Barre, canali e buche. Come la spiaggia sommersa viene modellata dalle onde

Questo articolo fa parte di "Granelli di sabbia"

Divagazioni su processi, forme e tematiche ambientali della spiaggia. Una rubrica a cura del GNRAC.

Condividilo!

Barril de Baixo Portogallo spiaggia
Barra interna e canale sulla spiaggia di Barril de Baixo (Portogallo).

Sebbene le barre sabbiose siano presenti su quasi tutte le spiagge, sono le morfologie costiere più difficili da vedere; non tanto perché stanno sott’acqua, quanto perché sono estremamente larghe e i loro fianchi hanno una pendenza molto debole. Talvolta, però, dopo un periodo di onde basse si può riconoscere una piccola scarpata rivolta verso riva, che è indice di uno spostamento di un corpo sabbioso verso la costa: un po’ come le dune, che hanno una pendenza maggiore sul lato opposto a quello da cui proviene il vento.

Sono state misurate barre alte quasi 5 metri, ma non per questo sono più visibili, perché la loro larghezza cresce di conseguenza e rimangono dossi estremamente dolci. Non a caso, quando si disegnano i profili della spiaggia sommersa si usa una scala deformata, esasperando l’altezza delle forme in modo da poterle evidenziare. E certamente non le vedrete neppure immergendovi con la maschera, anche se arrivaste a sbatterci il naso contro! Al contrario, dall’alto di un promontorio le barre appaiono come strisce più chiare, dato che sopra di loro lo spessore dell’acqua è minore. Altrettanto bene si vedono sulle immagini riprese dall’alto con mare calmo, da drone, aereo o satellite: su Google Earth sono molto evidenti, e guardando le serie storiche si può osservare come in certe zone varino frequentemente di forma e di posizione, mentre in altre ripresentino sempre gli stessi modelli, pur con distanze diverse da riva.

Complesso sistema di barre festonate sulla spiaggia di Badesi (Sardegna). Immagine da Google Earth.

Certamente la prima volta che ne avete percepito la presenza è stata guardando un bagnante che, allontanandosi da riva, vi dava la misura della profondità dell’acqua: sembrava arrivare dove non si tocca, per poi risalire fino a che l’acqua non gli arrivava alle ginocchia. Anche se gli scienziati pensano che l’osservatore non debba interagire con il fenomeno osservato (da qui la difficoltà di effettuare certe misurazioni), potete essere voi stessi l’asta che si allontana da riva, anche se non avete un metro tatuato dai piedi fino alla bocca (io ci sto pensando..!).

Ma l’argomento è molto più serio, sia per gli scienziati che per i bagnanti, in particolare per quelli meno esperti… di entrambe le categorie! In uno dei primi articoli di “Granelli di sabbia“, quando abbiamo descritto il profilo della spiaggia, abbiamo visto come le barre si formino in corrispondenza della linea dei frangenti: i granelli di sabbia vengono trascinati verso il largo da un flusso d’acqua che si allontana dalla battigia scorrendo sul fondo, e quando questo s’innalza, per invertire la rotta in superficie, li abbandona. Altri granelli possono convergere nello stesso punto, spinti dalle onde prima del loro frangimento.

Formazione della barra per trascinamento dei granelli di sabbia da riva verso la zona di frangenti e, in misura minore, anche dal largo.

Con le mareggiate più grosse le barre si posizionano lontano da riva, mentre con quelle minori si avvicinano alla costa, e possono anche fondersi con la battigia determinando quell’allargamento dell’arenile che si osserva in primavera, o anche sulla coda di una forte mareggiata estiva.

La barra di tempesta può essere abbandonata al largo e non venire più modellata dalle onde minori, che possono formarne una più vicina a riva. Ma siccome, dopo il frangimento, le grandi onde ne formano delle nuove, altre barre possono crescere prima che tutta l’energia venga dissipata. Vi sono spiagge in cui si trovano più ordini di barre, ma la presenza di quelle più esterne difficilmente ve la segnalerà il vostro bagnante-stadia: in quel punto starà già nuotando (speriamo!).

In un altro “granello” abbiamo spiegato la formazione delle correnti di ritorno (rip currents) e abbiamo già visto quanto queste siano pericolose per i bagnanti. Ebbene, questo flusso d’acqua taglia la barra, tanto che in questo punto l’acqua è più scura, cosa che, insieme al fatto che l’onda non frange o frange in ritardo, ci consente di identificare questa corrente.

Talvolta la barra non viene tagliata bensì spinta verso il largo, tanto che può assumere un andamento sinuoso. Infatti, molto spesso le barre non sono cordoni di sabbia regolari che corrono parallelamente alla riva, ma presentano forme assai complesse che mettono in difficoltà gli scienziati, i quali hanno cercato di spiegarle in mille modi: in relazione alle caratteristiche del moto ondoso incidente, alle dimensioni dei granelli di sabbia e a complessi fenomeni legati alla riflessione delle onde da parte delle spiagge. Ancora più in difficoltà possono essere i bagnanti, perché in certi punti il fondale è molto irregolare e la profondità cambia rapidamente, sia in senso spaziale che temporale: dove ieri si toccava, oggi vi possono essere due metri di profondità. Non sempre la scarpata rivolta verso riva è così piccola come dicevamo, o comunque è tale da far perdere l’equilibrio a chi non se l’aspetta!

La continuità della barra è spesso interrotta da canali scavati dalle correnti di ritorno.

Una semplice classificazione delle barre vede, oltre a quelle parallele alla riva, quelle oblique e quelle festonate, a falce di luna e con le punte dirette verso terra, dove possono collegarsi alla battigia in corrispondenza delle cuspidi. Chi entra nell’acqua in questi punti può allontanarsi da riva camminando senza rendersi conto che lateralmente il fondale si approfondisce. In realtà esse chiudono quelle “buche” così pericolose per chi non è un buon nuotatore.

Anche le barre oblique possono invitare il bagnante ad allontanarsi dalla costa camminandovi sopra, ma se il ritorno avviene su un percorso diverso si finisce nei canali, dove la profondità dell’acqua può essere piuttosto alta.

Classificazione semplificata delle barre

Molto spesso queste barre dalla forma complessa si hanno quando la spiaggia non ha un andamento rettilineo, ma è caratterizzata da grandi cuspidi; è proprio a questi salienti sabbiosi che si collegano le radici delle barre. In ogni caso, prima di immergersi in mare è bene osservare attentamente il modo con il quale frangono le onde, che può indicare, oltre alle rip currents, anche la presenza e la forma delle barre, dato che i frangenti si formano proprio su di esse.

Quindi noi non vediamo le barre, ma come esse modificano le onde! Ma non erano proprio le onde che formavano le barre? Le onde formano le barre e le barre fanno frangere le onde, che frangendo fanno crescere le barre, che… Ma se la barra cresce troppo, l’onda la distrugge! Ecco che sotto a ogni frangente ci sarà una barra di determinate dimensioni, continuamente accresciuta e distrutta dalle onde. Anche durante la più grande tempesta si raggiunge una qualche forma di equilibrio; cosa che per noi umani è impossibile!

© Riproduzione Riservata

Altri articoli dalla rubrica "Granelli di sabbia"

Condividi questo articolo