sempre più Comuni costieri stanno effettuando, con l’avvicinarsi della scadenza delle concessioni prevista per il prossimo 31 dicembre dalla legge 118/2022.

L’emendamento FdI: indennizzi a carico del concessionario subentrante

Uno degli emendamenti più corposi è stato presentato dallo stesso Zucconi e propone di calcolare l’indennizzo «a carico del concessionario subentrante in misura corrispondente al valore aziendale dell’impresa insistente sull’area oggetto della concessione calcolato secondo i principi, le metodologie e le procedure di stima di cui alla norma UNI 11729:2018 “Linee guida per la stima del valore delle imprese concessionarie demaniali marittime, lacuali e fluviali a uso turistico ricreativo (imprese balneari)». L’importo, prosegue l’emendamento, dovrà essere stimato «da una perizia redatta da un professionista abilitato nominato dal concessionario uscente» e «reso pubblico in occasione della indizione della procedura comparativa di selezione». I costi della perizia sono a carico del concessionario uscente. Inoltre, «le procedure di affidamento in corso all’entrata in vigore della presente legge sono adeguate alle disposizioni di cui al presente articolo»: in sostanza, se la legge dovesse passare, anche tutte le procedure selettive già in corso dovranno adeguarsi, laddove non abbiano previsto un indennizzo.

Spiega Zucconi a Mondo Balneare: «Un conto è il riconoscimento di un indennizzo del concessionario uscente; un altro conto è il tema dei tempi e delle modalità della riassegnazione delle concessioni tramite eventuali procedure selettive. Su questo rimango convinto che la direttiva Bolkestein penalizzi, senza rispetto dei principi di reciprocità comunitari, un comparto essenziale del turismo italiano, prevedendo che alle gare possano partecipare società con sede legale in paesi esteri; sia che la direttiva vada applicata per come è stata scritta, tenendo conto cioè della sussistenza o meno del pre-requisito della scarsità delle risorse presenti in ogni Stato membro. Ciò non toglie che a mio avviso e in ogni caso, la questione degli indennizzi sia un tema che vada risolto e normato quanto prima».

L’emendamento Lega: prelazione per gli attuali concessionari

Un altro emendamento, presentato dai deputati della Lega Salvatore di Mattina ed Elisa Montemagni, ricalca in tutto e per tutto quello di Zucconi sulla parte degli indennizzi e propone in aggiunta il riconoscimento del diritto di prelazione per gli attuali concessionari: «Nel caso di più domande concorrenti – recita il testo – il titolare ha diritto di prelazione a condizione che comunichi, entro 10 giorni dalla data di notifica della scelta dell’offerta, di essere soggetto alle condizioni dell’offerta più alta, al netto del riconoscimento del valore aziendale».

Così Di Mattina argomenta a Mondo Balneare i motivi del suo emendamento: «Il Portogallo è uscito dalla procedura di infrazione europea introducendo il diritto di prelazione a parità di investimento per i concessionari uscenti. Se l’Ue ha accettato questa misura a favore dei balneari portoghesi, non si vede perché dovrebbe respingerla in Italia; perciò abbiamo presentato una proposta in tal senso. Ritengo normale che, in caso di procedura comparativa tra più domande sulla stessa concessione, il precedente titolare abbia il diritto a una prelazione a parità di investimento». La priorità per la Lega, prosegue Di Mattina, è comunque su altri fronti: «Continuiamo a mantenere la massima attenzione sulla mappatura dei litorali, per la quale c’è un’interlocuzione in corso con l’Ue che non si è ancora chiusa. Abbiamo recepito le richieste del commissario Breton sulla necessità di una mappatura qualitativa anziché quantitativa e ci stiamo lavorando, convinti che la risorsa non sia scarsa e perciò la direttiva Bolkestein non si deve applicare alle spiagge italiane. Detto ciò, è giusto prevedere il riconoscimento di un indennizzo per remunerare i concessionari uscenti, quando la risorsa diventerà scarsa e si dovrà andare a gara. Ed è giusto che questi indennizzi tengano conto dell’avviamento e del valore aziendale stabilito da una perizia asseverata».

Le opposizioni attaccano la maggioranza

Anche il Partito democratico ha presentato un emendamento per introdurre il tema degli indennizzi, cogliendo l’occasione, in questi giorni di campagna elettorale, per attaccare le forze di maggioranza. Così il deputato del Partito democratico Andrea Gnassi: «Il governo continua a dire bugie e a non decidere sul tema Bolkestein, tanto che è dovuta intervenire ancora una volta la magistratura attraverso il Consiglio di Stato sulla stagione balneare 2024. Noi continuiamo a incalzare con gli strumenti a nostra disposizione e nei giorni scorsi abbiamo depositato un nuovo emendamento alla proposta di legge della maggioranza per risolvere, senza demagogie e una volta per tutte, la questione concessioni e gare. La nostra proposta si inserisce sull’abrogazione dell’articolo 49 del Codice della navigazione e prevede un indennizzo al concessionario in caso ne subentri un altro (principio già stabilito dalla legge concorrenza Draghi): indennizzo adeguato, a carico dell’eventuale concessionario che subentra e soprattutto determinato prima dell’indizione della gara con criteri seri, trasparenti e oggettivi figli di una perizia giurata di stima redatta da un professionista abilitato nominato dai Comuni. Qualora dopo un anno non si sia ancora provveduto ad affidare una nuova concessione, proponiamo che sia lo Stato ad anticipare l’indennizzo al concessionario uscente, recuperandone poi i costi sempre a carico di chi subentra. Proponiamo infine che l’amministrazione pubblica abbia la facoltà di ordinare la demolizione delle opere e la restituzione del bene demaniale, a fronte anche in questo caso di un indennizzo in favore del concessionario corrisposto anche se lo stesso esegua tale ordine. In questo modo si riuscirà a dare certezza a un settore nevralgico per la nostra economia, settore che potrà tornare a progettare e investire. Chiediamo quindi al governo di non perdere più tempo e di far sviluppare su questi temi e questa proposta una legge quadro con il coinvolgimento di Regioni, Comuni e imprese».

Infine, secondo il Movimento 5 Stelle l’emendamento di Fratelli d’Italia sugli indennizzi svela le mancate promesse del governo. Così in una nota i senatori Mario Turco e Marco Croatti: «L’emendamento di Fdi al ddl sull’abrogazione dell’articolo 49 del Codice della navigazione ha un significato politico non trascurabile: Giorgia Meloni ha finalmente compreso che i ridicoli siparietti della destra sulle concessioni demaniali debbono finire. Ora alla premier non resta che farlo capire agli ultimi samurai a difesa del fortino, come Gasparri e Centinaio. La mappatura fasulla formulata per alimentare il mantra delle spiagge “risorsa non scarsa” ha di fatto accelerato lo scenario di una procedura d’infrazione Ue e scritto la parola fine alle fantomatiche trattative del governo con Bruxelles. Le gare vanno fatte non solo perché lo prevede l’Ue, ma soprattutto perché gli investimenti sono fermi, l’offerta turistica italiana rischia di schiantarsi e stiamo andando verso un’estate all’insegna di incertezze e storture. Si recuperi immediatamente l’impianto normativo della legge sulla concorrenza del 2022 e si chiuda la tragicommedia che dura ormai da un anno e mezzo. Il nostro paese non merita il protrarsi di altre figuracce. Si tuteli l’interesse dello Stato, dei lavoratori, dei cittadini e delle imprese. Basta altre prese in giro».

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