Attualità

Riforma spiagge, 10 proposte al parlamento: siglata la “Carta di Maruggio”

Il documento sottoscritto in seguito all'importante convegno tecnico tenutosi la settimana scorsa nella località pugliese

Un decalogo per formalizzare i principi più importanti di cui tenere conto in vista del riordino delle concessioni balneari. Si chiama “Carta di Maruggio“, dal nome della località pugliese che ha ospitato l’importante convegno “Concessioni demaniali marittime: una fine o un inizio?“, dove appunto il documento è stato siglato in seguito ai densi interventi degli illustri relatori, tra cui figuravano le più alte cariche del Consiglio di Stato, nonché esperti accademici, giuristi e rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali.

Firmata dal sindaco Alfredo Longo e dal governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, la “Carta di Maruggio” contiene una serie di princìpi indirizzati al prossimo parlamento, che dovrà emanare uno o più decreti attuativi per completare la riforma delle concessioni demaniali marittime avviata dal governo Draghi con la legge sulla concorrenza. Nel provvedimento, approvato lo scorso agosto in via definitiva, si prevede che le concessioni in essere debbano essere riassegnate tramite procedure selettive entro il 31 dicembre 2024, ma le modalità con cui effettuare le pubbliche evidenze e calcolare gli indennizzi ai concessionari uscenti sono state demandate ai decreti attuativi di cui dovrà occuparsi la maggioranza che uscirà dalle elezioni di domenica prossima. Per questo la “Carta di Maruggio” ha elencato dieci punti fondamentali di cui tenere conto, che riportiamo qui di seguito.

  1. Una rilevante parte delle entrate della nostra bilancia dei pagamenti è frutto dell’associazione tra la naturale bellezza delle spiagge italiane e la tradizionale qualità del servizio balneare e delle risorse connesse.
  2. Gli stabilimenti balneari italiani e le loro modalità virtuose, tra le prime al mondo, sono dunque un importante volano per il turismo costiero e un moltiplicatore per il PIL nazionale.
  3. Un abbassamento di queste qualità e potenzialità tradizionali legate a questa straordinaria ricchezza naturale e storico-culturale nazionale causerebbe una fatale contrazione di quest’importante componente della bilancia dei pagamenti e del PIL, che va scongiurata nell’interesse dell’intera economia costiera.
  4. L’attrattività degli stabilimenti balneari italiani ha per fattori essenziali la qualità, l’esperienza, la professionalità, la conoscenza delle particolarità del sito e dell’ambiente circostante.
  5. Il valore economico degli stabilimenti balneari, dei quali componente virtuosa sono gli investimenti di lungo periodo, va considerato non come un oggetto di lizza, ma come un’utilità offerta per la domanda di turismo balneare. Esso va potenziato e non depauperato attraverso contese meramente acquisitive.
  6. Ai fini positivi di cui sopra, sono perciò essenziali da un lato l’expertise riguardante tutte le componenti positive che caratterizzano questa offerta, dall’altro la experience ricercata dal turista balneare e che – come nel contiguo agroalimentare – è fatta di connessione personale e fiduciaria con l’identità e le connotazioni del territorio, della cui immagine specifica (brand) il servizio balneare è percepito come prodotto caratteristico.
  7. La felice combinazione tra offerta e domanda di turismo balneare non si limita a soddisfare le due parti contraenti, perché irradia economie esterne sull’intero territorio circostante: per esempio, ristoranti, alberghi, esercizi commerciali, patrimonio culturale.
  8. La concessione del bene demaniale balneare rimette alla capacità imprenditoriale del concessionario l’organizzazione e la strumentazione dell’offerta del servizio balneare, sulla quale mai è esistito altro fattore propulsivo che l’attrattività dell’offerta: non c’è alcun trasferimento di un servizio dalla mano pubblica a quella del concessionario.
  9. L’autentica competizione economica è perciò, ben più che sul singolo stabilimento balneare, tra i singoli stabilimenti balneari vicini.
  10. Non tutti questi interessi sono combinabili con il pur importante interesse alla salvaguardia della concorrenza per la concessione del bene demaniale.

Così il sindaco Longo ha motivato la nascita della “Carta di Maruggio”: «Questi ultimi sono stati giorni intensi, in cui abbiamo discusso di concessioni demaniali, di turismo, di lavoro ed economia. Due giorni di studio e approfondimenti con un parterre di relatori composto dalle più alte cariche del Consiglio di Stato, nonché accademici, illustri giuristi e rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali che ha portato alla sottoscrizione, tra me e il presidente Emiliano, di un decalogo da sottoporre all’attenzione del prossimo governo. La “Carta di Maruggio” è realtà. Questo è l’esempio che anche da un piccolo paesino del profondo sud possono nascere e diffondersi proposte di rilevanza nazionale».

© Riproduzione Riservata

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social: