Attualità

Riforma spiagge entra nel vivo, emendamenti all’esame del Senato

Il ddl concorrenza è in mano alla X commissione, da cui dipendono le modifiche al testo

Ha inizio una settimana decisiva per il futuro degli stabilimenti balneari italiani. Domani la X commissione del Senato entrerà nel vivo dell’esame degli oltre mille emendamenti al disegno di legge sulla concorrenza, che contiene la proposta del consiglio dei ministri per riassegnare le concessioni demaniali marittime tramite evidenze pubbliche entro la fine del 2023, come imposto lo scorso novembre dal Consiglio di Stato. La sentenza di Palazzo Spada è attualmente oggetto di un ricorso in Cassazione e pertanto non rappresenta ancora la pronuncia definitiva sulla questione, ma per il momento il governo Draghi sembra intenzionato a seguirla pedissequamente e anche per questo non è da escludere il ricorso al voto di fiducia, che impedirebbe modifiche al testo da parte del parlamento.

Tuttavia i temi oggetto di negoziato con le forze di maggioranza e le associazioni di categoria sono ancora complessi e numerosi, e vanno dall’impossibilità per i Comuni di effettuare migliaia di gare entro un anno e mezzo alla necessità di riconoscere il valore economico delle aziende private che insistono sulle concessioni pubbliche, fino alla richiesta di escludere del tutto gli stabilimenti dall’applicazione della direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi. Proprio su quest’ultimo aspetto è acceso il fronte più infuocato tra chi ancora rifiuta del tutto le gare e chi invece, consapevole della loro inevitabilità, punta a mitigarne gli effetti attraverso alcune adeguate forme di tutela per gli attuali concessionari come il riconoscimento della professionalità in fase di bando e di un indennizzo economico a carico del gestore subentrante in caso di passaggio di mano del titolo.

In mezzo a questi contrasti, nei mesi scorsi il governo ha lasciato trapelare che quella delle concessioni balneari sarebbe una riforma prevista nell’ambito degli accordi con l’Unione europea per ottenere i fondi Pnrr, come avrebbe fatto intendere il ministro agli affari regionali Maria Stella Gelmini durante il tavolo tecnico del 4 gennaio. Ma seppure nel documento ufficiale non si faccia alcuna menzione esplicita del tema, tale aleatoria convinzione è bastata per portare il fronte dei balneari che si oppongono del tutto alle gare a indire una manifestazione per domani a Roma, in concomitanza con la visita di alcuni funzionari europei a Palazzo Chigi. In realtà il vertice consiste ufficialmente solo in una delle normali e periodiche riunioni per la verifica degli adempimenti per l’applicazione del Pnrr, ma nonostante ciò si sono rincorse le voci – non confermate – che Bruxelles vorrebbe verificare lo stato di avanzamento della riforma delle concessioni. Quale sia la verità è noto a pochi, mentre una certezza è indiscutibile: le dietrologie e le divisioni non hanno mai fatto il bene del settore, che oggi più che mai, anziché autodistruggersi a suon di polemiche interne, in questo momento di emergenza dovrebbe cercare di essere unito e responsabile contro chi sta cercando di cancellarlo.

pouf Pomodone

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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