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Scajola-Bonavitacola: “Governo batta un colpo su questione balneare”

I due esponenti delle Regioni sollecitano i ministri Garavaglia e Gelmini: dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga delle concessioni al 2033, l'esecutivo non ha ancora presentato nessuna soluzione

«Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha intimato all’Italia di mettere sul mercato le concessioni demaniali turistico-ricreative dal 1° gennaio 2024 e le numerose iniziative portate avanti dalle Regioni e dalle associazioni di categoria dei balneari, attendiamo ancora una pronuncia dal governo, vista la gravità della situazione. In particolare vogliamo sapere se l’esecutivo intende presentare una sua proposta al parlamento per superare l’empasse e dare una risposta a chi opera nelle aree di concessione». Lo chiedono il coordinatore del tavolo interregionale sul demanio e assessore della Regione Liguria Marco Scajola e il coordinatore della commissione infrastrutture della Conferenza delle Regioni e vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola, che hanno inviato una lettera ai ministri del turismo Massimo Garavaglia e degli affari regionali Mariastella Gelmini, oltre che al presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga.

La lettera arriva dopo l’incontro dello scorso 16 novembre durante il quale gli assessori regionali al demanio si sono confrontati per valutare le conseguenze della sentenza dello scorso 9 novembre con la quale il Consiglio di Stato si è pronunciato sulle sorte delle concessioni demaniali italiane.

«Siamo disponibili a ulteriori confronti con il governo – affermano Scajola e Bonavitacola nella lettera – per fornire ogni utile contributo e superare una situazione di grave difficoltà per un settore che dà lavoro a decine di migliaia di persone e rappresenta uno dei pilastri del comparto turistico italiano. Le Regioni stanno operando nei rispettivi territori un ampio confronto con le associazioni di categoria e gli enti locali, ma non abbiamo avuto ancora riscontro sulla posizione del governo, che a questo punto è determinante anche per i riflessi che la questione ha nei rapporti con l’Unione europea».

I due esponenti delle Regioni chiedono un intervento immediato rivolgendosi ai ministri competenti e al presidente delle Regioni, alla luce anche delle «dichiarazioni contrastanti da parte della maggioranza». Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, i sindacati dei balneari hanno annunciato che andranno uniti alla Corte di cassazione per difendere le loro aziende. Una partita che non è ancora finita e sulla quale manca ancora un’espressione chiara da parte del governo.

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