Veneto

Veneto pronto ai bandi delle spiagge: presentato regolamento unitario

I Comuni del litorale hanno lavorato alle procedure per avviare le gare previste dalla legge sulla concorrenza, nonostante manchi ancora il decreto attuativo

I sindaci del litorale veneto hanno presentato alla Regione un regolamento comunale unitario per l’assegnazione e l’uso dei beni demaniali marittimi, in adeguamento alla legge sulla concorrenza che prevede il riaffidamento delle concessioni entro il 31 dicembre 2023 tramite procedure selettive. Il regolamento, stilato in accordo tra tutti i Comuni aderenti alla Conferenza dei sindaci del litorale veneto, è stato presentato giovedì mattina al Palazzo Grandi Stazione della Regione Veneto, a Venezia. All’incontro erano presenti i primi cittadini affiancati dai propri dirigenti tecnici competenti, i rappresentanti delle associazioni di categoria interessate e gli assessori regionali al demanio Francesco Calzavara e al turismo Federico Caner.

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«Si tratta di un passo avanti per dare maggiore tranquillità alle centinaia di aziende che insistono sul demanio marittimo con le loro attività, e allo stesso tempo sicurezze agli amministratori dei territori della costa veneta», recita una nota della Conferenza dei sindaci del litorale veneto. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato di novembre 2021, che in adunanza plenaria ha stabilito la validità delle concessioni balneari solo fino al dicembre 2023, i sindaci della costa si erano incontrati alla fine dello scorso anno a Chioggia per discutere della delicata questione e iniziare a preparare i bandi. «A nemmeno un anno da quell’incontro si possono già cogliere i frutti del percorso iniziato quel giorno che, grazie a un confronto serrato tra i vari amministratori, tecnici, associazioni di categoria, avvocati e Regione, ha portato alla definizione di un documento utile a tutti: l’elaborazione di uno schema unitario di regolamento comunale di assegnazione e uso dei beni demaniali marittimi», prosegue la nota.

Afferma Roberta Nesto, presidente della Conferenza dei sindaci del litorale veneto e prima cittadina di Cavallino-Treporti: «Auspichiamo che ci sia, da parte del nostro governo, una riforma che ci dia garanzie e certezze in merito alla questione demaniale. Nel frattempo però il gruppo che abbiamo costituito ha fatto un enorme lavoro per arrivare a un nostro regolamento che ponga dei criteri molto importanti: tra domande concorrenti che pervengano bisogna infatti privilegiare la salvaguardia del know-how dei nostri imprenditori, l’aspetto sociale ed economico del territorio, come anche l’aspetto ambientale».

Spiega ancora la sindaca: «Il regolamento consiste in disposizioni attuative di secondo livello, cioè vanno a integrare la norma statale e la norma regionale per degli aspetti pratici. Ovvero, dove non interviene la norma nazionale o regionale, interviene a completamento e integrazione la nostra fonte regolamentare. Questo è un aspetto importante, perché va a dare dei criteri specifici all’ufficio demanio che sono uniformi per tutta la costa veneta. Il regolamento potrà essere modificato per aspetti pratici territoriali dai singoli consigli comunali: si tratta di uno strumento molto flessibile e facilmente modificabile; quindi, se dovessero arrivare anche dei nuovi criteri da Roma o dalla Regione Veneto, siamo in grado in pochissimi giorni di modificare il regolamento, che sarà operativo già dai prossimi mesi».

Il testo del regolamento-base è stato predisposto tenendo conto della cornice normativa nazionale, costituita essenzialmente dal Codice della navigazione, dal relativo regolamento di attuazione, da alcune norme di leggi speciali e della cornice normativa regionale, costituita essenzialmente da alcune disposizioni della legge veneta sul turismo balneare e relativi allegati. Il testo del regolamento-base ha apportato soltanto lievi modifiche alla normativa-cornice nella misura minima ritenuta necessaria per assicurare il rispetto del diritto dell’Unione europea, prevalente sul diritto interno, come nel caso delle modalità di pubblicità, dei termini per partecipare alle gare e della parità di trattamento fra operatori economici italiani o di altri paesi dell’Unione.

«Naturalmente, se e quando dovesse entrare in vigore una nuova normativa nazionale, ed eventualmente anche regionale, il testo del regolamento-base dovrà essere adeguato alla nuova cornice normativa sopravvenuta e prevalente nella gerarchia delle fonti normative sull’atto regolamentare comunale», precisa la Conferenza dei sindaci del litorale veneto. «Nel frattempo, però, proprio per evitare l’effetto contrario a quello voluto dal Consiglio di Stato, ossia la paralisi delle procedure di assegnazione delle nuove concessioni, è indispensabile avere una disciplina giuridica atta a consentire l’espletamento delle gare, e tale disciplina non può che essere quella risultante dal diritto oggi vigente, statale regionale e comunale, con gli adattamenti necessari per il rispetto immediato del prevalente diritto dell’Unione».

Commenta l’assessore regionale al turismo Federico Caner: «Siamo molto favorevoli al lavoro che la Conferenza dei sindaci del litorale veneto, assieme alle associazioni di categoria, ha fatto. Nell’attesa dei decreti legislativi che andranno a stabilire i criteri per il rinnovo delle concessioni, alcuni Comuni hanno già provveduto alle gare e altri lo stanno facendo. Pertanto, penso che avere un regolamento unico in tutta la costa per disciplinare alcune situazioni sia un aspetto molto positivo». Dello stesso avviso è anche l’assessore regionale al demanio, Francesco Calzavara: «Questo è un grande documento di condivisione tra tutti i sindaci del litorale, che riguarda in Veneto circa 600 concessioni, migliaia di posti di lavoro e un indotto economico di miliardi che deve essere preservato. Si tratta di un documento che cerca di dare certezza agli imprenditori e sicurezza agli amministratori locali riguardo a un processo che molto probabilmente saremo tenuti ad attuare da qui al 2023. Naturalmente, nell’attesa di quello che eventualmente il governo deciderà nei decreti attuativi, siamo pronti ad adeguare questo regolamento per far si che ci siano le migliori condizioni affinché questo straordinario comparto della nostra economia possa continuare a vivere».

Subito dopo la presentazione del regolamento unitario in Regione, venerdì i sindaci della litorale veneto si sono riuniti a Caorle per fare il punto sulle progettualità portate avanti durante l’anno e da continuare nel 2023. Occasione dell’incontro è stata soprattutto quella di creare un tavolo permanente di confronto sul rapporto tra turismo, commercio, terziario e logistica, istituito con le categorie economiche. Alla prima edizione del “Summit del mare” del 7 ottobre scorso, infatti, le dieci località che durante l’estate ospitano oltre quattro milioni di turisti (un record per l’Europa) avevano istituito dieci tavoli di lavoro coordinati da ciascun sindaco dove confrontarsi con le categorie e con i soggetti privati negli ambiti dello sviluppo sostenibile del territorio, in rapporto al turismo e alla gestione dell’ambiente. In tale occasione era emersa la necessità di creare dei tavoli permanenti di lavoro e venerdì è stato dato avvio al primo, appunto dedicato al rapporto tra turismo e commercio.

«Nel primo tavolo permanente della Conferenza dei sindaci abbiamo affrontato il tema del turismo, del terziario, del commercio e le strette relazioni che ci sono sui territori», spiega la sindaca Nesto. «D’altra parte la relazione socioeconomica realizzata dal professor Feltrin, ma anche altri studi, ci mostrano come il turismo possa essere un’ancora di salvezza per tante situazioni e soprattutto per uscire dalla crisi post covid. In questo momento storico stiamo lentamente uscendo dalla pandemia ed è necessario pensare a nuove strategie. Ecco perché abbiano costituito un tavolo di confronto permanente con le categorie al fine di attivare strategie utili alla costa veneta, a iniziare da una calendarizzazione di attività per rafforzare il commercio, i servizi collegati al turismo, e soprattutto pensare al tema del lavoro».

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    • Perche sono imprenditori, vogliono partecipare ai bandi per vincerli grazie alle loro competenzale.
      Si vogliono far trovare preparati , piuttosto che essere in balia del singolo comune

      Non sono prenditori che pretendono di continuare a gestire il bene pubblico in regime di monopolio

  1. La grande sapienza veneta per dare un futuro alle imprese balneari nel rispetto della direttiva Bolkestein… Comici i “no alla Bolkestein e i no alle aste”. E’ ora di prestare la vostra “professionalità” alla edilizia o alla industria manifatturiera.

  2. Giuseppe Pintauro says:

    Una rondine nn fa primavera poi se il governo meloni nn mette i parametri o nn fa fare le gare,spetta al governo no a una singola regione nn possono fare di testa loro e il governo ke decide no le singole regioni. Io penso nn possono farlo.

    • Continui a parlare a vanvera, perche ‘ o non conosci o fai finta.
      In assenza dei decreti attuayivi, procederanno autonomamente i singoli comuni secondo lo schema tipp dell Anac

    • Nikolaus Suck says:

      Certo che possono. Il demanio è statale ma le funzioni amministrative spettano per legge ai Comuni, manco alle Regioni, che di regola si occupano al massimo di indirizzi e coordinamento. Per cui le gare le fanno e possono fare i Comuni. Si chiama decentramento.
      E se non ci saranno i decreti attuativi, si faranno in base alle regole attuali, quindi bene hanno fatto a coordinarle e razionalizzarle.

  3. Se lega e forza Italia lasciano lavorare la Giorgia nazionale toglie la bolkestein..altrimenti cause e calibro 12 by Calabria e sicily.comumque forza presidente

  4. Assolutamente inopportuna qualsiasi fuga in avanti IN ORDINE SPARSO degli enti locali, non farebbe altro che peggiorare una situazione già gravemente compromessa, aggiungendo caos. L’intervento del Governo Meloni (finalmente un governo serio) sulla “questione” BOLCKSTEIN è sicuramente prossimo (non può essere diversamente). Una direttiva che deve essere discussa e assolutamente chiarita con Bruxelles, se non si vuole uccidere definitivamente questo nostro Paese. Se così non fosse, saremmo un Paese di imbecilli, senza se e senza ma.

  5. Infatti, nemmeno io capisco l inermitá di quella categoria. Forse hanno un accordo sotto banco? Questi maledetti hanno approvato una legge dalla quale l italia, era stata esclusa per via della aua conformazione e per via delle tante imprese esistenti. Hanno approvato un altra legge affossa italia. Nessuno investirà come é stato fatto fin ora! Chi é che costruirebbe su un pezzo di sabbia, sapendo di non avere certezze sul futuro? Lavanderie a parte, non interesserebbe a nessun altro!!

    Perche sono imprenditori che vogliono partecipare ai bandi?

    È la prima.volta che sento qualcuno dire che vuole darsi calci nelle palle da solo! E a pagamento!

    La regione veneto dovrebbe preoccuparsi di risolvere i problemi che ha.

  6. In Veneto ci sono per lo più grossi consorzi che pesano parecchio. Pensano di sistemare le cose facendosi le gare in casa.. gare fuffa, ben vengano.

  7. Già il Veneto non gestisce più nessun lavoro che riguarda movimento terra o edilizia in mano a calabresi e siciliani ora si fanno levare anche il turismo dalle mafie o sono cretini o sono mafiosi e voglio entrare in qualche modo nel business non avete capito che da dove è passata L acqua ci ripasserà ricordatevi che nei secoli ci avete rubato tutto quello che apparteneva al regno delle due sicilie la storia parla veneto morti di fame da Roma in giù L oro d Italia continuate così e vi leveranno anche le mutande analfabeti poveretti perché signori si nasce e noi al sud ci siamo nati

  8. Carlo, togliti di mezzo che fai soltanto ridere, noi abbiamo firmato le concessioni, quando vi erano le norme sul diritto di insistenza e i rinnovi automatici. FINITELA di dire stronzate, come i vostri referenti grillini. Non vi è bastata la lezione?!

    • Giuseppe Pintauro says:

      Mi credi come sto aspettando febbraio ke la meloni ci farà lavorare altri almeno fino al 2025 poi Carlo e company li riderò in faccia a vita ma dovranno anche sparire con i loro commenti stupidi.ripeto mettete al bando i vostri lavori sempre se nn avete il reddito di cittadinanza.

    • La tua firma al 2033 ha la stessa validità di una per il possesso di uno schiavo…un reperto storico utile a ricordare la competenze tecnica di Centinaio.

    • Ancora la storiella dei rinnovi automatici ?

      Il diritto di insistenza possono eventualmente giustificare, in un detetminato momento, un investimrnto non ammortizzato.Sul.punto si e’ pronunciata la Corte di Giustizia Europea.
      Leggi, comprendi, e parla

      Ma a chi la vuoi raccontare! ?
      Sei un simpaticone!

    • Nikolaus Suck says:

      Avete firmato quando c’erano anche gli artt. 36 e 49 c.n..
      Il diritto di insistenza era solo una prelazione a parità di condizioni (giurisprudenza granitica pluridecennale) e non dava garanzie o certezze di eternità.
      I rinnovi automatici sono esistiti solo tra il 2001 e il 2010. Hanno firmato tutti in quei nove anni?
      E le norme non sono ultra-attive, oltre la loro vigenza e abrogazione.
      Continua pure a fare il furbo.

      • IRRAZIONALI, SENZA ALCUNA LOGICA E ANCOR MENO BUON SENSO. RIASCOLTATEVI L’INTERVENTO DI GIORGIA MELONI ALLA CAMERA DI FEBBRAIO E ABBIATE FEDE!

  9. Si dovrà fare qualcosa in futuro anche hai ruba stipendi statali perché una piaga italiana è anche questa . Perché come me che ho una stabilimento piccolo e prezzi degli ombrelloni popolari non posso passare da ladro casomai vedo più problemi in quello che ho scritto sopra . Danno più problemi questi datemi retta .

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