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Bagni Liggia, la struttura torna al titolare

Il Tar Liguria ha dato ragione al concessionario Claudio Galli, che si era visto sequestrare lo stabilimento a causa di un contenzioso di interesse nazionale

I Bagni Liggia di Genova tornano in mano al loro legittimo proprietario. È l’ennesimo colpo di scena dell’annosa vicenda che riguarda lo stabilimento balneare ligure, sequestrato nel 2019 dalla procura che riteneva invalida la proroga della concessione poiché in contrasto col diritto europeo. La scorsa estate il Comune aveva affidato la gestione della struttura all’Ospedale Gaslini, ma nel frattempo il titolare Claudio Galli si era rivolto per l’ennesima volta ai giudici, ottenendo finalmente ragione. Il Tar Liguria, con una sentenza emessa ieri, ha infatti accolto il ricorso per motivi aggiunti proposto dagli avvocati Lorenzo Barabino, Francesco Massa e Stefania Frandi, annullando il provvedimento del Comune di Genova che aveva rigettato la richiesta di riconsegna dello stabilimento balneare, presentata a seguito del provvedimento della procura di Genova che ne aveva disposto il dissequestro e la restituzione all’amministrazione comunale.

La vicenda dei Bagni Liggia è assai lunga e intricata, ed è salita alla ribalta delle cronache nazionali in quanto si tratta di un caso che sarebbe potuto accadere a qualsiasi titolare di stabilimento balneare. Riassumendo, la spiaggia in concessione ai Bagni Liggia era stata sequestrata a luglio 2019 poiché il pm di Genova Walter Cotugno sosteneva che le proroghe istituite dallo Stato italiano erano illegittime in quanto non rispettavano la direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi. A novembre 2021 la Capitaneria di porto ha messo i sigilli anche sull’intero stabile che comprende cabine, bar-ristorante e abitazione privata, e lo scorso gennaio la procura ha disposto la restituzione dell’intera struttura al Comune. Il titolare dei Bagni Liggia Claudio Galli aveva presentato ricorso alla Corte di cassazione che tuttavia gli ha dato torto, confermando il sequestro e ribadendo che le proroghe automatiche sulle concessioni balneari non sono valide. Per dare al suo caso una rilevanza nazionale, Galli aveva provocatoriamente invitato le procure di tutta Italia a riservare ai suoi colleghi balneari lo stesso trattamento da lui subìto, in quanto la stragrande maggioranza dei concessionari era in possesso di un’analoga proroga automatica al 2033 dichiarata illegittima dal Consiglio di Stato. Nel frattempo, il parlamento italiano ha approvato la legge sulla concorrenza che ha abrogato la proroga al 2033 e imposto le gare pubbliche per tutte le concessioni balneari entro il 31 dicembre 2024; mentre il Comune di Genova ha aperto un bando per la riassegnazione temporanea dello stabilimento a un’associazione no profit, vinto appunto dall’Ospedale Gaslini. Ma la sentenza di ieri, la numero 999/2022, ha rovinato i piani dell’amministrazione, che stava attendendo il decreto attuativo della legge sulla concorrenza per pubblicare un bando di riassegnazione definitiva sui Bagni Liggia.

Con la sua pronuncia, il Tar Liguria ha confermato l’applicazione al caso di specie della proroga tecnica fino al 2023 disposta dalla legge sulla concorrenza, in quanto il rapporto concessorio in oggetto non si è mai interrotto, avendo beneficiato delle proroghe automatiche disposte ex lege. In particolare, la sentenza fa presente che l’amministrazione comunale aveva positivamente preso atto della proroga automatica della concessione in forza della legge 145/2018 (che aveva prolungato la validità delle concessioni al 2033, poi annullata dal Consiglio di Stato), tanto che per un verso il Comune richiedeva alla ricorrente il pagamento dei canoni demaniali e dell’imposta di registro per la proroga al 2033, e per altro verso, il medesimo ente autorizzava espressamente la società concessionaria a effettuare importanti interventi sul lastrico solare dello stabilimento balneare.

I giudici amministrativi hanno inoltre sottolineato che l’articolo 3 della legge sulla concorrenza (la numero 118/2022), ovvero la norma sulla base della quale la società concessionaria dei Bagni Liggia ha formulato l’istanza di restituzione, costituisce un fatto sopravvenuto rispetto ai provvedimenti di dissequestro del giudice penale, sicché il Comune non avrebbe potuto “trincerarsi” dietro a questi ultimi, bensì avrebbe dovuto valutare, quale ente gestore del demanio marittimo e nelle more dell’avvio di una gara per la proficua gestione del bene, l’applicabilità della proroga tecnica a una concessione ad oggi ancora valida.

«Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tar Liguria che fonda il presupposto per porre fine al trattamento discriminatorio perpetrato nei soli confronti della società concessionaria dei Bagni Liggia», commentano gli avvocati Lorenzo Barabino e Francesco Massa, difensori di Galli. «Aspettiamo sul punto il giudizio penale di merito che, come anche precisato dal giudice amministrativo, dovrà tenere conto di una specifica causa di non punibilità per i reati di occupazione abusiva ex art. 1161 del Codice penale, introdotta dalla nuova normativa anche in ossequio a quanto statuito dall’art. 2 comma 2 del medesimo codice. A fronte della decisione del Tar Liguria, confidiamo che l’amministrazione comunale provveda spontaneamente e sollecitamente alla riconsegna dei Bagni Liggia. Un’ottima notizia per il concessionario Galli, che finalmente torna a essere considerato alla stregua di tutti gli altri concessionari italiani, e un precedente importante per tutto il settore». Aggiunge Stefania Frandi, terzo avvocato difensore oltre che presidente regionale del Sib-Confcommercio Toscana: «Giustizia è fatta. Il fatto che Galli non fosse trattato come tutti gli altri concessionari balneari era un ignominio; e auspichiamo che possa tornare in possesso della propria azienda a brevissimo. Ora il governo metta mano a una riforma definitiva del demanio marittimo per evitare il ripetersi di questi casi e per dare certezze a migliaia di imprenditori del settore che da troppi anni si trovano in balia delle decisioni dei giudici».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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