Sicurezza

Salvamento, M5S: “Riforma mette a rischio sicurezza in spiaggia”

La senatrice Di Girolamo critica il decreto approvato dal Mit

Il Movimento 5 Stelle torna a criticare la riforma del salvamento, introdotta dal decreto n. 85/2024 approvato lo scorso giugno dal ministero delle infrastrutture. La norma è stata molto criticata dalla Federazione italiana salvamento acquatico e dalla Società nazionale di salvamento, che sono state escluse dalla possibilità di occuparsi della formazione dei bagnini, diventata un’esclusiva della Federazione italiana nuoto. Il Movimento 5 Stelle aveva già contestato la riforma lo scorso dicembre, con un comunicato del senatore Luigi Nave, mentre ieri è intervenuta sulla questione la senatrice Gabriella Di Girolamo.

«È concreto il rischio che per la prossima stagione estiva non ci siano sufficienti assistenti bagnanti per garantire la sicurezza, e quindi l’apertura di stabilimenti balneari, piscine e spazi di acque interne», ha detto la senatrice in una nota. «Il quadro normativo tracciato dal decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti contiene numerose criticità, evidenziate dagli addetti ai lavori, che aggravano ancor di più le storiche problematiche di reperimento di lavoratori del settore. Il regolamento, tra le altre cose, innalza da 16 a 18 anni l’età minima per lo svolgimento dell’attività di salvamento: una questione rilevante, visto che dai dati concernenti la vigilanza dei bagnanti in mare, piscine e acque interne, risulta che il 53% degli assistenti bagnanti sia minorenne, con soggetti addetti al salvamento spesso sedicenni alla prima esperienza, e che il 75% degli assistenti bagnanti risulta essere costituito da studenti di scuole secondarie di secondo grado».

Prosegue Di Girolamo: «Inoltre, il regolamento in questione obbliga gli enti formatori ad avere la diponibilità di allenatori di nuoto per salvamento in possesso di abilitazione riconosciuta nel rispetto del Sistema nazionale di qualifiche dei tecnici sportivi (Snaq, secondo o terzo livello) del Coni, da impiegare quali docenti. In Italia opera nel settore un ridotto numero di società, tra le quali figura la Società nazionale di salvamento, che per prima ha introdotto l’attività di salvamento in mare, da oltre 150 anni esercita l’attività di formazione dei bagnini e dal 1929 è autorizzata al rilascio dei brevetti di abilitazione all’esercizio del mestiere di bagnino. Ma su disposizione del Coni, l’unico ente autorizzato a rilasciare le abilitazioni di allenatore Snaq di secondo e terzo livello nell’ambito del nuoto, anche di salvamento, è la Federazione italiana nuoto, il cui attuale presidente è Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Non voglio parlare di conflitto d’interessi, ma un leggero sospetto a me come alle associazioni è venuto».

«Per tutti questi motivi, ho chiesto al ministro Salvini di istituire un tavolo di confronto con le associazioni coinvolte e di attivarsi in tutti i modi per risolvere le criticità segnalate che rischiano di mettere a repentaglio il sicuro svolgimento delle attività di balneazione e gettare in crisi un intero settore», conclude la senatrice.

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