Ripascimenti stagionali? Meglio in autunno

Questo articolo fa parte di "Granelli di sabbia"

Divagazioni su processi, forme e tematiche ambientali della spiaggia. Una rubrica a cura del GNRAC.

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Golfo di Campo (Isola d’Elba): refluimento della sabbia, che si era accumulata sul lato occidentale del golfo, verso un tratto di spiaggia delimitata dal muro della strada costiera. Effettuato nel mese di marzo, ha impedito alle onde delle mareggiate primaverili di raggiungere la parete riflettente e innescare una maggiore erosione.

Ho letto di recente, su un giornale locale, che un assessore comunale ha annunciato il tanto auspicato ripascimento stagionale. Il lavoro, ha detto l’assessore, «verrà realizzato fra maggio e giugno, per evitare che le eventuali mareggiate possano vanificare l’intervento». Questo mi spinge a tornare su un argomento oggetto di un mio articolo pubblicato su Mondo Balneare due mesi fa, intitolato “Ripascimenti effimeri: difesa delle coste o del turismo?“.

Partiamo dalla dichiarazione dell’assessore: evidentemente la matematica, quando applicata alle spiagge, è un’opinione! È chiaro che, se a gennaio versiamo 10 metri cubi di sabbia e a maggio una mareggiata se li porta via, siamo al punto di partenza. Ma se la mareggiata arriva a gennaio e porta via 10 metri cubi di sabbia e noi a maggio ne versiamo altri 10, non siamo ugualmente al punto di partenza?

Stiamo attenti, perché questa non è solo la matematica dell’assessore: sembra infatti che venga insegnata in molte scuole italiane. A me, per la verità, la maestra diceva che cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia, e gli addendi possono avere valore positivo (+10 metri cubi di ripascimento) o negativo (-10 metri cubi mangiati dalla mareggiata).

Mareggiata-10Ripascimento+10
Ripascimento+10Mareggiata-10
Spiaggia=0Spiaggia=0
Aggiungere un determinato volume di sedimenti, di granulometria uguale a quella della sabbia nativa, prima o dopo la stagione invernale, non cambia la quantità di sabbia che vi sarà in estate.

In sintesi: se la mareggiata che vuole mangiarsi 10 metri cubi di sabbia non ne trova di nuova appena versata, bensì si prende quella vecchia, e quando effettuiamo il ripascimento dovremo compensare questa perdita. Tanto vale allora darle da mangiare quella nuova… a cui non siamo affezionati! Ed eviteremo tutti gli svantaggi dei ripascimenti tardo-primaverili:

  • se tutte le ditte sono impegnate fra maggio e giugno, sarà difficile trovarne una che ci faccia lo sconto;
  • se si verifica qualche ritardo, finisce che andiamo a fare il lavoro in piena stagiona balneare;
  • se usiamo materiale da cava, non ci sarà il tempo perché le onde lo ripuliscano dalla polvere che spesso è presente.

Vogliamo essere truffaldini? Chi a primavera verrà a vedere la spiaggia, per prenotare ombrellone e lettino, la vedrà molto più grande! Ma io, che a scuola ero ciuco, credo invece che in alcuni casi più 10 meno 10 faccia più di 0, e consiglio di fare i ripascimenti stagionali in un’altra stagione: in autunno!

Se durante la mareggiata che è in grado di erodere 10 metri cubi di sabbia, le onde arrivano a toccare una struttura riflettente come un muro o una piattaforma sulla quale sono costruite le cabine, la turbolenza che si determina e la riflessione delle onde rendono la mareggiata più erosiva e, probabilmente, si poterà via più di 10 metri cubi di sabbia. Se prima che arrivi abbiamo fatto il ripascimento, la spiaggia sarà più larga e dissiperà meglio l’energia delle onde, che non arriveranno a toccare il muro e si accontenteranno dei soli 10 metri cubi di sabbia a cui la mareggiata ha diritto.

Fare un ripascimento prima di una mareggiata, su di una spiaggia delimitata da strutture riflettenti, potrebbe ridurre le perdite dovute al trasporto dei sedimenti verso il largo a opera delle onde riflesse.

Se poi il ripascimento lo facciamo con sabbia leggermente più grossolana di quella nativa, come abbiamo suggerito nel precedente articolo, di metri cubi ne verranno erosi un po’ meno, diciamo 8; e dopo il ripascimento di 10, sulla spiaggia ne avremo 2 in eccesso. La stessa cosa non accadrebbe se procedessimo in senso opposto, con il ripascimento di sabbia, pur grossolana, fatto dopo averne persi 10 nella mareggiata invernale.

Sembrerebbe il gioco dei tre bussolotti, che invece che monete nascondono sabbia; e non vorremmo alzare sempre quello vuoto. Forse in un solo caso l’assessore avrebbe ragione: se il ripascimento venisse fatto con sabbia talmente fine da andarsene via alla prima onda. Ma in questo caso, sbaglierebbe a farlo!

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