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Salvini: “Concessioni balneari a gara, ma con prelazione per attuali gestori”

La Lega interviene ancora sulla riforma delle spiagge

«Per quello che mi riguarda, per il futuro le concessioni balneari devono andare a gara, garantendo però un diritto di prelazione a chi ne è adesso titolare e un’eventuale buonuscita». Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini durante un’intervista ieri mattina alla trasmissione “24 Mattino” su Radio 24. «Più che i bagnini, dobbiamo mettere in parità di competizione le multinazionali, che pagano le tasse all’estero e fanno concorrenza alle aziende italiane», ha aggiunto Salvini.

Sempre in casa Lega, sul tema il giorno prima era intervenuto anche il ministro del turismo Massimo Garavaglia con un comunicato pubblicato sul sito del suo dicastero, in cui si afferma che «il ministro del turismo Massimo Garavaglia rende nota la lettera della presidenza del consiglio (affari europei) con la quale la Commissione europea ha comunicato che il decreto sulla mappatura delle concessioni era atteso dal nuovo governo». La lettera in realtà è solo citata nella nota, ma non è stata pubblicata per verificarne i contenuti, lasciando dunque il beneficio del dubbio sulle ambigue parole del comunicato ministeriale uscito in questi ultimi giorni di campagna elettorale, in seguito allo scontro tra il premier Mario Draghi e i ministri leghisti che hanno votato contro la decisione del presidente del consiglio di avviare la mappatura delle concessioni demaniali.

Queste comunque, a onor di cronaca, le parole di Garavaglia a corredo della nota: «Una soluzione ragionevole che conferma la posizione assunta dai ministri della Lega in consiglio dei ministri; contro una forzatura effettuata inutilmente, vista la lettera della stessa presidenza del consiglio. Anche perché il termine ultimo per il decreto sulla mappatura delle concessioni è previsto per il febbraio del 2023. E comunque il ministero del turismo non darà l’assenso agli altri decreti in materia che prevedono per norma (a differenza di questo) la firma del turismo. Se ne occuperà il nuovo governo come è giusto che sia; e come ha ribadito la Commissione Ue».

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