Liguria

Genova, sequestrati i Bagni Liggia: “Proroga concessione illegittima”

Dopo la spiaggia già confiscata nel 2019 il pm Cotugno, ritenendo l'estensione al 2033 contraria al diritto europeo, ha fatto mettere i sigilli anche sull'intero stabile, che comprende il bar-ristorante e l'abitazione privata della famiglia Galli.

La procura di Genova ha sequestrato l’intero complesso dei Bagni Liggia, da anni al centro di un lungo contenzioso che rischia di avere ripercussioni per tutti gli imprenditori balneari italiani. La spiaggia in concessione si trovava già sotto sequestro da luglio 2019, poiché secondo la Corte di cassazione le proroghe istituite dallo Stato italiano sarebbero illegittime in quanto in contrasto con la direttiva europea Bolkestein, e lo scorso martedì 16 novembre la Capitaneria di porto si è recata allo stabilimento genovese su ordine del pubblico ministero Walter Cotugno, convalidato dal gip Riccardo Ghio, per mettere i sigilli anche sull’intero stabile. La struttura comprende non solo le cabine e l’area bar-ristorante, ma anche l’abitazione privata della famiglia Galli, titolare dei Bagni Liggia.

Il sequestro non sembra essere correlato alla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga al 2033 delle concessioni balneari: l’ordine del gip, infatti, è datato 8 novembre 2021, un giorno prima dell’eclatante pronuncia di Palazzo Spada. Tuttavia la vicenda dei Bagni Liggia è di estrema preoccupazione per l’intero settore balneare, in quanto dimostra che qualsiasi procura potrebbe far sequestrare migliaia di concessioni demaniali marittime ritenendole abusive. E dopo che il Consiglio di Stato ha cancellato la validità della proroga al 2033, questo scenario è ancora più rischioso.

Oltre a ciò, c’è la gravità della vicenda umana che sta attraversando la famiglia Galli: «Al momento del sequestro – riferisce Claudio Galli a Mondo Balneare – gli ufficiali della Capitaneria di porto hanno preteso che io lasciassi immediatamente la mia abitazione e che consegnassi le chiavi al custode designato dal pm, ovvero il responsabile comunale del demanio Claudio Bondone, che intanto era arrivato insieme al suo dirigente. Sono riuscito a evitare di dovermene andare subito solo perché la Capitaneria voleva notificare il sequestro anche a mio figlio Gianluca, socio della società Zeffiro snc alla quale è intestata la concessione, che però era impossibilitato a muoversi a causa di gravissimi motivi di salute. La Capitaneria ha chiamato un medico della Asl affinché certificasse che Gianluca non poteva spostarsi dal suo ricovero, e una volta appurato che questo corrispondeva a verità, il sequestro dell’abitazione è stato rinviato. Ho già dato mandato al mio legale Michele Ciravegna di presentare richiesta di dissequestro, ma nell’attesa sono stato costretto ad avvisare i miei cinque dipendenti di non venire a lavorare».

Il fatto che il sequestro sia stato rinviato solo per dei seri motivi di salute non è affatto consolante, e la famiglia Galli rischia di trovarsi fra pochi giorni in mezzo a una strada. Una vicenda che colpisce per il livello di accanimento, e che aveva già portato Claudio Galli a giugno 2020 a presentare a titolo provocatorio un appello a sequestrare tutti gli stabilimenti balneari italiani: la tesi dell’imprenditore è infatti che, se davvero i Bagni Liggia sono abusivi perché la proroga al 2033 è illegittima, allora lo sono anche migliaia di altri lidi d’Italia.

Chi fosse interessato ad ascoltare il racconto di Galli sull’origine del contenzioso che ha portato al sequestro, può ascoltare l’intervista rilasciata ieri dal concessionario a Telenord.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Scusate ma uno può costruirsi anche la casa privata sulla concessione?..questo dimostra l’arroganza di chi pensa che sia roba sua per sempre e per cui l’opinione pubblica è impossibile che sia dalla vostra parte e anzi sfido qualsiasi balneare a portare una giustificazione per cui un concessionario si fa la casa privata sul demanio.

    • Cos’è d’altro mondo, costruire una casa su una concessione demaniale.Che immagine dell’Italia vogliamo dare agli altri paesi. Poi perché tanto baccano per i bandi di nuove concessioni?

    • dove andra a vivere il sig. galli vi siete posti questo problema ? in strada? se non ha una seconda abitazione dove va , alla caritas? l abusivismo è una cosa la parte umana un altra come sottolineato nell articolo ma qui di umano non c è nulla (anche se non ho letto le carte il che non mi fa cambiare idea )inoltre chiamano anche medici per confermare che il figlio mezzo morente stia veramente in stato di grave condizione ma che celerita e che spirito di abnegazione da parte delle procura. ammirevole….

      • voglio vedere Ernesto se questa attenzione e disponibilità dimostrata verso il tuo collega, l’hai rivolta anche ai nomadi quando senti che costruiscono ville abusive su terreni che peraltro molto spesso comprano loro..se fossi quella persona integerrima che descrivi dovresti solo ammettere che è una cosa schifosa e da non fare senza se e senza ma!

        • diaro lo stesso dicasi per le frottole raccontate dalla 7 sui canoni (probabilmente ingannati dalle carte di legambiente non conformi a verità ) ma non mi sembra che tu ne abbia parlato o preso posizione.ti sembra che non sia una cosa altrettanto schifosa ?…ma guarda un po ……ti ricordo che ci sono prove documentabili a prova …..per quanto riguarda l esempio da te riportato riguardo i rom io non faccio distinzioni di razza( i buoni e i cattivi gli onesti e i disonesti ci sono in tutto il mondo bianchi e neri verdi e gialli e per me sono tutti uguali sta alla legge individuarli e punire se hanno infranto le regole ma anche loro hanno diritto di difesa come sancito dalla nostra costituzione) …ragiona e conta fino a 3 prima di sparare a zero come fai spesso sulle persone.

      • E allora chi se ne frega delle leggi , tanto l’Italia è famosa per questo: scegliamo di vivere in uno Stato-giungla dove ognuno fa ciò che vuole e poi fa niente se qualcun altro si troverà con il culo per terra.
        L’importante è che uno si arricchisca e diventi padrone di tutto ciò che avidità e arroganza gli consentono, senza rispetto per gli altri.
        Signor Ernesto , l’Italia è mal considerata soprattutto per queste realtà negative: la dobbiamo cambiare anche se ciò va contro i suoi interessi personali.

    • Non esiste nessuna legge al mondo che vieta di dormire sul luogo del lavoro quindi i suoi ripetuti attacchi inutili li faccia a chi la Mattina si alza e conduce una vita disonestà, mi chiedo ma Lei non ha nulla di meglio da fare che stare continuamente attento a ciò che succede a questi lavoratori di questa categoria vada a lavorare se c’è L ha un lavoro e se non c’è la se lo cerchi perché sia Lei che i suoi amici di tastiera avete stancato, è mi ripeto avete stancato siete una banda senza scrupoli ed umanità con tanta cattiveria in corpo.

      • Salve, io ho uno stabilimento balneare, e per quanto mi riguarda fare la propria abitazione sulla concessione demaniale è troppo una furbata all’italiana, anche perché si sapeva che prima o poi sarebbe arrivato quello che sta succedendo… quelle dei signori sono lacrime di coccodrillo, soprattutto dopo aver denunciato tutti gli stabilimenti….. prima infama e poi cerca compassione….. ma vada via al c…

  2. Beh in effetti l’abitazione privato mi sembra oltre modo illegale.
    Detto ciò è altrettanto illegale sequestrare l’intero stabile dove si trovano sicuramente attrezzature che non hanno in nessun modo a che fare con la proprietà del demanio.
    Anche quando viene seguito uno sfratto i beni personali vengono salvaguardati! Siamo difronte a un esproprio da parte della la magistratura, calpestata qualsiasi forma di diritto della proprietà privata.

    • Sì, è così. Si tratta di un complesso storico di tre piani: tra il piano terra e il primo piano ci sono le cabine e l’area servizi-bar-ristorante, al secondo piano l’abitazione privata, al terzo piano l’impianto solare. Qui può vedere una foto della struttura: https://www.mondobalneare.com/bagni-liggia-continua-il-conflitto-fra-giudici-e-procura/
      Non si tratta dell’unico stabilimento balneare che comprende un’abitazione privata. In Toscana e Liguria è una cosa piuttosto diffusa.

      • Nikolaus Suck says:

        Che sia diffusa, se lo è, non la rende certo legale se non è previsto in convenzione e nei rapporti con l’amministrazione (altrimenti è da revoca). E anche in tal caso non può che essere una situazione temporanea come lo è la concessione, e non fa nascere particolari diritti.

      • vedendo le immagini ci credo che sia preoccupato che vada all’asta!…villa fronte mare con annessa attività redditizia a canone irrisorio, insomma chi non la sognerebbe! W le aste

        • Asta perché?!? Perché la villa vista mare a canone zero te la devi poter prendere tu?!? Ragionamento fatto col culo. E disonesto. La soluzione esiste già: obblighi il titolare a demolire e a ricostruire con criteri moderni, quello che si può costruire, altrimenti via a calci

      • Bene, da osservatore che ignora i dettagli specifici della vicenda, e che ignorava l’esistenza di abitazioni private su demanio, mi sembrano questi rimasugli (non certo trascurabili) di situazioni da anni lontani del far west, che lo stato credo abbia già gli strumenti per sanare. Il settore balneare nel suo complesso oggi è molto più evoluto rispetto a quanto vicende di questo genere lasciano intendere.

        • P.s. Non c’entra nulla ma preciso lo stesso. Io ho un baretto sul lungomare, non ho lettini, davanti a me c’è una spiaggia pubblica molto ampia. Chi vuole fare quello che vuole lo può fare liberamente senza dover spendere soldi per forza da me.

      • È una cosa piuttosto diffusa ma non è giusta: bisogna eliminare tali abusi.
        Basta con questi tipici difetti italiani, dobbiamo tutti voler desiderare un Paese migliore , più onesto, meno opportunista.

      • Grazie alla redazione per la risposta. Mi viene in mente una piccolissima ma non insignificante osservazione. Probabile che questa prassi sia diffusa in Liguria e Toscana più che altrove, perché è in Liguria e Toscana che il turismo balneare si è sviluppato prima, (forse ancora prima delle guerre?), in un’epoca in cui una cosa del genere non doveva sembrare strana, mentre oggi, almeno ai miei occhi, pare appunto una stranezza da anteguerra. Anche qualora la destinazione d’uso consenta tuttora questa pratica, credo sia dovere delle autorità cambiarla e, con interventi mirati, proibire che si possa stabilire la propria abitazione su demanio.

        • Ogni settore economico, nessuno escluso quando nasce e muove i primi passi vive un’epoca da far west. Basti pensare oggi al settore hi tech, le internet companies più consolidate, le loro sorelle minori ancora più selvagge tipo uber, le varie aziende di food delivery ecc.
          il settore balneare da solo, e principalmente per la natura dei servizi offerti, si è evoluto negli anni verso il libero mercato, con una indubbia pluralità dell’offerta, e un indubbio turn over degli attori. Tantissime concessioni sono passate spontaneamente (cioè per liberi accordi di mercato) di mano seguendo le sorti di aziende comprate e vendute. Laddove sopravvivano concessioni pluridecennali mai passate di mano, il regolatore può per esempio, e in maniera tutt’altro che arbitraria, imporre un tetto massimo di ‘possesso’ della medesima concessione: sempre per esempio, può stabilire che dopo 20/25 o vendi o restituisci la concessione all’ente. Questa è una classica soluzione da libero mercato. Ragionevolissima aggiungo.

            • Per altro, in Italia quando si invocano nuove regole più stringenti, poi ci si accorge sempre che le regole già c’erano, e già erano stringenti, solo che non si facevano rispettare.

            • È il pressoché inesistente contenuto tecnologico che fa sì che il mercato dei servizi balneari, sebbene forse nato in un’epoca di ‘baroni’, tenda con gli anni naturalmente al libero mercato.

          • Questa è una soluzione molto pragmatica, che salva lavoro, proprietà aziendale, libero mercato, libero turn over degli operatori. Perfettamente in linea con l’idea che una concessione non è un titolo perpetuo, ma che deve passare di mano perché ci sia rinnovamento fra gli operatori. Una soluzione dall’autentico spirito liberale, molto americana. Da Bruxelles, dove l’autentici spirito liberale è il grande sconosciuto, vogliono imporci la Bolkestein per ottusa imposizione ideologica. E per ragion di stato, per chi a Bruxelles sa far valere la propria ragion di stato.

            • Salva soprattutto l’incentivo a creare valore, che è il motore fondamentale dell’economia di mercato. E vieta che la concessione sia tramandata ai bisnipoti, come fosse un titolo feudale, che è l’aspetto fondamentale che si contesta, aggiungerei, giustamente.

            • Con questo sistema l’avvicendamento di un concessionario con un altro viene reso di fatto obbligatorio ma resta per lo più all’interno di una naturale dinamica di mercato, e non viene affidato al sostanziale arbitrio di giunte comunali e funzionari pubblici, salvo quando il concessionario uscente non essendo riuscito a vendere (presumibilmente per non essere riuscito a valorizzare adeguatamente la propria azienda), deve rendere la concessione all’ente concedente, che procederà quindi a gara, a cui per altro il concessionario uscente sarà libero di prendere parte.

            • Quando un concessionario contando erroneamente sulla presunta perpetuità del suo titolo tende a trasformare la concessione in una rendita questo è quello che gli economisti chiamano fallimento del mercato. Il sistema ‘a clessidra ‘ che ho proposto, o vendi o perdi il titolo, vi rimedia in maniera semplice ed efficace, rispettando e incentivando ulteriormente le dinamiche di mercato, con premi e penalità per chi ha saputo o non ha saputo creare valore.

  3. Io dico solo ché la magistratura sta veramente esagerando con gli imprenditori. Ché sono quelli ché mandengono economicamente il paese. E tempo di finirla ora tocca ai sintacati fermare questo scempio. E anche la politica si deve dare una mossa e vedere di fare qualcosa di buono per il nostro paese ch’è sta andando a rotoli.

  4. Si sta veramente esagerando nel perseguitare una categoria. In realtà, molti palazzi, cantieri sono costruiti su aree demaniali. Ad esempio appartamenti dentro i porti. Negli altri paesi europei moltissime costruzioni sono su aree demaniali. In UK le terre appartengono alla Regina. A questo punto il Parlamento deve intervenire e in fretta.

    • Nikolaus Suck says:

      Se la concessione include o è data proprio per quelle costruzioni e per quegli usi infatti non c’è nessun problema. Ma se la concessione viene data per fornire servizi turistico-ricreativi e invece, o inoltre, ci si fa un’abitazione privata, il problema c’è eccome.

  5. Questa situazione è emblematica del caos che regna sulle concessioni demaniali…. urge una seria riforma del settore che riporti legalità, certezza dei diritti (sia per lo stato che per i titolari della concessioni) e che finalmente lo stato incassi giusti canoni demaniali . Infatti il canone dovrebbe essere composto da due voci/ una fissata in maniera fissa, per ogni territorio, dal demanio con apposite tabelle; una variabile con aliquote proporzionali crescenti applicate sul fatturato conseguito.

      • Se l’agenzia delle entrate o la G. di F,. Rilevano che il concessionario evade il fisco decade il diritto di usufruire della concessione demaniale

        • Ci può essere la decadenza del titolo in concessione per reati penali. La mera evasione fiscale entro centro soglie non è reato penale.

          • Nikolaus Suck says:

            Reato penale è un ossimoro. Il reato è sempre penale e non esistono reati non penali. E leggendo qualsiasi concessione vedrai che la decadenza o la revoca sono previste anche per diversi altri casi di inadempimento e abuso del titolo.

          • Basta prevederlo…… e poi fino ad ora il rinnovo della concessione è un rapporto di fiducia con lo stato ….. se questo rapporto viene meno, come ad esempio evadere le tasse, lo stato non la può rinnovare….

          • Quali sono queste soglie per cui si può evadere perché io non le conosco..mi sembra un’affermazione alla Cettola Qualunque qualunquememte

    • Che è in pratica quello che già fanno, imponendo un immotivata aliquota IVA al 22%. Non è poco, 12% di maggiorazione su servizi che andrebbero al 10%

  6. Le case private sul demanio non (abitazioni) non vengono costruite da un giorno all’altro su una concessione demaniale marittima(balneari), ma subito dopo il 1960 veniva autorizzato il permesso a costruire e mantenere un cottage(abitazione) Concessione Demaniale Marittima ad uso Abitativo.
    Questo dimostra la non conoscenza delle varie tipologie di concessione e la poca importanza data alle concessioni ad uso abitativo, l’errore più grave è pensare che anche esse facciano parte della Direttiva Bolkstain con le conseguenze drammatiche che l’ultima di palazzo Spada ha creato

  7. Vi siete costituiti i palazzi sapendo che il giorno delle scadenze non veniva mai perché vi sentivate più furbi degli altri appoggiati dalla mala politica che ci ha accompagnato fin ai nostri giorni
    …è ora di cambiare aria

    • Ma te cosa credi???? Che uno costruisce senza chiedere permessi al comune…. Se ie li hanno dati anche 30 anni fa’ è autorizzato!!

  8. Suck, la spiaggia è confiscata, prima di fare il professore, leggi e comprendi l’argomento! Con chi credi di parlare?!

  9. A me sembra che l’argomento di fondo di chi non vuole sentire ragioni sulle aste, se si può chiamare ‘argomento’, è che siccome c’è qualcuno che ruba allora devono poter prendere loro il suo posto. E questo la dice lunga sulla profonda disonestà intellettuale del 90% dei pro-aste. Lo stato lo ripeterò fino alla nausea dispone GIÀ degli strumenti necessari a contrastare situazioni di palese illegalità.

  10. Caro Daniele le tue parole dimostrano chiaramente la tua non conoscenza della legge e dell’argomento trattato,ripeto per costruire un cottage subito dopo il 1960 e prima del 1967, doveva essere richiesta a tutti i vari enti interessati, con una presentazione di una regolare licenza edilizia, e se tutto risultava regolare veniva rilasciato il permesso a costruire e mantenere un cottage senza avere l’appoggio della mala politica.
    Caro Daniele prima di sparlare faresti bene ad informarti

    • Caro Pino già tra il 1960 e 1967 chi costruiva un bene amovibile come la villa in questione sapeva che sarebbe stata acquisita dallo stato allo scadere della concessione che come più e più volte ripetuto ha sempre avuto una scadenza…bene per lo stato l’acquisto gratuito del Bagno Liggia!

  11. Gioacchino Assogna gna says:

    È veramente strumentale che dopo una sentenza di confisca della Corte Costituzionale, si gridi allo scandalo per aver sequestrato la struttura abitativa che si presume frutto di un abuso sulla proprietà demaniale.
    Se regolarmente autorizzato non è possibile il sequestro.
    Dal 2006, cioè da 15 anni, che non viene rispettata la norma Europea e raggirata in mille modi.
    Finalmente il Consiglio di Stato ha fatto un punto di diritto e si continua a sollevare dubbi e contrarietà.
    Pensino a come definire le norme quadro per i bandi pubblici per meglio tutelare i veri imprenditori.

    • Hai perfettamente ragione ed è questo che non lo vogliono capire……… vogliono continuare a fare come hanno fatto sino ad ora e mantenere i loro privilegi non capendo che il mondo è cambiato…..

  12. Caro Gioacchino le abitazioni sul demanio possono essere sequestrate, alla pari dei stabilimenti balneari in quanto il rinnovo delle concessioni è fermo e nella stragrande maggioranza dei casi le abitazioni sono li dopo aver ottenuto una regolare concessione demaniale e non sono frutto di un abuso. Il sequestro è teoricamente possibile in quanto tutte le concessioni sono scadute,informatevi prima di parlare

  13. Giacomo+Menici says:

    Forse i signori che erroneamente esprimono pareri fuori luogo, non sanno che gli stabilimenti balneari sono provvisti di casa di guardianaggio destinata per legge a chi detiene la concessione BBalneare, e la presidiare 365 giorni all’anno.
    Non si tratta di una costruzione abusiva tantomeno di un’illecito abitarvi, Visto che per chi non lo sa, portare avanti un Bagno è un’impresa molto onerosa e che spesso non è così remunerativa da potersi permettere l’acquisto di un’altra abitazione.
    Pagamento del canone demaniale , tasse, Iva, dipendenti, contributi, fornitori, forniture, bollette, manutenzione, innovazioni, spiaggia, consorzio, professionisti, canone Regione , canone comunale……ecc ecc, e tutto questo per meritare e riconfermare annualmente la disponibilità imprenditoriale e personale a garantire alla città della quale la nostra concessione demaniale fa parte, di essere adeguatamente rapprestava a gli occhi del circuito turistico nazionale e internazionale, con conseguente beneficio di tutto il tessuto socioeconomico della Città.

    • Se è così poco appetibile mi chiedo perché ogni anno offri la tua “disponibilità imprenditoriale e personale a garantire alla città della quale la nostra concessione demaniale fa parte, di essere adeguatamente rapprestava a gli occhi del circuito turistico”..permetti che altri, Giacomo, possano rendersi cittadini meritevoli addossandosi l’onere che hai descritto. Onore a te Giacomo Menici di Galilea

    • Il canone demaniale è troppo basso e lo san tutti , i dipendenti vengono pagati in nero e non ci sono ricadute economiche positive su altre persone che non siano il gestore della spiaggia , al quale non sembrava vero di vivere ascoltando il placido suono delle onde e annusare il profumo di salsedine alla faccia di chi non se lo può permettere.
      Usurpatori del bene comune, la spiaggia è di tutti : riprendiamocela ✊

  14. Non l’hai letto il messaggio……. frequento da molti anni la Versilia e questi discorsi con altre situazioni “””””si sentono dire (voce di popolo’’’’’’’’’. Poi può essere vero o non vero ma circolano queste voci.

  15. In Versilia tutti i bagni hanno le case di guardianaggio da sempre. Non sono abusive e coloro che le hanno ristrutturate hanno avuto un regolare permesso dal Comune di competenza. Se qualcuno le affitta si prende le sue responsabilità come chi parcheggia in divieto di sosta e la responsabilità è strettamente personale non di tutto il comparto. Sarebbe dire che siccome c’è un pensionato che fa l’imbianchino al nero allora tutti i pensionati sono evasori ecc ecc
    Fate attenzione a quello che scrivete perché è troppo facile sputare sugli altri senza qualificarsi. Perché non dite quello che fate? Cosi guardiamo se la vostra categoria è così casta e pura, ammesso che facciate qualcosa.

    • Il fatto che anche le altre categorie siano disoneste non vuoldire che allora si debba giustificare quella dei gestori balneari. Sicuramente ci son degli abusi , questo è poco ma sicuro , ora non resta che vedere quanti abusi e quanta evasione fiscale.
      Comunque negli anni anche tale settore è diventato una corporazione come quella dei tassisti , dei ristoratori, ecc… ed è proprio una componente negativa all’italiana che va assolutamente rimossa.

      • Si perché i nuovi saranno tutti canditi e onesti. Proprio come te Andrea, vero?
        Ma dimmi che lavoro fai Andrea?
        Dai,su…non essere timido. Scopri le tue carte ragazzo….

  16. Nikolaus Suck says:

    A proposito, ma quel divieto di sosta che si vede in foto la paga la concessione di passo carrabile, che non è indicata, o è stato messo lì alla cazzo?

  17. Claudio Galli says:

    Preciso a tutti quelli che hanno scritto commenti offensivi nei miei confronti:
    io ho comprato i Bagni Liggia nel 1991 e c’era già un alloggio di guardiania incluso nella licenza.
    La storia è la seguente: alla fine della seconda guerra mondiale il Podestà di Genova aveva requisito tutto il piano per destinarlo ad alloggio per gli sfollati che tornavano a Genova ed aveva modificato gli interni preesistenti con dei divisori precari creando 4 mini alloggi; aveva anche creato 3 ingressi diversi dalla strada assegnando anche i relativi numeri civici. Finita l’emergenza “sfollati” il concessionario di allora aveva utilizzato un alloggio come alloggio di guardiania ed affittava gli altri in estate come “suites”.
    La Capitaneria, al momento della voltura della licenza a mio nome, mi disse che “non ci potevano essere 4 alloggi” e che quindi io dovevo riunire il tutto in un alloggio unico. In teoria avrei anche potuto mettere delle cabine all’interno del piano ma ce ne erano già 90 fra piano terra e piano primo e, vista la ridotta dimensione della spiaggia, si riusciva ad affittarne poco più della metà. Quindi decisi per la soluzione “alloggio unico” e la Capitaneria accettò questa soluzione.
    Quando andai a togliere i divisori in cartongesso ed il controsoffitto scoprii che il tutto era fatiscente e dovetti fare un megaprogetto di risanamento, ivi incluso il completo rifacimento della soletta del pavimento del secondo piano/soffitto del piano primo, che era compromessa.
    Dopo 3 anni di lavoro il risanamento era completato ed io avevo speso circa un miliardo di vecchie lire, oltre ai 400 milioni del costo di acquisto della concessione.
    In data 30/11/1994 la Capitaneria approva i lavori effettuati, incamera le opere nel titolo concessorio e comunica i maggiori canoni conseguenti (chissà perché).
    In data 03/03/1996 la Capitaneria chiede alla Zeffiro il rilascio dell’alloggio di guardiania, motivando che “lo stesso dovrà essere destinato ad alloggio di servizio per il personale del Corpo”. La Zeffiro presenta ricorso al TAR contro l’ingiunzione di sgombero e la Capitaneria emette il decreto penale di condanna n. 16798/1996 per “mancata restituzione dell’alloggio di guardiania”.
    In data 24/02/1998 la Pretura accoglie la difesa della Zeffiro ed annulla il decreto penale di condanna emesso dalla Capitaneria per “mancata restituzione dell’alloggio di guardiania”. La sentenza emessa dalla Pretura afferma che “il fatto non costituisce reato”. La Capitaneria annulla l’ingiunzione di sgombero del 3/3/1996.
    In data 11/06/1999 il TAR emette la sentenza 242/1999 nella quale si prende atto che il ricorso della Zeffiro contro l’ingiunzione di sgombero del 3/3/1996 non ha più motivo di esistere avendo la Capitaneria ritirato tale ingiunzione
    Fin qui la storia dell’alloggio.
    Voglio però anche rispondere a Nikolaus Suck per quanto riguarda il passo carrabile: il relativo permesso da parte del Demanio è il numero 403295 del 23/11/2017 ed il costo è di 324 euro/anno.
    Se Alex mi dice che si può fare non ho problemi a postare le foto ed i PDF che dimostrano quanto ho detto.

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