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Balneari, Garavaglia: “Riforma concessioni ripartirà da legge 145/2018”

Il ministro del turismo conferma che il governo intende aspettare la decisione del Consiglio di Stato prima di mettere mano alla materia

«La vicenda delle concessioni balneari si trascina da troppo tempo, ma ora è la volta buona che si arriva a una conclusione: nel bene o nel male è necessario farlo, dobbiamo trovare una conclusione che sia positiva per tutti». Lo ha detto il ministro del turismo Massimo Garavaglia, intervenendo martedì sera a San Vincenzo (Livorno) durante un incontro a sostegno della campagna elettorale del candidato sindaco Davide Lera (nel video qui sopra, il passaggio sui balneari dell’intervento di Garavaglia).

«La legge c’è già, però se uno si alza la mattina e la interpreta come vuole lui, abbiamo un problema», ha detto Garavaglia riferendosi alla legge 145/2018, che nonostante abbia disposto l’estensione delle concessioni al 2033, non è stata applicata da tutti i Comuni costieri ed è stata dichiarata incompatibile col diritto europeo da alcuni tribunali amministrativi italiani. Proprio per individuare una posizione unanime tra tutti i Tar, il presidente del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi ha convocato un’adunanza plenaria per il prossimo 20 ottobre.

«La sentenza del Consiglio di Stato sarà un punto fermo – ha detto a questo proposito Garavaglia – perché potrà dire se la legge va bene così com’è oppure se non va bene. Nel primo caso basterà andare in Europa e accordarsi per chiudere la questione; nel secondo caso dovremo intervenire una volta per tutte, sempre d’accordo con l’Europa, in modo che non se ne parli più» (va detto che lo scorso agosto Garavaglia, al contrario, aveva detto che il governo intendeva risolvere la questione entro settembre e comunque prima della pronuncia del Consiglio di Stato).

«I principi cardine della riforma secondo noi sono quelli già contenuti nella legge 145/2018: bisogna cioè tutelare gli investimenti fatti e le famiglie che ci lavorano», ha poi precisato Garavaglia. «Se restano questi principi, una soluzione la si trova. Però questa volta siamo obbligati a trovarla, perché non possiamo più permetterci il casino di non avere un orizzonte, che rende impossibile programmare investimenti».

«A inizio stagione abbiamo volutamente, d’intesa con le associazioni più rappresentative del settore, gettato acqua sul fuoco perché l’unico nostro obiettivo era lavorare serenamente per l’estate. Ora che la stagione è finita, ci metteremo intorno a un tavolo e troveremo una soluzione definitiva, perché non possiamo più permetterci di avere incognite ogni anno. Su questo siamo tutti allineati, avrò un incontro giovedì con le forze politiche ma al netto di qualche sfumatura sui dettagli, non vedo grande ostilità sul tema», ha concluso il ministro.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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