Calabria

Calabria, polemiche sui contributi ai balneari: “Troppo tardi per fornire le attrezzature”

Con i nomi dei beneficiari pubblicati solo a inizio luglio, per le aziende del settore è impossibile completare gli ordini preventivati entro questa stagione: a rischio 10 milioni di euro destinati a 170 lidi

Sulla carta doveva essere un importante aiuto per il rilancio del settore balneare, invece si è dimostrata una misura giusta nei principi ma sbagliata nelle tempistiche. Stiamo parlando del bando per i finanziamenti a fondo perduto destinati agli stabilimenti balneari, aperto a fine aprile dalla Regione Calabria: il plafond di 10 milioni di euro, con un massimale di 50 mila euro per ogni concessionario, doveva servire per l’acquisto di nuove attrezzature e tecnologie per la spiaggia, ma la pubblicazione dei vincitori in piena stagione estiva (l’elenco dei beneficiari è infatti stato pubblicato solo pochi giorni fa) ha messo in difficoltà i fornitori, che ora non sono in grado di completare gli ordini.

«Non si possono dare dei contributi per la stagione estiva, aprendo un bando a primavera inoltrata e pubblicando i nomi dei vincitori a inizio luglio: lo sanno tutti che le forniture richiedono tempistiche più lunghe», sbotta Filippo Gigliotti di Safesolution, azienda produttrice di una cassaforte per ombrelloni che ricarica gli smartphone con l’energia solare. «Queste iniziative dovrebbero essere lanciate in autunno, per dare modo agli imprenditori balneari di cercare nuovi prodotti e richiedere i preventivi con la giusta calma, e i fondi dovrebbero essere assegnati non oltre l’inverno, così da permettere a noi fornitori di completare gli ordini entro marzo-aprile. Ora invece mi trovo decine di stabilimenti che pretendono di avere la merce per cui avevano chiesto un semplice preventivo non vincolante, ma i miei pannelli solari – come del resto ormai quasi tutte le materie prime – arrivano dalla Cina e ormai non ci sono più i tempi tecnici per farli arrivare in tempo».

Il meccanismo del bando della Regione Calabria, infatti, non ammetteva deroghe: il concessionario doveva allegare i preventivi alla domanda di contributo, e per ottenere il finanziamento, chi ha vinto è ora tenuto a effettuare l’ordine dalla stessa azienda che ha emesso il preventivo: in sostanza, non può nemmeno acquistare il medesimo prodotto da un altro fornitore. «Insomma, l’iniziativa della Regione Calabria è stata lodevole – chiosa Gigliotti – ma paradossalmente il boom di richieste ha messo in crisi i fornitori, soprattutto le piccole aziende come la mia: in questi giorni i balneari vincitori mi stanno chiedendo se ho la merce pronta in magazzino da spedire, ma non potevo permettermi di rischiare grosso anticipando l’acquisto di una tale mole di preventivi, perciò sarò costretto a fare i salti mortali per poterli accontentare».

In realtà, anche i grandi fornitori hanno avuto difficoltà col bando della Regione Calabria. Lo conferma Giorgio Selva, titolare della Tessitura Selva di Cattolica, uno dei più strutturati e storici produttori di lettini e ombrelloni in Italia: «Obiettivamente, nessun’azienda del settore può essere in grado di effettuare forniture confermate all’inizio di luglio per la stagione stessa. Durante l’apertura del bando abbiamo inviato preventivi per un totale di 15 mila pezzi tra sedie, tavoli, ombrellini e lettini, ma essendo le domande state accolte solo pochi giorni fa, non siamo più in grado di completare gli ordini. Il paradosso poi, e lo dico contro i miei interessi, è che il titolare di uno stabilimento non può nemmeno acquistare lo stesso numero di lettini da un’azienda concorrente che potrebbe essere in grado di fornirglieli: il bando infatti prevede che, se per esempio il preventivo allegato alla domanda è stato elaborato dalla Tessitura Selva, l’ordine può essere fornito solo dalla Tessitura Selva, pena l’esclusione dal contributo».

Secondo Selva, «piuttosto che dare tutti questi soldi a pioggia e con delle tempistiche incompatibili con le esigenze sia dei balneari che dei fornitori, chi ha scritto il bando avrebbe fatto meglio a interpellare qualche figura operante nel nostro settore, in modo che potesse dare consigli utili e pertinenti. Questo errore di tempistica è stato un vero peccato, soprattutto in una regione come la Calabria, che credo possa avere enormi margini di sviluppo nel turismo balneare».

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca: con le elezioni regionali in programma tra settembre e ottobre, i contributi a pioggia dati dalla Calabria sembrerebbero più una misura di propaganda che un reale intento di sostenere il settore. Ma queste tempistiche sbagliate si sono rivolte contro la stessa Regione: davanti a margini così stretti, infatti, su circa duemila concessionari demaniali marittimi calabresi hanno fatto domanda appena 229 stabilimenti balneari, e solo in 170 sono stati ammessi. Il risultato è che del plafond di 10 milioni sarebbero avanzati ben 3 milioni e mezzo di euro, senza contare gli ulteriori soldi assegnati che però non rischiano di non essere utilizzati a causa della rinuncia dei beneficiari, impossibilitati a loro volta dalla difficoltà dei fornitori. Voci di corridoio affermano che la Regione potrebbe aprire un secondo bando analogo a inizio settembre (a ridosso delle elezioni, non serve nemmeno sottolinearlo), ma questo non basterà a rimediare al pasticcio faccio per questa stagione, come conferma la commercialista calabrese Caterina Bruno, che ha assistito cinque imprenditori balneari nella compilazione della domanda, tutti classificatisi ai primi posti della graduatoria (si tratta del Miami Beach e del Lido Samantha Esposito di San Lucido, del Lido Playa Caliente di Amantea, del Lido Serenella di Fiumefreddo Bruzio e del Lido Calabria di Campora San Giovanni): «La burocrazia italiana e regionale ha sempre dei tempi biblici – afferma Bruno – e tutto sommato, in questo caso, le procedure sono state invece piuttosto veloci: per un bando che chiudeva il 26 maggio, i risultati sono stati pubblicati dopo appena 35 giorni. Il problema sono state proprio le tempistiche: non era affatto il momento giusto per lanciare un’iniziativa del genere. Se il bando fosse stato pubblicato in autunno, sicuramente tutti sarebbero stati più tranquilli: i balneari, i fornitori e anche noi consulenti. Invece, oggi mi trovo di fronte a clienti che non possono acquistare la merce preventivata, perché le aziende non sono in grado di produrla. E questo rappresenta un enorme problema per tutti».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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