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G20 Spiagge: “Abbassare canoni minimi per attività no profit”

La richiesta dei sindaci delle principali località balneari: "Si passi da 2500 a 500 euro annui per le concessioni non a scopo di lucro"

In una stagione tormentata dal caro energetico e proprio nel momento del suo massimo consumo dovuto al grande afflusso turistico, il G20 Spiagge, l’associazione che raggruppa le più importanti città balneari italiane, chiede al premier Mario Draghi e ai ministri Franco, Cingolani e Garavaglia se non sia il caso di riconsiderare il canone demaniale marittimo minimo per attività senza scopo di lucro e per finalità di pubblico interesse.

«Il canone minimo standard nel 2021 è stato portato a 2.500 euro e l’aggiornamento Istat per il 2022 prevede un aumento del 7,5% che porta il canone minimo 2.698,75 euro», spiega la coordinatrice del G20 Spiagge e sindaca di Cavallino Treporti Roberta Nesto. «Certo, rispetto a valori assoluti non è gran cosa; ma noi sindaci, che siamo a contatto con il paese reale e con tutte quelle associazioni culturali e sportive, le pro loco e le parrocchie che realizzano attività senza fini di lucro e per finalità di interesse pubblico, sappiamo bene come anche 100 euro pesino sui loro bilanci».

Da qui la proposta di prevedere, anche per l’anno 2022 e seguenti, un canone minimo agevolato esattamente come accaduto nel 2021, attraverso un emendamento al decreto Sostegni bis ai sensi del quale “per l’anno 2021 l’importo annuo del canone dovuto quale corrispettivo dell’utilizzazione di aree e pertinenze demaniali marittime per attività sportive, ricreative e legate alle tradizioni locali, svolte in forma singola o associata senza scopo di lucro, e per finalità di interesse pubblico individuate e deliberate dagli enti locali territorialmente competenti non può essere inferiore a euro 500”. La misura era stata adottata proprio per andare incontro ai concessionari che svolgono attività no profit, come associazioni sportive e culturali, ormeggi privati e scuole di vela, ma per quest’anno non è stata rinnovata.

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I sindaci delle città balneari italiane aderenti al G20 Spiagge (Alghero, Arzachena, Bellaria Igea Marina, Bibbona, Caorle, Castiglione della Pescaia, Cattolica, Cavallino Treporti, Cervia, Cesenatico, Chioggia, Comacchio, Forio, Grado, Grosseto, Ischia, Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Orbetello, Riccione, Rosolina, San Michele al Tagliamento, San Vincenzo, Sorrento, Taormina, Viareggio, Vieste, ovvero le località che da sole attraggono 70 milioni di presenze turistiche, il 16% del totale nazionale) «richiedono questo segnale di disponibilità e attenzione del governo Draghi verso soggetti non imprenditoriali, presenti e attivi in tutti i Comuni italiani, come un passo in avanti nella gestione dei processi legati al balneare stesso. Se una misura agevolativa era stata prevista nel 2021, considerata la particolarità della parte coinvolta, non si comprenderebbe perché non debba essere ripetuta in un periodo di analoga difficoltà e verso un settore (il terzo settore!) che chiaramente non utilizza le proprie attività per arricchirsi», sottolinea una nota del G20.

Conclude Nesto: «A nome dei colleghi, sono estremamente fiduciosa sull’esito della richiesta e ritengo fondamentale per il G20 Spiagge occuparsi di tutte le componenti del balneare nazionale; anche di chi, anno dopo anno, mantiene le tradizioni popolari o sviluppa nuove e moderne attività per la propria comunità ospitante e per i turisti».

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