Norme e sentenze

Bagni Liggia, Cassazione conferma sequestro: “Concessione scaduta nel 2009, proroghe non valide”

La sentenza riguarda il caso specifico dello stabilimento genovese, ma contiene alcune considerazioni che hanno messo in allarme i balneari italiani

L’epilogo del lungo contenzioso dei Bagni Liggia si è tenuto alla Corte di Cassazione, con una sentenza che ha confermato il sequestro del noto stabilimento balneare genovese. Secondo l’avvocato difensore dei Bagni Liggia, il lido aveva diritto a proseguire la sua attività fino al 31 dicembre 2023, data del termine stabilito lo scorso novembre dal Consiglio di Stato con l’eclatante pronuncia che ha annullato la proroga dei titoli al 2033; mentre la Cassazione ha dichiarato che la concessione oggetto del contenzioso, essendo scaduta nel 2009 senza avere beneficiato delle successive proroghe introdotte negli ultimi dodici anni dallo Stato italiano, nemmeno può rientrare nel prolungamento di due anni che Palazzo Spada ha fissato per dare tempo al legislatore di riordinare la materia e per evitare gli effetti devastanti che avrebbe comportato la decadenza immediata di tutti i titoli.
La sentenza della Cassazione, la numero 15676 del 13 aprile scorso, è riferita al caso specifico dei Bagni Liggia, ma contiene alcune considerazioni di carattere generale che sono state riprese nei giorni scorsi da alcuni organi di stampa con superficialità e inesattezze, come purtroppo ormai siamo abituati ogni volta che i media generalisti si occupano di concessioni balneari. Gravissimo, oltretutto, è che il testo della sentenza sia arrivato in mano prima ad alcuni giornalisti che all’avvocato difensore dei Bagni Liggia.
Da rivista specialistica di settore, da sempre interessati a dare notizie precise e affidabili e non a partecipare alle gare di velocità tra colleghi, su Mondo Balneare abbiamo preferito prenderci il tempo adeguato per esaminare con attenzione la sentenza anziché riprendere le inaffidabili ricostruzioni di altre testate, che hanno ingigantito in modo eccessivamente allarmistico la questione. La pronuncia della Cassazione resta preoccupante e va ad aggiungere ulteriore confusione al settore, ma non è affatto vero che “la proroga al 2023 non è valida per le concessioni rilasciate prima del 2009”, come alcune autorevoli testate hanno colpevolmente fatto credere. Per arrivare a capire i reali contenuti e gli effetti della sentenza, occorre però prima ripercorrere la vicenda giudiziaria dei Bagni Liggia di Genova.

Il contenzioso dei Bagni Liggia

La spiaggia in concessione ai Bagni Liggia si trovava sotto sequestro da luglio 2019, dopo che il pubblico ministero di Genova Walter Cotugno ha contestato che le proroghe istituite dallo Stato italiano sarebbero illegittime poiché non rispettano la direttiva europea Bolkestein. Il 16 novembre 2021 la Capitaneria di porto ha messo i sigilli anche sull’intero stabile che comprende cabine, bar-ristorante e abitazione privata, e il 18 gennaio scorso la procura ha disposto la restituzione dell’intera struttura al Comune. Il titolare dei Bagni Liggia Claudio Galli ha presentato immediato ricorso alla Corte di cassazione, ma nel frattempo il Comune di Genova ha aperto un bando per la riassegnazione temporanea dello stabilimento a un’associazione no profit.

Quanto sopra è l’estrema sintesi di un contenzioso molto complesso e ricco di colpi di scena, che gli interessati possono approfondire dal nostro archivio di tutti gli articoli sui Bagni Liggia. Sin da subito la vicenda ha avuto una risonanza nazionale, poiché ritenendo le proroghe invalide, la procura di Genova ha aperto un fascicolo per accertare la posizione di tutti i balneari della provincia e valutare ulteriori sequestri, su provocazione dello stesso titolare dei Bagni Liggia che ha invitato a riservare lo stesso trattamento ai suoi colleghi. Se infatti davvero le proroghe automatiche non sono valide perché in contrasto con il diritto europeo, sosteneva Galli, lo stabilimento genovese non poteva essere l’unico in Italia a trovarsi sotto sequestro per tale motivo.

La sentenza della Cassazione

Nell’esprimersi sul ricorso di Galli, la Corte di Cassazione ha confermato il sequestro per i Bagni Liggia. La concessione in oggetto, scrive infatti il giudice, «risulta scaduta il 31 dicembre 2009, senza essere mai stata oggetto di proroghe tacite». Non essendovi stati applicati i prolungamenti automatici stabiliti a partire dal 2010 dal legislatore italiano (prima al 2015, poi al 2020 e infine al 2033), per i Bagni Liggia dunque nemmeno vale il periodo transitorio fino al 31 dicembre 2023 stabilito dal Consiglio di Stato, che lo scorso novembre ha dichiarato l’illegittimità di tutte le proroghe automatiche sulle concessioni balneari: una decisione che avrebbe fatto decadere all’istante migliaia di titoli, con effetti devastanti per le imprese e per l’economia turistica del paese, se non fosse che Palazzo Spada ha stabilito anche che le concessioni in essere dovessero restare valide fino al 31 dicembre 2023 per dare tempo al legislatore di introdurre un nuovo regime normativo.

Su questa scadenza si basava la tesi difensiva dei Bagni Liggia per chiedere il dissequestro dell’area. Tuttavia la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, semplicemente perché «nel caso di specie, la concessione demaniale del ricorrente risulta scaduta e non prorogata e ciò in quanto la proroga legale dei termini di durata delle concessioni, prevista dall’art. 1, comma 18, DL 30 dicembre 2009, n. 184 (conv. in legge 26 febbraio 2010, n. 25) opera solo per gli atti ampliativi “nuovi”, non potendosi considerare tale la concessione [dei Bagni Liggia] che, rilasciata nell’anno 1998, risulta scaduta in data 31.12.2009 senza che il titolo concessorio sia mai stato oggetto di proroghe tacite». La tesi della Cassazione è stata tuttavia contestata da Galli, che ha dichiarato di essere in possesso di tutta la documentazione attestante le proroghe.

Le conseguenze sulle altre concessioni balneari

Come detto, i media generalisti hanno provocato un notevole allarmismo fra gli imprenditori del settore, titolando che la proroga al 2023 non sarebbe valida per le concessioni rilasciate prima del 2009. Tali articoli hanno in sostanza amplificato quanto più volte affermato nelle venti pagine di sentenza della Cassazione, ovvero che «le leggi nazionali di proroga riguardano esclusivamente le concessioni demaniali “nuove”, cioè successive al DL 194/2009».

In realtà, la questione non è netta come l’ha dipinta la stampa generalista. Il caso dei Bagni Liggia è particolare poiché colpito da un contenzioso in essere da molti anni, mentre per tutti gli altri concessionari che nell’ultimo decennio hanno ottenuto le proroghe dei loro titoli con atti ufficiali, senza che nessun altro soggetto si sia opposto con diffide o ricorsi, continua a essere valida la scadenza fissata dal Consiglio di Stato al 2023. Prima di dichiarare un altro titolo invalido sulla base di quanto affermato dalla Cassazione per i Bagni Liggia, bisognerebbe appurare se le proroghe rilasciate nell’ultimo decennio sono state regolarmente applicate – com’è per la stragrande maggioranza dei balneari – e solo nel remoto caso di irregolarità, si dovrebbe avviare un contenzioso e far esprimere un giudice sul caso specifico. Con i tempi della giustizia italiana, ciò implicherebbe alcuni anni di tempo per una decisione, che arriverebbe ben oltre la fatidica scadenza del 2023 entro il quale si spera che il parlamento approvi una riforma generale del settore per mettere fine a questo caos.

Il testo della sentenza

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Purtroppo ci sono alcune forze politiche/sindacali/balneari che stanno facendo di tutto per ritardare il piu possibile la riforma in parlamento ,cosi da poter giustificare, secondo loro ,l ennesimo periodo transitorio( proroga) (probabilmente di in anno) .
    E sono gëi stessi che fanno finta di chiedere a gran voce la riforma

    Vedremo se tutte le istituzioni in primis la magistratura rimarrano inermi a questo doppio-gioco al massacro di una parte del sistema turismo paede

  2. Grazie. Ottimo articolo. Il clamore e la distorsione data da certa stampa generalista denota il clima da caccia alle streghe che in Italia impera sulla questione balneare.
    Come era prevedibile, anche gli autorevoli leoni da tastiera che popolano (purtroppo) i commenti su questo sito ci sono cascati in pieno.
    Per sensibilità e formazione culturale sono convinto sostenitore della libertà assoluta di espressione delle altrui opinioni, anche quando mi urtano. Però pretendo buona fede, che manca quando viene stravolta la natura di un provvedimento ed il suo stesso testo letterale.
    Purtroppo mi sembra che qualcuno, invece, ritenga di mettere in atto una diversa strategia: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.”.
    A chi disse questa frase non è andata proprio proprio bene. Smettete di emularlo. Almeno il 25 aprile.

    • Nikolaus Suck says:

      Ma quindi siamo in mala fede o ci siamo solo “cascati”? Boh, misteri della logica e della fede appunto, buona o cattiva che sia…
      In ogni caso oggi è il 26 quindi possiamo ricominciare.
      A me sembra che fin qui l’unico ad avere cercato di “stravolgere” il provvedimento “ed il Suo stesso testo letterale” inventando di sana pianta e sostenendo cose che solo non ci stanno assolutamente scritte ma non ne risultano nemmeno minimamente evincibili, ove non addirittura smentite, sia stato Lei nei Suoi interventi sull’articolo precedente.
      Ma questo certamente non è dovuto a buona o mala fede bensì all’essere anche l’unico ad avere davvero compreso la sentenza grazie all’università della vita, mentre altri che magari leggono e comprendono sentenze da decenni per studio e lavoro invece “ci sono cascati in pieno”, sicuramente è così.
      Ma come poteva essere diversamente, non avendo letto nessuna “stampa generalista” che lascia il tempo che trova (Sole24Ore compreso), ma solo ed esclusivamente la sentenza come qualche pazzo fa quando si tratta di comprendere e commentare quella, anche se naturalmente senza gli strumenti di attenzione e comprendonio di cui il buon Nick dispone in esclusiva.
      Per cui, invece di esprimere “opinioni” più o meno urtanti, ingenuamente ci siamo rifatti ai soli dati TESTUALI, secondo cui (pag. 2 sent.) “La Corte di Cassazione annullava con rinvio la decisione del Tribunale del Riesame, rilevando l’inapplicabilità delle leggi di proroga allE concessionI già scadutE COME QUELLA in esame, rilasciata nel 1998 al sig. xx…”, e POI, a pag. 3: “Uniformandosi al PRINCIPIO DI DIRITTO affermato dal Collegio di legittimità” il Tribunale del Riesame disponeva il sequestro…” etc..

      Per cui sembrerebbe proprio che i giudici (come pare succeda spesso) abbiano prima enucleato un “principio di diritto” e una regola generale riguardante al plurale tutte le concessioni di un dato tipo, e poi applicato tale principio di diritto al caso concreto per definirlo, accidenti…
      Come al successivo punto 4.2., in cui viene ripreso il discorso valido in generale per dire, a pag. 7 che “Logico COROLLARIO di tale impostazione è che le disposizioni ex lege 194 del 2009 si riferiscono esclusivamente allE concessionI nuovE, ovvero a quellE sortE dopo la legge 88 del 2001, e comunque validE a prescindere dalla proroga automatica di cui al D.L. 400 del 1993…”, per poi concludere, a pag. 8, che “IN FORZA DELLE CONSIDERAZIONI DI CUI SOPRA la Corte di Cassazione ha concluso che, nel caso di specie, la concessione demaniale del ricorrente risulta scaduta e non prorogata E CIO’ IN QUANTO la proroga legale dei termini di durata delle concessioni […] opera solo per GLI attI ampliativI “nuovI”, non potendosi considerare tale la concessione del xxx che, rilasciata nell’anno 1998, risulta scaduta in data 31.12.2009 senza che il titolo concessorio sia mai stato oggetto di proroghe tacite.”
      Per non dire dell’eresia da cui ci siamo fatti fuorviare sempre a pag. 8 al successivo punto 5: “Del resto quello poc’anzi richiamato è UN PRINCIPIO DI DIRITTO GIA’ PIU’ VOLTE SANCITO da questa Corte, la quale, in tema di occupazione abusiva di beni del demanio marittimo, è appunto FERMA nel ritenere che la proroga legale dei termini di durata delle concessioni […] presuppone la titolarità di un provvedimento concessorio valido ed efficace ed opera solo per gli atti ampliativi successivi all’entrata in vigore del medesimo D.L. n. 194 del 2009…”.
      E che ingenui nel pensare che di fronte a dati testuali e generali così univoci sia sufficiente richiamarli uno di seguito all’altro, non facendo niente di diverso dal seguire il filo logico della sentenza stessa senza “stravolgere” proprio nulla, ora come allora.
      Ma quella del bue e dell’asino è storia vecchia e nota anche all’università della vita.

      • Veramente io all’università della vita avrei affiancato anche quella degli studi. La mia laurea l’ho presa almeno una decina d’anni prima che Lei prendesse la Sua. Quindi non ironizzi e possibilmente porti rispetto, se non per il titolo almeno per i capelli bianchi.
        Ho già avuto modo di farle notare che le Sue convinzioni di superiorità rispetto al prossimo risultano fastidiose e fuori luogo. Dev’essere un qualcosa che La pervade dato che non manca mai un’occasione per dispensarci lezioni di cultura e morale.
        Dato che sembra non poter vivere senza, e pur essendo convinto che stavolta (come altre prima) abbia preso una sonora cantonata, le rendo piena e sconfinata ragione sia su questo argomento che su tutti quelli che in futuro commenterà.
        Adesso può essere soddisfatto, Lei è in gambissima e superiore per natua, censo e formazione a me.
        Dal basso del mio essere, Le chiedo umilmente solo di astenersi dal commentare i miei interventi che per pochezza e limitatezza non sono degni di cotanta attenzione.
        Buona vita

        • Nikolaus Suck says:

          E si vede che l’ha affiancata male o dovrebbe rinfrescarla. Io argomento su basi testuali, Lei invoca i “capelli bianchi”. Un po’ poco. Brutta cosa quando dai contenuti si passa alle relazioni.
          Io invece restando ai primi
          su cui in effetti non temo (e non ho mai avuto) smentite continuerò serenamente a rispondere, a Lei come ad altri, se e quando mi va e piace. Anche se e quando in effetti non meriterebbe, se non altro per evidenziarlo. Non mi ringrazi. Buona giornata.

            • Il buon Suck va scusato: nella primissima infanzia i genitori devono averlo convinto di non meritare considerazione.
              Per questo ora preferisce di gran lunga ‘interloquire’ con chi lo riempie di insulti e minacce piuttosto che con chi è disposto a confrontare opinioni magari anche con toni accesi, magari anche opinioni che lui ha tutto il diritto di ritenere poco fondate, ma sempre nel reciproco rispetto e con uno spirito di benevolenza verso il prossimo.
              Lui (lui Suck) non può saperlo, ma Ernesto (che in questa storia è totalmente incolpevole) quasi sicuramente gli ricorda la figura del padre.
              È paradossale ma il più grave torto che gli si potrebbe fare sarebbe proprio smettere di insultarlo e/o minacciarlo e/o prenderlo per il culo.
              Io provo una sincera simpatia per Suck.

  3. Ettore+Mantini says:

    Riflessione per il capo redattore,
    cosa si intende per proroghe regolarmente protocollate,
    le proroghe sono state istituite con legge dello Stato che di fatto hanno esteso la durata della concessione ovvero posticipato la scadenza al 2015, 2020 ed infine 2033, quest’ultima ridotta al 2023 dalle note Sentenze del CdS in adunanza plenaria.
    Alcune Regioni, non tutte, hanno emanato delle linee di indirizzo in merito all’ultima estensione di anni 15 della durata delle concessioni (art. 1 comma 682 e 683 L. 145/2018) , al fine di uniformare l’azione gestionale diretta dei Comuni , con l’adozione di uno specifico provvedimento di natura “meramente ricognitivo” per la verifica della permanenza dei requisiti/presupposti in capo al concessionario che avevano generato il rapporto stesso, in sintesi una analisi approfondita o meno mirata all’accertamento della permanenza della facoltà di contrarre con la P.A. in analogia del Codice degli Appalti “intuiti personae”.
    La domanda che viene posta è se una semplice comunicazione di conferma del titolo da parte del Comune in assenza di una pur semplice attività istruttoria possa essere considerata idonea/corretta ad acclarare una “proroga regolarmente protocollata”.

  4. ………… bisogna anche dire se il mondo balneare si trova in questa situazione di confusione e di incertezza è dovuta anche dal fatto che una parte di balneari e di loro associazioni di categoria si sono opposti sempre a riformare il settore per mantenere il loro status quo di privilegio… e nel contempo anche una parte di politica, in cambio di promesse elettorali, si è fatta influenzare non riformando l’intero settore ( come è successo alla riforma proposta dall’‘onorevole Pizzolanti nel 2017 che offriva buone garanzie ai concessionari uscenti)….

      • …… quella di centinaio era stata solamente fatta per avere ancora una proroga generalizzata per tutti e non affrontava i L problema della riforma in tempi brevi….

        • ……. Mentre la riforma pizzolanti prevedeva una riforma del settore che riconosceva delle garanzie ai concessionari e poteva essere portata all’esame dell’Europa per far vedere che anche l’Italia si stava adeguando…. E contrattare con la stessa…..

          • Maredinverno says:

            La Pizzolante e Arlotti non era differente dalla Centinaio ..prevedeva un periodo transitorio(di cui nn si è mai saputo l entita’)e una riforma con valore aziendale e compagnia bella ..La Centinaio prevedeva un periodo transitorio di 15anni e poi si sarebbe dovuto scrivere la riforma che avrebbe previsto evidenze ecc… Quindi tutta questa differenza io nn la vedo

        • …… il disegno di legge firmato dai deputati Tiziano Arlotti e Sergio Pizzolante spaccò i sindacati di categoria tra chi collaborava e chi contestava, tra chi accettava le evidenze pubbliche con qualche tutela per gli attuali balneari e chi invece gridava al “no alle gare” e denunciava il “basso profilo” degli altri. Allora al governo c’era il Partito democratico, oggi abbiamo Lega e Movimento 5 Stelle, ma i contenuti della riforma balneare sono i medesimi. Anzi, volendoli confrontare, il ddl Arlotti-Pizzolante era pure meno peggio rispetto a quello di Centinaio: in entrambi si parla di evidenze pubbliche, ma almeno il testo battezzato dal ministro Costa riconosceva il valore commerciale delle imprese, era frutto di un percorso più trasparente (cioè senza nessuna promessa disattesa) ….

  5. Le varie corti stanno complicando i giochi su una questione che è solo ed esclusivamente politica, riguarda interessi diretti di una nazione. Il resto è solo merda nei confronti dei balneari. La realtà e che è impossibile stravolgere un sistema orami strutturato di piccole imprese, lo sanno tutti, ma le corti e l’Europa continuano a far finta che il problema non esiste. Ma è enorme ed è sociale e lavorativo. Prima o poi l’Europa capirà , ma ci vuole un presidente del consiglio che lo spieghi, e nn può essere draghi, ma sarà il prossimo.

    • La questione “politica” ,diversamente da quanto accaduto in questi decenni,deve avere una cornice di sostenibilta’ giuridica.

      Purtroppo tocca leggere le tue stupidita’, che rispetto per mero principio democratico.

      • la cornice giuridica la fa il parlamento e il prossimo presidente del consiglio avrà pienamente diritto di esplicare la gravissima situazione economica e sociale cui l’italia andrà in contro se mette a gara , svendendo, le proprie coste. Nessuno pensa al futuro delle famiglie implicate e delle ripercussioni sociali annesse, la politica serve a questo, d’altronde anche l’europa si regge su un patto tra nazioni sovrane, ha contraddizioni interne e speculatori da tutte le parti. La morale non la può fare nessuno in questa vicenda. Le famiglie balneari non perderanno il lavoro e nessun governo si assumerà la responsabilità di creare un bolla sociale cosi grande, senza mitigazioni per i più deboli, con buona pace per le corti, che non fanno le leggi, e per l’europa che deve farsene una ragione se vuole sopravvivere.

        • Lei continua a dire stupidita’ , e credo che lo faccia apposta, perche’ non puo’ non sapere che le leggi che fa il parlameto devono essere conformi ai principi della nostra costituzione e dei trattati europei.
          Non siete dipendenti dello stato ma utilizzatori di beni collettivi che sono a tempo,( o meglio che dovevano essere a tempo ma che siete riusciti illegittimamente a tramandare di generazioni..) cosi come previsto dall atto che avete sottoscritto .
          E la smetta con la fiaba delle famiglie,
          dietro molte imprese che non sfruttano beni demaniali ci sono famiglie

          • Per lei perdete il lavoro è una stupidaggine? È un cafone villano,rispetti chi fa sacrifici e vada a lavorare che le da dignità

          • E che significa che le famiglie stanno sulla luna? O giocano e non lavorano? Io dico che ci campano con quel reddito . Quindi queste famiglie possono perdere il lavoro ,possono distruggersi , tanto molte altre imprese falliscono , anche queste possono, nonostante abbiano fatto bene. Che discorso è . Lei continua come tutti a sviare il problema politico . Dove vanno a mangiare questi signori ?? A casa sua?? Mi risponda per cortesia, perché la politica deve pensare a questo e non alla concorrenza Europea. Come si fa a non capire ? I giudici applicano le leggi ma sanno che sono ingiuste. Ma la politica ha il dovere di salvare il lavoro di queste piccole imprese.

            • le famiglie sono un impresa commerciale e come tali aprono e chiudono come fanno milioni di imprese commerciali in Italia, che a differenza della sua non godono del privilegio esclusivo di trovarsi in un mercato monopolistico,oligopolistico o comunque limitato a causa della risorsa scarsa quale è la spiaggia.
              Nascondersi dietro il pietismo della famiglia,in quanto tale e non legata alla attività commerciale,non fa onore alla categoria degli imprenditori.
              In ogni caso lei deve consentire ad altre imprese di concorrere ad al bene pubblico spiaggia.

  6. Penso che la bolkestein e dal 2006 che nata dal 2009 che deve essere applicata qui in italia su varie categorie primo non capisco perche solo il settore balneari fa piu rumore anche essendo attivita che lavorano di meno ma non perche i titolari voglio lavorare 3 mesi come dicono tutti ma perche in molti casi le autorizzazioni sono solo stagionali poi e un lavoro che va in base al tempo e se e solo nuvoloso non viene nessuno al mare poi ogni anno uno deve combattere con i fenomeni naturali ci saranno alcuni che diranno hai deciso tu di fare il balneare di che ti lamenti. In sostanza vedo giudici che sti stanno troppo impegnando per farci fuori vedo anche le altre categorie colpite ma i calci in bocca che abbiamo preso noi per ora nessuna categorie colpita come noi a preso questi colpi bassi. Penso l’unico modo per riuscire a vincere e fare un unico gruppo con tutte le categorie noi ambulanti tassisti ncc guide turistiche portuali anche le edicole perche anche loro si trovano su suolo publico tutti e lunico modo dobboamo essere noi affidare le nostre fatiche a uno come garavaglia e follia non sara lui e neanche la meloni anche se ammiro la scelta su questo tema di starci affianco penso che la direttiva nonnsi fara ma quello che stiamo vivendo noi dal 2009 e peggio delle gare sono anni che non dormiamo sono anni che non ci sentiamo sicuri sono anni che addirittura penso ma e meglio mollare invece no tanti avranno venduto per paura noi crediamoci anche se gia lincertezza per un attivita e il male maggiore rimaniamo uniti tutti

  7. Questa pronuncia è l’ennesima dimostrazione che i più grandi nemici dei balneari sono i balneari stessi.
    Sono loro che hanno condotto una serie di battaglie giudiziarie azzardate che li hanno portati a perdere la guerra.
    Questo atteggiamento pare non modificarsi ed è ragionevole pensare che ciò porterà nuovi guai.
    A mio avviso serve una strategia di tipo diverso che miri ad ottenere il massimo possibile senza la ricerca dello scontro inutile ed anzi dannoso.

  8. Vico Vicenzi says:

    Le osservazioni di Alex Giuzio mi sembrano interamente condivisibili, perchè sono basate sulla lettura della Sentenza della Suprema Corte e sono prive della superficialità tipica delle testate che tendono piuttosto al sensazionalismo e non si curano del conseguente allarmismo, per giunta su soggetti, già provati dalle vicende attuali.
    Quanto alla risposta di Breton all’interrogazione leghista, anche in questo caso l’allarmismo mi sembra ingiustificato, non dicendo nulla di nuovo rispetto alla famosa Sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, salvo che Governo e Parlamento si debbono affrettare !

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