A nessuno verrebbe mai in mente di disegnare una spiaggia convessa all’interno di una baia… se non alla natura! Quasi tutte le spiagge racchiuse fra due promontori (chiamate “pocket beach“) sono incurvate verso l’interno, perché le onde diffratte dai capi assumono una forma circolare e tendono a spingere la sabbia verso i lati, fino a che non si raggiunge una forma di quasi equilibrio nella quale tutte le onde, arrivando perpendicolari alla riva, non spostano più la sabbia. Variazioni nella provenienza del moto ondoso possono far oscillare queste spiagge, ma la loro curvatura, più o meno accentuata, simula sempre quella del golfo in cui sono racchiuse.
Vi sono però delle spiagge che hanno comportamenti che potremmo definire “frivoli” e assumono aspetti imprevedibili: talvolta sono lineari e talvolta presentano una bombatura nella parte centrale, anche se ogni tanto rientrano nella normalità con forme più consone a quelle di una pocket beach.


Spiagge di questo tipo non si trovano mai in golfi dove i promontori tendono a chiudere l’insenatura, perché in questi casi l’effetto della diffrazione delle onde è dominante e la spiaggia s’incurva verso l’interno (come nella figura di sinistra, nell’immagine qui sotto). Se invece i due promontori hanno un andamento divergente (a V) e le onde hanno una direzione in asse con il golfo, queste potrebbero venire riflesse da entrambe le pareti rocciose e creare un flusso d’acqua convergente al centro della baia che, trasportando la sabbia, potrebbe formare una bombatura (nella figura al centro). All’interno d’insenature strette e lunghe, e con fianchi rettilinei, in alcuni casi si possono formare spiagge lineari (nella figura a destra), anche se un minimo di curvatura la presentano sui bordi, all’attacco con le pareti rocciose. Questo perché qualche rugosità può sempre produrre un minimo di rifrazione, e comunque le onde, rallentando per l’attrito con i fianchi del golfo, s’incurvano esse stesse.

La realtà è assai più complessa di come possa apparire dai nostri disegni, anche perché un ruolo fondamentale sulla progressione delle onde lo gioca la morfologia del fondale, e la rifrazione si somma a diffrazione e riflessione. Ecco quindi che le spiagge di baia possono assumere forme diverse, e viaggiando lungo le coste del mondo, magari solo grazie a Google Earth, ci possiamo trovare davanti a puzzle affascinanti. Ma vogliamo rimanere sul Gargano, dove la natura si è divertita a disegnare delle spiagge improbabili: in pochi chilometri si trovano tantissime pocket beach dalle forme più svariate. Lasciamo a voi il piacere di risolvere questi puzzle.

Ma c’è un aspetto un po’ più serio in questa faccenda che andrebbe approfondito: la convergenza delle onde potrebbe creare una pericolosa rip current non in aderenza ai promontori, come in genere avviene, ma al centro della baia, dove proprio non ce l’aspettiamo?

Prestare attenzione a come è fatta una costa, a come arrivano e come frangono le onde, a come si muove l’acqua vicino a riva, oltre a essere molto divertente, potrebbe costituire anche la nostra salvezza!
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