Sib-Confcommercio

Balneari, Regione Abruzzo ricorre in Cassazione contro sentenza Consiglio di Stato

Notificato l'atto ad adiuvandum in appoggio a quello del Sib-Confcommercio

È stato notificato nei giorni scorsi il ricorso ad adiuvandum della Regione Abruzzo presso la Corte di Cassazione a sezioni unite, in sostegno di quello presentato dal Sib-Confcommercio, per l’annullamento della sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, unanimemente considerata viziata da eccesso di giurisdizione oltre che da conflitto di attribuzione con il parlamento.

«È un importante atto di concreta vicinanza al settore che invoca il diritto alla continuità di lavoro, la salvaguardia della proprietà aziendale e la tutela del legittimo affidamento», commenta una nota del Sindacato italiano balneari. «Quindi anche la Regione Abruzzo interviene in Cassazione a sostegno delle ragioni giuridiche esposte dal Sib nel suo ricorso».

«Ci auguriamo che altre Regioni, Comuni o associazioni di categoria intervengano anch’esse in giudizio davanti alla suprema Corte di Cassazione a sezioni unite per l’annullamento delle note sentenze dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato», conclude il Sib-Confcommercio. «Confidiamo che non sarà necessario ricorrere alle corti europee per vedere riconosciuti i sacrosanti e giusti diritti dei concessionari, eliminando questa brutta pagina della giurisprudenza amministrativa italiana. Ribadiamo che spetta comunque al parlamento e al governo intervenire, senza indugio, con una legge che chiarisca definitivamente la questione, confermi gli atti amministrativi già emanati dai Comuni in applicazione della legge n. 145/2018 e assicuri continuità di lavoro alle aziende attualmente operanti».

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Sib Confcommercio

Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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  1. Finalmente spunta all’orizzonte il coraggio. Complimenti All regione Abruzzo. Speriamo che contro queste aggressioni della Plenaria altre Regioni e IL PARLAMENTO facciano altrettanto

  2. Finalmente, sono sempre più numerosi (MELONI, SIB, REGIONE ABRUZZO) coloro che si sono schierati apertamente e con coraggio, facendo ricorso in cassazione, non mancano posizioni di tante altre istituzioni, che si sono espresse contro la “inopportuna” sentenza del CDS. Sono certo, non passerà molto tempo, affinché tutti comprenderanno (anche i giornalisti più allineati) la “sciagura” che si vorrebbe perpetrare, non solo nei confronti di 30.000 piccole imprese familiari, ma, soprattutto nei confronti dell’Italia e della sua economia, che rischia di essere “scippata” di un settore fondamentale per la sua sopravvivenza. Sono certo, la ragione, il buon senso e la Giustizia (quella con la G maiuscola) prevarranno.

    • E meno male! Almeno resta qualche bene pubblico che non è stato mandato a scatafascio! Tipo l’alitalia, tipo l’immenso patrimonio immobiliare svenduto per quattro soldi ai fondi esteri (dove ovviamente hanno fatto delle carrierone sia chi glielo ha svenduto sia i loro figli dopo di loro), tipo le aziende pubbliche di proposito mal gestite per essere anche loro regalate ai privati per due lire.
      Ma lo sai che lo Stato ha regalato appena due anni fa 64 mil di euro per delle mascherine a un ruba galline che in uno Stato normale sarebbe in galera da almeno una ventina d’anni? Ecco chi vince i bandi pubblici in Italia! Io purtroppo ho il casellario giudiziario intonso e fra due anni avrò pochissime chance di non farmi rubare l’azienda che ho comprato per una quantità di soldi modesta ma che l’alitalia pare non sia mai stata in grado di guadagnare!

      • il grande patroni Griffi ha acquistato un appartamento vista Colosseo dall’ Inps,
        a177 Milà euro e l’ha rivenduto a800 Mila. (quotidiano il fatto)
        Alla mia casta non é mai capitato.
        Chissà perché non lo ha venduto l Inps a 800000. boh.

    • Per adesso vorrebbero mettere a reddito il mio bene,perché l’ho costruito io autorizzato dallo Stato,se devo andare via perché le spiagge sono del demanio va bene ma mi devono risarcire,e non è vero che la legge non prevede risarcimenti per attività sul suolo pubblico,non è scritto da nessuna parte,è solo giurisprudenza non legge.

  3. Ci vogliono politici con le palle, quelli che hanno il coraggio di difendere la vita di queste famiglie saranno considerati degli eroi. Sappiamo di essere nel giusto,, di non aver fatto nulla di male e di avere il diritto di continuare a fare il nostro lavoro, una vita dedicata ad una spiaggia non può essere concellata da regole speculative europee. La regione Marche ha fatto la scelta giusta , ogni ente o istituzione dovrebbe seguire l’esempio e stare dalla parte di chi ha creato ricchezza ai territori con il proprio lavoro.

  4. Ecco l’ennesimo errore di andare a stuzzicare le Corti di Giustizia che già si sono chiaramente espresse contro le proroghe.
    Manca completamente una strategia.

  5. La giustizia , deve essere appunto giusta , e la vicenda liggia fa passare la giustizia dal lato opposto del giusto. Non possiamo avere paura della magistratura, dovrebbero tutelarci, perché facciamo parte di un sistema economico che funzione e che rischia di essere distrutto da regole obsolete fatte senza la minima cognizione di causa sui problemi che poteva creare. Le spiagge nn hanno nulla a che vedere con la concorrenza, sono imprese gestite da anni in un certo modo e hanno contribuito allo sviluppo turistico della nazione , sono un bene strategico come strategica e la necessaria possibilità che l’impresa balneare debba proseguire nella sua specializzazione, senza ruotare come uno yogurt in mano a speculatori mordi e fuggi. Prima lo capisce il governo , questo o il prossimo prima l’Italia crescerà come nazione.

  6. Bravo Luigi, coloro che non comprendono questo elementare principio da te riportato, si commentano da soli, le attività che hanno come base, clienti fidalizzati, come appunto i bar, i ristoranti, le spiagge e altre attività esercitate dai concessionari, non possono svolgere il proprio lavoro a “tempo”, chi non condivide è un povero ignorante; Zalone, avrebbe detto: “sono del mestiere questi”?

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