«Il più grande peccato dell’artista contemporaneo è il pensiero radical-snob, ovvero genuflettersi all’idea dominante secondo cui la musica, per avere dignità, deve essere fruita negli spazi selettivi di un teatro, di un conservatorio o di un’accademia. E invece certi rituali sono solo la deriva di un revisionismo storico sbagliato, perché già ai tempi di Mozart […]