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Dossier balneari, governo al lavoro: ipotesi nuova mappatura

Palazzo Chigi starebbe preparando una proposta in grado di convincere Bruxelles sulla tesi della non scarsità di risorsa

Dopo la protesta dei balneari in piazza, con migliaia di imprenditori accorsi a Roma per chiedere con urgenza una legge sul rinnovo delle concessioni di spiaggia, il governo Meloni si sarebbe messo finalmente al lavoro per scrivere una riforma definitiva del settore. A riferirlo è l’agenzia di stampa Agi, che citando fonti parlamentari, ha informato di un vertice a Palazzo Chigi che si sarebbe tenuto martedì scorso tra i leader della maggioranza, i ministri interessati e i parlamentari più informati sul dossier dei balneari. Secondo quanto afferma l’Agi, «si sarebbe trattato di una riunione interlocutoria» e «l’input che sarebbe arrivato dalla stessa premier Meloni è quello di trovare una soluzione al più presto. Sarebbe stata affidata ai tecnici dei dicasteri una nuova “missione”: dopo la visita a Bruxelles di dieci giorni fa, si tenterà di aprire una nuova interlocuzione per cercare di individuare un percorso condiviso con le istituzioni europee, anche per portare avanti un lavoro comune su una nuova mappatura che possa essere valutata positivamente dall’Ue».

Com’è noto, durante la campagna elettorale Giorgia Meloni e gli altri esponenti del suo partito avevano promesso una soluzione per salvaguardare la continuità degli attuali concessionari. L’idea era quella di dimostrare all’Unione europea che è possibile rispettare la direttiva Bolkestein avviando le gare solo sui tratti di litorale ancora liberi da imprese e senza toccare quelle esistenti, in applicazione degli articoli 11 e 12 che prevedono i bandi solo in caso di “scarsità della risorsa naturale“. Per avvalorare questa tesi, l’estate scorsa è stato portato avanti un lavoro di mappatura che ha dichiarato come solo il 33% delle coste italiane sia occupato da concessioni. Tuttavia, la mappatura è stata conclusa all’inizio di ottobre e da allora il governo non ha più mosso un dito per decidere quanto dureranno e come dovranno essere rinnovate le attuali concessioni balneari, in scadenza il 31 dicembre 2024 per effetto della legge 118/2022 approvata dal governo Draghi. Nel mentre, la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nella quale ha contestato i dati del governo: come ha sintetizzato il mese scorso il commissario al mercato interno Thierry Breton, secondo l’Ue la valutazione delle coste disponibili in Italia per le concessioni balneari dovrebbe essere «reale e obiettiva» e «basarsi su un’analisi qualitativa», distinguendo per esempio i tratti bassi e sabbiosi da quelli alti e rocciosi.

In assenza di una decisione del governo e data la vicinanza della scadenza delle concessioni, le amministrazioni comunali stanno procedendo in ordine sparso con i rinnovi. La maggior parte dei Comuni costieri non ha ancora pubblicato nessun bando, ricevendo per questo le diffide dell’Autorità garante della concorrenza, mentre alcuni hanno già concluso le procedure nelle maniere più svariate. Per esempio, a Jesolo, il sindaco (di Fratelli d’Italia) ha deciso di accorpare le concessioni in grandi lotti, vinti da alcuni grandi gruppi imprenditoriali tra cui una società capitanata dal patron di Geox Mario Moretti Polegato, mentre a Rio dell’Elba tutti gli undici stabilimenti balneari esistenti sono tornati ai precedenti concessionari, per una durata dai quattro ai sette anni. Sono le conseguenze della mancanza di linee guida statali, che sta generando enormi disparità di gestione e di trattamento sul demanio marittimo, e solo il governo ha la possibilità di rimediare a una situazione che si è già trascinata per troppo tempo. A essere in difficoltà non sono solo gli attuali concessionari, privi di certezze sul loro futuro alle porte della stagione, ma anche e soprattutto i fornitori di attrezzature, vittime di un blocco totale degli investimenti dovuto all’incapacità della politica di decidere.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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