Attualità

Stabilimenti balneari in vendita: ottobre 2022

Tornano le nostre segnalazioni sugli annunci più interessanti del mese

Dopo un anno esatto, torna la nostra rubrica che segnala gli stabilimenti balneari in vendita in tutta Italia. Avevamo interrotto questo appuntamento mensile in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato di novembre 2021, che ha annullato la proroga delle concessioni al 2033 e imposto di riassegnarle entro il 2023 tramite gare pubbliche: si è trattato di una decisione che da un giorno all’altro ha accorciato la durata dei titoli di dieci anni e dunque ha bloccato la compravendita di stabilimenti balneari; di conseguenza che si era ridotta ai minimi termini la pubblicazione di annunci di stabilimenti balneari in vendita nella Bacheca di Mondo Balneare, l’unica risorsa online esclusivamente dedicata agli annunci di compravendita di imprese sulla spiaggia. Ma dopo questo lungo periodo di fermo, nelle ultime settimane la pubblicazione di annunci ha registrato un’improvvisa e inaspettata ripresa, e per questo abbiamo deciso di tornare a segnalare le opportunità più interessanti per chi è alla ricerca di proposte di vendita di stabilimenti balneari.

A Marina di Ravenna, in Romagna, è in vendita uno stabilimento balneare di recente ristrutturazione con ampia cucina, forno per pizza e attrezzatura completa per attività di ristorazione e pizzeria. La spiaggia di 6400 metri quadri di superficie è attrezzata con lettini e ombrelloni. Vedi annuncio »

In una località non precisata fra Pesaro e Fano, nelle Marche, si vende uno stabilimento balneare situato in gran parte su terreno privato (dunque non soggetto a Bolkestein) e solo per una piccola porzione su demanio pubblico. La spiaggia è dotata di bar, ristorante e ampio parcheggio. Vedi annuncio »

Ad Avola, in Campania, è proposto l’acquisto di un terreno privato di 1300 metri quadri fronte mare con progetto approvato per stabilimento balneare (vedi annuncio »), mentre in Puglia a Carovigno è in vendita uno storico stabilimento balneare con area in concessione di 1400 metri, cabine, bar e ristorazione (vedi annuncio »).

Concludiamo con la Calabria, dove a Paola è in vendita uno stabilimento balneare ben avviato (vedi annuncio »), e con la Sicilia, dove segnaliamo due annunci: a Torregrotta (Messina) si propone un lido parzialmente realizzato, con chiosco gelati sulla spiaggia, sdraio e ombrelloni, noleggio gommoni e imbarcazioni, ufficio, deposito, cinque bagni, pizzeria attrezzata, bar e ristorante (da realizzare), parco giochi per bambini, pedalò e canoa (vedi annuncio »), mentre a Furnari (Messina) segnaliamo l’annuncio di un complesso turistico che si estende su di un’area di circa 18.000 metri quadri sul mare, dove trovano spazio 27 appartamenti di recente costruzione, 15 appartamenti da ristrutturare, 31 piazzole con lavabo e doccia in piazzola, servizi igienici per camping, spiaggia in concessione demaniale, piscina, discoteca all’aperto, campo da bocce, palestra e bar con annessa cucina e forno per pizze (vedi annuncio »).

Altre risorse sulla vendita di stabilimenti balneari

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  1. IL fatto che venga usato il vocabolo “vendita” conferma in maniera inequivocabile quello che è stato il vergognoso comportamento di appropriazione del bene pubblico , a testimognare che i bastardi non sono solo i manager delle multinazionali ma anche dei comuni cittadini italiani che grazie alla corrotta politica han rubato preziosi terreno che in realtà appartengono a tutti.
    Chiediamo solo GIUSTIZIA.

    • si vende l’attività! non il terreno! usi vocaboli come appropriazione e rubato! sai cosa penso che l’invidia ti logora. Nessuno ha avuto nulla in regalo, la possibilità di lavorare sulla spiaggia è stata pagata e pagata cara!
      Con gente come te l’Italia non avrebbe certo turismo balneare perché invece di riconoscere dei meriti a chi ha fatto crescere il settore balneare con investimenti siete capaci sono di pensare a quanto sarebbe bello portare via il lavoro alla gente nascondendovi dietro al
      discorso del bene pubblico. Fate schifo ! Vi meritate spiaggie libere abbandonate ,piene di sporcizia e felici di aver rovinato uno dei pochi settori sani del paese.

    • A noi viene affittata la sabbia il resto è di nostra proprietà di ho rogitato un’immobile e ci pago ICI e imu le attrezzature sono di mia proprietà e quindi se proprio andranno all’asta andrà un concessione di 6000 MTV quadrati di sabbia e basta.

      • Lorenzo Pinto says:

        Perfetto.
        Vendetevi gli ombrelloni usati, la “sabbia” fino al mare andrà in gestione a chi vince l’asta.
        È ovviamente nel pieno diritto di chi ha costruito un bene immobile sulla “sabbia” abbatterlo a proprie spese.
        O restituirlo al demanio insieme alla “sabbia”.

        • Seguo la tua logica. Spero che lo stato non faccia quello che hai fatto tu, che te lo sei tagliato per fare dispetto a tua direi ex moglie . Se hai sbagliato non ê colpa mia, ma sperare che altri debbano fare come te per non passare da scemo lo trovo scemo.
          Uno stato ha tutti l interesse che sul territorio nazionale ci siano aziende strutturate, anche se insistenti sul demanio. Vedremo. Esattamente cosa non lo so io e neanche tu

          • Lorenzo Pinto says:

            Lo Stato ha interesse a incassare, e finora lo ha fatto ben poco.
            Difficilmente incasserà ancora meno dal nuovo regime.
            Una cosa è certa: incasseranno meno i gestori delle concessioni.

          • Nikolaus Suck says:

            Questo perché guardi e sai guardare un solo interesse, quello economico e patrimoniale. Che troverà la sua soddisfazione anzi tutto nella giusta rivalutazione dei canoni, tanto per cominciare. Ma gli interessi generali che lo Stato può anzi deve perseguire e considerare, e che vanno soddisfatti nella gestione del pubblico demanio, sono molto ma molto più vasti e variegati.

    • Maria Grazia says:

      ” A Testimognare” anche la vergognosa spesa di soldi pubblici per la Sua scolarizzazione, di questo chiederei Giustizia.

    • Nikolaus Suck says:

      Facile attaccarsi a un errore del genere. Se facessimo lo stesso con quelli analoghi o ben peggiori con cui sono infarciti gli interventi di alcuni di voi qui, quotidianamente e continuamente, ci vorrebbe una rubrica apposta. Ma quelli non li notate. Ah già voi lavorate.

      • Noi siccome siamo ignoranti lavoriamo,in un altra vita, cercheremo di rompere i c,,,,Oni via internet ma dobbiamo studiare tanto..Voi anti concessionari avete anche scritto (il Lollo)”incasseranno meno” a parità di azienda gli incassi saranno uguali, se si vogliono fare aumentare i costi, eventualmente diminuiranno i guadagni. Purtroppo noi sappiamo la differenza tra ricavo e guadagno, Lollo no perché il reddito di cittadinanza per i nulla facenti ê tutto e solo guadagno .

        • Nikolaus Suck says:

          “Incasso” atecnicamente può essere inteso in diverse maniere, peggio dell’ignoranza c’è solo la disperata saccenza settoriale.
          E non ci sarà “parità di azienda”, è proprio una cosa che con le concessioni non c’entra nulla, fatevene una ragione.

          • Seguendo la tua logica posso condividere che non ci debba essere continuità aziendale.
            Mi domando , se TUTTI I CAPANNONI delle aziende italiane fossero in concessione, se un Patroni
            Griffi sentenzierebbe la decadenza istantanea di tutte le concessioni, e, peggio ancora se lo stato italiano pretendesse nuovi progetti o più meritevoli a condurre tutte le aziende che MIRACOLOSAMENTE sono ancora sul suolo italico.
            In quel caso sarebbe più chiaro che non si mangia anche la gallina oltre all uovo .

            • Nikolaus Suck says:

              Non lo sono mai stati. Ma se Patroni sentenzierebbe, anche senza sapere cosa è l’incasso ti direbbi che la tua è una domanda che non ha né capo nè coda. Buona la gallina. Soprattutto farcita.

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