Attualità

Associazioni balneari unite a difesa della legge 145/2018

Tutte le sigle che rappresentano gli imprenditori del settore lanciano lo stesso appello dalla fiera Sun di Rimini: la riforma delle concessioni riparta dalla "legge Centinaio"

«La legge 145/2018 non si tocca»: è nelle parole che ha pronunciato al Sun di Rimini il senatore Gian Marco Centinaio, padre del provvedimento che ha disposto l’estensione delle concessioni balneari al 2033 e ha gettato le basi per il riordino del demanio marittimo, che tutte le associazioni di categoria si riconoscono all’unanimità in questo momento molto delicato per il settore. Come di consueto la fiera Sun Beach & Outdoor di Rimini è stata occasione per gli imprenditori balneari non solo per scoprire le novità dei fornitori per la prossima stagione estiva, ma anche per fare il punto della situazione sulla riforma delle concessioni che il settore attende ormai da molti anni. Il prossimo 20 ottobre si terrà l’attesissima adunanza plenaria del Consiglio di Stato che tenterà di trovare una posizione unanime della giustizia amministrativa in merito all’estensione al 2033, finora oggetto di svariate sentenze in contrasto tra loro, tra i tribunali che ne hanno decretato la validità e quelli che invece l’hanno disapplicata ritenendola in conflitto col diritto europeo. Ma oltre alla proroga di quindici anni, la 145/2018 ha elencato in maniera molto dettagliata i principi da cui partire per redigere una riforma del settore che metta fine all’impasse in corso da quando, nel 2010, lo Stato italiano ha recepito la direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi abrogando il rinnovo automatico delle concessioni balneari in precedenza in vigore. Tuttavia, il premier Mario Draghi ha detto molto chiaramente che prima di lavorare alla riforma occorrerà attendere l’esito della plenaria del Consiglio di Stato. Nel frattempo i presidenti di tutte le associazioni di categoria presenti al Sun di Rimini, che abbiamo intervistato in questi giorni (nel video qui sopra), hanno fatto capire di non essere disposti a retrocedere di un millimetro sulla validità della legge 145, dalla quale potrebbe partire una riforma in grado sia di adeguarsi ai principi europei che a tutelare i diritti e gli interessi degli attuali imprenditori balneari.

accessori spiaggia

Antonio Capacchione, presidente del Sib-Confcommercio, durante il convegno che ieri al Sun ha celebrato i 60 anni dalla sua costituzione ha ricordato che «nel 2021 secondo Confturismo il 64% della domanda turistica si è rivolta al mare: la vacanza in Italia è dunque per la stragrande maggioranza legata alle spiagge, e il settore non ha un peso solo economico ma anche culturale. Dal momento che le amministrazioni pubbliche non erano in grado – e non lo sono tuttora – di gestire un bene delicato come le spiagge, in passato hanno deciso di affidarle in concessione a dei privati cittadini che si sono inventati un nuovo lavoro: ora dunque il nostro paese non può privarsi della professionalità degli attuali imprenditori balneari, tantomeno in un momento delicato come questo. Le celebrazioni del nostro 60° anniversario sono state l’occasione per ragionare su tutto questo. Siamo pieni di argomentazioni giuridiche a nostro favore; ci attendono mesi difficili ma non abbiamo paura e siamo convinti che vinceremo questa battaglia. Riteniamo che il problema debba essere risolto da governo e parlamento e che la 145/2018 sia una legge valida e ben fatta, quindi non può essere liquidata».

Anche Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba-Confesercenti, ha sottolineato che «il governo in questo momento difficile deve aprire un tavolo di confronto con le rappresentanze di categoria affinché si possa definire ciò che prevede la legge 145/2018, che secondo noi è il pilastro fondamentale del percorso riformatore che deve partire con urgenza. Questa legge ci può avvicinare ai principi europei se necessario e può individuare la giusta stabilizzazione del settore balneare; pertanto, se faremo ciò che dice tale norma anziché aprire altri fronti insensati, troveremo il giusto equilibrio per permettere al nostro settore di andare avanti, magari con una prospettiva diversa ma che garantisca continuità alle attuali imprese, com’è giusto che sia».

giochi festopolis

Cristiano Tomei, coordinatore Cna Turismo e Commercio, ha ribadito che «c’è bisogno di una riforma del demanio che tuteli in modo definitivo l’estensione al 2033 per dare stabilità al settore, rilanciare gli investimenti e consolidare l’occupazione», e anche Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia, ha affermato che «la 145/2018 è importante perché traccia le linee guida da cui ripartire per la scrittura della riforma: poi è chiaro che da lì si definirà un nuovo modello, ed è importante agganciarci ai temi del Pnrr e della blue economy da cui non possiamo stare fuori».

Un gruppo di piccoli imprenditori balneari indipendenti ha inoltre autoconvocato un’assemblea al Sun di Rimini, approvando il seguente appello: «Presa in esame la lunga e preoccupante vertenza dei balneari, al fine di evitare il caos nella categoria con gravi ripercussioni occupazionali e serie difficoltà nel sistema turistico balneare italiano, contestiamo eventuali accordi con il governo che non diano certezza della continuità dell’impresa, richiedendo pertanto di evitare un’applicazione errata della direttiva europea “Bolkestein” che rimandi alle aste le concessioni in essere. In attesa di una riforma complessiva del demanio marittimo che preveda la continuità delle imprese balneari, riteniamo che si debba applicare l’estensione della durata dei titoli autorizzativi per poter porre in essere quanto previsto dalla legge 145/2018 e invitiamo tutte le organizzazioni sindacali del settore balneare a essere coerenti e rispettare il mandato della base che si è più volte espressa inequivocabilmente in numerose assemblee per l’estensione e contro le aste. Ricordiamo che lo stesso ex commissario Frits Bolkestein ha precisato che la direttiva che porta il suo nome non è applicabile acriticamente al settore balneare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
Seguilo sui social:
  1. Nessuno parla però della mancanza di spiagge libere e attrezzate con docce, come vi sono in tutti i paesi civili. Le poche esistenti sono tenute male e chiaramente sovraffollate.
    Forse è il caso di cominciare da questo problema.
    Perché chi vuole fare un semplice bagno deve per forza pagare dei servizi che non utilizza?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.