Emilia-Romagna

Balneari coraggiosi, ricostruisce il lido distrutto dall’erosione: “L’incertezza non ci spaventa”

Il Bagno Gino di San Mauro Pascoli è stato abbattuto lo scorso inverno da una mareggiata, ma il suo titolare ha investito senza esitare 50.000 euro per ricostruirlo. Nonostante l'incertezza sulle concessioni.

«Anche io sono uno dei tanti balneari coraggiosi: ho appena investito 50.000 euro per ricostruire il mio stabilimento distrutto da una mareggiata, nonostante la prospettiva di perdere l’azienda nel giro di un anno». Sono le parole di Gianni Ottaviani, titolare del Bagno Gino di San Mauro Mare in riviera romagnola, a cui dedichiamo una nuova puntata della nostra rubrica sui “balneari coraggiosi” (nelle scorse settimane abbiamo intervistato il Bagno Balmor di Cervia, il Baba Beach di Alassio, il Lido Titanic di Ragusa, il Bagno Piero di Forte dei Marmi e il Lido Baiadera di Oliveri). Si tratta di quegli imprenditori che non si stanno facendo spaventare dall’incertezza sulle concessioni e stanno buttando il cuore oltre l’ostacolo, investendo per dimostrare di essere i migliori coi fatti e non con le parole, e di meritarsi perciò di continuare a gestire un tratto di spiaggia.

La vicenda di Ottaviani ha dell’incredibile: «L’erosione costiera è stata provocata da un intervento sbagliato dell’amministrazione comunale, che ha rimosso i massi superiori da quattro scogliere frangiflutti e ha allargato i varchi fra di loro, trasformandole in una serie di piccole barriere soffolte che si sono dimostrate subito inadeguate: i lavori sono avvenuti alla fine di aprile 2022 e a metà maggio le onde hanno già cominciato a divorare la spiaggia. L’erosione non si è fermata nemmeno d’estate, facendoci perdere diverse file di ombrelloni, e le mareggiate dello scorso inverno ci hanno dato il colpo di grazia».

Secondo Ottaviani, «sono scomparsi almeno trentamila metri cubi di sabbia nel giro di un anno, che per cinque stabilimenti balneari ha significato poter piantare circa 500 ombrelloni in meno. Si tratta di numeri importanti per una piccola località come la nostra, e non possiamo permettercelo». Oltre a ciò, il Bagno Gino è stato completamente distrutto da una burrasca invernale, ma il suo proprietario non si è dato per perso: «Ho scritto sia al sindaco Garbuglia che al governatore Bonaccini per sollecitare un intervento urgente, senza nemmeno ricevere risposta, e nel frattempo ho ingaggiato le ditte necessarie per ricostruire tutto in fretta e furia. Non è stato facile trovare le materie prime e gli operai necessari per riuscire a fare in tempo prima della stagione estiva». I lavori, ancora in corso in questi giorni, «ammontano a circa 50.000 euro tra pavimentazione in legno, spogliatoi, servizi igienici, chiosco bar e docce», spiega l’imprenditore. «Ma noi balneari virtuosi tiriamo sempre avanti e ci rimbocchiamo le maniche, nell’interesse dei turisti e dei cittadini tutti».

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