Sib-Confcommercio

“Sentenza Consulta conferma legge 145/2018 per riordino del demanio marittimo”

Il commento del presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione sulla recente pronuncia della Corte costituzionale

La Corte costituzionale, con l’ultima sentenza in materia di concessioni demaniali (la numero 10 del 29 gennaio 2021), non ha fatto altro che ribadire il proprio costante orientamento che attribuisce allo Stato nazionale la competenza esclusiva per disciplinare il settore. La Consulta non ha contestato la nazionale di riordino n. 145/2018.

Sia l’Avvocatura di Stato che la stessa Corte hanno annullato la legge regionale della Calabria proprio in riferimento a quanto previsto e stabilito dall’articolo 1 commi 677 e seguenti della legge n. 145/2018. L’Avvocatura dello Stato, infatti, aveva impugnato la legge calabrese perché «la materia è oggi regolata a livello statale dall’art. 1, commi da 675 a 685, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”), che ha imposto una generale revisione del sistema delle concessioni marittime secondo modalità e termini da adottarsi con decreto del presidente del consiglio dei ministri, demandando a un successivo dpcm la fissazione dei principi e dei criteri tecnici dell’assegnazione delle concessioni sulle aree demaniali marittime».

La Corte costituzionale non contesta la legge n. 145/2018, ma proprio sulla stessa fonda la dichiarazione della illegittimità della legge calabrese. Osserva infatti la Consulta che «la circostanza, rilevata dalla difesa regionale, che la stessa disciplina statale più recente abbia previsto, nelle more della revisione del sistema delle concessioni marittime da parte di un dpcm, il prolungamento della durata delle concessioni esistenti al 30 dicembre 2018 per quindici anni dalla data di entrata in vigore della legge n. 145 del 2018, non può d’altra parte legittimare le Regioni a dettare discipline che a essa si sovrappongano, in un ambito riservato alla competenza esclusiva dello Stato».

Pertanto non si è in presenza di nessuna “bocciatura” della legge 145/2018 ma, al contrario, vi è il riconoscimento della sua validità per effettuare il riordino del settore.

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Antonio Capacchione

Antonio Capacchione

Avvocato, presidente nazionale del Sindacato italiano balneari - Fipe Confcommercio dal 2018, già vicepresidente vicario.
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    Beh, che la sentenza ribadisca che la legge regionale non si debba sovrapporre o contrapporre a quella nazionale per difetto o conflitto di competenza direi che è pacifico, peraltro è stata impugnata per quel motivo.
    Però non riportare la parte della sentenza che dice: “la stessa legge regionale nulla prevede quanto all’ipotesi del mero rinnovo delle concessioni esistenti, che finisce così per essere sottratta alle procedure a evidenza pubblica conformi ai principi, comunitari e statali, di tutela della concorrenza, e per consentire de facto la mera prosecuzione dei rapporti concessori già in essere, con un effetto di proroga sostanzialmente automatica in favore dei precedenti titolari” (fonte ambiente e diritto tratta dalla massima di cui alla sentenza CORTE COSTITUZIONALE – 29 gennaio 2021 n. 10), beh questo mi pare voler nascondere la testa sotto la sabbia. Dire poi che la sentenza è a favore della proroga nazionale… Credo che si commenti da solo.

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    Ma L ha letta la sentenza ? Nonostante si ripeta che le proroghe sono illegittime e violano gli articoli della costituzione italiana e L ordinamento europeo , si continua a dire che è tutto apposto e che la legge 145 è valida ?
    La corte costituzionale non è il tar , leggete bene la sentenza e non focalizzatevi solo sui punti che vi fanno comodo !
    Perché lo dice chiaramente che non si può prorogare, e vanno fatte le evidenze pubbliche !
    O poi ci mancherebbe uno è libero di pensare quello che vuole , ma la legge non ammette ignoranza!
    Alla prossima ormai vicina sentenza sempre della corte costituzionale lo si scriverà a grandi lettere !

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      È stato così nel 2009 nel 2015 e’cosi oggi è sarà così nel 2034 …non capite che vi pompano per una questione elettorale ma poi non cambia niente!!! Qui gli illusi non sono i balneari ma i 5 stelle ….

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    Qualcuno vuole far credere che le evidenze pubbliche sono l’unica soluzione non funziona così. Lo stato può anteporre interessi nazionali e concordare con l’Europa la modifica di qualsiasi normativa e non sarà certo una sentenza a mettere in mezzo ad una strada 30.000 imprese. Lo sanno tutti che c’è un ingiustizia evidente, si deve solo scrivere una normativa di riordino che tuteli il legittimo affidamento soprattutto di quelle imprese che hanno ottenuto le concessioni per prima della nascita di qualsiasi normativa o trattato europeo applicabile.

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      Guardi, ha detto benissimo “concordare con l’Europa”, purtroppo è questo che non è mai avvenuto, altrimenti oggi staremmo parlando d’altro, e finché ciò non avverrà, volenti o nolenti dobbiamo ricordarci che siamo in Europa e dobbiamo applicarne le norme.

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      Mi scusi….ma dove è scritto che i balneari siano 30.000…non sarà un numero che vi inventate? E poi è sicuro che siano tutti d’accordo di non affrontare la questione dei rinnovi? Non sarà forse meglio che smettiate di pagare avvocati e lobbisti (che vi estorcono soldi) affinché portino avanti una causa persa e cominciate a concentrarvi su una possibile soluzione che tenga conto che i beni pubblici non sono di proprietà? Le ricordo che non tutti i balneari sono uguali e in ogni territorio la problematica è diversa. Quindi cercate soluzioni diverse per tipo e zona. Saluti

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      Stefano Perilli says:

      Mi scusi, è per capire: lei ritiene che l’affidamento in concessione di un bene pubblico (sia esso una porzione di arenile, un edificio, una rete stradale etc.) sia una specie di diritto inalienabile, e di fatto ereditario, come il diritto di proprietà?

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    Ma cosa vuol dire ? Prima gli appalti pubblici venivano affidati senza fare evidenze , poi la legge giustamente è cambiata , perché le concessioni invece dovrebbero durare in eterno sempre allo stesse persone ? le concessioni demaniali sono durate anche troppo a forza di proroghe illegittime, i bandi dovevano farli già 15 anni fa ! Si sapeva benissimo che sarebbe finita così !
    Lo stesso discorso allora valeva anche chi prima prendeva i lavori comunali con affidamento diretto poi li ha persi , e quelle aziende non erano mica diverse dai balneari , quindi cosa facciamo ? chiudiamo gli occhi e buonanotte? È tutto apposto proroghe eterne ! Allora torniamo indietro anche per gli appalti pubblici, li diamo sempre agli stessi perché altrimenti come si fa ? Ma per favore ! e menomale , che c’è la legge che tutela la concorrenza ! Si fanno le gare come le fanno tutti i settori per gli appalti pubblici! Non ci saranno perdite ! Ma può darsi che rimangano sempre gli stessi se vincono ,come può darsi di no ,ma bisogna dare l’opportunità PARI OPPORTUNITÀ come la LEGGE DICE a tutti ! E la sentenza è molto chiara

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      Mi spiace ma non può paragonare i lavori pubblici dove si applica il codice degli appalti con il codice della navigazione. Ripeto hanno concesso le spiagge non i ristoranti e gli immobili che si sono costruiti sopra. Non sono paragonabili le due cose. Qui non si tratta di affidare un lavoro o un servizio ma un bene che richieste un controllo dello stato sul indirizzo e la gestione concordata. Tanto è vero che se la gestione è malsana o non conforme a normativa la concessione è sempre revocabile .

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      Si che bello.
      Ogni anno un concessionario diverso con evidenza pubblica.
      E lo stato che giustamente spendera i soldi per manutenzioni varie perche il nuovo concessionario senza garanzie di tempo non cambiera neanche una lampadina.

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    Gerardo spira says:

    Commento di favore. La suprema corte ha bocciato proroghe e rinnovo a tempo indeterminato, suffragando la decisione della corte EU. L’ istituto della concessione, per il carattere pubblico dei beni demaniali, non può costituire privilegi. È aperto e rivolto a tutti.

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    Mettiamo al bando anche i posti statali di tutta Italia. 6 anni e poi a casa alla ricerca di un posto di lavoro. Giusto tutto al bando diamo l opportunità a società non italiane dientrare nei posti di lavoro della Nostra Italia così avranno la sede sociale nel loro paese e saranno tassati in base alle loro norme. Ci stiamo vendendo l Italia. Guardiamoci intorno è così. Bolkestein è un suicidio.
    Rxiamo i

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      Qua in Versilia stanno già vendendo a suon di milioni stabilimenti balneari a stranieri….non mi sembra che ci sia una sommossa popolare a tal riguardo. Diciamo che se i soldi li prendete voi, va bene anche lo straniero, se invece li prende lo stato con le aste, allora bisogna evitare. Non penso poi che ci sia la fila a voler partecipare alle aste anche per un semplice motivo: i canoni futuri saranno adeguati ai valori OMI per cui non sarà più così vantaggioso gestirli, ma i futuri concessionari dovranno lavorare come tutti i cristiani, senza rendite di posizione, cancro della nostra Italia (a tutti i livelli s’intende)

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    A me fanno ridere le persone che antepongono l’europa all’italia, perche sono come coloro che antepongono l’idea alla realta, lo strumento al fine, la morte alla vita.

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    Nikolaus Suck says:

    Che un articolo del genere sia scritto da un giurista fa specie, è una posizione oggettivamente parziale, strumentale e fuorviante. Ovvio che la legge regionale non possa ingerirsi nella competenza statale e che in caso di contrasto si faccia salva la legge statale affermandone ruolo e competenza. Ma la conformità di quella legge ad altri e diversi principi è cosa diversa, di cui la Corte non è stata investita e su cui per la parte comunitaria non avrebbe nemmeno la competenza a giudicare, tanto meno in quel tipo di giudizio.

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    Le proroghe in eterno non sono possibili. Discutere (ancora) su questo, è un esercizio inutile che non porta da nessuna parte. Forse è il caso di cominciare a parlare delle modalità di ristoro per gli investimenti fatti, per l’avviamento, definizione di meccanismi e tempi certi.

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    Io mi domando… Ma gli altri Stati europei…. Hanno rinnovato!!!!! Siamo in EUROPA… O IN UN’ALTRO MONDO….. VORREI TANTO SAPERE SE IN …CORSICA DAI NOSTRI CUGINI TUTTO CIÓ… SARÀ POSSIBILE…..

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    Ma che banda di trogloditi invidiosi del nulla che discute in questi post! Provate ad andare i Spagna o in Portogallo a chiedere una concessione demaniale. Vi danno dei gran calci nel cu….Vi meritereste l’abbandono totale di tutti i litorali, poi mi dite per quanto tempo siete riusciti ad andare al mare in sicurezza, salute e pulizia. E 30 000 non sono solo balneari, sul demanio insistono bar, ristoranti, discoteche, cinema, cantieri navali, approdi ecc. ecc.. Ma certo voi sinistroidi e falsi ambientalisti preferite dare tutto in mano a multinazionali, cordate e malavita. Ve lo meritereste di trovare un “Camogli” al bar dello stabilimento di Alassio come a quello di Gallipoli. Fessi!!!

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