Attualità

Balneari coraggiosi, il lido green di Roseto gestito da quattro generazioni

La famiglia Celommi porta avanti l'attività di famiglia dal 1907, senza avere mai smesso di investire nonostante la Bolkestein

Quando è nato c’erano le cabine separate per uomini e donne, oggi invece è uno stabilimento balneare all’avanguardia che continua a investire nonostante l’incertezza. Stiamo parlando del Lido Celommi di Roseto degli Abruzzi, gestito dalla stessa famiglia dal 1907 a oggi: «All’inizio il mio bisnonno Giuseppe Celommi, poi mio nonno Dino, mio padre Giuseppe e infine io, mia moglie e mio fratello», racconta Silvio Celommi, uno degli imprenditori balneari coraggiosi che stiamo intervistando in questi mesi, per dimostrare che la categoria non si arrende davanti alle difficoltà legate alla Bolkestein. «Noi non abbiamo mai smesso di investire: negli ultimi tre anni abbiamo speso oltre 60.000 euro solo per dotarci di un impianto fotovoltaico che rendesse il nostro stabilimento balneare autonomo dal punto di vista energetico», sottolinea Celommi.

Questa famiglia di balneari crede molto nell’importanza delle buone pratiche ambientali: «Non appena abbiamo avuto la proroga della concessione al 2033, abbiamo installato un impianto fotovoltaico. Crediamo a priori nella necessità di essere ecosostenibili: noi balneari viviamo grazie al mare e all’ambiente pulito, perciò dobbiamo essere i primi a tutelarlo, altrimenti rischiamo di perdere il lavoro. Per questo non dobbiamo aspettare che sia lo Stato a obbligarci a utilizzare l’energia pulita. Per lo stesso motivo cinque anni fa, in tempi non sospetti, abbiamo deciso di abbandonare la plastica monouso a favore dei contenitori biodegradabili». Oltre a ciò, Celommi punta a dimostrare la qualità della propria impresa: «Stiamo per ottenere la certificazione Iso 13009 per gli stabilimenti balneari e la 14001 per il sistema di gestione», riconoscimenti fondamentali per tutelare la propria immagine con atti concreti e non con le chiacchiere.

Il Lido Celommi è insomma un esempio da seguire per tanti balneari. Ai suoi colleghi col freno a mano tirato, il concessionario dice infatti che «non bisogna farsi spaventare dall’incertezza. Tutti noi speriamo che arrivi presto una giusta regolamentazione del settore che possa permetterci di continuare a gestire le nostre imprese, ma nel frattempo non possiamo stare con le mani in mano. Anzi, è necessario fare un po’ di autocritica: non voglio generalizzare, ma negli ultimi anni una parte della categoria ha fatto alcuni errori che ne hanno penalizzato l’immagine, dimenticandosi che la spiaggia va considerata a 360 gradi per l’accoglienza e l’intrattenimento dei turisti, e non solo per il proprio guadagno personale». Proprio a questo servono gli investimenti: a dimostrare che i concessionari sono interessati al bene comune e non solo al proprio interesse.

Il Lido Celommi fa parte della schiera degli “imprenditori balneari coraggiosi” che Mondo Balneare sta intervistando da alcune settimane, per dare voce a quei concessionari che non si stanno facendo spaventare dall’incertezza normativa e stanno investendo per dimostrare di essere i migliori coi fatti e non con le parole, meritandosi perciò di continuare a gestire un tratto di spiaggia. Nei precedenti articoli abbiamo intervistato il Bagno Balmor di Cervia (Romagna), il Baba Beach di Alassio (Liguria), il Lido Titanic di Ragusa (Sicilia), il Bagno Piero di Forte dei Marmi (Toscana), il Lido Baiadera di Oliveri (Sicilia), il Bagno Gino di San Mauro Mare (Romagna) e il Tigù Beach di Sestri Levante (Liguria). Chi si riconosce nei “balneari coraggiosi” e desidera condividere il suo esempio, può scriverci una mail a info@mondobalneare.com per essere ricontattato per un’intervista.

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