Liguria

Bagni Liggia, arriva il bando per affidarli a un’associazione no profit

Dopo il clamoroso sequestro, il Comune di Genova intende affidare la nuova concessione a un ente senza scopo di lucro

Il Comune di Genova affiderà i Bagni Liggia in via temporanea a un’associazione senza scopo di lucro, che sarà individuata attraverso un’imminente procedura di evidenza pubblica. A riferirlo è il quotidiano La Repubblica, dopo che nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha preso possesso della struttura da anni al centro di un intricato contenzioso che ha portato al suo sequestro.

«Considerato che non abbiamo il tempo di fare il bando prima dell’estate – ha spiegato l’assessore comunale Pietro Piciocchi a Repubblica – nel breve periodo raccoglieremo le manifestazioni di interesse per l’affido temporaneo, e se ci saranno più domande, faremo la selezione. Lo scopo è assegnarlo a un’associazione senza scopo di lucro, ma che sappia gestirlo. Altrimenti rischiamo che il bene subisca un degrado soprattutto per l’inutilizzo con l’arrivo della stagione estiva. Perciò nel breve periodo raccoglieremo le manifestazioni di interesse attraverso l’avviso pubblico della durata di un mese, con il quale si chiedono determinati requisiti di partecipazione» come quello di appartenere a un’associazione senza scopo di lucro.

La spiaggia in concessione ai Bagni Liggia si trovava sotto sequestro da luglio 2019, dopo che il pubblico ministero di Genova Walter Cotugno ha contestato che le proroghe istituite dallo Stato italiano sarebbero illegittime poiché non rispettano la direttiva europea Bolkestein. In seguito, il 16 novembre scorso la Capitaneria di porto ha messo i sigilli anche sull’intero stabile che comprende cabine, bar-ristorante e abitazione privata, e il 18 gennaio la procura ha disposto la restituzione dell’intera struttura al Comune. Il titolare dei Bagni Liggia Claudio Galli ha già annunciato che presenterà ricorso alla Corte di cassazione, ma nel frattempo il Comune di Genova sta procedendo con la riassegnazione temporanea dello stabilimento, che presto potrebbe essere seguito da molti altri: sempre ritenendo le concessioni invalide (soprattutto dopo che il Consiglio di Stato ha annullato la proroga al 2033 disposta dalla legge 145/2018), la procura di Genova avrebbe infatti aperto un fascicolo per accertare la posizione di tutti i balneari della provincia e valutare ulteriori sequestri. La provocazione era stata lanciata dallo stesso Galli, che in seguito al sequestro ha affermato che seguendo lo stesso ragionamento che la procura di Genova ha fatto per il suo stabilimento, dovrebbero essere sequestrate molte altre concessioni. E nel capoluogo ligure l’invito è stato preso alla lettera.

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