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Balneari, l’appello del Sib alle istituzioni: ”Stop a polemiche strumentali”

Il presidente del Sindacato italiano balneari torna a sollecitare l'applicazione dei 15 anni ai titoli concessori

L’immediato ripristino, dopo poche ore, degli stabilimenti balneari distrutti da fenomeni meteorologici estremi (dalla Romagna all’Abruzzo, dalla Sicilia al Veneto, vedi notizia) è stato possibile per la voglia irrefrenabile di mettere in funzione la propria azienda e assicurare immediatamente un servizio alla clientela; per la gara di solidarietà fra gli imprenditori balneari che hanno fornito le attrezzature ai colleghi colpiti; per la generosa collaborazione, anche da parte della clientela, affinché ci fosse l’immediata rimessione in pristino stato degli impianti balneari distrutti.

Anche in questa occasione la balneazione attrezzata italiana, costituita da decine di migliaia di famiglie che assicurano servizi importanti per il successo del turismo italiano, è stata unanimemente avvertita come un patrimonio del Paese. Ecco perché la salvaguardia e la tutela della balneazione attrezzata italiana devono essere considerate un imperativo categorico per tutte le nostre istituzioni (a livello nazionale, regionale e comunale) e, come tale, richiede un impegno unitario e corale da parte di tutti per evitare l’assurda sua “condanna a morte” a causa della direttiva Bolkestein.

Sulla “questione balneare”, dopo dieci anni e cinque governi di diversi colori politici, è davvero tempo di abbandonare polemiche strumentali o tentativi furbeschi di scaricare su altri le proprie responsabilità. Per cui insistiamo: è francamente intollerabile, inconcepibile e ingiustificabile che, a distanza di oltre sei mesi dalla sua entrata in vigore, vi siano ancora ritardi nell’applicazione della legge n. 145 del 30 dicembre 2018, da tutti i partiti condivisa, che differisce di 15 anni la durata delle concessioni demaniali in essere.

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Antonio Capacchione

Avvocato, presidente nazionale del Sindacato italiano balneari - Fipe Confcommercio dal 2018, già vicepresidente vicario.
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