Attualità

Riforma spiagge entra nel vivo, emendamenti all’esame del Senato

Il ddl concorrenza è in mano alla X commissione, da cui dipendono le modifiche al testo

Ha inizio una settimana decisiva per il futuro degli stabilimenti balneari italiani. Domani la X commissione del Senato entrerà nel vivo dell’esame degli oltre mille emendamenti al disegno di legge sulla concorrenza, che contiene la proposta del consiglio dei ministri per riassegnare le concessioni demaniali marittime tramite evidenze pubbliche entro la fine del 2023, come imposto lo scorso novembre dal Consiglio di Stato. La sentenza di Palazzo Spada è attualmente oggetto di un ricorso in Cassazione e pertanto non rappresenta ancora la pronuncia definitiva sulla questione, ma per il momento il governo Draghi sembra intenzionato a seguirla pedissequamente e anche per questo non è da escludere il ricorso al voto di fiducia, che impedirebbe modifiche al testo da parte del parlamento.

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Tuttavia i temi oggetto di negoziato con le forze di maggioranza e le associazioni di categoria sono ancora complessi e numerosi, e vanno dall’impossibilità per i Comuni di effettuare migliaia di gare entro un anno e mezzo alla necessità di riconoscere il valore economico delle aziende private che insistono sulle concessioni pubbliche, fino alla richiesta di escludere del tutto gli stabilimenti dall’applicazione della direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi. Proprio su quest’ultimo aspetto è acceso il fronte più infuocato tra chi ancora rifiuta del tutto le gare e chi invece, consapevole della loro inevitabilità, punta a mitigarne gli effetti attraverso alcune adeguate forme di tutela per gli attuali concessionari come il riconoscimento della professionalità in fase di bando e di un indennizzo economico a carico del gestore subentrante in caso di passaggio di mano del titolo.

In mezzo a questi contrasti, nei mesi scorsi il governo ha lasciato trapelare che quella delle concessioni balneari sarebbe una riforma prevista nell’ambito degli accordi con l’Unione europea per ottenere i fondi Pnrr, come avrebbe fatto intendere il ministro agli affari regionali Maria Stella Gelmini durante il tavolo tecnico del 4 gennaio. Ma seppure nel documento ufficiale non si faccia alcuna menzione esplicita del tema, tale aleatoria convinzione è bastata per portare il fronte dei balneari che si oppongono del tutto alle gare a indire una manifestazione per domani a Roma, in concomitanza con la visita di alcuni funzionari europei a Palazzo Chigi. In realtà il vertice consiste ufficialmente solo in una delle normali e periodiche riunioni per la verifica degli adempimenti per l’applicazione del Pnrr, ma nonostante ciò si sono rincorse le voci – non confermate – che Bruxelles vorrebbe verificare lo stato di avanzamento della riforma delle concessioni. Quale sia la verità è noto a pochi, mentre una certezza è indiscutibile: le dietrologie e le divisioni non hanno mai fatto il bene del settore, che oggi più che mai, anziché autodistruggersi a suon di polemiche interne, in questo momento di emergenza dovrebbe cercare di essere unito e responsabile contro chi sta cercando di cancellarlo.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. alcune inesattezze, sara certamente voto di fiducia a ribadire se necessario il ruolo nullo del parlamento, sarà una legge partorita neanche dal CDM , che avevano firmato un altro documento.
    Mitigare l effetto di una legge é inesatto .
    Se la legge deve stabilire un annientamento di una categoria e di un mestiere come ad oggi concepito , per disegni chiari solo a chi la caldeggia , come mera lotta all attuale concessionario, mitigare vuol dire attenuarne gli effetti.
    E se l’utilità di questa legge é fare capire che la continuità aziendale occupazionale ecc é un prezzo che le Italia può pagare,( nulla deve essere certo e per sempre), a seguire , prima o poi, non capisco perché ne dovrebbe restare fuori il ” posto fisso”, anche per gli statali ecc.

    • Ti risponde un dipendente pubblico.
      Gli statali nella loro nulla facenza come penserebbe qualcuno, percepiscono stipendi contenuti le RAL sono a circa 35000 l’anno, e lavorano 11 mesi l’anno considerato che il dodicesimo mese è di ferie da splamare in tutto l’anno, ivi compresi permessi e via dicendo.
      Prendiamo uno stabilimento balneare il cui lavoro è continuo e costante, una classica impresa familiare. Lavora dal 15 aprile al 30 settembre e parlo dello stabilimento non del bar ristorante e via dicendo. Paga un canone irrisorio non ha bisogno di prendersi un permesso per fare una commissione ne un giorno di ferie. Campa anche con i soldi di quei statali nulla facenti il cui posto vorrebbe essere messo in discussione, e da ultimo ma non da poco le RAL. Conosco bene il settore e non mi sembra guadagnino poco altrimenti non farebbero impresa o meglio verrebe proprio meno il concetto di impresa.
      Relativamente alla vicenda, esiste sempre un punto fondamentale per cui tutti cadono nello stesso errore, gli stabilimenti e le imprese che ne sono derivate nel tempo insistono su un’area che non è di prorpietà dell’imprenditore, ma dello Stato e quindi della collettività. Riconsoco che l’impresa italiana vada tutelata in tutti i modi ma a mio avviso continuare su una strada che porterà solamente alla distruzione di un pezzo d’italia non farà bene alla categoria. Tra l’altro la disciplina delle concessioni demaniali marittime seppur vecchia è ben descritta, tutti lo sanno e una parte fa finata che sia casa loro.
      Il resto sono solo chiacchiere e non entro in tecnicismi che ben conosco.

      • SPARTACO GORI says:

        Salve. La mia azienda è concessionaria dal 1948, dopo che mio papà ha passato 6 anni in un sommergibile per servire la “patria”. Per poter lavorare all’aria aperta (aveva i polmoni schiacciati) ha accettato suo malgrado di curare la spiaggia nella stagione estiva senza guadagnare nulla per almeno 8/9 anni. Naturalmente in tutti questi anni sono stai investiti tanti, tanti soldi, per il rinnovo, per l’adeguamento, ecc. Ora a Lei sembra giusto che questa azienda possa essere “acquisita” da un concorrente senza tener conto di tutto l’avviamento che la mia famiglia col proprio sudore di 70 anni di attività ha prodotto??? Certo che la cosa va “legalmente” sistemata, ma non tenere conto del passato sarebbe un errore gravissimo! Inoltre, mio caro, sappia che noi paghiamo, per lavorare 4 mesi, oltre 15000 € di demanio e ben 11000 € di TARSU (o TARI, comunque di tassa raccolta rifiuti, e noi non abbiamo nè bar nè ristorante), giusto per citare qualche spesa “irrisoria”. Qualcuno ha chiaramente preso la questione Bolkestein come un aggancio per poter mettere le mani su un patrimonio culturale e assolutamente lecito che ha una tradizione decennale. Se il governo non tiene in considerazione certi elementi sarà il fallimento del balneare Italiano. Io mi riferisco alle mie zone naturalmente, io sono romagnolo, e me ne vanto! Ah … dimenticavo: se ho in gestione, in affitto o in concessione del territorio, dei fabbricati o quello che è, finchè è in mia gestione è sotto la mia responsabilità, devo proteggerlo e mantenerlo il più decoroso possibile, ed è quello che noi facciamo. Quindi non è sicuramente nostro, ma finchè ce lo abbiamo in gestione ne devo rispondere, quindi è come se lo fosse. Inutile parlare dei casi che succedono giornalmente, come quelli che portano i cani a fare i oro bisogni nella sabbia ecc…. Ma questo è un discorso di civiltà, cultura ed educazione, cose che in Italia pare siano sparite dal vocabolario. Saluti e W i bagnini romagnoli, i migliori del mondo!

        • anch io ho ottenuto in concessione un fazzoletto di pietre in liguria perchè nessuno lo voleva nel 1968 .
          ho speso fatica, soldi, tempo e preoccupazioni per renderlo accessibile e ingrandirlo con la collaborazione degli altri vicini e del comune che ha capito che solo con i nostri sforzi si poteva realizzare qualcosa di bello per i turisti . Oggi siamo considerati dei farabutti perchè qualcuno vuole sedersi al caldo sul nostro lavoro . VERGOGNA NAZIONALE !!!!

  2. NO a legge vergogna (dopo aver ingannato i balneari italiani per più di un secolo), NO a porcata europea ad esclusivo danno dell’Italia, della sua economia, delle miriadi di piccole imprese familiari, No alla PROPAGANDA dei media generalisti “allineati”, SI ad una Giustizia con la G maiuscola!

    • Concordo pienamente con Sigfrido… Se tutto ciò che è pubblico deve andare a pubblica asta, ammettendo che questo principio possa essere giusto, vorrei una spiegazione da parte dei vari “scienziati” Antibalneari che giornalmente scrivo su questo forum, perché non si dovrebbe per lo stesso principio rimettere in discussione ogni posto da dipendente pubblico (Stato-Regione-Comuni ecc.) ogni 5 anni con un bel Concorso!!! A quel punto vorrei vedere se troveremmo ancora molti sostenitori dei principi della Bolkenstein!!

      • Nikolaus Suck says:

        Perché non è “lo stesso principio”. Anche di questo, qui se ne è scritto tanto, basterebbe scomodarsi a cercare un poco a ritroso visto che gli argomenti tanto sono sempre quelli.
        Il principio, che esiste da sempre (da prima dell’Europa, dei Trattati e delle direttive) è che, come tutti i contraenti della pubblica amministrazione, coloro ammessi a sfruttare temporaneamente risorse e beni pubblici in via esclusiva e per il proprio guadagno devono essere individuati mediante gara/procedura ad evidenza pubblica, sia per individuare il miglior contraente nell’interesse pubblico, sia per garantire pari opportunità a tutti i potenziali interessati. Che sono imprenditori commerciali, e in competizione sia attuale che potenziale tra loro.
        Invece i dipendenti pubblici sono appunto dipendenti, ovvero lavoratori subordinati che seguono direttive e lavorano e producono non nell’interesse proprio ma come lavoratori subordinati, prendono uno stipendio che è quello e basta, svolgono un’attività di interesse pubblico sotto le direttive altrui, e sono “a servizio esclusivo della Nazione”, come precisa la Costituzione. Come tali devono essere anche inamovibili, a garanzia della loro indipendenza e professionalità e degli ulteriori principi costituzionali e pubblici di imparzialità, buon andamento, efficienza, efficacia ed economicità. Inoltre, non solo hanno affrontato e superato un concorso per l’accesso, ma devono fare altri concorsi ed esami per progredire in carriera. Ma la situazione di un imprenditore commerciale che guadagna grazie alle risorse pubbliche che sfrutta per la propria azienda, e quella di un dipendente stipendiato che usa le risorse strumentali del datore di lavoro nell’interesse di quest’ultimo, non sono minimamente equiparabili.

        • Veramente ineccepibile suk, però alcuni concetti sono e restano problematici, ora l’interesse trasfrontaliero certo lei dove lo trova in una concessione della Lucania di 70 m di arenile gestita da una famiglia? Inoltre, come si fa a non ingenerare in un impresa gestita per 50 anni con rinnovi e diritto di insistenza a non ingenerare nel piccolo imprenditore un legittimo affidamento? Dove sta la valutazione caso per caso di cui parla la corte europea? Dove sta la ricerca dell’obiettivo che la stessa direttiva pone dell equità sociale, dello sviluppo e della tutela del lavoro e dell’interesse nazionale? Tutto vero non esiste l’equiparazione tra dipendete pubblico e imprenditore balenare , ma far finta che queste imprese in tanti anni non hanno contribuito allo sviluppo dei territori e al benessere delle coste creando lavoro e investendo , facendo non pochi ma tanti favori allo stato, incapace di gestire risorse di alcun tipo è da ipocriti. Non tutte le regole europee sono giuste, il sistema balneare italiano è unico al mondo, non è armonizzabile con la direttiva perché la sua gestione è in completa antitesi. Lo sviluppo di queste imprese c’è stato proprio perché l’imprenditore sapeva di rimanerci a lunghissimo termine, così come qualsiasi altra impresa, coinvolgendo famiglie e investendo il tempo su quell’attività che nn scadeva. Ora se tutti avessero saputo prima del 2006 che ogni 5 o 6 anni ma anche 10 la propria attività decadeva, certamente nn avrebbe impostato la propria esistenza nella cura spasmodica di bene spiaggia e della azienda. Ed è quello il problema, con delle scadenze o rotazioni crolla il sistema come lo conosciamo e ci saranno solo mordi e fuggi e speculatori che vorranno tutto e subito sapendo di andare via, con prezzi alti e servizi alla cliente diversi. Significa perdere quel rapporto umano che il bagnino gestore e la spiaggia ha da 50 anni e che vede i padri e poi i figli frequentare i bagni solo perché li c’è chi li ha cresciuti e coccolati per estinti intere. La politica questo deve vedere, sicuramente un burocrate europeo o un funzionario anac nn possono capire, ma credo che tutti possano mettersi una mano sulla coscienza.

          • Grazie per la sua attenta e semplice analisi, ma rivolgersi a certi personaggi come il perfido Suck è inutile in quanto manca l’elemento fondamentale l’intelligenza.

            • Nikolaus Suck says:

              A parte che secondo qualcuno per essere “perfidi” bisogna essere intelligenti, uno come Luigi in effetti fa delle considerazioni condivisibili o meno ma comunque, appunto, intelligenti. Poi ci sono quelli come te.

        • Convinto di quel che dice??? A leggere ciò che scrive in maniera apparentemente coerente viene da ridere. Lei nega l’evidenza non scritta ma sotto gli occhi di tutti, mi riferisco ai tanti statali assunti per “concorso” pilotato ( bruttissima cosa) o dei funzionari/ dirigenti (tutti) messi
          li dalla politica. Vogliamo aggiungere rettori e primari ospedalieri tutti figli di ex primari o ex dirigenti…..sono quelli i dipendenti pubblici che lei difende??? Non ci confonda con questa gente per cortesia e taccia. Si vergogni

          • Nikolaus Suck says:

            Convintissimo. E non ho “difeso” nessuno ma semplicemente evidenziato che l’accostamento di sigfrido (e non sol) tra imprenditori balneari e dipendenti pubblici è sballato e non sta in piedi. Poi ci sono storture in tutti i (diversi) settori. Così come lo sono le raccomandazioni e inefficienze nei concorsi e nell’impiego pubblico, allo stesso modo lo sono (state) ad esempio le proroghe continue, automatiche e generalizzate di concessioni temporanee e che dovevano essere (e altrimenti sarebbero) scadute da parecchi anni. Con la differenza che in un caso abbiamo che fare con casi specifici e tutti da dimostrare volta per volta, mentre la stortura della proroga generalizzata è già lì alla luce del sole ed incontestabile. Salvo voler affermare che “si sa” che tutti i concorsi sono truccati e tutti i dipendenti pubblici raccomandati e fannulloni. Che sarebbe un luogo comune che vale quanto quello secondo cui “si sa” che “tutti i balneari sono evasori”, ossia ZERO.

          • Vogliamo forse anche parlare del patrimonio pubblico immobiliare…come tra l’altro belle case, appartamenti ecc. nel centro storico di Roma dato in affitto a canoni irrisorie? Di gare ogni tot anni non si parla!

      • Nikolaus Suck says:

        La geniale tesi di Renzo è che siccome lo Stato ha sempre rinnovato e mai revocato le concessioni, “ha fatto credere” ai poveri concessionari che i loro titoli sarebbero durati per sempre, a prescindere dalle scadenze previste dalla legge. Fa ridere anche solo a scriverlo quindi mi fermo qui.

        • suck fermati che e,’ meglio prima che tu dica cazzate. secondo te chi e’il coglione che avrebbe investito se poi avrebbe dovuto lasciare tutto perche si cambiano le regole in corso? e poi le cambiano chi?draghi e i suoi bocconiani non eletti supportati da 5s pd e garavaglia ? basta vedere che cosa hanno fatto con il bonus al 110% cambiando le regole in corso e quanti imprenditori hanno rovinato questi incopetenti mi viene da ridere.sarebbeo questi signori che dovrebbero rimettere in moto l economia della nazione con le loro riforme?fammi il piacere di non dire piu cagate suck. il lavoro lo si deve dare non toglierlo (con la cazzata della riforma )per far ripartire l economia.in italia il problema delle licenze (visto il chilometraggio delle nostre coste) non sussisterebbe ma alcuni idioti pensano che i balneari siano l ostacolo al progresso e alla ripartenza del turismo italiano alla concorrenza e cagate varie….riformatevi il cervello che e’ l unica cosa sensata che potreste fare

        • Suck, dici cazzate come al solito a modo tuo, , L’INGANNO che non vuoi evidenziare, anzi, L’IMBROGLIO che vuoi nascondere, non è soltanto il fatto che sin dall’origine, cioè, da più di un secolo, non è mai stata revocata (nonostante le “scadenze”) alcuna concessione, bensì, il fatto che c’erano delle leggi, ora ANNULLATE. L’art. 37 del codice della navigazione DAVA IL DIRITTO DI PRELAZIONE AL CONCESSIONARIO USCENTE, e L’art. 10 della legge 88/2001 così recitava: “LE CONCESSIONI, INDIPENDENTEMENTE DALLA NATURA O DAL TIPO DI IMPIANTI PREVISTO PER LO SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITÀ, HANNO DURATA DI SEI ANNI. ALLA SCADENZA SI RINNOVANO AUTOMATICAMENTE PER ALTRI SEI ANNI E COSÌ SUCCESSIVAMENTE AD OGNI SCADENZA, fatto salvo il secondo comma dell’art 42 del c.n. Queste leggi erano chiarissime, e tutte le tue “interpretazioni” sono fasulle, tant’è che non hai mai dato spiegazioni dei motivi, per cui quelle LEGGI SONO STATE ANNULLATE. Quelle leggi, a mio modesto avviso, sono state annullate, perché, come tutti sanno, “CE LO DICE L’EUROPA”, (attraverso quella famosa direttiva, assolutamente farlocca, recepita dall’Italia soltanto nel 2010, senza considerare che, così facendo, hanno perpetrato un COLOSSALE INGANNO assolutamente inaccettabile. Pertanto, tu e i tuoi amici, non potrete essere mai credibili!

          • Nikolaus Suck says:

            Certo che ho dato la spiegazione, almeno una decina di volte. Si trattava, appunto, solo di una “prelazione”, ovvero di una preferenza (in una comparazione) a parità di condizioni, e di una semplificazione procedimentale. E sono state abrogate perché costituivano vantaggi ingiustificati e discriminatori contrari ad una parità di trattamento, NON diritti assoluti. Le leggi erano chiarissime, sì, ma non dicevano quello che dici tu, le “interpretazioni” sono le tue.

            • Tu non puoi cambiare le regole del gioco, durante e dopo che ho investito ingenti capitali, la mia vita e quella dei miei familiari, riesci a capire o sei un autentico caprone?!

      • La precarietà durata fino al 2001 (legge88) che giustamente dava certezze poi L’abrogazione della stessa e ancora la PRECARIETA

        • Nikolaus Suck says:

          La “precarietà” è implicita nel sistema delle concessioni pubbliche, che sono temporanee per definizione (artt. 36 e 37 cod. nav. in qualsiasi momento e versione). E la 88/2001 per quello che è durata non dava nessuna “certezza” ma solo una “possibilità” derivante da una semplificazione procedimentale. Scadenze, necessità di rinnovo, e possibilità di revoca in ogni momento, sono sempre rimaste ed erano da tenere in considerazione.

  3. “….vanno dall’impossibilità per i Comuni di effettuare migliaia di gare entro un anno e mezzo …”

    Lo sto dicendo da mesi, l obbiettivo dopo aver rallentato la riforma e’ altra proroga.
    Avanti cosi’

  4. perchè domani non vieni tu a roma a manifestare con i tuoi detrattori suck? quanti siete 4 ?per favore te lo diciamo noi avvocato ..poi non sei neanche distante da piazza della repubblica perche invece di parlare non vieni e ti mostri ? di cosa hai paura ? noi non siamo delinquenti , quelli sono in un altra sede..questo fanno le persone per bene e che hanno etiche morali e di vita

    • Nikolaus Suck says:

      E chi ha mai detto che siete delinquenti. Mai dubitato che siate onesti, per bene e magari pure simpatici. Ma perché dovrei venire a manifestare PER qualcosa che sta già succedendo e che per ora mi va benissimo?

  5. Al 2024 ,dalla scadenza della già illegittima proroga del 2020,saranno trascorsi ulteriori 3 anni ,che sono stati abbonati dalla sentenza del Consiglio di Stato,ma niente non basta ancora : si ritarda la riforma per richiedere ancora altra proroga..Vediamo cosa faranno le procure della repubblica

  6. La concorrenza vale solo in Italia?! In Croazia Portogallo e Spagna non vale?! E sulle spiagge marittime si e su quelle lacustri e fluviali invece?! La mappatura era una gag di Scherzi a parte?! Le concessioni balneari sono di servizi o di beni e quindi fuori dalla Bolkestein?! Il bene è scarso anche se le coste sono date in concessione per il 35% del totale e tuttora ne vengono assegnate di nuove su nuove aree?! Chiedo per un amico….

    • Caro Ranieri, la concorrenza non vale per Spagna, Portogallo e Croazia, perché loro hanno concessioni Gino a 80 (ottanta) anni, sich! Però vale per tutti gli altri Paesi membri UE, dove il mare e le spiagge, non sanno nemmeno cosa sono 😂, però sanno benissimo come sono quelle italiane, tra l’altro, già belle e attrezzate di tutto, ristoranti, bar, piscine negozi e quant’altro!!!

        • Suck, lo sanno tutti, anche i ciechi, i sordi e i muti, tranne tu. Inoltre, internet è a portata di tutti, ognuno potrà informarsi. E le bugie, hanno le gambe corte!

          • Nikolaus Suck says:

            Ah ecco appunto. “L’ho letto su internet”. Che è come “me lo ha detto mio cugino”. Allora dai, dammi un link internet ad una concessione di spiaggia spagnola di 80 anni, fa lo stesso.

            • Sei assolutamente incorreggibile, tutti possono vedere, l’unico a non voler vedere, sei tu!

    • Nikolaus Suck says:

      Che amico dormiglione, ben svegliato e arrivato. Tutte cose già affrontate e smarcate da mesi e più volte. Molto in sintesi: In Croazia Spagna & Co le gare si fanno e/o non esistono concessioni di spiaggia come le nostre. Inoltre nessuno di tali paesi ha adottato una proroga unica e generalizzata di tutte le concessioni come ha fatto l’Italia non una ma più volte di seguito. Sulle spiagge lacuali e fluviali, se sfruttate, le gare si fanno (v. Lago di Garda). La mappatura può servire per vedere cosa e quanto mettere a gara, non SE farlo. Le concessioni sono funzionali ad un servizio retribuito e “serventi” (del. ANAC 556/2019) e quindi nella Bolkestein. La risorsa naturale è scarsa per definizione perché non concedibile senza limiti a tutti, infatti la direttiva non parla di scarsità della risorsa ma di “numero limitato della autorizzazioni per via della scarsità delle risorse naturali” che dà appunto per scontata perché ovvia.

      • ancora che parli di scarsita della risorsa per definizione? furbetto, qualcuno ti ha gia detto che non e’ cosi suck ma tu insisti. e wuesto e’ stato detto anche da illustri giuristi.ma chi cazzo ti crede suck. come per l interesse transfrontaliero..ma cosa cazzo vuoi che importi ad un turco un greco o chicchesia di una spiaggia in un posto sperduto in valabria(per farti un esempio).secondo te c e interesse transfrontaliero e scarsita di risorsa? la calabria 900 km di coste con 100 occupati c e scarsita oppure si possono dare licenze e far lavorare la gente? l economia gira se lavori non con la burocrazia di idioti che fanno interessi di mafie e amici degli amici e fanno fallire imprese. riforma un cazzo

        • Nikolaus Suck says:

          Sì la scarsità c’è perché non si possono dare concessioni a tutti e senza limiti e ogni concessione ha un suo rilievo autonomo. L’interesse transfrontaliero lo affermate e confermate voi tutti i giorni quando dite e ripetete ovunque che le gare servono a svendere le coste a multinazionali e stranieri. E le gare vanno fatte a prescindere perché si tratta di risorse pubbliche, per l’ordinamento italiano e non per quello europeo. Se non c’è interesse transfrontaliero non significa che non serve la gara (che è obbligatoria per tutte le risorse pubbliche), ma solo che non deve essere una gara europea.

        • Magari ad un greco può interessare una concessione a Gallipoli, bellissima località con un ottimo giro d’affari, oppure nelle zone di Ancona per non parlare di Olbia o La Spezia con le cinque terre..boh io sono e sarò interessato

          • Diario se mai avrai accesso ad una concessione ti posso assicurare che dovrai rigare drittissimo…finanza,dogana,ispettorato,nas ecc tutti i giorni…perché per il solo fatto che un tuo dipendente beva una bottiglietta d acqua senza scontrino 0 avrai gli amici in casa…

  7. Mi risulta probabile un rinvio pregiudiziale alla CGE da parte del tar Lecce, cosa che ovviamente avrebbe dovuto fare il consiglio di Stato se nn era politicizzato. Ecco l’Italia , distruggere un settore per creare caos , l’Europa non solo ha fallito in tutto ma è incapace di trovare soluzioni alternative a modelli complessi. Ditemi voi se una direttiva non esecutiva del 2006 può valere ancora oggi dopo tutto questo caos, non solo è inattuabile e distaccata dalla realtà dei singoli stati ma è anche obsoleta nel modo di pensare, iper liberista, una globalizzazione che sulle coste nn vuole nessuno, tranne quei pochi detrattori spinti da interessi personali.

  8. Un rinvio pregiudiziale del tar lecce alla Corte di Giustizia, questa e’ un altra chicca del codice amministrativo.

    Andiamo avanti che il caos che volete e’ alle porte

    • carlo finiscila di dire cazzate perchè il rinvio pregiudiziale alla cge era nell aria e a breve sarà confermato. i burattini siete voi scribacchini che credete che il dittatore draghi possa fare qualunque cosa contro il popolo italiano …non è cosi perche 3 milioni di lavoratori non saranno inermi davanti a queste ingiustizie e se poi hai qualche problema vieni domani a manifestare il tuo dissenso con striscioni viva draghi evviva le aste viva il cds bombardiamo i balneari nessuno te lo impedisce…li hai i coglioni o no di farlo o sei solo un fenomeno da tastiera? noi lo facciamo ma tu ? meglio non esporsi vero? ipocriti

        • ernesto mi permetto di rispondergli io.diario sergio tu piu’ che lavorare sfrutti e io non lo chiamerei lavoro specialmente quando si percepiscono soldi pubblici . tutti i balneari sanno chi sei.il lavoro e ‘ altra cosa

  9. Non c’è nessuna chicca , qua ci sono quesiti che devono essere chiariti, le interpretazioni autentiche sulle regole europee nn le fa il consiglio di Stato ma la Corte, e di sconfinamenti e soprusi ne abbiamo visti fin troppi, ci devono dire se la direttiva e esecutiva o meno e definirci i contorni di interesse tranfrontaliero e di risorsa scarsa. Non si scherza sulla pelle delle famiglie e dei lavoratori. Molte imprese sono fuori e devono essere tutelate, che piaccia o meno a draghi .

  10. Ah vi devono ri – dire se la direttiva e’ autoesecutiva attraverso un rinvio di un giudice di un tar, che dopo la riforma della sua sentenza dalla Plenaria, non si conforma, e che fa ? Aggira l ostacolo ricorrendo alla Corte di Giustizia.
    Ma chi ve le dice queste stupidaggini?

    Spero che vi accontentino, e vi diano un altra proroga. Vedremo come il nostro ordinamento reagira

    • non si chiama ordinamento carluccio ma furto grosso furto carlno .e in quanto al ricorso alla cge a breve sara’ confermato ,proprio perche’ sappiamo che il cds e’ politicizzato e che ha cagato fuori della tazza.

  11. Zero paletti,quindi nessun riconoscimento del valore commerciale, accelerazione per istituire i bandi per le evidenze pubbliche, spazio alle multinazionali o grandi investitori che potranno cambiare e migliorare notevolmente la qualità e offerta delle coste italiana, a differenza delle “famigliole” che “tirano a campare” con pochi investimenti o investimenti irrilevanti e di basso profilo.

  12. Luca Rosetti says:

    Chiunque voterà a favore di questo decreto, sarà complice della distruzione di un settore in piena salute, nonostante crisi economica, pandemia, burocrazia, incapacità politica, grazie alla capacità e sforzo economico di decine di migliaia di famiglie, che danno soldi e non ne chiedono…..dopo la porcata/tradimento della 145, chi voterà in favore di questo decreto, sarà un traditore, persona che palesemente e incredibilmente è contro l’interesse nazionale, delle famiglie dei lavoratori e delle PMI….
    Preoccupati saluti
    Luca Rosetti
    338 7023848

  13. Giuseppino says:

    Propongo che ogni tot anni chi ha fatto il balneare possa lasciare il lavoro ad uno statale prendendone il posto una sorta di cambio della guardia dei rispettivi lavori allora si affrontando mareggiate trombe d’aria atti vandalici ansie da visite di ogni corpo dello stato comprenderanno in molti che un lavoro senza batticuore non ha prezzo

    • Nikolaus Suck says:

      E’ un cambio della guardia che non ha alcun senso. Le possibili gratificazioni e i batticuore dell’imprenditore, o il lavoro da dipendente a stipendio magari modesto ma sicuro, sono libere scelte di vita, radicalmente diverse e opposte, imporre all’uno quella dell’altro è una stupidaggine.

      • Giuseppino says:

        direi lo stesso se fossi al tuo posto gazzetta dello sport sulla scrivania macchinetta del caffè dove passare le giornate uggiose timbrare in mutande e poi essere assolti e chi vi tocca a voi a noi bastavano i cambiamenti climatici a farci male molto male il drago è la goccia che mancava a far tracimare il vaso la spinta finale ad uccidere una categoria nata alla fine dell’800 quando nessuno sapeva cosa significasse il termine turismo auguri …….

  14. Si, una stupidaggine assoluta, i “sistemi” e le regole, non si possono cambiare a piacimento secondo esigenze di “altri” (Europa) così, come si sta facendo. È UN MACROSCOPICO INGANNO.

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