Attualità

Riforma spiagge in vigore, decreto attuativo con prossimo governo

Da ieri la legge sulla concorrenza è ufficialmente valida, e con essa le gare delle concessioni balneari entro il 2024. Ma ad attuare il riordino dovrà essere per forza il nuovo esecutivo.

La legge sulla concorrenza è entrata in vigore, ma per la riassegnazione delle concessioni balneari manca ancora il decreto attuativo a cui lavorerà il prossimo governo. Da ieri, essendo trascorsi quindici giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale, sono ufficialmente valide tutte le disposizioni contenute nel provvedimento approvato lo scorso 2 agosto in via definitiva, tra le quali si prevede che il riordino del demanio marittimo necessiti di un’ulteriore norma da approvare entro la fine di gennaio. Per il momento il parlamento ha deciso che le concessioni su cui insistono le circa diecimila imprese balneari italiane debbano essere riassegnate tramite gare pubbliche non oltre il 31 dicembre 2024, ma sulle modalità di tali gare e sul calcolo degli indennizzi per i titolari uscenti resta ancora tutto da decidere. Anche perché la Corte di giustizia europea, che dovrà pronunciarsi presto su alcune scottanti questioni legate alle concessioni di spiaggia, potrebbe cambiare le carte in tavola.

Nei giorni scorsi il quotidiano Repubblica, in una delle sue fantasiose ricostruzioni politiche, ha paventato l’intenzione del governo Draghi di lavorare anche al decreto attuativo sulle concessioni balneari, creando allarmismo tra gli imprenditori del settore e dando l’assist ad alcune forze politiche per soffiare sul fuoco. Tuttavia l’ipotesi pare priva di fondamento: per l’esecutivo uscente è impossibile varare il decreto attuativo, sia per la mancanza di tempi tecnici che per lo scioglimento delle camere già avvenuto, che rende la scelta impossibile oltre che inopportuna. A confermarlo è stato anche il viceministro allo sviluppo economico Gilberto Pichetto ieri sul Sole 24 Ore, affermando che «le strutture ministeriali stanno predisponendo l’attuazione, poi è possibile che spetterà al prossimo governo ultimare tutto l’iter con eventuali correzioni di indirizzo». In sostanza, è possibile che l’esecutivo uscente lasci solo una bozza di decreto attuativo sul tavolo, ma sarà poi facoltà del prossimo premier decidere cosa farne.

Come sarà completata la riforma delle concessioni balneari, dunque, dipenderà dalla maggioranza che uscirà dopo il voto del 25 settembre. I politici in campagna elettorale, come avevamo previsto, stanno ampiamente parlando del tema sciorinando impegni e promesse, ma dopo il voto del ddl concorrenza avvenuto a larghissima maggioranza, la sfiducia della categoria è totale e la credibilità dei partiti è pressoché nulla. Con la sentenza del Consiglio di Stato che lo scorso novembre ha annullato la proroga delle concessioni al 2033 e imposto di riassegnare i titoli entro due anni, le strade giuridiche attualmente possibili per riformare il settore sono a senso unico e non si discostano molto dai contenuti della legge sulla concorrenza. Diverso è il discorso dell’imminente pronuncia della Corte Ue, chiamata dal Tar Lecce a esprimersi su nove importanti quesiti che potrebbero aprire nuove possibilità per tutelare il settore. Solo in questo, oltre che nel riconoscimento di un adeguato indennizzo basato sull’intero valore aziendale degli stabilimenti, si ripongono al momento le speranze dei concessionari. Ma per sapere come andrà a finire questa vicenda decennale (il frettoloso recepimento della direttiva europea Bolkestein, che ha dato origine a tutto, risale infatti al 2010), occorrerà attendere ancora qualche mese.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Andrà a finire che chi perderà il lavoro dovrà ottenere l’indebito arricchimento del concessionario uscente , per una questione di giustizia sociale e morale. L’aver distrutto moralmente una categoria è quanto di più folle possa fare uno stato e soprattutto se ne accorgeranno alle prossime elezioni. Ma se ne accorgerà anche l’Europa che ha sbagliato su tutto, vedi guerra e vedi costi delle materie prime. Vergognatevi

    • Luigi ma perché continui a farneticazioni? Il tuo lavoro è sempre stato a tempo, l indebito arricchimento lo dovresti riconoscere tu alla collettività a causa delle illegittime e illecite proroghe.

      • Ma chi lo ha deciso questo? Quando gli imprenditori hanno avviato le attività lo hanno fatto con titoli rilasciati sulla base di norme dell’ordinamento in vigore. Poi arrivano quelli come te che sputano editti e diktat. Ma non vi rendete conto di entrare nella vita delle persone, di togliergli quello che hanno costruito spesso con le loro mani. E per quale ragione, per la concorrenza? Ma fino ad oggi la concorrenza quali benefici ha portato? E perché ad alcuni settori si è ad altri no? I farmacisti, i notai ecc… , a loro non si applica?

        • Nikolaus Suck says:

          Le norme dell’ordinamento in vigore prevedevano, e hanno sempre previsto, concessioni solo “per un tempo detetminato”, con una scadenza anche se rinnovabile e revocabili in qualsiasi momento.

          • Caro Suck
            Sempre co sta storia Che le concessioni sono a tempo ….
            Ci sono un sacco di titoli concessori a tempo che hanno diritto di prelazione.
            Non la dici mai questa cosa però.

            • Nikolaus Suck says:

              Perché non occorre dirlo. Per le concessioni demaniali non c’è più da tempo e non potrà più esserci, e laddove ci sia (a me tutti sti casi non risultano ma è sicuramente per mia ignoranza) la prelazione è sempre e comunque solo una “preferenza a parità di condizioni” e non un diritto assoluto a “stare lì” a prescindere; per cui richiede comunque una comparazione tra situazioni e in caso di condizioni migliorative non opera e viene meno.

            • Se non capisci, ti ripete u concetti. Ringrazialo, piuttosto.
              Mo hai capito? Casomai rileggi!

    • “Indebito arricchimento” dopo un sistema quasi feudale che vi ha fatto lucrare per decenni, spesso a fronte di canoni RIDICOLI?

      • arricchirsi con un bazar ? con un baretto ? con un mini golf ? con una giostrina ? con i mosconi ? con un edicola ? con un piccolo ristorante ? con un noleggio di bici ? ecc ecc siamo tutti su aree demaniali e facciamo fatica a passare l’inverno, prima di sputare sulla povera gente scienda in campo a trovarci e parlare con noi, grazie so che non mi risponderà.

        • Nikolaus Suck says:

          Non ha detto “arricchirsi”. Ha detto “lucrare”, ovvero guadagnare, tanto o poco che sia, il che è oggettivo.

          • Suck, sono certo che neanche i tuoi “compagni” più estremisti condividono il tuo pensiero. Ma, secondo te, uno apre una attività, con la propria partita iva, ci mette i propri soldi, per non guadagnare? (“Lucrare” come tu dici)?!

            • Nikolaus Suck says:

              E quando mai ho detto che uno non deve guadagnare, o che guadagnare non è giusto? Ho solo precisato il termine utilizzato.

      • Solita uscita qualunquista dell’italico idiota che parla per sentito dire e per slogan.
        Se sto paese sta a questo punto di non ritorno e’ anche grazie a soggetti che hanno le loffe nella testa….

  2. Mi sembrerbbe equo e quindi spero che dai decreti attuativi che dovranno individuare gli indennizzi, emergano anche strumenti di recupero da parte del concessionario di tutti gli importi spesi da chi ha rivalutato le quote societarie usando i parametri di valutazione che imponeva l agenzia delle entrate, qualora discrepassero, e alla stesso modo, se emergessero discrepanze dai valori imposti dall agenzia delle entrate nei casi di cessione di azienda , rispetto al dichiarato in atto. Lo stesso dicasi dell importo di tassa di registro pagata su canoni al 2033 da parte di chi aveva ottenuto il rinnovo. Ovviamente,si dovrà anche eliminare il diritto di superficie del concessionario, che fino ad oggi agiva alla stregua di proprietario di un bene invece pubblico, quindi subordinare ogni intervento sulla concessione a una volontà popolare per la tutela di un bene popolare, anche se questo dovesse costare la perdita dell introito imu, che per la classe di accatastamento va prevalentemente allo stato e non ai comuni. Daltronde , se patroni è disposto a far decadere tutte le concessioni , con i FAMOSI 15 MILIARDI DI FATTURATO annessi, non sara certo un mancato introito imu a sconsigliare di reintestare al pubblico la titolarita di tutto cio che accade sul demanio.

    • Il tema indennizzo e’ stato già sviscerato dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea, a cui i decreti si dovranno attenere

      • In realtà parlavo di tutte le altre implicazioni , imposte varie, tasse rivalutazioni, imu ecc. Non credo queste interessino l Europa , o gli indennizzi, ma il rapporto tra stato e contribuente che come noto ha sempre avuto lo stesso vincitore e lo stesso perdente.

      • questo lo dici tu carlo il so tutto io….te ne accorgerai alle prossime elezioni che vento tira….altro che cdge …..dimenticati draghi e la sua arroganza…tutto cambiera’ con l avvento della destra…voi grillini poltronari sparirete e vi consiglio di trovarvi un buon lavoro.,….

        • La tua destra sta cavalcando l’onda per arraffare voti.
          Ma raccontare e raccontarsi le favole fa bene alla salute, Ernesto.

  3. La corte di giustizia, per quanto “condizionata” dalla stragrande maggioranza dei paesi membri, molto interessati alle coste italiane, non potrà non tener conto dei nove quesiti posti dal Presidente del TAR di Lecce Antonio Pasca (Giudice assolutamente imparziale). Inoltre, GIORGIA e i suoi, sono i politici più coerenti in questo Paese, e tutti conosciamo le loro battaglie su questa dannosa, (per gli italiani tutti) triste e sporca vicenda. Pertanto, sono certo, la “storia” dei concessionari italiani, che a differenza da quanto predicato da “repubblica “ e “il fatto quotidiano” portavoce di alcuni partiti del governo uscente E PRINCIPALI DETRATTORI DELLA CATEGORIA, sarà tutta da ri-scrivere!

    • I quesiti sono in parte inammissibili,in parte già discussi, in parte superati dalla nuova legge.
      I condizionamenti li avete posti in essere voi ,grazie ai quali siete riusciti ad ottenere per anni proroghe infinite

    • Mi chiedo se, Koen Lenaerts, Presidente della Corte di Giustizia europea, avrà fatto qualche confidenza al nostro Carlo, è più probabile però, che l’abbia fatto all’avv. Suck!🤪

      • Nikolaus Suck says:

        In effetti incontrati il prof. Lenaerts molti anni fa quando lavoravo a Bruxelles, è uno dei più grandi professori e difensori della concorrenza europea, se non il più grande. Mi sa che pure senza confidenze, non c’è molto da sperare.

  4. Una riflessione……. siete sicuri che la Meloni dopo aver vinto le elezioni vi accontenti? In Italia la maggior parte dell’opinione pubblica non è favorevole ai balneari e la stessa Meloni deve tenere conto anche di questo fatto, in quanto anche da quella parte di opinione pubblica sarà votata. infatti da quando è iniziata la campagna elettorale non dice nulla sui balneari si sente parlare solamente l’on. Zucconi. Deputato semi sconosciuto … resta da vedere

    • Per non aver minimamente ascoltato legittime istanze, Siamo sicuri che l immobilismo di tutti gli altri davanti a Draghi, con la complicità di patroni, garofoli ecc ci ha già totalmente scontentato.

    • Nikolaus Suck says:

      Più e oltre che semisconosciuto, ha interessi propri nel settore e non sarà riconfermato credo, quindi “Giorgia” potrà sempre dire e dirà che parlava e agiva a titolo personale. Vedrete che sorpresa dopo averla votata.

      • Se si rimangia la parola due meno di 6 mesi anche giorgia. Io però la vedo grigia, non sera una passeggiata lo sfratto

  5. Gianfranco says:

    Nukolaus Suck buongiorno, una domanda, secondo lei è giusto che sia riconosciuto il valore commerciale del lido al concessionario uscente? E se la risposta è no, come credo, perché? Grazie

    • Provo a risponderti io che sono concessionario. Perche se ti impossessi di una azienda con i suoi clienti e fatturato senza pagarla, conviene. Ma senti anche l avv suck, ti dara la risposta che ti spiega anche perche io voto Giorgia.

    • Nikolaus Suck says:

      Buonasera, ci ha visto giusto, ovviamente secondo me non è affatto giusto, ma non solo secondo me bensì anche secondo la Cassazione ed i giudici italiani, oltre che quelli della Corte di Giustizia UE. Il perché è stato illustrato su queste pagine diverse volte, non solo da me ma anche da altri, pure più bravi e preparati. Riassumendo le ragioni principali, molto approssimativamente e a volo d’angelo: perché fondamentalmente l’azienda in questione dipende dal titolo necessario per esercitarla e quindi è per definizione temporanea come tale titolo (art. 36 c.n., possono durare solo “per un determinato periodo di tempo”); perché di conseguenza il “valore aziendale” non è lo stesso e non matura nello stesso modo; perché il meccanismo concessorio prevede solo l’ammortamento ed una giusta remunerazione degli investimenti in relazione alla durata e basta, per cui gli investimenti servono e sono serviti a guadagnare, alla scadenza è o dovrebbe essere tutto ammortizzato, e si ricomincia e non c’è niente da riconoscere (diversamente c’è l’indennizzo di quanto non ammortizzato); perché grazie alle “proroghe” legali aggiuntive ai rinnovi, non previste e non dovute, delle concessioni, per ben tre volte, tale meccanismo è stato ampiamente sfruttato ed esaurito; perché di conseguenza si lucrerebbe ulteriormente su cespiti già ammortizzati e sfruttati per il guadagno, contra legem (ad es. r.d. contabilità 1925); perché la temporaneità e precarietà delle aziende collegate a concessioni pubbliche escludono il maturare di elementi e valori immateriali come l’avviamento (ad es. Cass. 1283/98); perché concessione e azienda non sono la stessa cosa e non coincidono e questo vale anche per l’azienda precedente e quella successiva, per cui concessione e/o azienda successive potrebbero essere anche totalmente diversa dalla precedente sotto ogni aspetto (natura, contenuti, condizioni, estensione, durata…); perché di conseguenza anche la “continuità aziendale” non è affatto scontata anzi (v. ad es dove le concessioni non verranno proprio più rilasciate); perché trasformerebbe quello che può essere solo un “indennizzo” in un vero e proprio “corrispettivo”, non previsto dalla legge; perché di conseguenza significa o imporre al subentrante l’azienda precedente che magari non vuole (e magari non la vuole più nemmeno la p.a., v. sopra), o farlo pagare una “lump sum” di ingresso anche se poi fa altro, ed entrambe le cose ledono libera iniziativa economica e libertà di impresa; perché si tradurrebbe in un vantaggio economico, competitivo e concorrenziale per il concessionario attuale, il quale da un lato non deve preoccuparsi di tale esborso, e dall’altro lato ci guadagna comunque vadano le cose per lui, e poi magari può pure fare ancora concorrenza usando quel guadagno, il tutto in violazione dei principi di parità di trattamento, di condizioni e di accesso al mercato, di non discriminazione, di concorrenza attuale e potenziale “nel” mercato e “per il” mercato, etc., etc., etc.. Così, a braccio; se mi viene in mente altro, integro volentieri, ma mi sembra già largamente sufficiente.

        • Se ci fosse stato un precedente (uno solo) nel susseguirsi dei rinnovi, ripetuti per molte generazioni, e se non ci fossero state norme che davano certezze al diritto di insistenza, forse avresti avuto ragione. Coloro che non riconoscono i suddetti motivi, che hanno CHIARAMENTE INGANNATO UNA INTERA CATEGORIA, meriterebbero la galera.

          • Nikolaus Suck says:

            I rinnovi erano pur sempre e solo “rinnovi” appunto, sono sempre stati e rimasti necessari e sono proprio loro il “precedente”. E il “diritto di insistenza” non dava nessuna certezza ma solo una preferenza a parità di condizioni. Cosa che si è sempre saputa, quindi nessuno ha ingannato nessuno. Salvo, se stesso, chiunque abbia voluto considerare eterni titoli che non lo sono mai stati.

            • Tu, o lo sei…, oppure lo fai (fingi di non capire). Nessuno, vuole considerare le concessioni “eterne”, sono le tue soluzioni, da mascalzoni.

  6. I concessionari vinceranno perché sono nel giusto! Quindi tranquilli ! Perché questa porcata non potrà avvenire ! Un bel deterrente sarà L avviamento e valore delle aziende! Poi a chi dice che abbiamo usufruito pagando quello che la legge ci consentiva , dico , mettete all asta anche il posto statale che avete da anni e tutti anche L attività private! Saluti

    • Nikolaus Suck says:

      Per le aziende dipendenti da concessione pubblica temporanea per esistere l’avviamento non matura e il valore è quello di un’azienda temporanea commisurata a durata e scadenza della concessione e basta. I posti statali sono assegnati mediante selezione e concorso e sono da dipendenti e, come anche le attività private, non sottraggono, occupano e sfruttano risorse pubbliche oltre tutto limitate. Saluti.

      • Caro signor Suck ma ancora non si e’ stufato della brutta vita che fa ?
        Che per caso non ha niente di meglio da fare ?
        Si goda un po’ il momento che ho paura che anche per Lei arriveranno momenti cupi
        si ricordi che il mondo è si composto da stupidi MA NON TUTTI !!!!!
        A buon intenditor…………

        • Nikolaus Suck says:

          E Lei chiunque sia e qualunque vita faccia ha qualcosa di meglio degli attacchi personali inutili, scontati e che fanno solo sorridere? A buon intenditor…

  7. Forse perché Gianfranco e Max le vostre aziende sono diverse da quelle private perché lo stato vi ha dato una concessione a prezzi ridicoli rispetto ai vostri concorrenti privati prevedendo una durata in grado di avere un utile per poi tornare a gara. L’indennizzo incide sulla durata della concessione per cui le cifre che ancora oggi alcuni chiedono come se non fosse cambiato niente.

    • La mia concessione é in essere con la stessa consistenza dal 1921. Più che delinquere da quella data i vari subentranti hanno contribuito proquota alla crescita del Paese.
      Il canone pagato é il canone richiesto dallo stato rappresentato nei lustri da tutti i colori politici. Se poi gli inquilini hanno le colpe per pagare il canone richiesto, mi viene in mente: superior stabat lupus… e sappiamo come é finita. Per quanto riguarda i miei concorrenti, sono sicuro che ci sia qualcuno che sa fare meglio di me, e se ha quelle capacità, sa anche che parte da dove sono arrivato io, e non avrà certo problemi a riconoscerlo. Poi ci sono quelli come te che per credersi furbi devono fare passare per scemi gli altri.

  8. Provo a risponderti io che sono concessionario. Perche se ti impossessi di una azienda con i suoi clienti e fatturato senza pagarla, conviene. Ma senti anche l avv suck, ti dara la risposta che ti spiega anche perche io voto Giorgia.

    • La tua azienda con i tuoi clienti e’ sempre stata a tempo, finita la scadenza finito il fatturato.
      Questa cosa elementare sai comprenderla?

      • viva giorgia meloni says:

        Francamente No. soprattutto se decide di spiegarmelo lEuropa dopo che , soprattutto in Italia, si è di fatto consentito ad aziende di strutturarsi sempre piu. Se la mia azienda fosse a tempo, perche dopo sarà spiaggia libera ovunque, avrebbe una spiegazione. Che tu prenda la mia azienda con i miei clienti con la scusa che la mia azienda è a tempo parliamo di FURTO. anche se in nome della legge. Sai carlo, se per legge, con tanto di sentenze ecc venisse fuori che devi morire, io sarei in grado di sostenere, con la certezza della ragione che quindi c è qualcosa che non funziona. Chiedo anche a te questo sforzo.

        • La tua azienda e’ sul demanio pubblico,che non e’ il tuo, finito il periodo di concessioni sgomberi tutto e se vuoi partecipi al bando. E BASTA che non se ne può piu

        • Nikolaus Suck says:

          Infatti nessuno “prende la tua azienda e i tuoi clienti”. Prende solo la concessione, e quello che ne sarà e ne farà dipende da quello che avrà previsto e voluto il bando e dalla relativa offerta che vince.
          La “tua azienda” e i “tuoi clienti” portali dove vuoi, se sono veramente “tuoi” saranno lieti di seguirti ovunque. Se questo non accade e la gente continua ad andare dove andava prima, vuol dire che a loro importa più del luogo fisico che dell’azienda e del gestore, per cui non sono davvero “suoi” ma semplicemente stanziali, e non c’è nessun merito d’impresa ma solo rendita di posizione.

          • ora finalmente é ancora tutto più chiaro e ho capito due altre cose.
            Sono costretto a votare Giorgia.
            E dovrò comprare anche un bel po’ d olio di ricino.

            • Nikolaus Suck says:

              Peccato che Giorgia non cambierà e non potrà cambiare proprio niente di tutto questo. anche perché non è Europa, è Italia anzi tutto, e da sempre. Auguri.

  9. Con tutto il rispetto, ci possono essere tutti i concetti giuridici e giurisprudenziali che volete, qua sta di fatto che in azienda esista, ha il suo fatturato e ha contribuito direttamente e indirettamente alla crescita di una località turistica. Tutto ruota attorno al concetto di concorrenza e di tutela delle imprese attuali, se seguiamo le regole europee iperliberiste andremo incontro ad un impoverimento certo, se difendiamo la piccola e media impresa italiana salviamo quel poco di capitale che ci rimane. Ora che una corte decida per le regole imposte dall’Europa è certo, ma quello che è sbagliata e la visione di Europa, il concetto fasullo di unione che ci ha impoveriti , condizionati e bistrattati, come se fossimo l’ultima nazione del mondo. Invece siamo l’eccellenza turistica mondiale e non regaliamo nulla a nessuno soprattutto ai nordici europei. L’Europa ha fallito in tutto, moneta, benessere , libertà e organizzazione , tutto pessimo, tutto mediocre . La pandemia e la guerra dicono tutto. Basta vogliamo in Italia sovrana.

    • I impoverimento e’ stato del sistema paese e di coloro i quali non hanno potuto accedere ad un mercato chiuso che ha generato rendite di posizioni grazie alle quali vi siete arricchiti. E adesso volete anche essere risarciti.

  10. Gianfranco says:

    Buongiorno nikolaus suck e gli altri che mi hanno risposto;
    La mia domanda era finalizzata a capire se nel mio caso, ho comprato e ricostruito un lido ex novo, mi spettasse solo un indennizzo sulla parte non ammortizzata o il valore commerciale.
    Vede suck, nel mio caso specifico, io ho investito “x” per comprarlo nel 2015, “y” per rifarlo ex novo. Quindi se io sommo “x” + “y” meno gli utili ottenuti al netto nel
    Corso degli anni, mi ritrovo esattamente al valore commerciale del mio lido.
    Quindi posso stare tranquillo che riavrò il mio investimento da parte del subentrante?
    Il mio caso non credo sia unico, per cui ci saranno pochissime concessioni a costo zero.
    Grazie

    • Se hai comprato il lido nel 2015 eravamo gia’ alla seconda proroga contraria al diritto Ue e alla nostra Giurisprudenza e che comunque fissava la scadenza al 2020.Correggetemi se sbaglio.

    • Nikolaus Suck says:

      No direi proprio di no. Si vede che non sono riuscito a spiegare nulla, mi spiace colpa mia.
      Quello che eventualmente spetta a Lei e ad altri dovrà stabilirlo un atto normativo, fino ad allora siamo sul terreno delle ipotesi e delle speculazioni. In base al sistema attuale però, gli investimenti ammessi, da ammortizzare o indennizzare in caso di scadenza anticipata, sono appunto solo quelli collegati alla scadenza, ovvero che consentono ammortamento e giusta remunerazione entro e non oltre tale scadenza. NON quelli che, a prescindere da durata e scadenza, ha deciso e decide di fare Lei, senza tenere conto di tale scadenza. Nel caso specifico, se ha comprato nel 2015, doveva tenere conto della scadenza valida in quel momento, che se non erro era quella del 2020 prevista dalla seconda “proroga” legale. Poi, eventualmente, della proroga dopo, ma lì già il discorso si fa delicato perché i principi della Cassazione e della Corte UE tenderebbero ad escludere qualsiasi affidamento su tale proroga. Ma per mancati ammortamenti oltre tali date in linea di massima ed allo stato non le spetterebbe e non le spetta nulla. Men che meno il “valore commerciale”. Semmai, quello industriale residuo. E sempre che il concessionario dopo vi subentri effettivamente e non faccia tutt’altro, in base a quanto previsto dal bando aggiudicato.

  11. Non posso non citare la frase di BRIATORE che per quanto lontanissimo dalle caratteristiche medie dei concessionari italiani, con il suo “twiga”, così ha detto ai compiaciuti dei danni riportati al suo stabilimento: “SFIGATI E RANCOROSI. SIETE DELLE M….” (Fonte, Il giornale).

      • L’argomento è soltanto uno: LA PRESA PER IL CULO DI MIGLIAIA DI PICCOLE IMPRESE che tanto hanno fatto per questo Paese, ad opera di questo governo finalmente uscente grillini in testa, a differenza invece, di quelli citati da Briatore!

  12. spero che il nuovo pariamento e il nuovo governo abbiano rispetto di quanto fatto da ogni balneare per lo sviluppo dato a tutto il comparto turistico

  13. Gianfranco says:

    Buongiorno suck, ho letto con attenzione quelli che hai spiegato e non entrò nel merito perché non mi occupo di leggi, ma ho riletto più volte l’atto di acquisto.
    Nell’atto di acquisto viene riportato il diritto di superficie ed in base a quello ho deciso di rifare ex novo il lido, ora se come dice lei non mi verrà riconosciuto nulla, è un mio diritto rimuovere tutto quello che insiste sul suolo essendo di mia proprietà, giusto?
    Se fosse giusto il mio diritto di rimuovere tutto, mi dice chi subentra che interessi ha a prendersi quella concessione? Ci vogliono tre anni, se sei bravo, ad ottenere un permesso di costruire sul demanio, uno per costruire e siamo a quattro, se mette anche che la durata delle concessioni non potranno essere a tempo indeterminato, veda lei che danno che farà questa legge e quale imprenditore si prende questo rischio. Grazie

    • Io ho capito che ci sono dei principi di legge che , per alcuni aspetti disattesi da sempre hanno permesso una indiscutibile crescita dell offerta balneare, con tutte le implicazioni occupazionali e di fatturato incluso quello dell indotto, principi disattesi con il benestare della politica tutta che evidentemente considerava ,a ragione secondo me ,virtuoso il sistema, ( guardacaso la mia concessione primi anni 20 ha una struttura perfetta , gia incamerata, ricostruita nel 2009 )
      Adesso gli stessi principi vengono richiamati, con parzialissima influenza della direttiva, per un indebito arricchimento del subentrante qualora potesse non riconoscere il valore oggettivo di quello che aquisisce. Mi consola che suck abbia visto a bruxell Choen, c è un mondo dentro ai palazzi, che prima o poi parlerà con quello fuori. Sull argomento demanio italiano non è adesso.
      Inoltre mi chiedo: quando le farmacie apriranno alla concorrenza, il vecchio farmacista verrà sostituito dal nuovo a costo zero o ci sara un sistema diverso dalle concessioni demaniali? Credo che li, se sarà quando sarà sarà una storia diversa.

      • Nikolaus Suck says:

        E hai capito di nuovo male. Non è stato “disatteso” proprio niente. Tanto meno dei principi di legge. Semplicemente le concessioni sono state man mano rinnovate nel tempo e volta per volta (non conta se esplicitamente o, per relativamente pochi anni, automaticamente). Era una possibilità (ma anche una necessità), senza “disattendere” niente. Esattamente come lo era la possibile revoca, tra l’altro in qualsiasi momento anche prima della scadenza. Ma solo una possibilità, un mero “fatto”. Non un obbligo, non una certezza, non un affidamento o aspettativa, non un diritto. Solo un fatto. Che non toglie che per legge la concessione avrebbe benissimo potuto cessare non solo ad ogni scadenza ma anche prima e a prescindere per revoca. Se non è successo, non è stato “disatteso” nulla ma non vuol dire nemmeno niente e soprattutto non significa che si potesse legittimamente ritenere che non sarebbe mai successo. La possibilità c’è sempre stata e questa è la sola cosa che conta.
        L’unica effettiva “stortura” solo degli ultimi anni sono state le successive proroghe legali generalizzate, senza le quali i titoli non più rinnovati né rinnovabili sarebbero scaduti da tempo. Ma anche quelle, pure se ripetute un paio di volte, ogni volta individuavano un termine preciso di scadenza, per cui nemmeno loro permettevano di ritenere che sarebbero durate per sempre o indefinitamente, tutto il contrario.
        Pe le farmacie, solito discorso fatto mille volte: le farmacie diversamente dagli stabilimenti sono un servizio pubblico essenziale, il farmacista diversamente dal balneare è un professionista laureato apposta e che deve studiare e passare un concorso per poter prestare quel servizio pubblico essenziale, e per farlo diversamente dai balneari non occupa e sfrutta per fini privati risorse pubbliche e collettive. Quindi l’apertura alla concorrenza se e quando avverrà, sarà su basi e per ragioni totalmente diverse e non assimilabili.

    • Nikolaus Suck says:

      Buonasera Gianfranco. Non conosco il tuo atto di acquisto ma non capisco cosa significa che hai deciso di rifare ex novo il lido “in base al diritto di superficie”. Il diritto di superficie non è eterno e assoluto (e l’atto di acquisto sicuramente non dice nulla di diverso) ma rimane pure quello un diritto temporaneo e precario, dipendente dalla durata temporanea e dalla scadenza della concessione, e questo andava tenuto presente.
      Che tu abbia non solo il diritto, ma anzi il dovere di “rimuovere tutto” alla scadenza, è coretto, con una precisazione. Il diritto di superficie si riferisce ai beni immobili, e se questi sono “inamovibili” alla scadenza vengono “incamerati” automaticamente, di diritto e per legge dallo Stato, diventando demaniali, senza indennizzo. Una concessione e un atto di acquisto ben fatti dovrebbero precisarlo, ma anche se non lo fanno vale in ogni caso la previsione di legge dell’art. 49 c.n.. Che poi non è altro che l’applicazione al caso particolare del principio generale tipico del diritto di superficie “superficies solo cedit”, ovvero quando il diritto di superficie cessa la proprietà del manufatto “si consolida” in capo al proprietario del suolo su cui insiste e diventa sua (art. 823 c.c.).
      Quanto all’interesse di chi subentra e ai “rischi” che si prenderebbe, il tuo ragionamento è parziale e condizionato dal (solito) equivoco della identità tra concessione e azienda e tra concessione precedente e successiva.
      Parziale perché considera un unico interesse in gioco, quello della redditività e dello sfruttamento economico, mentre ce ne sono anche altri, pubblici e potenzialmente prevalenti, tra cui ad es. l’interesse ambientale, quello paesaggistico, quello alla fruizione pubblica, quella alla pianificazione territoriale, etc., in nome dei quali la concessione nuova potrebbe essere molto diversa dalla precedente, o non essere proprio rilasciata (ad esempio a Ostia Gualtieri sta portando le 71 concessioni attuali a sole 25, totalmente diverse dalle precedenti per tipo, contenuti ed estensione).
      E qui arriviamo all’equivoco della identità tra concessioni vecchie e nuove e tra concessione e azienda, che fa comodo ed è strumentale perché è su quello che si fonda la tesi sballata dell'”esproprio”, ma in realtà è totalmente infondato e pretestuoso.
      Il fatto è che, a seconda di quella che sarà la valutazione degli interessi pubblici e privati sottesi e di quello che di conseguenza prevedranno il bando, la nuova concessione e l’offerta vincente, non è affatto detto né che la nuova concessione sarà uguale identica alla precedente, né quindi che chi subentra eserciterà la stessa azienda e/o costruirà e farà le stesse cose e nello stesso modo rispetto a prima. Anzi è altamente probabile il contrario. Quel che conta è solo cosa prevedrà e chiederà il bando, e chi partecipa il proprio rischio ed interesse lo parametra a quello. Per cui quello che poni è semplicemente un “falso problema” che non esiste. Prego.

  14. Io Gianfranco mi prenderei il rischio..e come me molti soprattutto in località come Liguria toscana e Sardegna anche se i sopralluoghi in meridione come Gallipoli o porto cesario sono stati importanti.

  15. ricordo a tutti che oltre al canone richiesto dallo stato per il ” bene” arenile che ci viene concesso e non per il “servizio” (quindi non soggetto alla BOLKESTAIN) i balneari pagano l’IVA al 22°/° contro la metà di tutto il settore turismo, questo signifrica che pagano circa 4 volte in piu del canone . Se poi consideriamo che paghiamo anche per la fideiussione a garanzia del canone nonchè la TARI sulla superficie totale doll arenile, che non produce rifiuti, ci accorgiamo che siamo la categoria piu tartassata tra i contribuenti privati. questo dovrebbe essere considerato quando si demonizza la categoria senza sapere di cosa si parla. saluti Franco .

  16. Ma, la volete smettere di infinocchiare la gente? È mai possibile che non volete ammettere che non si tratta di un “PROBLEMA” da risolvere, così facilmente come auspicato da Suck e &.? È diventato problema, solo quando i concessionari, hanno iniziato a raccogliere i primi frutti delle loro imprese. Per decenni, nessuno si è interessato ai “pionieri” del turismo balneare italiano che in pochi hanno avuto il coraggio di intraprendere; le concessioni, avevano si una scadenza (non poteva essere diversamente) ma nessuno, ha mai pensato minimamente di non rinnovarle, anzi, nel 2001 fu fatta la legge 88, che rassicurava tutti, dando certezze per gli investimenti che venivano effettuati (chi dice che non è vero, dice fregnacce), ancor prima, sin dal 1947, c’era l’art 37 del codice della navigazione che dava diritto di prelazione, e comunque, sino al 2010, anno del recepimento della famosa direttiva, tutto andava bene. Ora, chi non vuole ALMENO rimborsare il valore delle Imprese, piccole o grandi che siano (al netto del valore del suolo) avviate, spesso non facilmente, e mantenute per numerosi decenni, fidelizzando la propria clientela, meriterebbe di essere preso a calci!

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