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Bolkestein, riforma spiagge su tavoli di Garavaglia e Gelmini

I due ministri saranno referenti principali della materia e hanno già ricevuto solleciti da Regioni e parlamentari

A pochi giorni dall’insediamento del governo Draghi, è iniziato il pressing della politica per completare la riforma delle concessioni balneari. In questo scenario inedito di ampia maggioranza, il cambio di passo è stato subito evidente: il ministro al turismo Massimo Garavaglia ha già dimostrato attenzione al comparto (al contrario del suo predecessore Dario Franceschini, che di spiagge non si è mai occupato) e anche la ministra agli affari regionali Maria Stella Gelmini si sta interessando alla questione, su sollecito del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. Sarebbero loro due i principali interlocutori di governo per il riordino del demanio marittimo che, dopo l’estensione delle concessioni al 2033 istituita dal primo governo Conte, si trova nel caos più totale: la “legge Centinaio” (dal nome dell’ex ministro che l’ha fortemente voluta) non è stata ancora applicata in tutti i Comuni costieri, l’Europa ha inviato una lettera di messa in mora per contestare l’incompatibilità della proroga automatica col diritto europeo, l’Antitrust ha diffidato alcune amministrazioni comunali che hanno applicato la norma e nei tribunali di tutta Italia vengono emesse quasi ogni giorno sentenze sul demanio marittimo spesso in contraddizione tra loro.
Il motivo di questa confusione è l’assenza di una normativa certa sul settore: la “legge Centinaio”, infatti, doveva essere solo il primo passo di una riforma complessiva che tutelasse l’esistenza degli attuali stabilimenti balneari nel rispetto del diritto europeo, ma negli ultimi due anni nessuno ha più messo mano alla materia, di cui dunque dovrà occuparsi il governo Draghi in mezzo alle altre priorità legate alla pandemia in corso.

Il confronto tra Garavaglia e le Regioni: “Soluzioni rapide per balneari”

Una prima occasione per affrontare il tema è stata mercoledì scorso, in occasione dell’incontro tra il ministro Garavaglia e gli assessori regionali al turismo. Tra i tanti temi affrontati, nel corso del vertice c’è stato modo di parlare anche di riforma delle concessioni balneari: secondo quanto riferito dal coordinatore della commissione turismo della Conferenza delle Regioni Daniele D’Amario, «si tratta di una questione trasversale su cui il nuovo ministero del turismo può svolgere un ruolo chiave, di regia, per individuare rapidamente soluzioni che sono quanto mai urgenti per l’economia di molte zone balneari».

In materia di spiagge, con la bella stagione alle porte e gli italiani che stanno già pianificando le ferie estive, l’attenzione è alta anche per la data e le modalità di apertura degli stabilimenti balneari, su cui al momento esistono solo ipotesi. In questo senso il ministro Garavaglia, intervenendo nei giorni scorsi nella trasmissione “Porta a porta”, si è augurato che «da qui a Pasqua le cose vadano meglio, ma la prima cosa da fare è organizzare bene l’estate. Vedendo come l’anno scorso le cose sono andate meglio, se si può già pensare che si possa fare qualche evento nel periodo estivo, iniziamo a programmarlo e farlo. Poi ci auguriamo tutti di arrivare all’estate vaccinati e a quel punto il problema non ci sarà più». Qualche indiscrezione di più si potrà forse sapere il prossimo 2 marzo nel corso degli “Stati generali del turismo” promossi dal Comune di Sorrento, dove Garavaglia sarà ospite di punta (l’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Comune di Sorrento).

L’impegno di Gelmini: “Superare direttiva Bolkestein”

Essendo una materia di competenza di più ministeri, una voce importante in merito alla riforma delle concessioni balneari sarà anche quella della ministra agli affari regionali Maria Stella Gelmini. A questo proposito il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri si è già attivato: «Con Gelmini mi sono confrontato nei giorni scorsi su alcuni temi riguardanti il territorio e gli enti locali e ho ottenuto assicurazione di un impegno immediato e diretto per il superamento della direttiva Bolkestein in materia di imprese balneari», afferma Gasparri in una nota. «Bisogna fare coriandoli di questa interpretazione restrittiva e illegale di una direttiva che non può riguardare le imprese balneari. L’Europa ha avviato un contenzioso, l’Italia ha già risposto con il governo precedente e ora che c’è Forza Italia nell’esecutivo siamo certi che le imprese saranno tutelate e una distorta interpretazione della direttiva sarà definitivamente archiviata. L’Europa si dovrà arrendere e dovrà piegare la testa. Le imprese e il turismo dovranno vincere. Ne ho parlato anche con ministro Garavaglia e anche il sottosegretario Amendola conosce la questione. Il ministero delle infrastrutture non potrà che assecondare e favorire l’orientamento a tutela delle imprese italiane. Su questo Forza Italia sarà decisa, determinata e non disposta a nessuna mediazione. Agire subito con forza e chiarezza. Giù le mani dalle imprese balneari italiane».

Scajola: “Urgente risolvere incertezza per balneari”

Da parte delle Regioni, il pressing sul governo arriva anche da Marco Scajola, assessore al demanio marittimo della Regione Liguria e coordinatore nazionale degli assessori regionali competenti in materia, che ha scritto ieri mattina una lettera indirizzata ai ministri Garavaglia e Franceschini e, per conoscenza, al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini.

«È necessario e urgente affrontare e superare l’annosa questione Bolkestein», afferma Scajola. «Le 35 mila imprese italiane del settore balneare, i lavoratori del comparto e i Comuni hanno bisogno di risposte. Serve un confronto che sia collaborativo e costruttivo: il nostro auspicio è che, con l’insediamento del nuovo governo, si possa procedere in questa direzione. È importante ripartire per affrontare questo tema: con il precedente governo, nonostante i nostri appelli e le nostre richieste, e nonostante la situazione di grave incertezza che gravava e continua a gravare imprenditori e operatori di un settore tradizionale e strategico come quello balneare, non c’era stato nessun ascolto e nessuna collaborazione: auspichiamo, quindi, una decisa inversione di tendenza».

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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    Tutela imprese says:

    Come si possa pensare a qualcosa di diverso io ancora me lo chiedo! Certo, non solo ovvio ma giusto. In un momento del genere dire a 30.000 imprese guardate che forse il prossimo anno avete perso tutto è una cosa incredibile. Al di là del diritto dei principi delle direttive è una questione di rispetto e il lavoro è un diritto fondamentale. Siamo allo sbando , la gente vuole certezza e stabilità. Qualcuno dirà che il bene è pubblico, certo, ma lo stato deve rispettare , chi fa impresa da anni con quel bene e ci ha pagato sempre le tasse. Chi vuole cambiare mestiere e far entrare altri sulle spiagge e c’è ne sono tanti lo può fare , ma chi ha speso una vita per quel lavoro non può essere trattato come un qualsiasi altro imprenditore e concorrere con non si sa chi per qualcosa che ha creato lui e ha portato avanti lui e non altri. Lo stato non può essere indifferente, le leggi europee sono lontane dai problemi reali della gente e c’è ne siamo accorti quando chi ha scritto la direttiva non immaginava neppure alle imprese balneari( cos’è uno scherzo) . Avanti a difesa di quello che c’è investendo per creare altro lavoro non per distruggere quello che c’è .

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      Achille Orsini says:

      Lo stato deve rispettare chi fa impresa da anni, con quel bene e ci ha pagato sempre le tasse. Su quest’ultima affermazione ho seri dubbi. Mancano i controlli, inoltre le così dette tasse (che avrebbero sempre pagato ) paragonate ad altre imprese sono semplicemente ridicole .Come ridicola è la spesa pagata per l’utilizzo della spiaggia, in rapporto all’incasso ottenuto. Alcuni di questi così detti imprenditori, si giustificano dicendo che la stagione dura pochi mesi, mentre loro devono vivere tutto l’anno. Questa giustificazione è offensiva per tutte quelle persone ( lavoratori stagionali compresi ) che lavorano tutto l’anno, che potrebbero chiedere anche loro di lavorare solo quattro mesi, avendone dodici pagati, per vivere tutto l’anno. Inoltre in questi decenni abbiamo assistito a tutta una serie di abusi e di sopraffazioni, nella più completa indifferenza (io direi complicità ) della capitaneria di porto e dei comuni. Quindi ben venga una autorità Europea a mettere ordine.

      detti

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        Oramai la tua accondiscendenza più che sarcastica sa’ di arrampicata sugli specchi !!! A sto punto più che al rinnovo fossi in te penserei ad una completa esclusione…bel rospo da ingoiare è caro ?

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    Caro Luca, Poi aggiungerei al momento giusto… il ferro bisogna piegarlo quando è caldo… penso che ora è il momento di risolvere tutti i nostri problemi della Bolk e sono convinto che tutto sarà risolto..

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    ricordo la lettera del buon gasparri che descriveva quanto avrebbe voluto fare se non ci fossero stati gli altri (europa, tribunali, ecc.) ma purtroppo nulla poteva fare di più se non battagliare…credo che alla fine si andrà ad una riforma con evidenze pubbliche con lega e forza italia che chiederanno il voto dei balneari per cambiarla ad ogni elezione certi, a mio parere, che non potranno ma intanto è un voto in più. la gestione famigliare dei balneari è un valore aggiunto ma a quale famiglia spetti saranno i criteri definiti dalla comunità su cui c’è la spiaggia…comunque vedrete che tutto andrà per il meglio e avrete dei legittimi rinnovi fino al 2033.

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    Stefano bartoli says:

    Diario risparmia i soldi per comprarti uno stabilimento come ho fatto io …..e così hanno fatto tutti…rilevato un azienda in vendita al valore di mercato con un canone TABELLARE da pagare al demanio

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      Ahhahaha comprati uno stabilimento come ho fatto io ? E come hanno fatto tutti ? Hhahahahah hahahahah hahahhaahha , sono veramente pochi quelli che hanno comprato , il resto sono tutte concessioni date a gratis dallo stato!
      Diario non comprare nulla , aspetta le imminenti aste e partecipa alle gare pubbliche e avrai il tuo stabilimento !

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        Elisabetta says:

        Lo stato gratis non da niente!!!!!!!!dietro una concessione ci sono tante spese, che soltanto chi lavora in questo contesto può capire e confermare…..mio caro William, credimi, i costi , non sono soltanto il canone annuo demaniale, ma sono parecchi in più!!!!!!

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    We we…..ma davvero siete convinti che rinnovano ? Ma per favore, non credete alle favole su , non penserete veramente che un ministro senza portafoglio e un ministro “tanto per” cambino le regole in Italia ma soprattutto in Europa? Ma siete seri ?
    Ma lo capite che la corte costituzionale e la corte costituzionale europea decidono imparziali ? State sperando sperando e poi ?si sa come finisce chi vive sperando ………va be almeno date un po’ di soldi agli avvocati così almeno farete girare l’economia !

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      Tutela imprese says:

      Carissimo non solo siamo determinati , ma lottiamo per una giusta causa, l’ipocrisia di chi si trova dall’altra parte è imbarazzante. Classico italiano che gode pur di vedere morire gli altri. Complimenti vivissimi ma le multinazionali e i predatori senza scrupoli sulle spiagge italiane non le vedrà mai. A costo di bloccare coste intere.

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        I cinesi non dimenticate i cinesi!..insomma multinazionali, mafie e cinesi non avranno le spiagge!..vedrete che avrete certamente il rinnovo anche se…..Breton ha risposto.

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        Ecco lo sciopero dei balneari mi allarma veramente!…brrrrrrrr..lettini e ombrelloni chiusi!…provate ad andare in piazza così ne parlerà la stampa e potrete sensibilizzare il governo!

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          Io ci sono andato a Roma con gli ombrelloni a protestare nel 2006..
          Ma scusa, una delle pochissime cose statali gestite BENE dai privati, visto che abbiamo la miglior organizzazione al mondo..la dobbiamo smantellare? Perché…?

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      Wee wee….anche no! Non siamo mai andati a cena insieme e neanche aspiro a farlo…..poi sveglia come per Spagna ,Portogallo, Grecia ecc.. il modo c’è!!! Dimmi tu massimo che sei così preparato in più di 10 anni dov’è stata applicata sta normativa alle spiaggie? Per quello che risulta a ma da nessuna parte….

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    Festa Augusto says:

    La certezza nel nostro settore è fondamentale per continuare ad investire di nuovo per il futuro. Ma cerchiamo di non dimenticare l annullamento della pertinenza del demanio per quelle 300 imprese che pagano un canone assurdo.

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    stefano bartoli says:

    Massimo e Diario non si capisce quale sia il vostro scopo il vostro obiettivo….forse non ce ne sono….Nessuna concessione è mai stata gratis e molte pagano un prezzo equo …molte no forse sono quelle che conoscete voi ….. comunque anche se vi aggiudicherete un asta poi a vostra volta andrete voi a gara….wwwilliam sei al delirio …credi che le aste le puoi vincere senza tirare fuori denari rilevando tutte le attrezzature del precedente concessionario gratis….non so che lavore voi facciate …ma concentratevi sulla vostra attività oggi è importante mantenere il proprio lavoeo al meglio

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    Guarda Stefano che il primo assegnatario ha preso la concessione gratuitamente dal comune e non mi aspetto di avere le attrezzature che il concessionario uscente può tranquillamente portare via con sé.

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      Hai ragione la a vita gratis ma era un pezzo di terra incolto dove alle spalle magari sono stati creati gli hotel e di conseguenza in spiaggia con tempo e fatiche e nata un impresa !!!!! Chi la avviata la spiaggia ” TU?” …

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    nardi franco says:

    non so come andrà a finire , chi la spunterà, ma almeno spero che questo dibattito serva a portare un po di equità fiscale in un settore dove l’evasione la fa da padrone da sempre. Potrei portare centinaia di dati alla mano ( ex fiscalista che ha seguito diverse denunce dei redditi di stabilimenti balneari, ora in pensione )ma mi basta porvi una semplice domanda : chiunque volesse acquistare uno stabilimento balneare da chi vende, in generale deve essere un ricco imprenditore, perchè le richieste partono da diverse centinaia di migliaia di euro , sino a ben passare il milione ed oltre. Be questi galantuomi vi garantisco che nelle loro oneste denunce dei redditi hanno sempre dichiarato cifre irrisorie e ridicole in rapporto alla cifra di vendita richiesta. In pratica per ammortizzare la spesa iniziale, in base a queste denunce truffa, un gestore dovrebbe lavorare almeno 20 anni prima di ripagarla ( nel frattempo senza mangiare beninteso) Posso capire che nel privato un minimo di evasione ci sta, perchè lo stato ti tassa troppo, ma negli stabilimenti si è sempre sfiorato il ridicolo |!!!!! per il resto ognuno ha i suoi diritti e spero che si trovi una soluzione che accontenti un po tutti….

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