Attualità

Consiglio di Stato rinvia decisione su estensione concessioni balneari al 2033

L'adunanza plenaria che dovrà stabilire una posizione unitaria sulla validità della legge 145/2018 è stata rimandata di una settimana

Slitta di una settimana l’importante adunanza plenaria del Consiglio di Stato convocata per decidere una posizione unitaria in merito all’estensione delle concessioni balneari fino al 2033, stabilita dalla legge 145/2018. Con un decreto diramato lo scorso martedì, il presidente di Palazzo Spada Filippo Patroni Griffi ha spostato l’appuntamento al 20 ottobre alle ore 10 poiché – recita la nota – «alcuni componenti del collegio dell’adunanza plenaria in data 13 ottobre 2021 sono impossibilitati a partecipare all’udienza in quanto impegnati nell’espletamento delle prove scritte del concorso a consigliere di Stato in qualità di membri della commissione di concorso».

Convocata lo scorso maggio dallo stesso Patroni Griffi, l’adunanza plenaria di tutte le sessioni del Consiglio di Stato avrebbe dovuto tenersi il prossimo 13 ottobre per valutare una volta per tutte l’orientamento ufficiale e unitario del massimo organo di giustizia amministrativa sulla delicata questione del prolungamento automatico delle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo, deciso dal governo italiano ma oggetto di svariate sentenze contrastanti da parte dei Tar di tutta Italia a causa di alcuni conflitti col diritto europeo.

Nello specifico, oggetto della discussione plenaria del Consiglio di Stato rinviata al prossimo 20 ottobre saranno il ricorso proposto dal Comune di Lecce contro la sentenza n. 73/2021 del Tar Puglia (si tratta della nota pronuncia firmata lo scorso gennaio dal presidente del Tar di Lecce Antonio Pasca, il quale ha affermato che la direttiva europea Bolkestein non è autoesecutiva e pertanto, in assenza di una norma italiana che l’ha recepita, l’estensione delle concessioni al 2033 non può essere disapplicata in quanto non esiste un’altra legge da applicare al suo posto) e il ricorso presentato da una società privata contro la sentenza n. 504/2021 del Tar Sicilia, anch’essa riguardante l’estensione al 2033.

In particolare, sono tre le questioni imposte da Patroni Griffi su cui l’adunanza plenaria dovrà prendere posizione:

  1. «se sia doverosa o no la disapplicazione, da parte della Repubblica Italiana, delle leggi statali o regionali che prevedano proroghe automatiche e generalizzate delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative; in particolare se, per l’apparato amministrativo e per i funzionari dello Stato membro, sussista o no l’obbligo di disapplicare la norma nazionale confliggente col diritto dell’Unione europea e se detto obbligo, qualora sussistente, si estenda a tutte le articolazioni dello Stato membro, compresi gli enti territoriali, gli enti pubblici in genere e i soggetti ad essi equiparati, nonché se, nel caso di direttiva self-excuting, l’attività interpretativa prodromica al rilievo del conflitto e all’accertamento dell’efficacia della fonte sia riservata unicamente agli organi della giurisdizione nazionale o spetti anche agli organi di amministrazione attiva»;
  2. «nel caso di risposta affermativa al precedente quesito, se, in adempimento del predetto obbligo disapplicativo, l’amministrazione dello Stato membro sia tenuta all’annullamento d’ufficio del provvedimento emanato in contrasto con la normativa dell’Unione europea o, comunque, al suo riesame ai sensi e per gli effetti dell’art. 21-octies della legge n. 241 del 1990 e s.m.i., nonché se, e in quali casi, la circostanza che sul provvedimento sia intervenuto un giudicato favorevole costituisca ostacolo all’annullamento d’ufficio»;
  3. «se, con riferimento alla moratoria introdotta dall’art. 182, comma 2, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, come modificato dalla legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77, qualora la predetta moratoria non risulti inapplicabile per contrasto col diritto dell’Unione europea, debbano intendersi quali “aree oggetto di concessione alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto” anche le aree soggette a concessione scaduta al momento dell’entrata in vigore della moratoria, ma il cui termine rientri nel disposto dell’art. 1, commi 682 e seguenti, della legge 30 dicembre 2018, n. 145».

Per approfondire

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
Seguilo sui social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *