Sib-Confcommercio

“Concessioni balneari al 2033: dopo la conferma del Tar, i Comuni non hanno più scuse”

Capacchione (Sib-Confcommercio): "Applicare l'estensione è doveroso e indifferibile"

Il Tar di Firenze, con la sentenza n. 1377 depositata ieri, ha rigettato la richiesta di accertamento del diritto all’indennizzo, in favore dei concessionari, alla scadenza delle concessioni demaniali marittime perché le stesse sono state prorogate dalla legge n. 145/2020. Il giudice ha pertanto riconosciuto la validità e l’efficacia della proroga, così come già avvenuto in altre analoghe sentenze.

A tal proposito si ricorderà che analogamente il Consiglio di Stato, sezione V, con diverse altre sentenze aveva dichiarato la validità e l’efficacia della legge n. 145/2018 (nnrr. 7251, 7252, 7253, 7254, 7255,7256, 7257 e 7258: tutte del 24 ottobre 2019).

Appare, quindi, sempre più isolata la tanto pubblicizzata sentenza del Consiglio di Stato, sezione VI, n. 7874 del 18 novembre 2019 che, al contrario, aveva dichiarato la non conformità al diritto europeo della stessa disposizione normativa. È comunque certo che, a distanza di due anni dal varo della legge n. 145/2018, non è stata promossa alcuna procedura di infrazione da parte della Commissione europea.

Tutto ciò evidenzia ancora di più l’infondatezza e la pretestuosità dei ritardi dei Comuni e delle Autorità di sistema portuali nella doverosa applicazione della legge che ha disposto il differimento della scadenza delle concessioni demaniali marittime. La nostra organizzazione sta sollecitando il governo e i ministeri competenti affinché sia eliminato ogni ostacolo che impedisce la messa in sicurezza amministrativa della balneazione attrezzata italiana.

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Antonio Capacchione

Avvocato, presidente nazionale del Sindacato italiano balneari - Fipe Confcommercio dal 2018, già vicepresidente vicario.
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