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Draghi su riforma concessioni balneari: “Ci stiamo pensando”

Il premier conferma che si attenderà la pronuncia del Consiglio di Stato attesa per il 20 ottobre. Centinaio (Lega): "Speriamo in sentenza favorevole"

«Sulla questione dei balneari ci stiamo pensando. Tra l’altro c’è una serie di sentenze del Consiglio di Stato previste a breve e quindi è forse opportuno vedere cosa dicono». Questo il breve passaggio che il presidente del consiglio Mario Draghi ha dedicato alla riforma delle concessioni balneari, durante una conferenza stampa tenuta ieri a Palazzo Chigi. Il premier ha così confermato quanto dichiarato nei giorni scorsi dal ministro al turismo Massimo Garavaglia, ovvero che il governo intende mettere mano in tempi brevi al riordino delle concessioni demaniali marittime, ma che prima di farlo aspetterà l’esito dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato convocata per il prossimo 20 ottobre proprio per decidere l’orientamento unitario dei giudici amministrativi sulla validità dell’estensione al 2033, stabilita dalla legge 145/2018 ma disapplicata da alcuni tribunali.

Tuttavia, Draghi non si è sbottonato sui contenuti della riforma. Un mese fa all’interno del decreto concorrenza era spuntata una norma per istituire le gare pubbliche sulle concessioni balneari – pare redatta da Francesco Giavazzi, consigliere diretto del premier – ma il provvedimento è stato stralciato nel giro di un paio di giorni a causa dell’opposizione di alcune forze politiche in maggioranza. Non è escluso che il presidente del consiglio abbia le idee chiare su come mettere mano alla materia, ma finora non ha fatto trapelare informazioni. E l’attesa della pronuncia del Consiglio di Stato è doverosa, in quanto potrebbe fornire ulteriori e imprescindibili spunti giuridici.

Il senatore leghista Gian Marco Centinaio, padre della legge 145/2018, ha commentato all’Ansa le parole del premier: «Draghi ha detto quello che anche noi ci aspettiamo, visto che siamo in attesa della sentenza del Consiglio di Stato che dovrebbe arrivare il 20 ottobre. Vediamo che dirà. Ovviamente il rischio di una sentenza negativa che incida sulla proroga c’è; tuttavia, anche sulla base degli sviluppi di convegni e iniziative recenti, è emerso che le concessioni balneari riguardano beni e non servizi. La speranza è che la pronuncia del Consiglio di Stato sia favorevole ed è quello che noi abbiamo portato avanti (con la legge che ha prorogato le concessioni balneari fino al 2033, NdR) per la tutela del mondo dei balneari. Secondo me, quell’impianto di legge regge. Abbiamo dato una proroga sapendo che nei 15 anni che ci sono fino al 2033 sarebbero state prese iniziative per definire una riforma del demanio».

Riguardo all’ipotesi che le concessioni balneari possano finire nel decreto concorrenza ancora in cantiere, Centinaio ha risposto: «Ci è stato assicurato di no».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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