Attualità

Demanio marittimo, ampio consenso su proposta riforma Centinaio

L'idea di riordino organico lanciata dal senatore della Lega convince le associazioni di categoria dei balneari e i colleghi di partito

Ha generato un ampio consenso la proposta presentata ieri dal senatore della Lega Gian Marco Centinaio per il riordino organico del demanio marittimo italiano. Si tratta di un articolato documento di 11 pagine, co-firmato dall’avvocato Cristina Pozzi, che affronta ogni aspetto della complessa questione delle concessioni pubbliche sulle coste italiane, dalla riforma generale del Codice della navigazione (il testo di legge del lontano 1942 che ancora oggi disciplina la gestione di spiagge, ormeggi e porti) alla mappatura del demanio, dal ruolo degli enti locali alla definizione di “impresa balneare” nell’ambito del mercato europeo.
Oltre all’appoggio di altri esponenti della Lega, sulla proposta del senatore è giunta la convinta approvazione delle associazioni di categoria Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti: un segno che pone l’iniziativa di Centinaio come un punto di confronto imprescindibile per il governo Draghi, che proprio nei prossimi giorni intende presentare una proposta di riforma delle concessioni balneari al fine di risolvere l’impasse generatasi in seguito alla recente sentenza del Consiglio di Stato che lo scorso novembre ha annullato la proroga dei titoli al 2033 (firmata dallo stesso Centinaio con la legge 145/2018) e imposto la riassegnazione tramite gare pubbliche entro la fine del prossimo anno.

Così, in una nota, i presidenti di Fiba-Confesercenti Maurizio Rustignoli e di Sib-Confcommercio Antonio Capacchione hanno espresso il proprio apprezzamento per il documento del leghista: «Accogliamo con interesse la proposta, avanzata dal senatore della Lega Gian Marco Centinaio, di una riforma strutturale che riguardi tutto il demanio marittimo. Sono anni che chiediamo che questa venga avviata con il coinvolgimento di tutti i livelli di amministrazione, Stato, Regioni e Comuni. Si può e si deve rispondere alle richieste dell’Unione europea senza distruggere per questo un comparto che dà lavoro a migliaia di persone e genera ricchezza per il territorio. Auspichiamo che la riforma che si va delineando abbia inizio con la ricognizione delle concessioni in essere in previsione di una revisione del sistema da attuare in tempi adeguati, tempi che necessariamente non potranno essere brevissimi per non danneggiare ulteriormente le prospettive per una ripresa economica del paese e del turismo in particolare e delle migliaia di imprese che operano da troppi anni in una situazione di incertezza intollerabile».

Sulla proposta di Centinaio è arrivato l’appoggio anche di Marco Campomenosi, capodelegazione della Lega al parlamento europeo: «Anziché seguire i deliri ideologici di forze politiche che vorrebbero bandi di gara indiscriminati e zero innovazione nel settore delle concessioni balneari, si riparta dalla proposta lanciata dal sottosegretario Centinaio e ideata dall’avvocato Cristina Pozzi, che chiede di portare avanti in modo ampio e organico una riforma dell’intero demanio marittimo, modificando la normativa contenuta nel Codice della navigazione ormai desueto. Solo in questo modo si può ottenere una riforma seria che, grazie alla sua portata generale, potrà tutelare le specificità dei nostri comparti, come quello delle concessioni demaniali a uso turistico-ricreativo, e non essere invece un capestro per le piccole e medie imprese che fino a oggi hanno fatto la fortuna e la ricchezza dei nostri litorali. Se c’è davvero la volontà di applicare principi equi e non punitivi in materia di concorrenza, le altre forze politiche non avranno difficoltà a lavorare insieme a noi su questa nuova proposta. Chi vuole invece fare un favore a multinazionali e speculatori deve rassegnarsi: la Lega non arretra nella sua battaglia a difesa delle imprese, dei lavoratori e delle famiglie che fanno parte del settore balneare».

Sulla stessa linea l’eurodeputato leghista Massimo Casanova, patron del Papeete Beach di Milano Marittima: «Lavorare a una riforma strutturale del demanio marittimo per ammodernare il sistema, capace di rispondere tanto agli indirizzi europei quanto alle richieste di certezza e sviluppo degli imprenditori del comparto balneare. No a logiche punitive, sì a un’azione sinergica, di concerto con tutti i livelli istituzionali, per stabilizzare e rilanciare il settore. È questa l’idea della Lega ed è questa la strada giusta da percorrere. Abbiamo l’occasione di definire una riforma globale, che non si limiti alle sole concessioni balneari ma che fornisca una mappatura aggiornata ed esaustiva del demanio marittimo, come lo stesso settore chiede da tempo. È questo l’unico modo per fornire soluzioni e risposte adeguate senza mortificare il comparto, eccellenza italiana e motore economico di straordinaria valenza per il nostro paese, che va invece supportato, peraltro in un momento di forte crisi e incertezza, e aiutato a rilanciarsi. Se davvero c’è la volontà di applicare principi equi e non punitivi, le altre forze politiche convergano sulla proposta della Lega. Non arretreremo di un passo sulla tutela delle nostre aziende, in Italia come in Europa. Mai consentiremo la svendita alle multinazionali di un patrimonio economico e identitario nevralgico per il nostro paese».

Infine, questo il commento del senatore della Lega Paolo Ripamonti: «Dare al comparto balneare la forza strategica di una visione globale che non si limiti all’esclusivo aspetto delle concessioni, ma che abbia la forza di ammodernare e ristrutturare l’intero demanio marittimo: questa è la proposta che la Lega, grazie alla disponibilità e all’impegno del sottosegretario Gian Marco Centinaio e dell’avvocato Cristina Pozzi, andrà definendo nelle prossime settimane e che consentirà un nuovo e non più ridotto approccio alle difficoltà che ancora impediscono una reale autonomia di impresa di un settore capace di recitare un ruolo fondamentale nello sviluppo internazionale del nostro paese. Ripensare dunque a una nuova mappatura del demanio marittimo, così da fornire soluzioni adeguate a chi chiede verifiche continue e che possa smascherare quegli interessi corporativi che mirano a fiaccare e a depotenziare un’eccellenza italiana. Servirà il contributo di istituzioni, categorie del settore ed enti locali affinché ognuno possa individuare un perimetro di manovra così da giungere a una sovrapposizione con le richieste dell’Unione europea e consentire uno sviluppo equilibrato e armonico di tante realtà imprenditoriali, preziose risorse del nostro paese».

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