La Società nazionale di salvamento ha inviato una lettera al ministro delle infrastrutture Matteo Salvini per contestare l’introduzione del monopolio sui corsi di formazione dei bagnini di salvataggio, introdotta dal decreto ministeriale 85/2024. La nuova norma ha generato proteste e ricorsi, in quanto consente di organizzare i corsi solo alla Federazione italiana nuoto (Fin), escludendo le altre due storiche associazioni che in precedenza se ne occupavano, ovvero la Società nazionale di salvamento (Sns) e la Federazione italiana salvamento acquatico (Fisa). «L’unico ente autorizzato a rilasciare le abilitazioni di salvamento è la Fin, il cui attuale presidente è l’onorevole Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati», denuncia la lettera della Sns a Salvini, firmata dal presidente Fortunato Comparone.
«Tale autorizzazione comporta che gli allenatori-formatori della Sns e di Fisa, che da decenni addestrano i bagnini di salvamento, per continuare la propria attività devono sottoporsi a corsi di abilitazione organizzati dalla Fin», prosegue la lettera. «In altre parole, l’associazione che da oltre 150 anni ininterrotti esercita l’attività di formazione dei bagnini di salvamento, che ha introdotto per prima l’attività di salvataggio sulle coste d’Italia e che da quasi cento anni è stata autorizzata a rilasciare i brevetti di abilitazione all’esercizio del mestiere di bagnino di salvamento, con il regolamento del maggio 2024 è stata delegittimata della propria storia, dovendo sottoporre i propri allenatori presenti e futuri al vaglio di un altro ente».
La Società nazionale di salvamento è stata fondata nel 1871 e si occupa di formare i bagnini di salvataggio dal 1929, su autorizzazione dell’allora ministero della marina mercantile. Negli anni, il permesso a rilasciare i brevetti di bagnini di salvamento è stata ulteriormente riconosciuta a Sns e Fisa con una circolare del 1960 e con un decreto del 2010. Oggi la Società nazionale di salvamento conta circa 60.000 soci e oltre 150 articolazioni territoriali diffuse sul territorio italiano.
La missiva della Sns contesta anche l’innalzamento del limite per esercitare il mestiere del bagnino di salvataggio, passato da 16 a 18 anni di età. A causa di ciò, afferma Comparone, «per la prossima stagione estiva oltre il 35% delle coste italiane potrebbe rimanere sprovvisto di bagnini di salvamento». Per questo, il presidente della Sns chiede a Salvini che «il suo ministero si attivi per un’immediata valutazione di modifica al decreto per introdurre correttivi che garantiscano pluralità formativa, trasparenza e accesso equo alle opportunità nel settore».
Per approfondire
- Scarica la lettera integrale della Società nazionale di salvamento al ministro Salvini »
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