Norme e sentenze

Corte costituzionale boccia rinnovi automatici concessioni balneari Calabria

Dichiarata l'illegittimità della legge regionale che aveva esteso la durata dei titoli ai precedenti concessionari: "Disciplina in contrasto con competenza statale e diritto Ue"

Con sentenza n. 10 del 29 gennaio scorso, la Corte costituzionale ha bocciato la legge n. 46/2019 della Regione Calabria che aveva esteso automaticamente la durata delle concessioni demaniali marittime ai medesimi titolari. In questo caso la pronuncia della Consulta non si è limitata solo a ribadire l’esclusiva competenza statale in materia, come spesso è avvenuto per altri provvedimenti regionali che non hanno passato il vaglio di costituzionalità, ma ha anche sottolineato l’illegittimità dei rinnovi automatici sulle concessioni balneari poiché in contrasto con i princìpi europei di parità di trattamento, non discriminazione, pubblicità e libertà di stabilimento – e questo non in base alla direttiva 2006/123/CE “Bolkestein”, bensì agli articoli 49 e 56 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Nell’accogliere il ricorso del governo, che aveva impugnato il provvedimento regionale della Calabria, la Corte costituzionale in particolare ha affermato che «i criteri e le modalità di affidamento di tali concessioni debbono essere stabiliti nell’osservanza dei principi della libera concorrenza recati dalla normativa statale e dell’Unione europea». Inoltre, citando le sue precedenti pronunce, la Consulta ricorda che «sono state ritenute invasive di tale competenza esclusiva discipline regionali che prevedevano meccanismi di proroga o rinnovo automatico delle concessioni (ad esempio, sentenze n. 1 del 2019 e n. 171 del 2013), una durata eccessiva del rapporto concessorio (così ancora la sentenza n. 1 del 2019, nonché la sentenza n. 109 del 2018), l’attribuzione di una preferenza al concessionario uscente in sede di rinnovo (sentenze n. 221 del 2018 e n. 40 del 2017)».

Per questo, concludono i giudici costituzionali, «il rinnovo delle concessioni già esistenti […] finisce per essere sottratto alle procedure a evidenza pubblica conformi ai principi, comunitari e statali, di tutela della concorrenza stabiliti per le ipotesi di rilascio di nuove concessioni, e per consentire de facto la mera prosecuzione dei rapporti concessori già in essere, con un effetto di proroga sostanzialmente automatica – o comunque sottratta alla disciplina concorrenziale – in favore dei precedenti titolari. Un effetto, come poc’anzi rammentato, già più volte ritenuto costituzionalmente illegittimo da questa Corte».

Le osservazioni della Consulta riguardano la legge regionale della Calabria e non la legge nazionale 145/2018 che ha disposto l’estensione al 2033 delle concessioni balneari, e che resta valida e in vigore, ma le osservazioni di carattere generale dei giudici costituzionali rappresentano comunque un campanello d’allarme per la categoria degli imprenditori balneari, ancora vittime della mancanza di una riforma organica del settore delle concessioni demaniali marittime.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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