Norme e sentenze

Concessioni balneari, estensione al 2033 legittima per ammortare investimenti

Nuova sentenza del Tar Lecce sul contenzioso di un lido appena ristrutturato

L’estensione delle concessioni balneari al 2033 va applicata perché rappresenta un adeguato ammortamento degli investimenti effettuati dallo stabilimento balneare. È la tesi dell’ultimo ricorso accolto dal Tar Puglia nel dare per l’ennesima volta torto al Comune di Lecce, che non ha applicato l’estensione delle concessioni balneari al 2033 proponendo al suo posto una proroga tecnica di tre anni.
Con una nuova sentenza emessa lunedì scorso, la n. 268 del 15 febbraio 2021, il presidente del tribunale amministrativo di Lecce Antonio Pasca, oltre a richiamare gli innovativi principi già espressi in altre precedenti pronunce sulla natura “non auto-esecutiva” della direttiva Bolkestein, ha di fatto legittimato l’estensione al 2033 anche in quanto indennizzo che di fatto integra la valutazione “caso per caso” prevista dalla sentenza della Corte di giustizia europea “Promoimpresa” del 14 luglio 2016. Infatti, al contrario delle altre precedenti pronunce che riguardavano strutture balneari di facile rimozione, in questo caso il contenzioso riguardava il Lido York di San Cataldo, rinomato stabilimento con importanti immobili in muratura.

Il titolare del Lido York, difeso dall’avvocato Bartolo Ravenna, aveva presentato ricorso contro la determina dirigenziale con cui il Comune di Lecce aveva respinto le istanze di estensione delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2033 e offerto come contro-proposta a ogni singolo concessionario due opzioni: la prima era la possibilità di avvalersi dell’articolo 182 comma 2 della legge 77/2020 (che, attraverso il pagamento anticipato del canone demaniale per l’anno 2021, avrebbe permesso di utilizzare l’area fino al 2033), ma in tal caso il Comune non avrebbe rilasciato il titolo edilizio, che dunque sarebbe scaduto il 31 dicembre 2020; mentre la seconda possibilità proponeva di avvalersi di una “proroga tecnica” di tre anni, col Comune che in tal caso avrebbe rilasciato il titolo edilizio, ma a patto che il concessionario rinunciasse espressamente a utilizzare l’area al termine del 2033. Una specie di “aut aut” a cui i 21 imprenditori balneari leccesi non si sono piegati, presentando quasi tutti ricorso al Tar che li sta accogliendo uno dopo l’altro.

Nelle precedenti undici sentenze, di cui abbiamo già parlato su Mondo Balneare, il Tar Lecce aveva affermato un principio molto innovativo: in sostanza, la direttiva Bolkestein non è auto-esecutiva e pertanto un Comune non ha il diritto di disapplicare una legge italiana valida e in vigore (la 145/2018, che dispone l’estensione delle concessioni fino al 2033) e di applicare al suo posto i principi espressi dalla direttiva europea, che ha bisogno di una norma statale di recepimento ad oggi inesistente; e finché non ci sarà, la 145/2018 resta l’unica legge in materia da applicare. Il ricorso del Lido York su cui il Tar Lecce si è espresso ieri, invece, aveva un elemento diverso rispetto agli altri: l’avvocato difensore Bartolo Ravenna, infatti, ha chiesto il riconoscimento dell’estensione al 2033 in quanto rappresenterebbe un adeguato indennizzo per gli investimenti realizzati dal concessionario ricorrente.

Nello specifico, i beni in muratura del Lido York sono stati realizzati negli anni ’30 dalla famiglia Prete, tuttora concessionaria della spiaggia, e sono stati ristrutturati di recente con un importante investimento che la perizia tecnico-economica allegata al ricorso ha dimostrato non essere stato ancora ammortizzato. Gli immobili a uso bar, ristorante, servizi igienici e piscina sono stati oggetto di lavori per circa 500.000 euro sulla base della legittima aspettativa che l’estensione al 2033 disposta dalla legge italiana venisse applicata, e su questo si è basata la tesi del ricorso accolto dal Tar Lecce, che nella sua sentenza di trenta pagine ha ampiamente ripreso le precedenti pronunce in merito.

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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    Tutela imprese says:

    E gli investimenti fatti dal capitale umano ne vogliamo parlare? Sono incalcolabili. Come colloco nel mercato del lavoro una famiglia che ha fatto questo negli ultimi 30 anni. Qualcuno dirà , fa una una gara ?? Bene e chi mi da la certezza che se la aggiudichi?? Quindi ho costruito e investito le mie energie e risorse mentali e economiche per poi perdere il lavoro. Finalmente c’è un piccolo passo aventi verso il riconoscimento degli investimenti fatti, ma nn basta si deve tutelare la dignità e il valore del capitale umano che è inestimabile . L’Europa se ne farà una ragione , lo comprenderà quando qualcuno seriamente gli farà comprendere come funzionano le spiagge in Italia e chi ha costruito tutto questo dal nulle , tante piccole imprese, un gioiello tutto italiano che non merita questa vergogna .

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    Tutto perché il Governo non è stato in grado di di far rispettare una Sua Legge e dal 2018 ancora bisogna ricorrere ai tribunali .

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    Non fate debiti sperando nella proroga perché gli investimenti considerati utili alla proroga erano quelli sottoscritti prima del 2009 dopo il concessionario viene ritenuto a conoscenza della limitata proroga per cui il subentrante può non farsi carico del vostro investimento..non date retta al gatto e alla volpe.

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      Sig Diario, visto che lei tutti i giorni scrive la sua opinione apertamente non a favore della categoria attuale (posizione che pur non condividendola rispetto) e visto che lei sa benissimo quale è il nostro lavoro, sarebbe carino e cortese, oltre che doveroso se mi permette,per avere un quadro migliore sulle sue idee,sapere quale è il suo attuale lavoro. Grazie

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      Tutela imprese says:

      E il capitale umano ? E l’avviamento quantificalo ? Quanti soldi e per quanti anni dovrebbe durare sta nuova concessione per ammortizzare?? 😂😂😂 🤦‍♂️ . E chi lo decide? Sono d’accordo nell’ obbligare alcune strutture ad investire semmai anche con innovazioni green. Ma la domanda è un altra, ma chi ha comprato fino all’ anno scorso con un contratto lecito, che fa ?? Perde tutto? 😂

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        Chi ha comprato fino all’anno scorso ha comprato un’azienda per cui se la concessione viene messa a bando gli rimane l’azienda come appunto è giuridicamente…la spiaggia non è in vendita e comprare l’attività senza garanzia dello strumento, cioè la spiaggia, grazie al quale si fa profitto è un azzardo..peraltro a marzo sapremo se è considerata illegittima la proroga dopo di che ciascuno può ricorrere al TAR per chiedere l’annullamento della proroga al 2033 e la messa a bando della concessione che gli interessa.

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      Grande Dario sempre nel pezzo , aspettiamo draghi e vediamo che succede , credo che per quest’anno rimanga tutto uguale, solo a settembre inizieranno i bandi e a dicembre si inizierà a smantellare i vecchi stabilimenti per costruire quelli nuovi con i nuovi concessionari , finalmente un po di serenità, mentre per le concessioni semplici e quindi solo posa sdraio e ombrelloni non ci sarà nessun problema cambierà solo il gestore ma il resto sarà tutto uguale , parliamo di qualche migliaia di euro di investimenti iniziali ma poi in mezza stagione è già tutto ripagato alla grande ! Per sei anni a voglia ricavi ! Personale minimo indispensabile e a settembre si parte in vacanza ! Alla faccia di chi non vuole i bandi ! Non mollare Dario che tutta Europa la pensa come te , e l’Europeismo ormai è irreversibile, quindi indietro non si torna , bye bye

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      Ma ci interessano queste motivazioni ? Quando è chiaro che l’unico scopo che ha è quello di fare il provocatore anche perché con il lavoro che fa pagato, stipendiato e tutelato l’imprenditore non lo farà mai
      Qui si diverte, sfoga le frustrazioni del logorio della vita moderna non rispettando una categoria di lavoratori e di esseri umani che hanno solo investito la propria vita perché c’è stata concessa questa possibilità
      Vergognati

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      Grazie MYLON TYNDELL per la tua risposta alla domanda…la prima motivazione è la convinzione che la concorrenza sia un volano fondamentale dell’innovazione e l’esperienza al mare in vacanza più di ogni altra rende l’innovazione un beneficio accessibile a tutti e la seconda è la profonda antipatia per quelle condizioni di privilegio che i beneficiari scambiano per diritti e in questo i balneari fanno scuola..aggiungo che non è più necessario scrivere a Berton o Draghi perché dopo il discorso di Draghi mi sembra evidente la riforma del settore in linea europea e se Lega e Forza Italia faranno cadere il governo sarà anche meglio perché gli inevitabili bandi del 2021 a seguito della pronuncia di illegittimità saranno senza alcuna tutela quindi….forza sen Gasparri e on. Centinaio!

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    Ma come fai a non vergognarti? Tu che ti scrivo diario, e tutti gli altri che non si pongono nessun problema, per la perdita eventuale dell’impresa leggittimamente costituita, e del lavoro per circa centomila lavoratori del settore, anzi lo augurate con spocchia, a parte che non avverrà anche se lo sperate, e anche se diario lo da per certo scrivendo un mare di castronerie, vi dovete VERGOGNARE della vostra CATTIVERIA INGIUSTIFICATA.

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