Norme e sentenze

Balneari: in attesa della Corte Ue, il Consiglio di Stato detta le regole

Prima di conoscere le sorti della riforma delle concessioni prevista dalla legge sulla concorrenza e la pronuncia della Corte di giustizia europea, la giurisprudenza applica i principi dell'adunanza plenaria.

È passato oramai un anno dalla pronuncia dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato che ha stravolto il mondo delle concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative. Come noto, alla sentenza dirompente di Palazzo Spada ha fatto seguito un testo legislativo – ovvero gli articoli 2-5 della “legge concorrenza” (legge 118/2022, approvata lo scorso agosto) – che ambisce a riscrivere le regole degli affidamenti delle concessioni dei beni, e che tuttavia ad oggi non ha visto ancora la luce. Allo stesso tempo, voci critiche si sono alzate contro le pronunce dell’adunanza plenaria: dando veste giuridica al coro dissonante, il Tar Lecce ha rimesso la questione dell’applicabilità o meno della direttiva Bolkestein alle concessioni balneari alla Corte di giustizia dell’Unione europea e, allo stesso tempo, le pronunce gemelle dell’adunanza plenaria sono state sottoposte al vaglio della Corte di Cassazione, che dovrà decidere se i giudici di Palazzo Spada hanno ecceduto rispetto ai loro poteri.

In un quadro attualmente tutt’altro che certo, le sentenze gemelle dell’adunanza plenaria continuano a trovare spazio nelle decisioni dei Tar e dello stesso Consiglio di Stato, fungendo spesso anche da canone interpretativo dei provvedimenti delle amministrazioni e delle norme in essere. Così, per esempio, con una recente sentenza (n. 8127/2022) il Consiglio di Stato ha ritenuto legittimo l’atto del Comune di Tropea che aveva respinto la domanda di proroga di una concessione demaniale in essere dal 2007, in quanto il Comune aveva in progetto la riqualificazione del porto cittadino, la cui area di interesse comprendeva anche l’area in concessione. Secondo lo stabilimento balneare appellante, infatti, l’interesse pubblico del Comune non poteva superare la proroga delle concessioni disposta automaticamente dalla legge. Il Consiglio di Stato ha avuto modo di precisare che per l’adunanza plenaria (sentenze numero 17 e 18 del 2021), le norme italiane che prorogano (e che in futuro dovessero ancora prorogare) in modo automatico le concessioni demaniali marittime sono in contrasto con il diritto europeo e, pertanto, vanno disapplicate.

Alla luce di tali considerazioni, il collegio ha poi ritenuto che la proroga ex lege delle concessioni non preclude in ogni caso, alle amministrazioni, l’adozione di atti di riqualificazione dell’area in concessione e, dunque, l’esercizio di poteri idonei a incidere sulle concessioni in atto. A conferma di ciò, l’articolo 182, comma 2, del decreto legislativo n. 34/2020 fa espressamente salvo il potere di revoca delle concessioni che, dunque, può avvenire nei casi in cui l’interesse pubblico sopravvenuto sia preminente rispetto all’interesse privato. Il Consiglio di Stato ha così concluso per il rigetto dell’appello «in quanto la proroga ex lege delle concessioni demaniali marittime non priva l’amministrazione concedente del potere di revocare in autotutela gli atti concessori in essere, per sopravvenuti motivi di interesse pubblico; nel caso di specie, risulta all’evidenza che l’esecuzione del progetto di riqualificazione del porto di Tropea non può essere ritardato o pregiudicato per l’interesse della società appellante alla prosecuzione del rapporto concessorio, prorogato ex lege, dovendo ritenersi che l’interesse della ditta concessionaria alla prosecuzione del rapporto concessorio (peraltro, per un arco temporale limitato, ossia fino al 31 dicembre 2023) abbia necessariamente carattere recessivo rispetto all’interesse pubblico relativo alla riqualificazione del patrimonio comunale demaniale e alla corretta gestione delle risorse finanziarie già stanziate per l’esecuzione dell’intervento de quo».

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Larga applicazione delle sentenze gemelle del Consiglio di Stato è stata fatta anche dal Tar Lazio nella decisione n. 7906/2022, il cui giudizio era stato sospeso proprio in attesa della pronuncia dell’adunanza plenaria. In questo caso, Roma Capitale aveva indetto una procedura a evidenza pubblica per l’affidamento di alcune concessioni demaniali marittime in scadenza al 31 dicembre 2020. A tal fine, l’amministrazione aveva negato le proroghe delle concessioni richieste dagli stabilimenti uscenti, disapplicando la normativa italiana perché in contrasto con la direttiva Bolkestein. Nelle more dell’espletamento della procedura, l’amministrazione aveva concesso una sorta di “proroga tecnica” delle stesse per il periodo di tempo necessario alla conclusione della procedura di affidamento, comunque sino al 31 dicembre 2021.

Facendo applicazione dei principi espressi dall’adunanza plenaria con le sentenze 17 e 18 del 2021, il Tar Lazio ha riconosciuto la legittimità dell’operato di Roma Capitale che aveva disapplicato la normativa relativa alle proroghe automatiche perché contrastanti con il diritto dell’Unione europea e aveva proceduto a indire una procedura di gara per il rilascio delle concessioni demaniali. Tuttavia, il Tar ha ritenuto fondata la censura dello stabilimento ricorrente che aveva sostenuto la violazione dell’articolo 103, comma 2, del decreto 18/2020 – che aveva disposto che tutte le autorizzazioni, attestati, permessi, concessioni o altri atti amministrativi in scadenza entro il 31 gennaio 2020 avrebbero conservato validità ed efficacia sino a novanta giorni dopo la cessazione dello stato di emergenza da covid-19 – per cui lo stabilimento poteva legittimamente continuare a operare sino al 29 giugno 2022. Il Tar Lazio ha dunque annullato il bando di gara – che con motivi aggiunti era stato impugnato sempre dai concessionari uscenti – perché emanato in assenza dell’adozione, da parte di Roma Capitale, del Piano di utilizzazione degli arenili, che costituisce, secondo il tribunale, «l’indefettibile atto presupposto della procedura di evidenza pubblica».

Ma l’effetto della sentenza non è stato comunque completamente favorevole per lo stabilimento. Nell’annullare gli atti della procedura, infatti, il Tar ha annullato anche la proroga disposta in favore del gestore uscente nelle more dell’indizione della gara, negando altresì allo stabilimento la possibilità di avvalersi dell’estensione della durata delle concessioni previste dalla legge 145/2018 e successivamente estesa dall’articolo 182, comma 2 del decreto legge 34/2020.

Entrambe le sentenze commentate hanno applicato i principi espressi dall’adunanza plenaria ed è ragionevole ritenere che la giurisprudenza farà largo uso dei concetti in essa racchiusi. In attesa, dunque, di conoscere le pronunce della Corte di giustizia europea e della Corte di Cassazione, nonché le prossime indicazioni del governo in materia, i principi espressi dall’adunanza plenaria continuano a rappresentare un faro guida per i giudici e, di riflesso, per le amministrazioni e gli operatori di settore.

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Rosamaria Berloco

Avvocato in amministrativo e civile, formatrice e co-founder di Legal Team.
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  1. Avv. Lucano says:

    Come è giusto che sia i giudici applicano i principi della plenaria , ma il problema è un altro, che i principi stessi sono una mostruosità giuridica senza precedenti, non si tiene conto della realtà dei fatti, si mortifica la piccola imprenditoria, lasciando un caos sociale , economico e lavorativo senza precedenti nella storia del nostro paese. Si accetta di polverizzare imprese sane pur di inseguire la concorrenza europea che come tutti possono notare ci sta portando al baratro. L’Europa è divisa su tutto, su ogni materia, è il momento che gli Stati capiscano che di questo passo diventeremo solo servi dei grandi capitali. C’è un Unione che può reggere su alcuni punti , tendenzialmente con una vocazione mirata al non conflitto e alla pace , con scambi commerciali e di persone utili alla crescita delle economia, ma su materie come queste lo stato deve conservare la possibilità di porre il proprio interesse nazionale. Intere famiglie che vivono con quel reddito trattate come evasori ricchi e abusivi , uno scandalo anche mediatico, è una visione distorta della realtà che deve finire. Lottate siete gente di mare, la vostra voce troverà un soccorso.

    • mi scusi “qualcosa lucano” come considera la sentenza a favore del comune di tropea? il comune doveva conservare la concessione in essere rinunciando al progetto di interesse collettivo? i piani di utilizzo dei litorali devono poter contemplare delle soppressioni di concessioni così come nuove concessioni a seconda dell’interesse dei cittadini/concittadini. il rispetto delle scadenze obbliga l’amministrazione a pensare ai nuovi bisogni della comunità e ora finalmente anche gli amministratori possono far finta di dispiacersi e avviare le gare. forza!!!!!!!!

      • Avv. Lucano says:

        Qualcosa diario , se riesci a leggere a fondo il commento noterai che la mia critica va sulla sostanza della pronuncia della plenaria, non sulle pronunce successive che rispecchiano il madornale errore della stessa. Qua il problema è di contenuti politici e non giuridici, perché il diritto non risolve i problemi della gente, ma come puoi vedere in alcuni casi interpretato male e non adeguato alla realtà dei fatti comporta disastri sociali .

        • abbia pazienza ma nel concreto cosa pensa dovesse fare il comune di tropea secondo il suo punto di vista tra l’istanza del concessionario e il progetto del porto?

          • Nikolaus Suck says:

            Non ti risponderà mai. Non può. Dovrebbe andare oltre i generici e facili proclami politici e sociali di cui ama riempirsi la bocca, ed entrare nel merito di una materia di cui ha dimostrato e dimostra di non sapere assolutamente nulla.

      • E’ uno degli effetti positivi piu importanti delle gare( ed uno dei motivi per cui non si sono svolte).
        Le gare obbligano a fare la pianificazione costiera.
        Ad oggi molti comuni ne sono privi , perche avrebbero dovuto? Tanto la concessione veniva prorogata automaticamente…
        In sostanza la proroga ha sconvolto l intero assetto demaniale in danno della collettivita

    • Il fatto che l’ideologia dominante impone di pensare che tutti questi sconci sia giusti, perché li dice Bruxelles, cioè i burocrati al servizio dell’alta finanza. E tanti idioti nostrani si fanno portavoce di questi soprusi. Gente che richiama sentenze, direttive, principi comunitari senza neanche conoscerli. Ma tranquilli, l’aria sta cambiando, come è inevitabile quando si è nel giusto. Perché hai voglia di spremerti, la verità è la giustizia prima o poi arriva sempre. Basta saper aspettare

    • A parte l’Europa noi cittadini italiani vogliamo ristabilire il principio di bene pubblico e non vi è nulla di più eclatante della spiaggia a rappresentare tale concetto.

  2. Giuseppe Pintauro says:

    Buon giorno mi credete mi sono un po’ scocciato ki la conta giusta ki storta,secondo me dovremo lavorare fino al 2025 poi fare le gare. Però per me come è per noi tutti questi occhi puntati addosso vorrei ke insieme a noi anche Spagna e Portogallo dovrebbero andare a gare le loro concessioni e anche gli altri stati perché per me la legge è uguale per tutti nn si fa a ki figli e a ki figliastr.se si fa uguale per tutti io la mia la metto a gara domani se no si fa guerra niente per noi italiani niente per nessuno e voglio vedere ke tutti vanno a bando Spagna Portogallo e altri se no ne anche noi.ricordate ke c è il sangue buttato sopra a queste concessioni poi io sono disposto pure a pagare un canone maggiore.

      • Giuseppe Pintauro says:

        Infatti Spagna e Portogallo nn la stanno proprio pensando hanno dato 75 anni e della lettere Dell Europa si stanno pulendo… Perché le coste di Spagna e Portogallo sono dei spagnoli e del Portogallo dei portoghesi,come quelle Dell Italia sono italiani.perche tu credi se andremo a gara se le prenderanno io tu o altri italiani sai quand’è multinazionali europee e mondiali stanno dietro e quel faccia di sgherc di draghi.pero se andranno al bando loro io la mia la metto domani ma mi dispiace per te loro se ne fregano di Bruxelles.

        • Nikolaus Suck says:

          Questo ancora con la favola di Spagna Portogallo e 75 anni, è proprio di coccio. Ma le leggi le risposte, e soprattutto ti informi prima di dire sciocchezze? Lì concessioni di spiaggia non esistono, non hanno “dato 75 anni”, le gare le fanno eccome, e ci lavorano pure gli italiani!

          • Giuseppe Pintauro says:

            Le concessioni ke nn vengono più usate vanno al bando come un lido da noi lo stanno mettendo al bando ma nessuno lo vuole perché poi ki se lo prende lo deve ristrutturare.le concessioni la nn vanno a gara hanno dato 75 anni io ho due amici ke hanno due concessioni demaniali due ormeggi come me gli è stata progata per 75 anni la di Bruxelles se ne fregano perché sanno se vanno al bando nn le prendono certo loro stanno tante multi nazionali ke subentreranno. Come ti vorrei far capire a te ed altri come te ke se nostre andranno al bando certamente nn la prenderài tu o io o altri italiani sai quente multinazionali stavano e stanno dietro a quel faccia di sgherc di draghi.

            • Giuseppe Giuseppe,mentre quando la tua concessione la compra la multinazionale ti va bene,vero? e dai finiscila di dire stupidaggini solo per tornaconto personale

            • Nikolaus Suck says:

              Quindi confermi che c’è interesse transfrontaliero?
              Le vorrei vedere queste concessioni degli “amici”. Intanto mi hai confermato che non si tratta di concessioni di spiaggia (che infatti in Spagna non esistono). Ma di ormeggi che stanno dietro e all’interno. E se sono state, singolarmente, prorogate per 75 anni, è perché si tratta di beni che prima erano privati e non lo sono più perché diventati demaniali. Cosa che da noi, dove il demanio pubblico è sempre stato tale, non è mai esistito e non può esistere. Impara a comprendere e saper distinguere. Anche perché a credere (?) alla favola della Spagna sei rimasto solo tu.

  3. Questi avvocati hanno studialto vero?
    Perche affermare quanto segue: ” dando veste giuridica al coro dissonante, il Tar Lecce ha rimesso la questione dell’applicabilità o meno della direttiva Bolkestein”

    Qual e’ il coro dissonante? Considwrato che tutta la giustizia amministrativa e’ cinforme ai principi della sentenza del cds?
    In questo modo si fomentano le considerazioni di quanti ritengano che ci siano contrasti
    In diritto.
    Auguri

    • Rosamaria Berloco says:

      Gentilissimo Carlo, sono l’autrice in persona e ci tengo a rispondere alla Sua domanda. Quando parlo di coro dissonante il riferimento è esclusivamente alla giurisprudenza maggioritaria (significa che ci sono molte sentenze che aderiscono a una tesi). Saluti

      • Giuseppe Pintauro says:

        No è ke questo Carlo mi sembra ke noi concessionari ci abbiamo messo le mani in tasca a lui,come spero ke la meloni ci lasci lavorare fino al 2025 proprio per ridere di lui.

      • A be ho male inteso, quindi la dissonanza e’ tra la giustizia amministrativa e una larga fetta dei concessionari, e non tra la giustizia amministrativa che e’ invece, come le ultime sentenze che ha richiamato e’ concorde( richiamerei l ultima sentenza del Tar liguria per la questione porto lavagna ).
        E poi finiamola di invocare semprre la direttiva bolkestein, e’ in primo luogo la nostra costituzione, dalla sua pubblicazione, ad impedire oligopoli, altro che direttiva.

  4. Elvo Alpigiani says:

    SENTENZA Plenaria del Consiglio di Stato del 9 novembre 2021 n. 18.

    L’Adunanza plenaria, ritiene che “l’impostazione” della “concessione che attribuisce il bene”(il diritto di sfruttarlo) ma “non autorizza l’esercizio dell’attività e che le attività svolte dal concessionario non sono sempre attività di servizi”, risulta meramente “formalistica”, perché valorizza la distinzione, propria del “diritto” nazionale, tra “concessione di beni” (come atto con effetti costitutivi/traslativi che attribuisce un diritto nuovo su un’area demaniale) e “autorizzazione di attività” (come atto che si limita a rimuovere un limite all’esercizio di un diritto preesistente).
    Ritiene inoltre, che tale distinzione, di stampo giuridico-formale, deve essere rivista nell’ottica funzionale e pragmatica che caratterizza il diritto dell’Unione.

    Il diritto dell’Unione, dall’Adunanza plenaria è così interpretato: “un’attività di “locazione” di un bene immobile [….], esercitata da una persona giuridica o da una persona fisica a titolo individuale, “rientra” nella nozione di “servizio”, ai sensi dell’articolo 4, punto 1, della direttiva 2006/123. (Corte di giustizia, Grande sezione, 22/9/2020, C-724/2018 e C-727/2018, punto 34)”

    Le motivazioni della sentenza plenaria del Consiglio di Stato, sopra citate, sono state determinanti, ai fini dell’applicazione dell’articolo 12 direttiva 206/123, alle concessioni demaniali.

    Occorre rilevare che le motivazioni al punto 24, “non” sono le “motivazioni” della Corte UE, nella sentenza citata.
    La parte della sentenza della Corte UE, non citata nelle parentesi [….], è determinante per le conclusioni della stessa.

    Infatti, la Corte UE precisa che la nozione di “servizio” riguarda il “caso specifico” non citato in parentesi.
    Questa è la parte non citata: [come descritta al punto 28 della presente sentenza] e il punto 28 così recita:
    Con la sua prima questione, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se gli articoli 1 e 2 della direttiva 2006/123 debbano essere interpretati nel senso che “tale direttiva si applica alla normativa di uno Stato membro relativa ad attività di locazione dietro corrispettivo di locali ammobiliati destinati ad abitazione ad una clientela di passaggio che non vi elegge domicilio, esercitate in maniera reiterata e per brevi periodi, sia a titolo professionale che a titolo non professionale”.

    Al punto 43, come risulta dalle decisioni di rinvio e dagli articoli L. 631-7 e L. 631-7-1 A del codice dell’edilizia e degli alloggi, la locazione dietro corrispettivo di un bene immobile non ammobiliato così come quella, per un periodo complessivo di meno di 4 mesi all’anno, di un bene immobile ammobiliato che costituisce “la residenza principale del locatore”, in particolare, non sono soggette a tale normativa.

    “La locazione di bene immobile”, che costituisce la “residenza principale”, “non” è soggetta a tale normativa.
    Nella sentenza, citata, della Corte UE, del 22/9/2020, la Corte ritiene tale distinzione tra “concessione di bene” e “autorizzazione di attività”, “conforme” con il diritto comunitario motivandone l’applicazione come sopra citato.

    Quindi, le “concessioni demaniali”, sono “contratti di locazione”. (sentenza Corte UE del 25/10/2007, C-174/06)
    I “contratti di locazione”, riguardano “obblighi contrattuali”, per questo, “non” sono nell’ambito applicativo della direttiva Bolkestein. (art. 3, comma 2 e art. 17, comma 15, dir. 2006/123, Bolkestein)
    Ne consegue che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 2006/123, “soltanto” le “formalità amministrative” per il rilascio delle “autorizzazioni” per l’esercizio delle attività, di cui all’articolo 10, paragrafo 4, della stessa direttiva.

    Inoltre, per un’”attività di locazione” in applicazione dell’articolo 46 del C.N., “quando il concessionario intende sostituire altri nel godimento della concessione, deve chiedere l’autorizzazione dell’autorità concedente”.
    Quindi per “ogni locazione”, il concessionario deve chiedere “l’autorizzazione” all’autorità competente?
    Anche per i Giudici della Corte UE, i contratti di locazione non sono nell’ambito applicativo della direttiva Bolkestein.

    • Buonasera Elvo secondo questa sua perfetta ricostruzione quindi la corte di giustizia a breve dovrebbe seguire l’indirizzo da Lei indicato……?

    • Nikolaus Suck says:

      Roba forte. Quando si estrapolano e decontestualizzano singole parti e affermazioni senza nemmeno capirle, e si riassemblano in un puzzle senza capo né coda, il risultato non piò che essere delirio puro.

  5. Elvo Alpigiani says:

    Le pronunce della Corte UE, su quesiti pregiudiziali, sono immediatamente eseguibile per tutti gli Stati membri e prevalgono sui vari gradi di giudizio. Quindi, se una sentenza del Consiglio di Stato o di altro grado di giudizio, non è conforme con il diritto comunitario può essere “disapplicata”.

    • Sig. Diario, il post è Datato il 10 agosto 2017…. Non vedo il nesso con l’attualità..
      Oltre che, le parole dell’articolo “sembra” etc. , non rispecchiano il fatto.

    • diario non è così ….con l avvento della le pen in parlamento è tutto in alto mare, altro che bolkestain in francia….la francia tutela le sue imprese e i lavoratori…..studia e informati meglio…..la le pen e melenchon non sono draghi, e macron non conta più un cazzo in francia poichè in parlamento ha solo il 22%…molto probabilmente macron scioglierà a breve le camere e si tornerà al voto, lo sapevi?e poi a parità di coste che facciamo loro mettono in asta 500 km e noi 10000? ma guarda un po che bell applicazione di direttiva del menga….non trovi ci sia qualcosa che non torna ..elvo alpigiani ha ragione da vendere altro che ….

      • In Francia le concessioni sono per pochi anni ed a fine stagione le strutture sono da smantellare.
        In ogni caso non è giusto che la concessione di una spiaggia venga lasciata alla medesima persona per molti anni.

      • Nikolaus Suck says:

        La Francia ha ca 5.000 km di coste, nel 2017/2018 per attuare la direttiva dove necessario ha mandato pure le ruspe senza tanti problemi, da allora le gare le fa, con tanti bei paletti su durata, uso della spiaggia e parti da lasciare libere, e le vincono pure gli italiani. Tutto documentato e documentabile. Tu invece dove ti informi?

        • suck non sei informato….non ci sono stabilimenti in francia come i nostri….noi siamo un eccellenza unica nel mondo e un molto diversa dagli altri paesi europei e questo non ti entra nella tua testolina …cosa hanno tirato giù con le ruspe? assolutamente niente ed anzi personaggi frequentatori della costa azzurra come robert de niro elton jhon belmondò hanno disdetto negli anni la loro presenza nei lidi che abitualmente frequentavano proprio in conseguenza ed in contrasto con la tua cara bolkestain … informati meglio prima di dire cazzate….. inoltre i km di spaiggia sono all incirca 2000 2500 e non tutti balneabili…ma che dici…menti come respiri…

          • Nikolaus Suck says:

            Se tu quello che non si informa e dice “cazzate” in libertà (tanto per cambiare direi).
            Secondo l’Institut national de l’information géographique et forestière (IGN), istituto pubblico e amministrativo dello Stato francese, la Francia ha 5.401 km di coste sabbiose che da sole già bastano a smentirti, 1.316 km di paludi e distese fangose, e 2.269 km di coste rocciose (di cui solo il 13% scogliere), quindi totale 8.986 km di costa.
            E pure in Italia i 7.500/8.000/10.000/12.000 che a seconda dei casi tiri fuori a casaccio non sono “tutti balneabili”, anzi. Ma in quel caso sorvoli vero?

  6. Volutamente il tempo che vi ha dato il consiglio di stato sta passando senza che nessun comune si attrezzi , a prescindere da i decreti attuativi.
    Tra qualche mese scommetto che incominceranno le pressioni balneari- Anci, per sostenere che c e poco tempo per fare i bandi.
    E la giostra continua

    • Francesco dal 01-01-2024 potrai segnalare il dirigente di settore il cui nome trovi sul sito nell’area amministrazione trasparente per omissione di atti d’ufficio e poi chissà…magari qualcosa si muove!

      • Nikolaus Suck says:

        E’ ancora più semplice anche senza arrivare a tanto. Dal 1.1.2024 se non sono stati fatti né decreti attuativi né gare semplicemente le concessioni sono decadute e le occupazioni abusive, e come tali possono essere denunziate e sgomberate in qualsiasi momento.

  7. Tutti devono poter utilizzare il mare e le spiagge, il mare non è proprietà privata per fare arricchire ancora i ricchi che pagano canoni irrisori e ridicoli , bisogna creare la concorrenza per evitare ai consumatori prezzi esagerati che oggi non si possono più permettersi

    • con 12000 km di coste di cui 8000km liberi pensi che non ci siano spiagge libere? chi ti impedisce di andare in una spiaggia libera? e poi chi ti ha detto la cagata che noi paghiamo canoni irrisori? quand e’ che la finirete di sparlare e criticare un settore che e’ il 13% del pil italiano e in cui ci lavorano milioni di persone

      • Le spiagge libere sono pochissime e nei luoghi turistici più rinomati sono rare da incontrare (vedi Liguria per esempio).
        Oltretutto le spiagge dovrebbero in teoria esser tutte libere perché trattansi di beni pubblici.
        La concessione è un atto di estrema generosità che il governo ha fatto verso pochi soggetti ma al contempo è la sottrazione di un terreno che viene fatta a tutti gli altri cittadini che non siano i gestori : il 98% della popolazione più o meno.
        Le persone che vi lavorano son molte ma sarebbero tuttavia impiegate anche se le spiagge invece di esser privatizzate fossero pubbliche a gestione municipale.
        Il canone di locazione è effettivamente basso, al punto che gli stessi operatori lo hanno candidamente ammesso , è dunque in malafede chi vorrebbe negarlo.
        In realazione al discorso del pil , che è tutto da verificare, non è eticamente accettabile (soprattutto nel lungo periodo) che gli introiti da attività di impresa vengano realizzati sfruttando una risorsa che appartiene a tutti e tanto peggio nel caso in cui la stessa persona ricava profitti per moltissimo tempo impedendo non soltanto l’accesso libero alla collettività ma financo la gestione del terreno ad altre persone.

        • Ma non pensi che i “luoghi turistici più blasonati” sono tali grazie al lavoro e ai sacrifici di qualcuno che negli anni ci ha investito la propria vita? E quindi che si fa ? Questa gente dove la mandiamo ? Grazie di tutto ed un calcio in c..,ora lavoro io con il lavoro che hai creato tu? Che meraviglia la lingua…

          • La mandiamo dove sapeva di essere mandata quando ha firmato l atto concessorio che ha sempre avuto una scadenza, o volete continuare a godere a vita di un oligopolio utilizzando beni di tutti ?

      • Nikolaus Suck says:

        A parte che non sono tutti sfruttabili e/o concedibili, sti km da 7.500 (tutti da vedere) sono diventati 8.000, poi 10.000, adesso 12.000, ma che fanno crescono di notte? Quando si dice “dare i numeri”…

      • E anche se fossero 20000.
        Cosa facciamo li occupiamo tutti? E poi una volta concessi anche quelli ? Riconolizziamo la libia?
        E ‘ la contendibikita del bene pubblico e la sua rilevsnza economica ad immporre l epletamento delle gare, ancor prima della scarsita delle risorse che cmq non sino infinite.
        Ma la sentenza della plenaria ve ka siete letta?

        Ma qui stiamo ancora discutendo e mettendonin dubbio che e’ i bandi devo essere fatti..anziche parlare delle regole con cui devono essere fatti.
        Peraltro sul punto ANAC, ha inviato una modulistica al governo..

    • Teo Romagnoli says:

      Ma Giuseppe dove vivi? E tutti i sapitelli della chat..? La concorrenza c’è sempre stata! In Italia abbiamo i migliori stabilimenti al mondo… Senza continuità non puoi poi pretendere i servizi. Quando guardate un lido rendetevi conto che di statale c’è solo la sabbia. Tutto il resto è privato! Altro che ruspe..ammeno che non vogliate lidi di paglia e cartone.. le spiagge così come sono creano indotto e benessere.. siete ideologici come quelli delle trivelle e tra 20 anni capirete di esservi sbagliati.

    • luigi come evidenziato da altri nel forum ,vorrà dire che denunceremo quei dirigenti che vorranno applicare norme illecite eventualmente adottate dal Musumeci e le concessione scadute ma eventualemtne prorogate per occupazione abusiva.

  8. Nei giorni scorsi Musumeci è tornato a parlare del disegno di legge in discussione al parlamento nazionale, che prevede l’assegnazione delle concessioni con bando di gara a partire dal 2024. Musumeci dice no: “Siamo vicini ai balneari e ne comprendiamo tutte le preoccupazioni. Ci batteremo affinché venga garantito loro il diritto di continuare a lavorare dopo averlo fatto per anni, acquisendo esperienza e competenza, facendo investimenti importanti in una prospettiva di lungo termine. Le nostre spiagge non possono passare sotto il controllo delle multinazionali straniere”.

    • Nikolaus Suck says:

      Peccato che quei “giorni scorsi” fossero prima dell’approvazione della legge concorrenza “disegno di legge in discussione”) e prima delle elezioni.
      Ora guarda caso dice un po’ vagamente che bisogna “trovare una sintesi senza penalizzazioni e favoritismi”. Curioso vero?

  9. https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/concessioni-balneari-taxi-come-funziona-l-italia-lobby/70d827d2-6342-11ed-bcf5-ba13826ce8c8-va.shtml
    Sono basita dal taglio scandalistico e fuorviante di chi usa il potere della carta stampata per sostenere tesi non come dialettica democratica fra le parti in cui la correttezza delle informazioni è elemento cardine imprescindibile. A cominciare dal titolo . La parola lobby lascia intendere nel caso dei balneari di essere in presenza di una associazione dagli obiettivi opachi poco incline al rispetto della legge e mariuola per status. Non si usino i termini se non se ne conosce il significato a meno di non voler sguazzare nel torbido contro questa o quella categoria.Passiamo ad esaminare la veridicità dei dati forniti :canone demaniale equivalente al costo di due ombrelloni affittati per l’ intera stagione.
    Nessun commento perché la panzana non lo merita a meno di non voler fare riferimento ai soliti magnati e non alla stragrande maggioranza delle strutture balneari. Inoltre l’ ammontare dei canoni non è stabilito proprio piacimento dai concessionari ma dalle regioni .Ammesso che le cifre corrisposte non siano adeguate mi pia ce ricordare a chi non fosse informato il gran numero di tributi gravanti sugli stabilimenti di cui il canone è la voce minore. Se molte attività stanno chiudendo e le più importanti si sono delocalizzazione da tempo
    o trasferito la propria sede giuridica nei paradisi fiscali con la protezione di tutte le leggi europee,nazionali etc etc. è mortificante leggere di noi che siamo un bubbone canceroso da estirpare dal tessuto sociale,economico del paese più simili a mafiosi, abusivi ,evasori ,
    fruttatori e predoni che a cittadini
    lavoratori . Non gradisco le mattanze in nome di leggi che come sappiamo tutti sono delle porcherie e orchestrate in modo da rendere veri e propri soprusi ,atti di giustizia.
    Nessuno di noi ha ottenuto le con cessioni con la pistola,esistono atti pubblici consultabili dai cittadini e quando allo stato faceva comodo
    Che a migliaia di chilometri di coste fosse garantita la sicurezza senza esborsi e che sviluppo turistico dei paesi costieri senza gli stabilimenti e tutte le comodità e divertimenti fu fortemente sollecitato e incoraggiato da tutta l’ economia e Enti ..Adesso amen.

  10. Complimenti Saxa, un commento davvero ineccepibile sotto ogni punto di vista, straordinaria la messa in evidenza del “comportamento” dei media italiani, che sicuramente non aiutano il nostro Paese, dalla situazione critica che stiamo vivendo, proprio perché privi della necessaria capacità di critica “libera” e razionale, quindi non “asservita”, che fa sprofondare l’informazione italiana nella classifica mondiale, al cinquantaduesimo posto (dopo il Ghana, Papua, e Cile)!

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